verdone beatles

“IN QUESTO PAESE C’È SEMPRE UNO STRONZO CHE ROVINA TUTTO” – CARLO VERDONE RACCONTA IL CONCERTO DEI BEATLES AL TEATRO ADRIANO DI ROMA DEL 28 GIUGNO 1965: "DURO’ SOLO 40 MINUTI. D’UN TRATTO, UN TIZIO MONTA SUL PALCO, TENTA DI RUBARE IL BERRETTO A JOHN LENNON. LUI SI SPAVENTA, BUTTA A TERRA LA CHITARRA E SCAPPA. GLI ALTRI TRE LO SEGUONO. IL TIZIO ACCANTO A ME URLA: “MORTACCI, ERA UN BRANO NUOVO! SIAMO AL TERZO MONDO” - AD ASSISTERE AL CONCERTO ANCHE ANNA MAGNANI: “CON ARIA SCHIFATA, OSSERVAVA QUEL MONDO DI RAGAZZINE CHE URLAVANO COME OSSESSE. ERA UN MONDO CHE NON CAPIVA” – VIDEO

Arianna Finos per repubblica.it - Estratti

 

«Premessa. A metà giugno scopro di essere stato bocciato al liceo Virgilio, per cattiva condotta. Ho tirato un libro alla professoressa di matematica. Lei mi ha sequestrato quello che stavo guardando durante la sua lezione, un’antologia di letteratura: è costoso e voluminoso, i miei hanno faticato per comprarmelo.

 

verdone beatles

Così, quando lei me lo prende, ho una reazione strana. Io, che sono una persona pacifica, prendo un altro tomo e glielo lancio. Lei chiama il preside, che mi dice: “Sarai bocciato”. Convoca i miei genitori, mi danno sette giorni di sospensione.

 

Le scuse non bastano: in matematica vado male, la odio. Mi bocciano. Un dramma, una vergogna per mio padre. In casa cala un clima funereo: mamma e papà non mi parlano, io sono triste, dispiaciuto. Ma una settimana dopo, papà apre la porta della mia stanza e mi dice: “Non te lo meriti, ma c’è un evento molto importante dal punto di vista sociale e culturale”.

 

Penso alla solita mostra al museo d’arte moderna, le cose da papà. E invece, con aria severa: “Ci sono i Beatles a Roma”. Mi si illuminano gli occhi. “È un fenomeno importante — dice — che segnerà questo decennio… è il caso che andiamo a vederli insieme”. Lo abbraccio: “Sei un grande padre”.

 

E lui: “Tu sei un somaro”. Racconto a tutti: “Ho i biglietti dei Beatles, li ha presi mio padre”. E gli amici: “Ma che fortuna, non riesce a trovarne uno anche per me?”. “No, perché sono finiti tutti”».

beatles teatro adriano

 

 

 

Arriva il giorno del concerto, al Cinema Teatro Adriano, in piazza Cavour.

«È il secondo giorno, spettacolo serale. Andiamo a piedi, sul lungotevere, da Ponte Sisto fino a piazza Cavour. A passo svelto. Io guardo l’orologio: “Speriamo d’arrivare in tempo, siamo un po’ in ritardo”.

 

Papà è preoccupato, teme ci siano disordini. Troviamo la piazza piena, camionette dei carabinieri, polizia, idranti, perfino un cappellano vicino a un’ambulanza militare. Papà teme il peggio, lo rassicuro: “È solo gente che grida, è un grande momento”».

 

 

 

beatles teatro adriano

Riuscite a entrare.

«Sì. Ma proprio a spintoni, in mezzo a una folla assurda. Mentre cerca il nostro palco, papà viene urtato, cade, perde gli occhiali. Nella calca glieli pestano: si rompe la lente dell’occhio con cui vede peggio, quello con astigmatismo e miopia. “Oddio, adesso non vedo”. Cerco di accomodare la montatura sottile, ma una lente è frantumata. Vede solo da un occhio».

 

 

 

Arrivate finalmente alle vostre poltrone sul palchetto.

«Arriviamo a questo palco affollato. Papà dietro di me, io mi siedo. Qualcuno ha trovato una foto, un po’ sfocata, di quel momento: io sereno che guardo il concerto, il mento appoggiato sulle mani: non ero uno di quelli che faceva il pazzo o ballava. Entrano i gruppi di apertura — tra i quali ricordo Peppino di Capri — alcuni vengono fischiati perché la folla aspetta solo i Beatles.

 

Poi, durante la pausa, portano la batteria di Ringo Starr. Sulla cassa c’è scritto “The Beatles” e lì parte un urlo assordante.

 

carlo verdone (5)

Non ci ho sentito per una settimana. Ma non per l’amplificazione dei Beatles: per le urla del pubblico. E quando entrano, porca miseria… il cuore batte a mille. Ce li ho proprio lì, sotto di me. Attaccano subito con Twist and Shout, però iniziandola un po’ in anticipo, sui cori… “oooh, oooh…oooh”».

 

Tra il pubblico c’è anche Anna Magnani?

«Arriva in ritardo, col figlio Luca. Me la indica papà. La vedo mentre cerca il posto, laterale, nel caos.

 

Mi colpisce il suo sguardo durante il concerto: non guarda lo show ma, con aria schifata, osserva quel mondo di ragazzine che urlano come ossesse. Un mondo che non capisce. Il concerto è meraviglioso, anche se si sente poco per via delle urla, però… stai vedendo i Beatles.

beatles

 

È un crescendo di emozioni, anche se sappiamo che durerà solo 40 minuti. E che i quattro guadagnano 40 milioni di lire: uno al minuto. All’epoca ci sembrava una cifra enorme. Attaccano una canzone che non conosciamo. D’un tratto, un tizio dalla platea monta sul palco, tenta di rubare il berretto a John Lennon.

 

Lui si spaventa, butta a terra la chitarra e scappa. Gli altri tre lo seguono. La canzone resta a metà. Il tizio accanto a me urla: “Mort… era un brano nuovo!”. L’invasore viene bloccato sul palco dal servizio d’ordine, altri salgono per menarlo, perché ha rovinato la canzone nuova. Succede un parapiglia. Una cosa terribile. Dietro di me qualcuno dice: “In questo Paese c’è sempre uno str… che rovina tutto. Siamo al terzo mondo”. Tornando a casa sono felice. Papà: “Scusa per i disastri”. Io: “Mi dispiace per te che lo hai visto con un occhio solo. Ti giuro che sarò promosso”. Mantengo la parola».

beatles '64 9carlo verdone (4)

Ultimi Dagoreport

giorgia meloni antonio tajani matteo salvini

DAGOREPORT – I FRANCHI-TIRATORI PER IL “MELONELLUM” INIZIANO A ESSERE TANTI, FORSE TROPPI – SE LA LEGA VA DRITTA VERSO LA RESA DEI CONTI, ANCHE FORZA ITALIA È IN TUMULTO - DOPO LA “FRONDA” DELLE DONNE, GUIDATE DALLA BERLUSCHINA DEBORAH BERGAMINI, SU PREFERENZE E PARITÀ DI GENERE, ORA È IL MINISTRO DELLA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE, PAOLO ZANGRILLO, A INCAZZARSI CON TAJANI PER IL MANCATO COINVOLGIMENTO NELL’INIZIATIVA ANTI-BUROCRAZIA DEL PARTITO – IL GUAIO PIÙ GROSSO PER LA DUCETTA, PERÒ, RESTA QUEL CARTOCCIO DEL CARROCCIO: CON IL 6% CHE GLI ATTRIBUISCONO I SONDAGGI (DI CUI QUASI LA METÀ “CONTROLLATO” DAI GOVERNATORI DEL NORD), LE TRUPPE DEL PARTITO DI SALVINI SI SGONFIERANNO. DEGLI ATTUALI 95 TRA DEPUTATI E SENATORI, E SARÀ UN MIRACOLO SE RESTERANNO UNA TRENTINA - IN CASO DI VITTORIA DEL CENTROSINISTRA, LA SITUAZIONE POTREBBE ESSERE ANCORA PEGGIORE: DUE LEGHISTI SU TRE RISCHIANO DI NON ESSERE RIELETTI - CHISSA' COSA SUCCEDERA' A SETTEMBRE, QUANDO ALLA CAMERA I DEPUTATI DI LEGA E DI FORZA ITALIA (MA ANCHE FRANGE DI FDI) SARANNO CHIAMATI A VOTARE (CON SCRUTINIO SEGRETO) LA NUOVA LEGGE ELETTORALE, UNICA RIFORMA RIMASTA IN PIEDI DEL GOVERNO MELONI....

meloni schlein lovaglio messina donnet

DAGOREPORT – A FERRAGOSTO UN COLPO DI “SOLE” CI STA. FIRMATO DAL DIRETTORE DEL QUOTIDIANO DELLA CONFINDUSTRIA, FABIO TAMBURINI ANNUNCIA CHE PER CONTRASTARE L’OPAS DI INTESA SU MPS NELLA MENTE DI LUIGI LOVAGLIO FRULLEREBBERO NON UNA, MA ADDIRITTURA DUE OPS (OFFERTA PUBBLICA DI SCAMBIO). UNA PER PRENDERE IL CONTROLLO SUL BANCO BPM E L’ALTRA PER ACQUISIRE BANCA GENERALI – NON FINISCE QUI: IN BALLO CI SAREBBE ANCHE LA POSSIBILE VENDITA DEL 13,2% DI GENERALI POSSEDUTO DA MEDIOBANCA, VERO OBIETTIVO DEL RISIKONE BANCARIO – A INGARBUGLIARE LA PARTITA, SI È AGGIUNTA LA PRESA DI DISTANZA DALL’OPAS DI INTESA, LA “BANCA DI SISTEMA” GUIDATA DA CARLO MESSINA, DA PARTE DEL POTERE POLITICO AL COMPLETO, CON MELONI E SCHLEIN PER UNA VOLTA SULLO STESSO FRONTE – ‘STA MEGA-OPERAZIONE DELL’IRRIDUCIBILE LOVAGLIO, CHE DOVREBBE ESSERE ANNUNCIATA NEL CDA DI MPS CONVOCATO PER DOMANI, PUÒ AVERE TANTI VARIABILI DA SCHEDINA: 1-2-X – IN TALE LABIRINTO DI SPECCHI, C’È UN ‘’CONVITATO DI PIETRA’’ CHE TUTTI NOTANO MA CHE NESSUNO NOMINA: IL CEO DI GENERALI, PHILIPPE DONNET, CHE OVVIAMENTE NON FA SALTI DI GIOIA AL PENSIERO DELLA POSSIBILE ACQUISIZIONE VIA OPAS SU MPS DI BANCA INTESA DEL 13,2% DEL COLOSSO ASSICURATIVO…

classifica universita shanghai ranking consultancy politecnico milano torino corgnati donatella sciuto

DAGOREPORT – LE LUSINGHE ALLA CINA NON RI-PAGANO – LE UNIVERSITA’ ITALIANE, IN PARTICOLARE I POLITECNICI DI MILANO E TORINO, HANNO STRETTO DA ANNI CONVENZIONI CON GLI ATENEI CINESI PER SCAMBI DI STUDENTI (PIUTTOSTO ASINI) E DOCENTI, CON APERTURE DI SEDI E PROGRAMMI DI RICERCA COMUNI (TANTO GLI STIPENDI LI PAGA LO STATO) – MA LA CINA NON RICAMBIA TANTO AFFETTO: NELLA CLASSIFICA DELLE UNIVERSITA’ PIU’ PRESTIGIOSE PUBBLICATA DALL’ORGANIZZAZIONE “SHANGHAI RANKING CONSULTANCY” I NOSTRI ATENEI LI VEDI CON IL BINOCOLO! PER IL POLITECNICO DI MILANO, IL PIU’ ATTIVO CON LA CINA, DEVI ARRIVARE AL TRECENTESIMO POSTO...

meloni gasparri nordio paromonov vannacci

DAGOREPORT – COSA CI FANNO IL MINISTRO NORDIO E IL SENATORE GASPARRI NEL PARTERRE DI UN MAXI-EVENTO CHE SEMBRA AVER ARRUOLATO SAN FRANCESCO NEL MONDO “MULTIPOLARE” E FILO-RUSSO? CON LORO ANCHE ALTI UFFICIALI DELLE FORZE ARMATE – PRENDERANNO PARTE AI “TAVOLI DI PACE: UN’ESPERIENZA FRANCESCANA, UN’ETERNA SFIDA TUTTA ITALIANA”, CHE SI TERRANNO A FORMELLO, ALLE PORTE DI ROMA, DA FINE AGOSTO A INIZI DI SETTEMBRE – I PARTECIPANTI ALL’EVENTO SEMBRANO ACCOMUNATI DAL DISPREZZO PER IL MONDO OCCIDENTALE E PER SIMPATIE NEMMENO TROPPO CELATE PER LE VARIE AUTOCRAZIE. SI VA DALL’AMBASCIATORE RUSSO ALEXEY PARAMONOV, ALL’AYATOLLAH IRANIANO MOHAMMAD HOSSEIN. E, NATURALMENTE, CI SARÀ IL GENERALISSIMO VANNACCI – IMMAGINIAMO QUANTO SARÀ ENTUSIASTA GIORGIA MELONI DELLA PRESENZA DEL “SUO” GUARDASIGILLI IN MEZZO A QUESTE TRUPPE…

valter lavitola sigfrido ranucci bomba attentato

DAGOREPORT - BOMBAROLI D’AMORE O C’E’ DELL’ALTRO? - PAOLO MIELI HA LANCIATO IL SASSO SUL CASO DELL’ATTENTATO A SIGFRIDO RANUCCI: “PUÒ DARSI, CHE QUALCUNO SI SIA INFILATO IN QUESTO RAPPORTO CON LAVITOLA PROPRIO ALLO SCOPO DI METTERE IN PIEDI UNA MISSIONE PER DANNEGGIARE RANUCCI” – CERTO, CI SONO MOLTE ZONE D’OMBRA: TUTTO GIRA INTORNO AL MOVENTE CHE HA SPINTO LAVITOLA A COMMISSIONARE L’ATTENTATO - IL FACCENDIERE VOLEVA ACCRESCERE LA POPOLARITÀ DI RANUCCI PER SPINGERLO A ENTRARE IN POLITICA? - AI MAGISTRATI HA SPIEGATO DI VOLER “SFRUTTARE” LA BOMBA PER SPINGERE LE AUTORITÀ A RAFFORZARE LA SCORTA DEL CONDUTTORE DI “REPORT”. MA SE FOSSERO QUESTE LE RAGIONI, LA CONDIZIONE INDISPENSABILE DEL PIANO ERA: NON ESSERE SCOPERTI – UN’ASSURDITA’, A PENSARCI BENE: COME POTEVANO, VALTERINO E I SUOI UOMINI, ILLUDERSI DI NON ESSERE ACCIUFFATI, DOPO UN ATTENTATO DINAMITARDO? – ECCO PERCHE’ QUALCOSA NON TORNA…

moulay hassan marocco ceuta melilla donald trump giorgia meloni pedro sanchez friedrich merz

DAGOREPORT – LA CRISI SUI FLUSSI MIGRATORI TRA ITALIA E SPAGNA È APPESA A CIÒ CHE SUCCEDERÀ DOMANI, 15 AGOSTO: UNA NUOVA “INVASIONE” È STATA MINACCIATA SUI SOCIAL MAROCCHINI A CEUTA E, SOPRATTUTTO A MELILLA, L’ALTRA EXCLAVE SPAGNOLA NEL PAESE NORD-AFRICANO – E QUI SI ARRIVA AL VERO NODO IRRISOLTO DELLA QUESTIONE, CHE NON RIGUARDA L’ITALIA, MA IL MAROCCO E LA ROTTURA DELL'ACCORDO CON LA SPAGNA. A RABAT MOHAMMED VI FORMALMENTE HA SULLA CAPOCCIA LA CORONA, MA A GOVERNARE DI FATTO È IL FIGLIO, IL 23ENNE MOULAY EL HASSAN, BEN SUPPORTATO DA MADRE E SORELLA NELLA SUA ASCESA PER DIVENTARE IL “BIN SALMAN MAROCCHINO” – L’ALLEGRO TERZETTO, ACCOMPAGNATO DA NUMEROSA CORTE ALLE PRESE CON BEN 224 VALIGIE, HA SVACANZATO A LUGLIO A CAPRI DOVE AVREBBERO TROVATO IL TEMPO DI INTRATTENERSI CON EMISSARI DELLA GALASSIA “MAGA” – E DIVENTA SEMPRE PIÙ PLAUSIBILE CHE L'"ISPIRAZIONE" AL PRINCIPE MAROCCHINO PER L'OPERAZIONE CEUTA ABBIA IL MARCHIO DEL SOVRANISMO USA - SE TRUMP S’È BUTTATO A PESCE CON LE SUE ARMATE DI TROLL E ACCOUNT SOCIAL PER SOFFIARE SUL FUOCO DELL’''INVASIONE'', LA SUA EX "AMICA SPECIALE" GIORGIA MELONI È ANDATA A SBATTERE SUL “MURO DI BERLINO” DI MERZ… - VIDEO