carlo calenda elly schlein giorgia meloni

“SCHLEIN? QUANDO PARLA È UNA PERENNE SUPERCAZZOLA. NON SONO D’ACCORDO SU TRE QUARTI DELLE COSE CHE DICE MELONI, MA ALMENO LE CAPISCO” – CARLO CALENDA SI CONFESSA A SABELLI FIORETTI: "LA MELONI NON SI DICHIARA ANTI-FASCISTA PERCHÉ È STATA FASCISTA. POTREBBE FARE UN COLPO DI STATO? MA SE NON È STATA CAPACE NEMMENO DI FARE UNA RIFORMA - FARCI L’AMORE? NO, NON NE PARLIAMO PROPRIO” – TRUMP PIU’ PERICOLOSO DI PUTIN - RENZI? QUELLO CHE GLI INTERESSA È FARE I SOLDI USANDO LA POLITICA. LUI ONESTO? MI AVVALGO DELLA FACOLTÀ DI EVITARE LA QUERELA – SALVINI? IN UNA MIA AZIENDA NON LO METTEREI NEMMENO AL CENTRALINO. UN INCAPACE” - VANNACCI "PERICOLOSO", DI MAIO “ARROGANTE, HA SCONFITTO LA POVERTÀ, LA SUA” – E POI LE CANNE (“ME NE SONO FATTE PARECCHIE QUANDO ERO RAGAZZO. COCAINA? ZERO. ERA UNA DROGA FASCISTA”) GIULIANA DE SIO (“LA TROVAVO BELLISSIMA”) E BERLUSCONI: “PER COME SIAMO RIDOTTI CON QUESTI LO RIMPIANGO..."

 

Claudio Sabelli Fioretti per “la Repubblica – U” 

 

Come il Gatto e la Volpe. Romolo e Remo. Franco e Ciccio. Stanlio e Ollio. Tom e Jerry. Sembravano nati per fare coppia. La coppia che avrebbe dovuto rifondare il centro della politica italiana.  

 

CARLO CALENDA - ILLUSTRAZIONE BY REPUBBLICA - U

Renzi e Calenda. Anche metricamente stavano bene, dattilo spondeo, quasi fossero l’inizio dell’Iliade. Ma durò poco. Per Renzi il suo amico Calenda diceva sempre di no. Per Calenda il suo amico Renzi era troppo pieno di sé. All’inizio si divertivano e ridevano insieme. Alla fine non si parlavano più.  

 

CLAUDIO SABELLI FIORETTI: Calenda, che cosa è successo? Matteo Renzi è stato un grande della politica. Ha portato il Pd al 41%.  

CARLO CALENDA: «Quello che gli interessa è fare i soldi usando la politica».  

 

CSF: Renzi ha detto che tu hai rotto con tutti. Con lui, con Letta, con Bonino…  

CC: «E lui ha rotto con gli italiani».  

 

CSF: Che cosa gli rimproveri più di tutto?  

CC: «Ha buttato via la legacy del suo governo. Cioè? Ha trascinato nel disdoro il lavoro fatto da tutti noi».  

 

CSF: Sembri un po’ esagerato.  

CC: «Ma a te sembra normale che un senatore, un segretario di partito, entri in una società israeliana che si occupa di criptovaluta? Una cosa mai vista».  

 

CSF: Anche lui ce l’ha con te.  

CC: «Io ho fatto il mio lavoro con lealtà, onore e qualche risultato. Il problema di Matteo è che quando ha perso il Referendum, umanamente lo capisco, ha detto: sai che c’è? Gli italiani mi hanno dato un calcio nel sedere, adesso mi faccio i fatti miei».  

GIORGIA MELONI E CARLO CALENDA - MEME BY 50 SFUMATURE DI CATTIVERIA

 

CSF: Renzi è simpatico?  

CC: «Sì».  

 

CSF: È intelligente?  

CC: «Sì».  

 

CSF: È furbo?  

CC: «Molto».  

 

CSF: È onesto?  

CC: «Mi avvalgo della facoltà di evitare la querela».  

 

CSF: Oggi vi guardate in cagnesco.  

CC: «Ma no. Se ci incontriamo ci salutiamo. Cosa non facciamo più? Scherzare, ridere. Con lui ti diverti».  

 

CSF: Ti manca? 

CC: «Per niente».  

 

CSF: Un altro tuo grande amico era Montezemolo.  

giovanni donzelli giorgia meloni carlo calenda (5)

CC: «Mio padre andava a scuola con lui. È stato un mentore alla Ferrari e in Confindustria. Gli voglio molto bene».  

 

CSF: Io ricordo due episodi brutti. Montezemolo che procurava agli industriali appuntamenti con Gianni Agnelli a pagamento.  

CC: «Una cosa nota. Non conciliabile con il Montezemolo che ho conosciuto, quello che ha salvato la Ferrari». 

 

CSF: E quando, sceso da un elicottero, prese a calci un fotografo?  

CC: «Aveva le bambine molto piccole. Disse al fotografo di non fotografarle, e lui lo fece. Allora gli diede un ceffone. Non un calcio. Un ceffone. Era uno fumantino, tostissimo».  

 

CSF: Tu hai mai menato qualcuno?  

CC: «Da ragazzo facevo a cazzotti. Ho tre fratture al setto nasale». 

 

CSF: A te piace molto la politica.  

CC: «La politica trasformativa. Fare cose che cambiano la vita delle persone».  

 

carlo calenda a kiev 5

CSF: Fare il ministro, per esempio.  

CC: «Bellissimo».  

 

CSF: Tempo fa hai disegnato una specie di governo del buonsenso. Con Crosetto…  

CC: «Ottimo ministro della Difesa. Purtroppo sta al governo con Salvini».  

 

CSF: Non hai una gran opinione di Salvini.  

CC: «È un fenomeno inspiegabile della politica italiana. Uno che si vanta di non leggere i giornali. Fa solo chiasso. In una mia azienda non lo metterei nemmeno al centralino. Un incapace».  

 

CSF: Ho ascoltato giudizi più pacati.  

CC: «Saluta le mucche, gioca con le magliette, dice guardate che bel pomodoro. C’era un periodo che parlava solo di prosciutti. Perché crolla la democrazia? Crolla per colpa di quelli che votano Salvini».  

 

CSF: Torniamo al governo del buonsenso.  

CC: «Mi piacciono anche Giorgetti, Gori, Gentiloni, Minniti».  

 

CSF: E Giorgia Meloni?  

giovanni donzelli giorgia meloni carlo calenda (2)

CC: «Agli Esteri, l’unica cosa che le piace fare e che fa. Altri? Colao, un ottimo ministro dello Sviluppo economico. Lo chiamerei al posto di Urso, che è inutile, dannoso. E pericoloso». 

 

CSF: Hai detto: “Mi piacerebbe andare al governo con gente perbene”. Che pretese!  

CC: «Appartengo a una famiglia di tradizione valdese. Per me l’etica è fondamentale. Da quando faccio politica non accetto un euro a nessuno titolo. Io sono amico di mille imprenditori. Ma non esiste una mia foto a bordo di una barca di uno di loro».  

 

CSF: Perché non ti invitano.  

CC: «Mi invitano ma non ci vado».  

 

CSF: Hai la scorta?  

calenda meloni

CC: «No. L’ho avuta solo quando ero ministro e ricevevo continue minacce di morte. Trovo deprecabili quei politici che corrono subito a chiederla».  

 

CSF: Stai cercando di convincermi che sei una persona perbene?  

CC: «Una volta un giornalista mi confessò di aver perso due anni per scoprire qualcosa di brutto nella mia vita. Non trovò niente perché non c’è niente da trovare. Se vuoi riformare il Paese devi comportarti così».  

 

CSF: A 16 anni hai avuto una figlia, Tay. È peggio essere padre a 16 anni oppure chiamare la figlia Tay?  

CC: «Amo Tay. Mi ha salvato la vita. Prima di averla ero uno scapestrato».  

 

CSF: Tua moglie Violante politicamente come è messa?  

CC: «È una liberale di centro».  

 

CSF: Tu sei stato un Giovane Comunista.  

carlo calenda a kiev.

CC: «Lei no. Credo che abbia perfino votato Berlusconi. Io mai».  

 

CSF: Sei diventato subito viceministro.  

CC: «E poi ministro. Fui sostituito da Luigi Di Maio».  

 

CSF: Meglio Di Maio?  

CC: «Non credo proprio. Certo era meglio di Urso. In compenso Di Maio era arrogante. Non si accontentò di un ministero. Ne volle due».  

 

CSF: Ha sconfitto la povertà.  

CC: «Certo. La sua».  

 

CSF: Però dargli del bibitaro non è stato elegante.  

calenda schlein renzi bonelli

CC: «Fu sbagliato. Bisognava attaccarlo sull’intelligenza, che non aveva. Io ho fatto il pizzettaro. Alle Feste dell’Unità. Una volta portai una pizza a Pietro Folena con sopra scritto “Meno 3%”, che era il riassunto della sconfitta elettorale. Si incazzò a morte. Folena non era spiritoso».  

 

CSF: Il nome del tuo partito è Azione. Non è un po’ troppo?  

CC: «Il Partito d’Azione. Parri, Lussu, La Malfa. Ognuno ha le sue ispirazioni».  

 

CSF: Sei leader di un partito del 3%.  

CC: «Ma sono qua e faccio le mie battaglie. Con questa logica il Pli o il Pri non sarebbero mai esistiti. Bisogna combattere e crescere».  

calenda schlein

 

CSF: Una volta eri ricco. Guadagnavi 800mila euro all’anno. Adesso?  

CC: «150mila all’anno».  

 

CSF: Alla fine del mese ci arrivi.  

CC: «Certo. Ci arrivo».  

 

CSF: I punti importanti di Azione.  

CC: «La difesa europea».  

 

CSF: Poi le droghe leggere.  

CC: «Non le demonizzo ma nemmeno le consiglio. Mi sono fatto parecchie canne quando ero ragazzo. Cocaina? Zero. Era una droga fascista».  

 

CSF: La cittadinanza ai figli degli stranieri?  

CC: «Certamente».  

 

CSF: L’adozione per i gay?  

CC: «Certamente».  

carlo calenda a kiev 2

 

CSF: Salario minimo?  

CC: «Nove euro. Le donne delle pulizie sono le nuove schiave. Al Parlamento le paghiamo sette euro e mezzo l’ora, una roba indegna. L’ho scritto a La Russa. Non mi ha nemmeno risposto».  

 

CSF: Chi vi finanzia?  

CC: «Quest’anno nessuno. Prima? Bombassei, Loro Piana, Bertelli... Solo imprenditori di mercato». 

 

CSF: Controllo delle frontiere. 

 CC: «Sì, totale».  

 

CSF: È una posizione leghista.  

CC: «Il motivo per cui le sinistre perdono».  

CSF: Ma è gente che scappa dalla guerra, dalla paura, dalla povertà.  

CC: «Tu non puoi aprire a tutti quanti».  

carlo calenda elly schlein assemblea nazionale di azione

 

CSF: Sei favorevole all’energia nucleare.  

CC: «Totalmente. Adesso. Il nucleare in Italia è stato portato da mio zio, Felice Ippolito. Quando ci fu il Referendum, io, che ero di sinistra, ero contro e ne discutevamo animata- mente. Lui, che era un napoletano molto simpatico, mi diceva: “Stai dicendo un sacco di cazzate”».  

 

(…)

 

CSF: Fratelli d’Italia ha prodotto una classe dirigente pessima, hai detto. 

CC: «Come quella dei Cinque Stelle. Gente che parla a vanvera. Generano una polemica al giorno così le persone non pensano ai veri problemi. Non funziona la sanità? Ma parliamo dei bambini nel bosco!».  

 

CSF: Gioco della torre: Meloni o Schlein?  

CC: «Butto Schlein. Non la capisco proprio. Quando parla è una perenne supercazzola. Non sono d’accordo su tre quarti delle cose che dice Meloni, ma almeno le capisco».  

 

CSF: Perché Meloni non si dichiara anti- fascista?  

carlo calenda a kiev

CC: «Perché è stata fascista».  

 

CSF: È sexy?  

CC: «Non mi esprimo, sarebbe sessista. Farci l’amore? Ma no, non ne parliamo proprio. Sto con la stessa donna da quando ho 18 anni...».  

 

CSF: Giorgia in fondo ti sta simpatica.  

CC: «Infatti non l’ho mai attaccata perso- nalmente».  

 

CSF: Potrebbe fare un colpo di Stato?  

CC: «Può farlo chi non è capace nemmeno di fare una riforma?».  

 

CSF: Trump o Putin.  

CC: «Butto Trump. È il più pericoloso, anche per la pace. Se lo incontrassi gli direi: noi rappresentiamo una grande civiltà dalla quale siete nati voi. Vedi di non romperci i coglioni».  

 

CSF: Travaglio o Belpietro?  

CC: «Butto Belpietro. Con Travaglio è troppo bello litigare».  

carlo calenda enricol etta elly schlein

 

CSF: Salvini o Vannacci?  

CC: «Vannacci è una persona spregevole e pericolosa. E Salvini non esiste».  

CSF: Secondo te La Russa è fascista?  

CC: «No, però è tantissime cose che ci imporrebbero di non averlo come presidente del Senato. Viene da una cultura più a destra della destra».  

CSF: Gli elettori continueranno a scendere?  

CC: «Alle prossime elezioni sotto il 45%».  

 

CSF: Sei andato ad Atreju. Hai perfino dialogato con Urso.  

CC: «Io vado ovunque. Quest’anno però ho avuto qualche dubbio. Ormai è una giostra, una festa di paese. Il simbolo di Atreju dovrebbe essere Mara Venier».  

 

CSF: Dopo la politica che farai?  

CC: «Morirò».  

 

carlo calenda a kiev 3

CSF: Una volta eri grasso. Poi sei dimagrito.  

CC: «Se mi avessero detto torni a 105 chili ma prendi il 9% avrei accettato. Faccio qualsiasi cosa per la politica».  

 

CSF: Perché ce l’hai con Amazon?  

CC: «Ho combattuto Amazon da ministro. Volevano mettere al polso dei lavoratori un braccialetto che vibrava se sbagliavano il posto del pacco. Neanche fossero animali. L’ho vietato».  

 

CSF: Perché ce l’hai col Pd?  

CC: «Il Pd non è un partito, è un gruppo di elettori che pensano di votare Berlinguer, ma sono costretti a votare Franceschini, Renzi, Schlein, Zingaretti, Letta. Chiunque passi».  

 

CSF: Sai che assomigli un po’ a Clemente Mastella?  

CC: Fisicamente? Non dirlo nemmeno per scherzo. Mi fa schifo l’idea si assomigliargli. Io sono molto più bello».  

elisabetta gualmini carlo calenda.

 

CSF: Che cosa hai di bello?  

CC: «Ho una faccia dolce».  

 

CSF: Sei vanesio e saccente.  

CC: «Chi l’ha detto?».  

 

CSF: Io. Hai detto che sei anticonformista come Churchill.  

CC: «E lo sono. Dico ciò che penso anche se è impopolare».  

 

CSF: Alessandro Robecchi ha scritto sul Fatto che le interviste a Calenda sono un genere letterario. Su Google vengono fuori 600mila risultati.  

CC: «È il mio lavoro. Devo prendere voti. Matteo Renzi è a 4 milioni? Ma allora sono un pezzo indietro».  

CARLO CALENDA VS ROBERTO VANNACCI

 

CSF: Chi è Lady Demonique?  

CC: «Una storia stupenda! I miei avevano candidato a Como una ragazza che faceva la dominatrice. Veniva pagata dagli uomini perché li menasse».  

CSF: Sostanzialmente una prostituta.  

CC: «Io sono un liberale. Per me era una sex worker. Comunque la feci togliere dalle liste».  

 

CSF: Mossa poco liberale.  

CC: «Mi dettero del bacchettone. Ma non puoi fare politica se usi il crocefisso per picchiare la gente sulle palle». 

 

 CSF: Chi è più a sinistra tra te e Renzi?  

CC: «Chi è che va tutte le settimane davanti alle fabbriche e alle aziende? Io o Renzi?»  

 

calenda renzi

CSF: Che cosa guardi per prima cosa in una donna?  

CC: «Niente. Io guardo solo mia moglie. Più passa il tempo più diventa bella».  

 

CSF: Sembra che, tanto tempo fa, tu ti sia innamorato di Giuliana De Sio.  

CC: «Ero bambino. Giravamo un film. Io dovevo darle un bacetto. La trovavo bellissima». CSF: I bacetti furono due. CC: «E io diventai tutto rosso».  

 

CSF: Rimpiangi Berlusconi? 

 CC: «Sì, per come siamo ridotti con questi. Berlusconi non è mai stato un vero rischio democratico. Non era un estremista, era uno che cercava sempre un compromesso. L’ho visto una volta. Era simpaticissimo».

CARLO CALENDA FUMA A PULP PODCASTcarlo calenda nicola fratoianni 1

 

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