LA VENEZIA DEI GIUSTI - IN ATTESA DEI FILM IN CONCORSO ALLA 83ESIMA EDIZIONE DELLA MOSTRA DEL CINEMA DI VENEZIA, SONO STATI SVELATI I TITOLI DEI CLASSICI RESTAURATI DALLE GRANDI CINETECHE INTERNAZIONALI - NON SONO POCHE LE PERLE CHE CI ATTENDONO: UNA RARITÀ È DIVENTATA ANCHE "LO ZIO DI BROOKLYN", FAVOLOSA OPERA PRIMA DI CIPRÌ E MARESCO. PIÙ CHE UN FILM SCANDALOSO, ERA DIVENTATO DA ANNI UN FILM IRRAGGIUNGIBILE, VEDIBILE SOLO A BRANDELLI DI VHS SU YOUTUBE - POI: "COL CUORE IN GOLA", FILM POP DI TINTO BRASS. FRA I FILM ITALIANI C'È ANCHE "LA LUNGA NOTTE DEL 43" - VIDEO!

 

Marco Giusti per Dagospia

 

lo zio di brooklyn 5

In attesa, a fine luglio, come ogni anno, del programma principale dei film in concorso della 83a edizione della Mostra del Cinema di Venezia, sono stati svelati i titoli dei classici restaurati dalle grandi cineteche internazionali che accompagneranno il concorso e le rassegne collaterali.

 

Dopo la grande scorpacciata di rarità e follie mostrate a Bologna durante le caldissimo giornate del Cinema Ritrovato che hanno deliziato i cinephiles bianchicci usciti dalle università di mezzo mondo, i titoli di Venezia non possono che essere un dessert sfizioso, ma non sono poche le perle che ci attendono.

 

A cominciare dal restauro della Cineteca Nazionale di “Col cuore in gola”, film pop di Tinto Brass, storyboaardato da Guido Crepax, il papà di Valentina, fumetto di punta dei nostri anni 60, con Jean-Louis Trintignant e Eva Aulin, per la verità già mostrato a Venezia nel 2008 nella rassegna che curai “Italian Kings of B's”, alla presenza di Quentin Tarantino e di un Tinto ancora in forma.

col cuore in gola by tinto brass

 

Ormai una rarità è diventato anche “Lo zio di Brooklyn”, favolosa opera prima di Ciprì e Maresco, girata nel pieno del successo di “Cinico Tv”, che il produttore, Aurelio De Laurentiis, ha gentilmente concesso alla Mostra di Alberto Barbera e che è stato restaurato da Gianluca Farinelli a Bologna. Più che un film scandaloso, era diventato da anni un film irraggiungibile, vedibile solo a brandelli di vhs su YouTube.

 

Ricordo che doveva essere presentato proprio Venezia, ma credo che Maresco e Ciprì alla fine decisero di non venire e ritirarlo. I fan di Cinico tv troveranno gli eroi del programma, ormai tutti o quasi passati a miglior vita. Il film volle farlo a tutti costi Galliano Juso, buonanima. Senza soldi come al solito, Galliano, si lego’ prima al produttore Luciano Martino, che tiro’ fuori persino dei soldi.

 

Ma quando si rese conto che il film sarebbe stato girato bianco e nero e parlato in palermitano stretto, chiese i soldi indietro. Soldi che Galliano si era già speso (capirai…). In qualche modo Luciano e Galliano si misero d'accordo, e dall'operazione usci’ il remake dell'Ubalda, film che Galliano aveva pensato di girare con Enrico Ghezzi regista dal titolo “Quel gran pezzo dell'Ubalda tutta ri-nuda e tutta ri-calda”, ma che Luciano decise di girare alla vecchia maniera seguendo il motto “i film stronzi devono farli gli stronzi”.

lo zio di brooklyn 6

 

Mentre Luciano Martino cercava di dar vita al remake dell'Ubalda, dal titolo finissimo, “Chiavi in mano”, un totale disastro con Martufello, Angela Cavagna e Sergio Vastano, Galliano aveva bisogno di un produttore e di soldi per salvare Ciprì e Maresco che si ritrovavano come al solito senza una lira a Palermo… a questo punto entro’ in scena il mitologico Aurelio De Laurentiis, che salvo’ Galliano, Ciprì e Maresco e il film, che non era però il successo popolare che lui pensava di aver prodotto.

 

lo zio di brooklyn 7

Ricordo che aveva deciso di farlo uscire con 200 copie che, dopo aver visto il film, divennero 20… Il resto lo spiega lo stesso Franco Maresco: “Il film incassò intorno ai 500 milioni, una parte della critica lo stroncò duramente, per esempio Irene Bignardi, Tornabuoni e Caprara, altri come quelli dell'Unità e del Manifesto lo lodarono, per non parlare degli storici sostenitori come Fofi, Ghezzi e Fuori Orario, Canova, Emanuela Martini con Film TV, Flavia Mastrella e Antonio Rezza.

 

gaia zucchi stellina di tinto brass

Entusiasmò Carmelo Bene ( che da quel momento cominciò a chiamare Ronconi " La Zia di Brooklyn )  e il regista Fernando Solanas (L'Ora dei forni) che sul Manifesto dichiarò che Lo Zio di Brooklyn era un esempio di cinema da seguire. Lo scrittore Gesualdo Bufalino nel 1996 fece dono della copia di un suo romanzo a Franco Maresco firmandosi "Un devoto nipote". 

 

Rilanciò Juso come produttore illuminato e intuitivo nell'individuare talenti e nuovi sentieri, oggi considerato un mito per gli " indipendenti " ( qualunque cosa voglia dire questo termine ). La critica francese lo ha scoperto nel 2013 in gran parte molto positivamente. Pochi anni prima, nel 2008,  aveva acclamato Totò che visse due volte ( Liberation lo definì " uno dei migliori film del decennio ). In Italia non ne parlò nessuno.”

 

lo zio di brooklyn 8

A Venezia vedremo anche il restauro del grottesco e divertente “Brutti, sporchi e cattvi” di Ettore Scola con Nino Manfredi e Maria Luisa Santella, madre dj Velia, la sceneggiatrice degli ultimi film di Nannj Moretti. È il film più eccessivo di Scola, anche se non lo aiuta la presenza del capolavoro più realistico e lirico di “Lo zio di Brooklyn”. E’ stato restaurato anche “Viaggio in Italia” di Roberto Rossellini con Ingrid Bergman e George Sanders, il film da dove far ripartire qualsiasi nouvelle  vague.

La lunga notte del 43

 

Fra i film italiani c'è anche “La lunga notte del 43” di Florestano Vancini con Enrico Maria Salerno e Belinnda Lee dal racconto di Giorgio Bassani. Un film molto attuale dove capiamo quanto il fascismo tragga sostanza da chi non prende posizione e rimane barricato dietro le persiane dj casa.

 

A parte il classico dei classici "Vogliamo vivere” di Ernst Lubitsch, saranno una bella sorpresa i restauri di filmlpltoo amati della New Hollywood come “I selvaggi” di Roger Corman e “Minnie e Moskowitz” di John Cassavetes.

 

lo zio di brooklyn 9

Mettiamoci anche il capolavoro di Andrej Wajda “Cenere e diamanti” con Zbigniew Cybulsky, il James Dean polacco, o l'invedevibile da anni “Cul de sac” di Roman Polanski, scritto insieme a Gerard Brach con Donald Pleasence, Francisco Dorleac, una giovanissima Jacqueline Bisset. Di Alexander Kluge vedremo “La ragazza senza storia”, del ceco Jaromil Jires “Fantasie di una tredicenne”. Di Luis Bunuel un film messicano,”L"illusione viaggia in tranvai”.

 

Ma ci saranno film giapponesi,  come “The Catch” di Shinji Soma,  indian come “English, August” di Dev Patel, premiato al Torino Film Festival del 1995.

Vogliamo viveresara cosmi gaia zucchi stelline di tinto brass vogliamo vivere! 5

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