LA PEGGIOR SCOPATA (SU CARTA) - SI ASSEGNA IL “BAD SEX AWARD”, PER LE SCENE DI SESSO PIÙ BRUTTE INSERITE IN UN ROMANZO - IN POLE PER LA VITTORIA, WILBUR SMITH: “I SUOI SENI CHE SCHIZZARONO FUORI COME CREATURE VIVENTI. BIANCHI COME IL LATTE DI CAVALLA…”

Giordano Tedoldi per "Libero Quotidiano"

 

the narrow road to deep north the narrow road to deep north

L’autorevole Literary Review ha svelato i 10 finalisti che, quest’anno, si contenderanno il suo Bad Sex in Fiction Award, temuto premio annuale per la peggiore scena di sesso in un’opera di narrativa. Le regole per essere candidati sono semplici: «tutto dev’essere fuori contesto, e stupido». Le scene selezionate corrispondono ai criteri.

 

Alcuni degli autori sono ben noti ai lettori italiani, tra questi c’è Helen Walsh, c’è Michael Cunningham con La regina delle nevi (Bompiani) in cui si descrive il coito bruscamente interrotto di Tyler, musicista a caccia del successo: «Vive per secondi in quell’elevata straziante perfezione. È questo, solo questo, si è smarrito a se stesso, non è nessuno, è annientato, non c’è nessun Tyler, c’è solo… Si ascolta ansimare, meravigliato. Cade in un estatico bruciante senso di ferita, perdendo, perso, disfatto. Ed è finita».

 

the age of magic   ben okrithe age of magic ben okri

Un capolavoro del kitsch con i più classici cliché orgasmici: la perfezione straziante, il perdersi, l’ansimare; peccato che a malapena si capisca che diavolo accada. Molto più esplicito è Murakami Haruki, scelto per il rapporto a tre nel suo romanzo L’incolore Tsukuru Tazaki e i suoi anni di pellegrinaggio" (Einaudi).

 

Dopo una serie di metafore, Murakami va al sodo informandoci che il pelo pubico delle due concubine «era bagnato come una foresta pluviale», frase che ci aspetteremmo di trovare in un eventuale Natale in Giappone con De Sica e Boldi, più che da un papabile premio Nobel.

 

Segue Wilbur Smith, il Joseph Conrad formato soap che, dopo ripetute candidature merita, stavolta, di aggiudicarsi il premio; ne Il dio del deserto (Longanesi) si supera così: «Questa increspata cortina \ non copriva i suoi seni che schizzarono fuori come creature viventi. Erano perfettamente tondi, bianchi come il latte di cavalla e sormontati da capezzoli color rubino che si corrugarono quando il mio sguardo li percorse».

l’incolore tsukuru tazaki l’incolore tsukuru tazaki

 

Per noi non c’è gara: il premio andrebbe agli inquieti capezzoli color rubino che spuntano dai capelli, dotati di vita indipendente. Ma bisogna fare i conti anche con l’ultimo vincitore del premio Booker, l’australiano Richard Flanagan, che nel romanzo The narrow road to deep north (inedito in Italia) racconta la triste interruzione di un atto sessuale a causa dell’uccisione di un inerme esemplare di pinguino blu azzannato da un cane: «Baciò la dolce, rosea fossetta lasciata dalle sue mutandine elasticizzate, che correva attorno al suo ventre come la linea dell’equatore circonda il mondo. Man mano che si perdevano nella circumnavigazione l’uno dell’altra, da vicino giunsero acute grida che terminarono in un più profondo ululato».

la regina delle nevi (bompiani)la regina delle nevi (bompiani)

 

L’uomo lupo australiano ha colpito ancora? «Dorrigo guardò in su. Un grosso cane stava in cima alla duna. Sopra la bava imbrattata di sangue, stringeva nella bocca umida un pinguino blu minore che si dimenava». Avremmo designata questa porcheria per la vittoria finale, se non fosse che qui non siamo più nel campo del brutto sessuale, l’ambito del premio, ma nel brutto assoluto.

 

il dio del deserto (longanesi) il dio del deserto (longanesi)

Flanagan meriterebbe la squalifica. Anche il nigeriano Ben Okri vinse il Booker, e ora rischia di conquistare il Bad Sex grazie a un passo del suo romanzo The age of magic (da noi inedito), in cui una donna durante un rapporto sessuale si sente «sicura adesso che ci fosse un paradiso e che fosse qui, nel suo corpo» e che: «l’universo era in lei e a ogni suo movimento esso le si rivelava».

 

Saranno stati i peperoni? In passato si sono aggiudicati il premio scrittori del livello di Tom Wolfe, Noman Mailer, Jonathan Littell, a riprova che scrivere di sesso può risultare un’impresa disperatissima anche per i più grandi. Non sarebbe male importare il premio anche da noi. I nostri scrittori non sfigurerebbero al cospetto della notte dei capezzoli viventi.

Ultimi Dagoreport

ernesto galli della loggia giorgia meloni

DAGOREPORT - FAZZOLARI E' PER CASO IL NUOVO DIRETTORE DEL "CORRIERE"? - IN UNA PRIMA PAGINA CHE NASCONDE LE MENZOGNE DI GIORGIA MELONI, SPUTTANATA DA MACRON, BRILLA UN EDITORIALE VERGOGNOSO DI GALLI DELLA LOGGIA CHE SI DOMANDA: "SE LA GERMANIA (DI AFD) HA DAVVERO FATTO I CONTI CON IL SUO PASSATO NAZISTA. IN ITALIA, INVECE, UN PARTITO CHE PURE HA LE SUE LONTANE ORIGINI NEL FASCISMO GOVERNA DA TRE ANNI IN UN MODO CHE SOLO I COMICI (DUNQUE PER FAR RIDERE…) GIUDICANO UNA MINACCIA PER LA DEMOCRAZIA" - L’EX MAOISTA, POI TERZISTA, QUINDI BERLUSCONIANO, 5STELLE, INFINE MELONIANO  DEVE STUDIARE UN PO’, INVECE DI CAMBIARE PARTITO A OGNI CAMBIO DI GOVERNO. NEL DOPOGUERRA IN GERMANIA, GLI EX NAZISTI RIENTRARONO NEL CONTESTO SOCIALE E OTTENNERO POSTI DI POTERE NELLE INDUSTRIE PIÙ AVANZATE FINO ALLA CONTESTAZIONE DEL '68, SIMBOLEGGIATA DALLO SCHIAFFONE RIFILATO DALLA STUDENTESSA BEATE KLARSFELD AL CANCELLIERE (EX NAZISTA) KURT KIESINGER – IN ITALIA LA DESTRA ALLA FIAMMA DI FINI FU SDOGANATA DAL GOVERNO BERLUSCONI, DOVE IL MINISTRO DELLA GIOVENTU' ERA GIORGIA MELONI. COSA CHE IL GALLI OMETTE ESSENDO ORA COLLABORATORE DEL GOVERNO DUCIONI PER IL SETTORE SCUOLA...

andrea orcel unicredit

DAGOREPORT - IL RISIKO DELLE AMBIZIONI SBAGLIATE - COME PER IL GOVERNO MELONI, ANCHE ANDREA ORCEL NON IMMAGINAVA CHE LA STRADA PER LA GLORIA FOSSE TUTTA IN SALITA - IL RAFFORZAMENTO IMMAGINATO DI UNICREDIT, PER ORA, È TUTTO IN ARIA: IL MURO DI GOLDEN POWER DELLA LEGA HA RESO MOLTO IMPROBABILE LA CONQUISTA DI BANCO BPM; BERLINO RITIENE “INACCETTABILE” LA SCALATA ‘’NON AMICHEVOLE” DI UNICREDIT ALLA SECONDA BANCA TEDESCA COMMERZBANK; LE MOSSE DI NAGEL E DONNET GLI DANNO FILO DA TORCERE; CREDIT AGRICOLE, CHE HA UN CONTRATTO IN SCADENZA PER LA GESTIONE DEL RISPARMIO CHE RACCOGLIE UNICREDIT, HA UN ACCORDO CON BPM, DI CUI E' PRIMO AZIONISTA. E IL CDA DI UNICREDIT NON È PIÙ QUELLA FALANGE UNITA DIETRO AL SUO AZZIMATO CONDOTTIERO. COME USCIRE DAL CUL-DE-SAC? AH, SAPERLO…

orcel giorgetti

DAGOREPORT – GIORGETTI SI CONFERMA UN SUPPLÌ CON LE UNGHIE: ALL’INCONTRO CON I RAPPRESENTANTI DI UNICREDIT PER LA MODIFICA DEL DECRETO GOLDEN POWER CHE BLINDA L'OPS SU BPM, BANCA CARA ALLA LEGA, CHI HA INCARICATO IL MINISTRO DI CAZZAGO? STEFANO DI STEFANO, DIRETTORE GENERALE DELLE PARTECIPAZIONI DEL MEF, MA ANCHE COMPONENTE DEL CDA DI MPS. INSOMMA, LA PERSONA GIUSTA AL POSTO GIUSTO... – CALTA C’È: LA GIRAVOLTA DEL CEO DI MPS, LUIGI LOVAGLIO, SULL'OPERAZIONE MEDIOBANCA-BANCA GENERALI…

guzzetti bazoli meloni fazzolari e caltagirone scannapieco giuseppe francesco gaetano dario cdp giorgia

DAGOREPORT - AVVISATE ‘’PA-FAZZO CHIGI’’ CHE IL GRANDE VECCHIO DELLE FONDAZIONI BANCARIE, GIUSEPPE GUZZETTI, HA PRESO IL BAZOOKA - L’INDOMABILE NOVANTENNE NON NE PUÒ PIÙ DI VEDERE CASSA DEPOSITI E PRESTITI (DI CUI LE FONDAZIONI HANNO IL 30%) RIDOTTA A CAGNOLINO SCODINZOLANTE DEI FRATELLI DI FAZZOLARI: AFFONDATA LA NOMINA DI DI CIOMMO ALLA PRESIDENZA DEL CDA DEL FONDO F2I - MA IL CEFFONE PIÙ SONORO AL SOVRANISMO BANCARIO DEL GOVERNO DUCIONI È STATO SFERRATO DAL TERRIBILE VECCHIETTO CON LA VENDITA DELLA QUOTA DELLA FONDAZIONE CARIPLO IN MPS, IL CAVALLO DI TROIA DEL FILO-GOVERNATIVO CALTAGIRONE PER ESPUGNARE, VIA MEDIOBANCA, GENERALI – STRATEGIE DIVERSE SUL RISIKO TRA GUZZETTI E IL SUO STORICO ALLEATO, IL GRANDE VECCHIO Di BANCA INTESA, “ABRAMO” BAZOLI…

giorgia meloni incontra george simion e mateusz morawiecki nella sede di fratelli d italia sergio mattarella frank walter steinmeier friedrich merz

DAGOREPORT –LA CAMALEONTE MELONI NON SI SMENTISCE MAI E CONTINUA A METTERE IL PIEDINO IN DUE STAFFE: IERI HA INCONTRATO NELLA SEDE DI FDI IN VIA DELLA SCROFA L’EURO-SCETTICO E FILO-PUTINIANO, GEORGE SIMION, CHE DOMENICA POTREBBE DIVENTARE IL NUOVO PRESIDENTE ROMENO. UN VERTICE CHE IN MOLTE CANCELLERIE EUROPEE È STATO VISTO COME UN’INGERENZA – SABATO, INVECE, LA DUCETTA DEI DUE MONDI INDOSSERÀ LA GRISAGLIA PER PROVARE A INTORTARE IL TEDESCO FRIEDRICH MERZ, A ROMA PER LA MESSA DI INIZIO DEL PONTIFICATO DI PAPA LEONE XIV, CHE E' GIÀ IRRITATO CON L’ITALIA PER LA POSIZIONE INCERTA SUL RIARMO EUROPEO E SULL’AZIONE DEI "VOLENTEROSI" A DIFESA DELL'UCRAINA - MENO MALE CHE A CURARE I RAPPORTI PER TENERE AGGANCIATA L'ITALIA A BRUXELLES E A BERLINO CI PENSANO MATTARELLA E IL SUO OMOLOGO STEINMEIER NELLA SPERANZA CHE LA MELONI COMPRENDA CHE IL SUO CAMALEONTICO EQUILIBRISMO E' ORMAI GIUNTO AL CAPOLINEA (TRUMP SE NE FOTTE DEL GOVERNO DI ROMA...)