storaro bertolucci

ULTIMO TANGO CON BERTOLUCCI – IL PLURIPREMIO OSCAR DELLA FOTOGRAFIA VITTORIO STORARO RICORDA L’AMICO REGISTA E QUELLA VOLTA CHE LAVARONO LA FACCIA A MARLON BRANDO: "ARRIVIAMO E VEDO MARLON CON UN COLORE MAGENTA IN FACCIA. SUSSURRO A BERNARDO: MIO DIO, È TRUCCATO IN MODO ORRENDO…” - IL SUCCESSO DI "ULTIMO TANGO" GLI REGALÒ UN SENSO DI IMMORTALITÀ E L'IDEA DI POTER FARE QUALUNQUE COSA E FECE "NOVECENTO" - VIDEO

 

Arianna Finos per “la Repubblica”

 

storaro bertolucci

Hanno condiviso venticinque anni di luci e ombre, colori e sentimenti: Vittorio Storaro è il custode della memoria cinematografica di Bernardo Bertolucci.

 

Parma, capitale della cultura nel 2020, gli ha affidato una mostra con le immagini di nove film, un libro fotografico e tre masterclass legate ad altrettanti periodi visivi: la luce, i colori, gli elementi. Ma il cuore del progetto (patrocinato da CICT-Unesco e realizzato da Tecnoitalia) è la conservazione delle opere del maestro scomparso dieci mesi fa: ogni film restaurato viene trasferito su un moderno supporto digitale (DOTS), capace di conservarne l' integrità per secoli.

«Bernardo voleva che le sue creazioni abitassero a Parma».

Raccontando di Bertolucci, Vittorio Storaro, celebre direttore della fotografia, si immerge in un mondo che, si capisce, ha visitato e visita ancora spesso.

 

storaro bertolucci

Il primo incontro?

«Sono figlio di un proiezionista della Lux, a dodici anni già studiavo fotografia e lavoravo, professionalmente sono cresciuto in fretta ma a vent' anni restai fermo per due anni. Il mio amico Camillo Bazzoni mi disse: "Basta stare in casa, vieni a Parma con noi a fare un film con un giovane interessante". Significava tornare a fare l' assistente ma accettai con umiltà. Quel giovane era Bernardo Bertolucci».

 

Che impressione le fece?

«Aveva 22 anni, uno meno di me.Scriveva con la macchina da presa, disegnava nella sua mente un' inquadratura e poi chiamava il macchinista. In certi giorni, se per caso non trovava l' idea, si fermava. Il set di Prima della rivoluzione fu uno choc. Dopo quel film girai con altri registi, un giorno arrivò una telefonata, la voce calda e la erre arrotondata: "Vittorio ti ricordi di me? Sono Bernardo". Certo che mi ricordo, risposi, ti sogno. Mi raccontò che aveva avuto un periodo difficile, era stato in analisi, certi film che lui aveva fatto non erano stati compresi, erano passati sette anni. "Sto ricominciando, giro per la tv, Strategia del ragno ". Da lì sono partiti 25 anni di collaborazione, fino a Il piccolo Buddha».

brando bertolucci tango 620x420

 

"Strategia del ragno" fu un set in stato di grazia.

«Eravamo giovani. Bernardo mi fece vedere un libro di Magritte, "vorrei un' atmosfera come questo tipo di dipinto". Io la trovavo una cosa complessa. Proposi i pittori naif primitivi di cui mi ero innamorato girando un film in Jugoslavia: dipingevano nell' inverno sui vetri delle case, quelle immagini avevano un' aggressività cromatica che per me, cresciuto nella periferia grigia di Roma, era dirompente. In Italia scoprii che c' era Ligabue, proprio vicino Parma.

 

A Bernardo piacque l' idea di raccontare L' eroe e il traditore di Borges come una messa in scena, usando Tara/Sabbioneta come un teatro.

storaro bertolucci

Giravamo solo all' imbrunire, quando la luce era blu. Di giorno preparavamo le inquadrature e poi ci scatenavamo dalle 18 alle 19. È una cosa che si può fare solo a una certa età».

 

"Il conformista" è arrivato subito dopo.

«Sì. Non mi arrivò mai la Mitchell piccola ordinata dagli Usa, girammo con una macchinetta per documentari, quando lo racconto in America non ci credono. Il suono non fu in presa diretta - attori di nazionalità diversa - ma c' era grande fantasia nella visione.

 

marlon brando

Ad esempio l' appartamento di Stefania Sandrelli. Bernardo e lo scenografo Scarfiotti pensavano di mettere fuori dalle finestre dipinti e foto, un orizzonte finto, perché il fascismo non aveva all' epoca una struttura reale e si presentava in immagini. Ma non si poteva perché il marciapiede era piccolo. Ebbi l' idea delle tapparelle che ingabbiassero il film tra luci e ombre».

 

Avevate coraggio.

«Ogni cosa che scoprivamo la mettevamo, senza paura di sbagliare. Al New York Film Festival Coppola chiese una copia di Il conformista da 16 mm da proiettarsi a casa. Lo fece vedere a Gordon Willis, il direttore della fotografia e alla troupe e disse: questo è lo stile che vorrei per Il padrino ».

storaro bertolucci

 

Ancora Parigi, Ultimo Tango.

«Un anno dopo, mentre lavoravo con Giuseppe Patroni Griffi, mi chiamò Bernardo per Ultimo tango .Facendo i sopralluoghi, scelsi l' arancio perché guardavo alla luce artificiale, una città sempre accesa, diversa dall' azzurro de Il conformista . Bernardo vide una mostra di Bacon, "ci sono dipinti che sembrano il manifesto del nostro film". È stato un momento di grande tensione creativa. In molti ci sconsigliavano Brando, ma con noi fu fantastico. Il primo giorno Bernardo dice "andiamo a salutare Marlon". Arriviamo e vedo Brando con un colore magenta in faccia.

bertolucci e marlon brando

 

Sussurro a Bernardo: mio dio, è truccato in modo orrendo, sembra che abbia due dita di cerone. E lui: "Vittorio stai calmo, è il primo giorno". Vado dal truccatore americano, mi racconta che sul set di L' ammutinamento del Bounty avevano fatto notare al divo che la sua faccia era la più scura di tutte e lui aveva risposto "ritruccate loro".

 

vittorio storaro racconta la sua tecnica

Mi faccio coraggio: "Brando, capisco che lei con le potenti luci hollywoodiane abbia bisogno di tono ma qui a Parigi il cielo è nuvoloso e io ho una padellina di luce...". Prende un tovagliolo bianco e se lo toglie: "Va bene così?"».

 

Poi arriva "Novecento".

«La summa simbolica dei tre primi film fatti insieme. L' idea che io seguii sul piano figurativo fu di mettere in sintonia la vita degli uomini con le stagioni della natura.

E così aspettavamo i periodi giusti per girare, senza fretta né pressione. Il successo di Ultimo tango aveva regalato a Bernardo il senso di immortalità, di poter fare qualunque cosa. Lessi il copione e dissi: le scene sono lunghe, questo film durerà cinque ore. E Bernardo: "Spero che sia così bello che non ce lo tocchino". Aveva sofferto nel periodo in cui non gli facevano fare film. Ma per Novecento ebbe carta bianca: e d' istinto disse "faccio tutto"».

vittorio storaro firma le copie del librovittorio storaro e massimo veneziano presidente del canottieri romavittorio storaro col suo librovittorio storaro e fulvia strano (1)vittorio storaro e fulvia strano (3)vittorio storarovittorio storarofrancesca e vittorio storaronovecento di bernardo bertolucciapocalypse now apocalypse nowvittorio storarovittorio storaro vittorio storaro vittorio storaro vittorio storaro vittorio storarovittorio storaro vittorio storaro e (a sinistra) bernardo bertoluccivittorio storaro francis ford coppolavittorio storaro oscargiovanni e vittorio storarovittorio storarovittorio storaro davanti le foto del film apocalypse now (2)libro di vittorio storaro (5)libro di vittorio storaro (8)libro di vittorio storaro (6)libro di vittorio storaro (7)vittorio storaro autografa il libro per il circolo canottieri roma (2)vittorio storaro e fulvia strano (2)vittorio storaro mentre vengono proiettati i titoli dei suoi film

Ultimi Dagoreport

elly schlein vincenzo de luca piero

VINCENZO, SCENDI IN CAMPO! - DE LUCA E' STUZZICATO ALL'IDEA DI CANDIDARSI ALLA PRIMARIE DEL "CAMPO LARGO", MA AL MOMENTO DELLA VERITA’ SI FRENA PER NON DANNEGGIARE IL FIGLIO PIERO, DEPUTATO DEM E COORDINATORE DEL PD IN CAMPANIA - RENZI IMPLORA IL SINDACO DI SALERNO DI PROPORSI COME FRONTMAN DI ITALIA VIVA (“DA SOLO VALE DUE PUNTI PERCENTUALI”) MA LO SCERIFFO HA DECLINATO (PER ORA) PER IL “BENE” DI PIERO, E CHIEDE AI SUOI FEDELISSIMI DI IMPEGNARSI PER ELLY SCHLEIN ALLE PRIMARIE - RISULTATO: I SUOI STORICI AMICI LO STANNO MOLLANDO PERCHE' NON LO RICONOSCONO PIU'... - VIDEO!

vetrine rotte maranza giorgia meloni youssef siher

DAGOREPORT - A GUARDARE I TIGGÌ RAISET, E LEGGERE I GIORNALONI PRO-MELONI, CON IL FERMO DI YOUSSEF SIHER L’ITALIA HA RISOLTO TUTTI I SUOI PROBLEMI: “MARANZA” SCONFITTI, ADDIO SACCHEGGI! - OVVIAMENTE È UNO SPECCHIETTO PER GLI ALLOCCONI: LA SENSAZIONE È CHE SIHER, CHE ERA NEL CASSETTO DEI SERVIZI DA TEMPO, ABBIA COLTO AL VOLO L'OCCASIONE DI INFILARSI NELLA BOLGIA SOCIAL, PER MAGARI DIVENTARE IL LEADER DELLA ''RIVOLTA MARANZA'' - UNA "RIVOLTA" CHE, GUARDA IL CASO, HA "COPERTO" LE PROTESTE NEL SUD DEI TIR PER IL CARO-BENZINA E I SUPERMERCATI MEZZI-VUOTI – LA DESTRA “ORDINE E SICUREZZA” È AL GOVERNO DA QUATTRO ANNI, AVREBBE DOVUTO PREVENIRE GLI SCONTRI DI MILANO, NON INTERVENIRE A VETRINE SFASCIATE - SORGI: “SE NON VOGLIAMO RITROVARCI COME LA FRANCIA CON LE SUE PERIFERIE INGOVERNABILI, BISOGNA CHE ACCANTO ALLA MACCHINA DELL'ORDINE PUBBLICO SE NE MUOVA UN'ALTRA CAPACE DI INTERVENIRE NELLA SOCIETÀ PER AFFRONTARE LA GRANDE CRISI SOCIALE...”

cateno de luca luigi marattin sindaci d italia giorgia meloni

DAGOREPORT – MARATTIN S-CATENATO! IL DEPUTATO EX RENZIANO POTREBBE APPRODARE NEL CENTRODESTRA ATTRAVERSO IL MOVIMENTO DI CATENO DE LUCA, EVITANDO COSI’ DI DOVER RACCOGLIERE SEIMILA FIRME A COLLEGIO PER PRESENTARSI ALLE PROSSIME ELEZIONI – L’INCONTRO TRA MARATTIN E DE LUCA IN UN RISTORANTE DI ROMA NORD – GIORGIA MELONI DOVREBBE ESSERE PRESENTE ALLA CONVENTION DELLA PROSSIMA SETTIMANA DI “NORD CHIAMA SUD”, CHE CAMBIERA’ NOME E SIMBOLO: DIVENTERÀ “SINDACI D’ITALIA”, PER FARE CONCORRENZA AL MOVIMENTO CIVICO DI ALESSANDRO ONORATO –  “SCATENO” È PRONTO AD ACCOGLIERE ANCHE I LEGHISTI NON “BLINDATI” DA SALVINI – VERSO UNA LISTA UNICA FORZA ITALIA-NOI MODERATI. LA MELONI “TIFA” TAJANI, CONSIDERATO PIU’ AFFIDABILE DI OCCHIUTO…

marine le pen giorgia meloni vannacci

DAGOREPORT - GIORGIA D'ARABIA, PRIMA DI DECOLLARE PER IL SUO BLITZ IN KUWAIT (A CACCIA DI PETROLIO, GAS E INVESTIMENTI), AVREBBE ANNUNCIATO AI "FRATELLINI" DELLA FIAMMA: SI VOTA A MAGGIO! - RINGALLUZZITA DAI DECRETINI SICUREZZA E DAL PUGNO DI FERRO CONTRO I MARANZELLI IN RIVOLTA, RASSICURATA DAI SONDAGGISTI "AMICI" CHE DANNO FDI AL 29% E IMPANTANATA LA MARCIA SU ROMA DI ROBERTO VANNACCI, ALLA DUCETTA NON CONVIENE ASSOLUTAMENTE DI STARE TROPPO CON LE MANI IN MANO - IL VOTO IN ESTATE È ESCLUSO: CON LE VACANZE CHE DIVENTANO UN MIRAGGIO E IL PORTAFOGLI VUOTO, MEJO EVITARE - PEGGIO ANCORA LE URNE A OTTOBRE, CON UNA FINANZIARIA DAVANTI - INOLTRE, BISOGNA SCHIVARE CHE L'INTERNAZIONALE PUTINISTA BY LE PEN-AFD SI PRENDA L'EUROPA - LA NUOVA ATTITUDINE SECURITARIA CHE HA PORTATO MELONI A FARE L'ENDORSEMENT ALL'AMAZZONE LEGHISTA SILVIA SARDONE A MILANO... - VIDEO!

mentana cairo

FLASH – PRENDETE I POPCORN: IL 9 NOVEMBRE CI SARÀ LA RESA DEI CONTI FINALE TRA URBANO CAIRO E ENRICO MENTANA – IL PROPRIETARIO DI LA7 E IL COMPAGNO DI FRANCESCA FAGNANI TROVERANNO L’ACCORDO, COME FANNO OGNI ANNO DOPO IL SOLITO TEATRINO DI CHICCO, OPPURE QUESTA VOLTA SANCIRANNO IL LORO DIVORZIO UNA VOLTA PER TUTTE? MENTANA CI È ANDATO GIÙ DURO IN DIVERSE OCCASIONI, DOGLIANDOSI A DOGLIANI DEL RADICAL-SINISTRISMO DELLA RETE: “È UNA TV ANTI-MELONI”. NON AVENDO TROVATO UNA POLTRONA ALTERNATIVA, FINIRÀ ANCHE STAVOLTA A TARALLUCCI E VINO?