LA SIGMA TAU CHIARISCE: “MAI MESSE IN ATTO DAL GRUPPO OPERAZIONI FINANZIARIE PER EVADERE IL FISCO” - VULNUS DEL GINOCCHIO PER CARLO VULPIO - GALLIANI FACCIA MEA CULPA: NON HA MAI VOLUTO LE TELECAMERE IN CAMPO! - “SATURNO” CHIUDE SENZA AVER ASCOLTATO IL PARERE DI NOI ABBONATI? - "FALSO E MARTELLO" SU PAOLA OCCHETTO E COOP VENETE - FORZA RAGNETTI - ASPETTANDO IL BUNGA BUNGA AL QUIRINALE…

Riceviamo e pubblichiamo:

Lettera 1
Nessuna patata bollente per sigma-tau, e vorremmo precisare quanto segue:


1 - non sono mai state messe in atto dal Gruppo sigma-tau operazioni finanziarie aventi lo scopo di evadere il fisco (vedi il documento in allegato che smentisce nel dettaglio le accuse rivolte da alcuni media a cui sono stati chiesti i danni);

2 - I risultati consolidati includono i flussi finanziari di tutte le società e non esiste alcuna operazione che non sia rappresentata nel bilancio pubblicato. La holding è italiana e il bilancio consolidato è redatto secondo gli standard internazionali IFRS;

3 - non è previsto alcun piano di vendita, gli azionisti sono focalizzati sul piano di risanamento della società di Pomezia;

4 - la CIGS ad oggi è prevista per circa 400 dipendenti, considerato che il numero dei lavoratori in cassa integrazione si è ridotto di oltre 100 unità rispetto alle 569 previste dalla procedura (a tale personale verrà proposta una nuova ricollocazione nelle aziende coinvolte nel processo di terziarizzazione delle attività non strategiche della Società);

5 - il Gruppo sigma-tau non ha acquistato la Enzon, bensì ha rilevato da Enzon Pharmaceuticals il ramo d'azienda relativo al business farmaceutico specialistico, incrementando la presenza ed il know-how del Gruppo nel settore delle malattie rare, ma senza alcuna volontà di abbandonare il mercato italiano, che rimane strategico per lo sviluppo del business.



Image Building
per il Gruppo sigma-tau

Lettera 2
Caro Dago,
dov'è che mi vedi "in ginocchio" nell'intervista al presidente della fondazione Roma (che peraltro hai riportato solo in parte, tagliandone i due terzi, visto che non parliamo soltanto di Biennale)? E poi, perché il fatto di essere stato coautore con Sgarbi di un programma tv (del quale vado orgoglioso, e di cui potrai, se vorrai, conoscere tutti i retroscena nel libro di prossima uscita che ho scritto con Mauro Masi - "Un nemico alla Rai", ed. Marsilio) dovrebbe impedirmi di intervistare gli amici e i collaboratori di Sgarbi? Con questo criterio, non dovrei poter intervistare nessuno, o quasi.

So quanto Sgarbi ti stia antipatico, ma questo è un problema tuo e soprattutto non è una buona ragione per sparare stupidaggini che si sgretolano da sole (basta leggerla tutta, la mia intervista a Emanuele). Spero che vorrai riconoscermi il "diritto di tribuna" e pubblicare questa mia nota. In caso contrario, non me la prenderò con i tuoi amici amici e conoscenti.
Saluti
Carlo Vulpio

Lettera 3
Esimio Roberto,
Tu hai sperimentato sulla tua persona quanto sia inapplicato l'art.3 della Costituzione. Se tu fossi stato comunista e, soprattutto, se non avessi confezionato quel simpatico pamphlet inerente a quanto si possa vivere felici senza i comunisti, avresti subito certamente minori traversie giudiziarie.

Oggi, gli infingardi ancora comunisti in non modica quantità, tutto "Falso e martello", si scandalizzano per la prescrizione riguardante Berlusconi, dimenticando le micidiali lentezze, chissà se organiche o soltanto distrattamente accumulate, della giustizia italiana verso i tangentisti rossi, alcuni dei quali prescritti ben prima del dibattimento.

A proposito, il compagno Vendola mi sa dire che fine fece il procedimento a carico di Paola Occhetto - fu beccata in autostrada con un miliardo e 50 milioni di lire provenienti nientemeno che da una ditta collegata alla sanguinaria Stasi della Ddr - iniziatosi nel marzo 1993 e, quindi, scomparso anche all'orizzonte mediatico? E che dire del procedimento sulle coop rosse venete a carico di D'Alema, i cui faldoni furono dimenticati per cinque anni cinque in un cassetto?
Giancarlo Lehner, P.T.

Lettera 4
Caro Dago,
il mitico Galliani che adesso si lamenta dell'errore marchiano dell'arbitro che non ha convalidato il gol al milanista Muntari contro la Juve, dovrebbe ora fare un grande mea culpa perché come consigliere della FIGC si é sempre rifiutato di far approvare norme che
consentissero l'utilizzo delle telecamere sulle porte. In questo caso le telecamere avrebbero dato ragione al Milan e gli avrebbero spalancato le porte per la riconferma dello scudetto. Adesso é tutto molto più difficile, dato che la Juve può ritornare in testa al campionato nel recupero della partita con il Bologna e non ha gli impegni di Coppa. Chi
é causa del suo mal pianga se stesso.
serpico48

Lettera 5
come mai sappiamo abbastanza di molti e non sappiamo niente della rai visto che paghiamo il canone ad esempio numero giornalisti e loro compenso, compensi di altre figure professionali conduttori, opinionisti ecc
grazie
roberto bossi

Lettera 6
Caro Roberto, Saturno chiude senza aver ascoltato il parere di noi abbonati ? semmai da chiudere è l'inserto satirico della domenica... Margherita - Venezia

Lettera 7
Il sindaco Alemanno, oggi, incontra il premier Mario Monti, per farsi spiegare come si gestisce la Capitale in caso di neve, di pioggia, di vento forte e di bufera tra parenti.
Giancarlo Lehner

Lettera 8
Caro Dago,
grazie di esistere, innanzitutto, ma mi permetto di farti un'osservazione con spirito costruttivo. Da quando e' stato nominato Direttore Generale di Alitalia, Andrea Ragnetti e' stato fatto oggetto di una minuziosa analisi da parte del tuo sito con particolare attenzione ai possibili errori che ha collezionato in 25 anni e passa di carriera.

A parte che Ragnetti non ha bisogno delle mie difese, ma concentrarsi solo ed esclusivamente sui presunti errori, mi pare fuorviante. Il Ragnetti e' partito dalla gavetta come rappresentante di Procter and Gamble ed e' arrivato a dirigere il Marketing Philips (e' sua la campagna Sense and semplicity) e per diretta esperienza ti posso assicurare che compagnie Nord Europee (forse anche piu' di quelle americane) promuovono solo a fronte di risultati e di valori oggettivi (o percepiti) comunque raccomandazioni ed amicizie valgono (quasi) zero.

Fallimenti di una campagna o coloriti aneddoti su vibratori possono far sorridere, ma non aiutano a capire un personaggio che del resto avra' puire fatto qualcosa di giusto per essere dove e' arrivato ad essere, del resto " chi non fa' non falla" diceva mio nonno.
Essere indicato come DG di Alitalia, per me sarebbe una iattura perche' a far funzionare quella baracca ci vorrebbe un miracolo piu' che un manager, ma si vede che al nostro piacciono le sfide.
Cordiali saluti e come si dice qui keep up the good work.
Roberto Ragni Alunni

Lettera 9
Caro Dago,
i nostri salari sono mediamente tra i più bassi d'Europa, e la Ministra Fornero,quella delle lacrime di compassione per i pensionati, dice che il problema è dovuto alla "Bassa Produttività" dei lavoratori italiani...E cosa c'è di meglio per aumentare la produttività? Abolire l'Articolo 18, of course.

Il fatto che i laureati italiani siano la metà della media UE non c'entra,chiaramente...
La precarietà non tutelata da regole decenti non c'entra, chiaramente... e chissà per quanto si potrebbe andare avanti,ma alcuni professori non ci sentono...
La produttività non dei lavoratori, ma di manager e politici che pigliano un sacco di soldi solo per fare danni...Tra un po' l'Art18 sarà la soluzione anche contro le ondate di freddo e le code in autostrada nel weekend...
E questi saranno ancora lì a spiegare cosa è bene e cosa è male...
PotereAIPiccoli

Lettera 10
In questi giorni ho avuto occasione di assistere in tv ad una trasmissione di informazione "cult" dove il presunto filosofo (sigh) Celentano e Santoro (entrambi arricchitisi facendo politica in Rai) recitavano un pistolotto sui danni della politica in Rai. Calcolando quello che ho pagato in decenni di canone a favore di costoro, e mi devo pure beccare il loro pistolotto...sai quanto mi girano!

Pure su La7 ho assistito ad un'altro spettacolo indegno dove il filosofo (sigh) Venditti si è incartato nella spiegazione della differenza fra un ricco buono ed uno cattivo (sullo sfondo Berlusconi fra le fiamme) dimenticandosi di catalogare quelli con l'eschimo che si sono arricchiti insultando i ricchi "cattivi".

Per non parlare della stampa illuminata, che ci ha scartavetrato i coglioni per 20 anni con il conflitto di interessi di chi stava al governo, ed ora incensano e santificano bellamente un governo che in quanto a conflitto di interessi ne ha in quantità multiple rispetto al precedente, ma chissà perchè questo è trasparente.
Per fortuna che c'è Dago, l'unico che senza nessuna pretesa supponenza, racconta i fatti veri.
Bravo Dago, li annienterai tutti!
Stefano55

Lettera 11
Capisco il desiderio di tenere in vita l'inesauribile fonte di gags del Cavalier Patonza, ma SB al Quirinale è davvero una barzelletta che non sta nè in cielo nè in terra e tradisce, da parte vostra, un irrealizzabile auspicio più che una paraculissima intuizione. Il primo a non crederci è lui, che tutto è meno che cretino, tantomeno lo saranno i suoi sondaggi. Il Cav in mutande a rincorrere le olgettine seminude per i giardini del Quirinale ve lo potete scordare, il Carnevale è finito, la Quaresima è iniziata, la resurrezione è prossima. Amen.
Aldo Petrocchi

Lettera 12
Caro DAGO
quando sento parlare dell'IMU alla Chiesa mi viene in mente un piccolo ambulatorio gestito da tre suore, che è l'unico posto in cui si puo' andare a farsi fare un'iniezione senza perdere mezza giornata nella sala d'attesa del medico della mutua: parlo non di un paesino sui bricchi, del centro di Milano, a poca distanza da dove Monti la domenica va in chiesa dopo aver varato l'IMU per la Chiesa.

Il servizio è gratuito, e quando uscendo lascio 5 euro "per la parrocchia" mi guardano come fossi paperone; si vede che gli altri....Beh, il luogo non è per nulla di culto, e finirà per pagare l'IMU a pisapia e soci. E' giusto? Per me no. Precisazione: come divorziato convivente sono in peccato mortale ed escluso dai sacramenti. Non bacio pile come Casini che pure è nelle mie condizioni a tal riguardo. saluti BLUE NOTE

 

SIGMA TAUCarlo vulpioEMMANUELE EMANUELE palo37 riccardo chiaberge moAndrea RagnettiGIANNI ALEMANNO MARIO MONTIELSA FORNERO CELENTANO-SANTORO

Ultimi Dagoreport

meloni la russa

IL CO-FONDATORE DI FRATELLI D’ITALIA E SECONDA CARICA DELLO STATO, IL POCO PALUDATO PRESIDENTE DEL SENATO IGNAZIO LA RUSSA, LEGGE DAGOSPIA E NON SI TROVA PER NULLA D’ACCORDO SU QUANTO SCRIVIAMO SUL SUO RAPPORTO NON IDILLIACO (EUFEMISMO) CON GIORGIA MELONI (DALLE DIMISSIONI DELLA PITONESSA SANTANCHE’ AL CANDIDATO ALLE PROSSIME COMUNALI DI MILANO, CASINI IN SICILIA COMPRESI) E CI SCRIVE UNA ZUCCHEROSA, A RISCHIO DIABETE, LETTERINA: ‘’CARO D'AGOSTINO, POSSIBILE CHE QUANDO (SPESSO) TI OCCUPI DI ME NON NE AZZECCHI UNA? FANTASCIENZA ALLO STATO PURO UN ANCORCHÉ MINIMO DISSENSO CON GIORGIA MELONI CHE PER ME È E RESTERÀ SEMPRE, UNA SORELLA MINORE SUL PIANO AFFETTIVO E UNA LEADER INIMITABILE SUL PIANO POLITICO - SE VUOI SONO SEMPRE PRONTO A DARTI NOTIZIE CHE RIGUARDANO ME, CORRETTE E DI PRIMA MANO. MA FORSE NON TI INTERESSANO” (CIAO CORE...)

meloni la russa manlio messina cannella dell'utri

DAGOREPORT - IL PROBLEMA PIÙ OSTICO PER LA MELONA AZZOPPATA NON È CONTE NÉ SCHLEIN: SI CHIAMA FRATELLI D'ITALIA, A PARTIRE DA LA RUSSA – IL PRESIDENTE DEL SENATO BRIGA, METTE BOCCA, PRETENDE LA SCELTA DEL SINDACO DI MILANO: LA PROVA SI È AVUTA OGGI CON LA NOMINA DEI SICILIANI GIAMPIERO CANNELLA E MASSIMO DELL’UTRI A SOTTOSEGRETARI - ‘GNAZIO VOLEVA UNA “COMPENSAZIONE” PER IL TRASLOCO DEL "SUO" GIANMARCO MAZZI AL TURISMO, PER NON LASCIARE AL SOLO EMANUELE MERLINO (UOMO DI FAZZOLARI) IL COMPITO DI ''BADANTE'' DEL MINISTRO GIULI-VO – IL CAOS IN SICILIA, TRA INCHIESTE SULLA GIUNTA, I SEGRETI “SCOTTANTI” MINACCIATI E MAI RIVELATI DA MANLIO MESSINA E LA DEBOLEZZA DEL TAJANEO SCHIFANI CHE SENTE IL FIATO SUL COLLO DI GIORGIO MULE' (CARO AI BERLUSCONI), CHE PUNTA A PRENDERE IL SUO POSTO E CHIEDE DI COMMISSARIARE FORZA ITALIA IN SICILIA, DOPO IL PESSIMO RISULTATO AL REFERENDUM...

marina berlusconi antonio tajani fulvio martusciello

DAGOREPORT - LA PRESA DI TAJANI SU FORZA ITALIA SI È RIDOTTA DOPO IL SILURAMENTO DEI SUOI "DIOSCURI", BARELLI E GASPARRI. IL PARTITO ORA È IN EBOLLIZIONE: VOGLIONO RIMUOVERE FULVIO MARTUSCIELLO DA CAPOGRUPPO DI FORZA ITALIA A BRUXELLES. AL SUO POSTO, SI FANNO AVANTI LETIZIA MORATTI E MASSIMILIANO SALINI - E IL "MAGGIORDOMO CIOCIARO" DI CASA MELONI, CHE FA? RESTA IN TRINCEA BLOCCANDO LA NOMINA DI FEDERICO FRENI ALLA CONSOB PER FORZARE IL GOVERNO A TROVARE UNA SISTEMAZIONE AL SUO CONSUOCERO BARELLI E ALLA SUA FEDELISSIMA CHIARA TENERINI, LANCIATA CONTRO LA DEBORA BERGAMINI DI MARINA…

giuseppina di foggia giorgia meloni arianna claudio descalzi terna eni

CHE FIGURA DI TERNA PER GIORGIA! – NELL’APRILE 2023 MELONI SI VANTAVA DELLA NOMINA DI GIUSEPPINA DI FOGGIA ALLA GUIDA DI TERNA: “È LA PRIMA DONNA AD DI UNA GRANADE PARTECIPATA PUBBLICA” – CHISSA COME SI SARÀ PENTITA DI QUELLA SCELTA, SPONSORIZZATA DALLA SORELLA ARIANNA, ORA CHE LA MANAGER HA DECISO DI INCASSARE FINO ALL’ULTIMO EURO DELLA SUA BUONUSCITA DA 7,3 MILIONI, ALLA FACCIA DELLA CRISI ENERGETICA, ED È PRONTA A RINUNCIARE ALLA PRESIDENZA DI ENI CHE LE È STATA OFFERTA COME “PARACADUTE”, PUR DI TENERE IL PUNTO – DI FOGGIA PRETENDEVA DI ESSERE CONFERMATA IN TERNA O DI AVERE COMUNQUE UN RUOLO OPERATIVO IN UN ALTRO COLOSSO STATALE: SA BENE CHE LA POLTRONA DA PRESIDENTE DEL CANE A SEI ZAMPE È DI RAPPRESENTANZA, DAL MOMENTO CHE IN CASA ENI TUTTO PASSA PER L’AD CLAUDIO DESCALZI – IL VERBALE DI TERNA CHE INGUAIA PALAZZO CHIGI

borsa italiana dario scannapieco fabrizio testa cdp cassa depositi e prestiti

DAGOREPORT - PERCHE' ALLA BORSA ITALIANA COMANDANO I FRANCESI? – INFURIA LA BATTAGLIA SULLA CONFERMA DI FABRIZIO TESTA ALLA GUIDA DI BORSA ITALIA, IMPOSTA DALLA FRANCESE EURONEXT E CONTESTATA DA CDP (ENTRAMBI AZIONISTI ALL’’8,08%). SECONDO LA CASSA, NON SAREBBE STATO RISPETTATO IL PATTO PARASOCIALE – EPPURE LA CONSOB, NEL SUO “ACCERTAMENTO” SU BORSA ITALIANA DELLO SCORSO NOVEMBRE, ERA STATA CHIARA: HA RILEVATO UNA “RIPETUTA VIOLAZIONE DELLE REGOLE DEL GOVERNO SOCIETARIO”, HA ACCERTATO CHE “TESTA NON HA DATO LA NECESSARIA INFORMATIVA AL CDA DI BORSA ITALIANA SUI PROGETTI O LE MODIFICHE ALLA STRUTTURA COMMISSIONALE”, “MORTIFICANDO IL RUOLO DEL CDA” – L’ASSEMBLEA DEI SOCI DI BORSA ITALIANA È CONVOCATA PER IL 29 APRILE PER RINNOVARE CDA E VERTICI MA LA GUERRA LEGALE POTREBBE ESSERE MOLTO PIU’ LUNGA...

procuratore milano viola procura milano luigi lovaglio - francesco gaetano caltagirone - giancarlo giorgetti - milleri - alberto nagel - philippe donnet mediobanca mps giorgia meloni

DAGOREPORT - SDENG! ANCHE IL ‘’SOVRANISMO BANCARIO’’ È FINITO NEL CESTINO DELLE CAZZATE DELL’ARMATA BRANCA-MELONI – A CANCELLARE IL DISEGNO DEL ‘GRANDE POLO DEL RISPARMIO TRICOLORE', A CAVALLO DI CALTAGIRONE & C., OBIETTIVO GLI 800 MILIARDI DI GENERALI, CI HANNO PENSATO IN TANTI: DALLE PERPLESSITÀ DI BCE ALLA CONTRARIETÀ DEI FONDI INTERNAZIONALI PER LA LEGGE CAPITALI (RIVELATASI UN BOOMERANG PER CALTA CHE L’AVEVA ISPIRATA) - MA IL RIBALTONE NON SAREBBE AVVENUTO SENZA L’ENTRATA IN CAMPO DELLA PROCURA DI MILANO - L’ISCRIZIONE NEL REGISTRO DEGLI INDAGATI DI CALTA-MILLERI-LOVAGLIO PER PRESUNTO “CONCERTO OCCULTO” SULLA SCALATA DI MEDIOBANCA, IN DUPLEX CON LA BIZZARRA VENDITA “OVERNIGHT” DEL 15% DI MPS DA PARTE DEL TESORO DI GIORGETTI, E' STATO IL PRIMO SEGNALE DI ALLARME PER I GENI DI PALAZZO CHIGI PER I POSSIBILI (E AMARI) STRASCICHI GIUDIZIARI - MA LA GOCCIA CHE HA FATTO INFINE TRABOCCARE IL VASO, SPINGENDO MELONI, DELFIN E BPM AD ABBANDONARE AL SUO DESTINO L’EX ALLEATO CALTARICCONE, È STATA LA VITTORIA DEL “NO” AL REFERENDUM, SENZA LA QUALE L’INCHIESTA DELLA PROCURA DI MILANO CHISSA' IN QUALE CASSETTO SAREBBE FINITA...