LO STREAMING DEI GIUSTI – CHE VEDIAMO STASERA? SONO USCITE SU SKY LE PRIME DUE PUNTATE DI “NORD SUD OVEST EST. LA LEGGENDARIA STORIA DEGLI 883” - HO VISTO ANCHE LA PRIMA PUNTATA DELLA STRAVAGANTE SERIE ITALIANA MOCKUMENTARY “PECCATO”, CHE TROVATE SU AMAZON, DOVE SI PARTE DALL’IDEA CHE ELEONORA FANELLI, ATTRICE DI SUCCESSO, È SPARITA 25 ANNI FA E NON SI SA CHE FINE ABBIA FATTO. ORA. CERCHERÒ DI VEDERE LE ALTRE PUNTATE E MAGARI CAMBIARE IDEA. MA UN PROGETTO COSÌ HA BISOGNO DI UN ATTORE POPOLARE COME PROTAGONISTA. O SI RISCHIA IL DISASTRO – SU MUBI OCCHIO ALL’HORROR-LESBO-COMEDY IPERCOLTO, SOFISTICATO E ULTRAQUEER “CAMP MIASMA - ADOLESCENZA, SESSO E MORTE”… - VIDEO
Marco Giusti per Dagospia
Che vediamo stasera? Vabbuò, abbiamo visto su Netflix “La valle dell’Eden” con Florence Pugh cattivissima mistress vestita di nero, già idolo dei maschi schiavi di tutto il mondo che sognano di farsi frustare da lei, che ha esordito con 6,5 milioni di spettatori in tutto il mondo solo nei primi 4 giorni e un incremento del 200% di vendite del libro edito da Penguin nelle librerie americane.
Sono uscite su Sky anche le prime due puntate di “Nord Sud Ovest Est – La leggendaria storia degli 883”, la serie ideata, prodotto e in parte diretta da Sydney Sibilia, che l’ha scritta con Francesco Agostini e Marco Pettenello, iniziata un anno fa come “Hanno ucciso l’uomo ragno – La leggendaria storia degli 883”, biopic di Max Pezzali e degli 883.
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Stavolta le regie sono di un gruppo di giovani registi, Alessio Lauria, Simone Godano, Alice Filippi e dello stesso Sibilia e oltre a seguire le avventure artistiche e sentimentali di Max Pezzali e Mauro Repetto, interpretati da Elia Nuzzolo e Matteo Oscar Giuggioli, assistiamo anche alla formazione di altri gruppi, come i Righeira, interpretato da Matteo Maiolani come Michael, e Ruben Aprea come Johnson.
La prima stagione aveva avuto un enorme successo tra i ragazzi e era comunque una delle serie più riuscite dell’industria italiana. Soprattutto se paragonata ai biopic dei cantanti italiani che trovo più o meno terrificanti. Anche qui, e non capisco perché, si sente il bisogno di esaltare il momento della creazione della canzone di successo, da “Vamos alla playa” a “L’estate sta finendo”, come fosse la punta della narrazione.
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Copre probabilmente qualche mancanza narrativa. Ma va detto che, almeno in queste due serie di Sibilia, contano più i ragazzi protagonisti, i volti simpatici e sconosciuti che sono la vera forza della sua narrazione. Storicizzare gli anni ’90, che a me sembrano ieri, fa un effetto curioso. Anche perché Sibilia e i suoi sceneggiatori e registi, la fanno tutta facile. Sembra un mondo dove tutto è possibile. Scrivere una canzone popolare, arrivare al successo, diventare una star. Incontrare Cecchetto e Fiorello…
Ho visto anche la prima puntata di “Peccato”, stravagante serie italiana mockumentary, presentata anche a Venezia, ideata e diretta da Valerio Vestoso, targata HBO e che trovate su Amazon, dove si parte dall’idea che Eleonora Fanelli, attrice di successo, è sparita 25 anni fa e non si sa che fine abbia fatto.
Un giornalista, un invecchiato Malcom Pagani è mandato alla sua ricerca e ne ripercorre la storia, intervistando vecchi personaggi dello spettacolo, tutti truccati da vecchi, da Sabrina Ferilli a Paola Cortellesi, che nel frattempo è diventata Presidente al posto di Mattarella, da Tullio Solenghi a Giovanni Benincasa, da Piera Detassis a Gianni Canova a Gigi Marzullo. Ora. Cercherò di vedere le altre puntate e magari cambiare idea.
Ma un progetto così ha bisogno di un attore molto popolare come protagonista. O si corre il rischio del disastro del film, praticamente identico, di Massimo Martelli, “Il segreto del successo” sui due comici scomparsi, con Malandrino e Veronica, due comici che nemmeno allora erano così popolare. E non solo la Fanelli non è così popolare, ma, almeno nella prima puntata, funziona solo nel numeretto dei titoli di coda.
E forse è quel film che vorrei vedere. L’altro problema è il mondo di star che presenti come testimonial truccate o meno. Questo mondo di star truccate (male), da Ozpetek a Detassis, da Canova a Marzullo, da Ferilli alla Cortellesi, ci mette fortemente in imbarazzo. Perché si capisce che sono loro stessi imbarazzati nel farlo. E quando trucchi i sessantenni rischi sempre l’effetto Nestore - L’ultima corsa.
Mi divertono solo Giovanni Benincasa col testone pelato e i ciuffi bianchi, e Malcom Pagani truccato da giornalista d’inchiesta, che lo farebbe benissimo su Report nel dopo-Sigfrido. Ma l’effetto è ultra-ultra-ultra cringe. Meglio i vecchi sketch che facevamo in tv ai tempi di Rai Due dei bei tempi. E Canova e Detassis sembrano ancora sul set dei loro spot sui film da vedere che troviamo al cinema… Magari però le altre puntate funzionano. Ma se non riconosci la Fanelli come protagonista e non fai mezza risata…
camp miasma adolescenza, sesso e morte
Sempre su Amazon e su Mubi trovate una perla come l’horror-lesbo-comedy ipercolto, sofisticato e ovviamente ultraqueer, con immancabile scena lesbo tra le due protagoniste, “Camp Miasma - Adolescenza, sesso e morte”, opera terza scritta e diretta dall'emergente Jane Schoeburn, regista trans, lei-loro, poliamorosa dichiarata, interpreta magnificamente da Hannah Einbinder ("Hacks") e da Gillian Armstrong che si sente Gloria Swanson, che aprì lo scorso maggio la rassegna Un Certain Regard a Cannes, e venne salutato con un boato liberatorio. "Flesh and fluid".
Su Mubi rovate anche il poco visto, bellissimo “Arizona Dream” di Emir Kusturica con Johnny Depp dei bei tempi, Jerry Lewis che canta “Black Magic” come in “The Nutty Professor”, Faye Dunaway, Lili Taylor. Il film fu un disastro assoluto. Kusturica dette di matto e bloccò il film tre mesi. Il primo montaggio di 4 ore venne rifiutato, ma Johnny Depp ne ha una copia. Uscì tre anni dopo la fine delle riprese. Assolutamente da recuperare.
Su Mubi trovate pure una grande classico come “La parola ai giurati” di Sidney Lumet con Henry Fonda e Lee J. Cobb, che avete fin troppi remake, il notevolissimo “Ema” di Pablo Larrain. Ma la perla di Mubi è l’hard lesbo-horror diretto nel 1977 da Roberta Findlay “L’altro vizio di una bocca” o “A Woman's Torment” con Tara Chung, Jennifer Jordan e Jake Teague.
La protagonista, leggo, scappò con il gaffer a metà delle riprese, Tara Chung non era asiatica, ma ispanica, il vero cognome era Vasquez. Visto che era calva nella vita reale, quando dovette essere rimpiazzata, alla stessa Findlay, che la sostituì, bastò mettersi la stessa parrucca. Anche per le scene hard quella che vedete è la Findlay.
ema di pablo larrain 1
peccato 2
l’altro vizio di una bocca 2
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la parola ai giurati
arizona dream
la valle dell'eden 3
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l’altro vizio di una bocca 3
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