NON FINIAMO NELLA RETE - IL SOCIOLOGO DE KERCKHOVE RECENSISCE IL LIBRO DI ALBERTO CONTRI: “C’E’ UNA RESPONSABILITÀ COLLETTIVA CHE CI RIGUARDA. DOBBIAMO RIPRENDERE IL NOSTRO POTERE SULLE TECNOLOGIE E CAPIRE CHE, BENCHÉ ESSE STIANO PLASMANDO LA NOSTRA MENTE E GUIDANDO LE NOSTRE EMOZIONI, DOBBIAMO ESSERE CAPACI DI REAGIRE”

Derrick de Kerckhove Derrick de Kerckhove

Derrick De Kerckhove per “Avvenire”

 

Forse McLuhan è ancora qui, benché molto virtualmente. Mi piace immaginare che ritorni ogni tanto per verificare la realizzazione delle sue predizioni. Penso soprattutto al suo "decalogo" degli anni Sessanta: «Il prossimo medium, qualunque esso sia 1) potrebbe essere l'estensione della coscienza [Internet], 2) includerà la televisione come suo contenuto e non come suo ambiente [ Web], e 3) trasformerà la televisione in una forma d'arte [ YouTube].

mcluhan mcluhan

 

Il computer come 4) strumento di ricerca e di comunicazione [Google] potrebbe 5) migliorare il recupero di informazioni [motori di ricerca, data-bank, Big Data], 6) rendere obsoleta l'organizzazione della biblioteca [tag], 7) sfruttare le funzioni enciclopediche di ciascuno [Wikipedia], per divenire 8) una linea privata [informazione on demand] di 9) dati immediatamente disponibili [real-time, onlinejust- in-time] per 10) essere venduti [e-economy]».

 

0r04 alberto contri0r04 alberto contri

In questo modo McLuhan ci fornisce ancora una volta le chiavi del presente. Mancano la connettività e i social media, che costituiscono precisamente la materia prima di questo libro. Intanto, McLuhan non abita più qui? non elimina McLuhan, ma permette di continuare la sua ricerca come ho fatto anch'io per anni. Continuando con Alberto Contri una collaborazione spontanea nel prolungamento del pensiero mcluhaniano, voglio aggiungere la mia su alcuni punti forti del libro.

 

Per esempio, la penetrante reinterpretazione del medium is the message. Alberto Contri la trasforma in people is the message: «Nell'era della comunicazione "da tutti a tutti" avviene invece che il pubblico sia il messaggio, dato che costituisce allo stesso tempo il percettore e il vettore che si rende disponibile a veicolare la comunicazione ad altre persone».

Alberto Contri - McLuhan non abita piu quiAlberto Contri - McLuhan non abita piu qui

 

A mio parere la citazione non contraddice McLuhan. Al contrario, lo conferma. McLuhan diceva spesso che «se il medium è il messaggio, l'utente è il suo contenuto». Di fatto si può facilmente capire e immaginare tutta la gente online come il vero "contenuto" della Rete (rappresentata dalle tante immagini dedicate alle ragnatele) [...].

 

Il fatto è che noi - come i più giovani - stiamo attraversando un' epoca di crisi cognitiva che si riflette anche nel mondo dell' educazione, fattore, questo, che la scuola non ha ancora messo bene a fuoco [...]. Contri ci fa riflettere sul tema della costante attenzione parziale, caratteristica della mente giovanile di oggi, per sottolineare la frammentazione permanente e irreversibile del nostro tempo, delle nostre esperienze e conoscenze. In effetti, noi siamo sempre disponibili per ogni forma possibile d'interruzione. Rispetto a questa teoria, sono più che d'accordo. Anni fa ho detto e scritto: «Siamo frantumati - ridotti a pezzi, bit - dalla digitalizzazione».

mappatura internetmappatura internet

 

Questa frammentazione appare irreversibile. Siamo in balia dello tsunami elettronico e non serve provare a nuotare controcorrente. Le strategie per dare senso alle cose e fare scelte devono nascere da una nuova capacità di saper gestire tanti frammenti.

 

La situazione psicologica e sociale di una cultura fracassata richiede di pensare diversamente rispetto all' epoca predigitale. Lo spostamento della conoscenza umana dall' interno delle coscienze all' esterno nella Rete e nei Big Data cambia le nostre funzioni cognitive di base. Parlo qui del pensiero ipertestuale. Partendo dalla capacità del nostro cervello di ricostruire la memoria delle cose a partire da frammenti - come segnala la parola inglese remembering («rimettere membri insieme») - possiamo immaginare che nel futuro questo processo di ricostruzione sarà applicato a connessioni nuove.

 

TV CONTRO INTERNET TV CONTRO INTERNET

Ricordare significherà creare rapidamente un ordine delle cose, non semplicemente ritrovarlo. In passato, ho constatato che il modo di pensare dei miei studenti era simile a quello dello scanner: scannerizzavano l'ambiente o lo schermo per scegliere i pezzi pertinenti al fine di creare senso.

 

Attualmente, non condanno né l'accelerazione, né la frantumazione, né l' irresistibile attrazione per lo smartphone o l'iPad. Sono solo segnali deboli di una accelerazione ancora più forte e di una moltiplicazione indefinita di media connessi tra loro e con noi.

 

INTERNETINTERNET

Bisogna trovare un modo per adattarci alle nuove condizioni di connettività, di condivisione, di esternalizzazione e moltiplicazione del Sé nonché di trasparenza della cultura digitale, senza per questo abbandonare l'eredità psicologica e sociale del passato, quali l'identità privata e la democrazia [...]. In tal modo, people is the message mette in luce la responsabilità collettiva che ci riguarda tutti. Il messaggio profondo del libro è che dobbiamo riprendere il nostro potere sulle tecnologie e capire che, benché esse stiano plasmando la nostra mente e guidando le nostre emozioni, dobbiamo essere capaci di reagire, appena riconosciuti i loro effetti.

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