T’AMO, PIA MUCCA! – MICHELE SERA FA SAPERE CHE ANCHE LUI SALUTA LE MUCCHE, COME SALVINI: “NELLA FLUVIALE INTERVISTA CONCESSA A SABELLI FIORETTI, CALENDA RIMPROVERA A SALVINI, INSIEME A TANTE ALTRE COSE EFFETTIVAMENTE BIASIMEVOLI, DI ESSERE ‘UNO CHE SALUTA LE MUCCHE’. NON SO SE E QUANDO IL SALVINI LO ABBIA FATTO, NÉ CON QUALI INTENZIONI, MA SALUTARE UNA MUCCA SAREBBE, NEL REPERTORIO SALVINIANO, IL SOLO GESTO CONDIVISIBILE. E NON VIZIATO (LE MUCCHE NON VOTANO) DA SECONDI FINI. PIÙ IL TEMPO PASSA, PIÙ L'INNOCENZA DEGLI ANIMALI ME LI RENDE PROSSIMI…”
CARLO CALENDA SI CONFESSA A SABELLI FIORETTI: "LA MELONI NON SI DICHIARA ANTI-FASCISTA PERCHÉ È STATA FASCISTA. POTREBBE FARE UN COLPO DI STATO? MA SE NON È STATA CAPACE NEMMENO DI FARE UNA RIFORMA - FARCI L’AMORE? NO, NON NE PARLIAMO PROPRIO” – TRUMP PIU’ PERICOLOSO DI PUTIN - RENZI? QUELLO CHE GLI INTERESSA È FARE I SOLDI USANDO LA POLITICA. LUI ONESTO? MI AVVALGO DELLA FACOLTÀ DI EVITARE LA QUERELA – SALVINI? IN UNA MIA AZIENDA NON LO METTEREI NEMMENO AL CENTRALINO. UN INCAPACE” - VANNACCI "PERICOLOSO", DI MAIO “ARROGANTE, HA SCONFITTO LA POVERTÀ, LA SUA” – E POI LE CANNE (“ME NE SONO FATTE PARECCHIE QUANDO ERO RAGAZZO. COCAINA? ZERO. ERA UNA DROGA FASCISTA”) GIULIANA DE SIO (“LA TROVAVO BELLISSIMA”) E BERLUSCONI: “PER COME SIAMO RIDOTTI CON QUESTI LO RIMPIANGO..."
Estratto dell’articolo di Michele Serra per “la Repubblica”
Ho un solo appunto da fare a Carlo Calenda dopo avere letto la fluviale intervista concessa a Claudio Sabelli Fioretti […]. Calenda rimprovera a Salvini, insieme a tante altre cose effettivamente biasimevoli, di essere «uno che saluta le mucche». Non so se e quando il Salvini lo abbia fatto, né con quali intenzioni, ma salutare una mucca sarebbe, nel repertorio salviniano, il solo gesto condivisibile. E non viziato (le mucche non votano) da secondi fini.
Più il tempo passa, più l'innocenza degli animali — che uccidono solo per sfamarsi o per difendersi, mai per altro scopo — me li rende prossimi. Non sono un militante animalista e neanche vegano, e nemmeno mi illudo di leggere, negli occhi e nei moti emotivi delle bestie, qualcosa di "umano" […]
Al contrario, è proprio la loro non umanità ad affascinarmi: gli animali sono gli alieni, ovvero la conferma che infinite forme di vita sono possibili, alla faccia della nostra ridicola ossessione di unicità. La vita è molto più grande di noi. Per vedere gli alieni, per i famosi incontri ravvicinati, non serve solcare le galassie [...]
E dunque anche io saluto le mucche (in particolare incontro spesso una vivace vitella di nome Lola) nella vana speranza che un giorno anche loro salutino me.


