protesta contro i data center - 3 donald trump

“AI”, GO AWAY! – NEGLI STATI UNITI, L’OPPOSIZIONE AI DATA CENTER NECESSARI PER ALIMENTARE L’INTELLIGENZA ARTIFICIALE DIVENTA UNA QUESTIONE POLITICA: LE INFRASTRUTTURE PER L’IA CONSUMANO ENORMI QUANTITÀ DI ENERGIA E ACQUA, AUMENTANDO IL COSTO DELLE BOLLETTE PER I CITTADINI E L’IMPATTO AMBIENTALE – LO STATO DI NEW YORK HA IMPOSTO UNO STOP ALLA COSTRUZIONE DI NUOVI DATA CENTER E NEL PRIMO TRIMESTRE DEL 2026 IN TUTTO IL PAESE SONO STATI BLOCCATI O RITARDATI 75 GRANDI PROGETTI, PARI AL TOTALE DELL’INTERO ANNO 2025 – PERSINO TRUMP, GRANDE AMICO DEI TECNO-OLIGARCHI CHE CONTROLLANO L’IA, VUOLE CHE SIANO LE AZIENDE A PAGARE L’ENERGIA CHE CONSUMANO

Sintesi dell’articolo di “Le Monde”, pubblicato da “Epr comunicazione”

 

data center intelligenza artificiale

Di fronte allo sviluppo sfrenato dell’intelligenza artificiale e ai conflitti d’uso che essa genera, sta prendendo forma un movimento per il momento ampiamente «decentralizzato e ideologicamente eterogeneo». Donald Trump vuole far pagare la bolletta dell’elettricità ai grandi gruppi del settore dell’IA, scrive Le Monde.

 

Non si tratta ancora di una ribellione generalizzata, ma i focolai di rivolta si moltiplicano in tutto il Paese. I movimenti di opposizione ai data center acquistano ogni giorno maggiore slancio negli Stati Uniti, man mano che queste infrastrutture si sviluppano per alimentare la rivoluzione dell’intelligenza artificiale (IA).

 

Lo Stato di New York, a maggioranza democratica, è stato il primo a promulgare una moratoria, martedì 14 luglio, per limitarne la proliferazione. Il provvedimento blocca la costruzione dei data center più grandi, che consumano 50 megawatt (MW) o più di elettricità: si tratta di giganteschi magazzini che ospitano migliaia di server e consumano tanta elettricità quanto una città americana di 50.000 abitanti.

protesta contro i data center 8

 

Altri Stati o enti locali stanno valutando misure simili, spesso sotto la pressione dell’opinione pubblica locale. Secondo i dati del collettivo Data Center Watch, nel primo trimestre del 2026 sono stati bloccati o ritardati 75 grandi progetti, pari al totale dell’intero anno 2025, e in tutto il Paese sono state presentate 300 proposte di legge per regolamentare la materia.

 

Questi centri fanno parte del panorama americano sin dagli albori di Internet, di cui costituiscono l’infrastruttura di base, garantendo il funzionamento dei servizi online e l’archiviazione dei dati che miliardi di utenti depositano ogni giorno nel cloud. Ma il boom dell’intelligenza artificiale, che richiede uno sviluppo esponenziale della potenza di calcolo, sta portando a una costruzione sfrenata di nuove capacità.

proiezione del consumo di energia dei data center americani per l intelligenza artificiale

 

I giganti del settore, denominati «hyperscalers» (i «giganti del cloud»: Google, Amazon, Microsoft…), hanno avviato investimenti colossali per cercare di conquistare il dominio del mercato, per poi affittare capacità alle potenze emergenti dell’IA, come OpenAI e Anthropic.  […]

 

Mentre gli Stati Uniti sono già la prima potenza in questo settore, con oltre la metà del parco mondiale, sono in progetto oltre 700 infrastrutture in tutto il Paese, secondo le informazioni più recenti raccolte dalla società di ricerche Synergy Group Research, secondo la quale «la capacità totale dei data center negli Stati Uniti raddoppierà nei prossimi tre anni».

 

Dibattito nazionale

 

protesta contro i data center 2

Questa improvvisa accelerazione ha provocato l’emergere di contestazioni, inizialmente a livello locale. Oltre all’aspetto industriale poco attraente, l’impronta ambientale di questi grandi magazzini rombanti, ampiamente documentata, desta preoccupazione: generano inquinamento acustico, più o meno intenso a seconda del design dell’edificio; spesso richiedono un sistema di raffreddamento, con l’utilizzo delle risorse idriche della zona; e, soprattutto, consumano moltissima energia, contribuendo all’aumento del costo dell’elettricità, quando non minacciano direttamente l’integrità della rete.

 

In cambio, gli hyperscaler pagano ingenti tasse locali e creano posti di lavoro, soprattutto durante la fase di costruzione, in zone talvolta economicamente depresse. Un compromesso a lungo ritenuto accettabile da molte comunità, dove la popolazione non era nemmeno necessariamente consapevole della presenza di queste infrastrutture.

data center e energia per sostenere l intelligenza artificiale

 

I data center sono ormai usciti dall’ombra, manifestazioni concrete dello sviluppo dell’intelligenza artificiale. Sono diventati oggetto di un dibattito nazionale, che verte tanto sulle infrastrutture quanto su questa rivoluzione in corso, di cui molti temono gli effetti sull’occupazione. Un sondaggio d’opinione condotto da Gallup a maggio mostra che sette americani su dieci sono contrari alla costruzione di un centro dati nelle vicinanze della propria abitazione. […]

 

L’opposizione è trasversale ai partiti, anche se uno studio di gennaio, condotto dal Pew Research Center, mostra che è più radicata tra i democratici, più sensibili alle questioni ambientali. […]

 

Questo movimento è per il momento in gran parte «decentralizzato e ideologicamente eterogeneo», osserva Clara Broekaert, del Soufan Center, un think tank specializzato in questioni di sicurezza, che ha analizzato un anno di scambi online sull’argomento […]

 

Potenziale elettorale

 

data center

La politica non è da meno, cercando di cogliere il tema e il suo potenziale elettorale. I partiti americani sono sempre più attenti a questi movimenti trasversali che stravolgono gli schemi interpretativi consolidati. Hanno ancora ben presente l’emergere della nebulosa MAHA (Make America Healthy Again), con una coalizione senza precedenti che riunisce cittadini sinceramente preoccupati per gli impatti ambientali e sanitari (in particolare sulla questione alimentare) al fianco di elementi più apertamente antisistema, che diffondono disinformazione scientifica, ad esempio sui vaccini. […]

 

L’argomento potrà entrare nella campagna per le elezioni di medio termine, nel novembre 2026? Donald Trump sembra crederlo, avendo fatto proprio il tema, sotto la lente del costo dell’energia. Giovedì 23 luglio ha presentato in pompa magna a Washington l’iniziativa «Ratepayer Protection Pledge» (la «promessa di protezione degli utenti»), in cui i grandi gruppi del settore dell’IA si impegnano a farsi carico dei costi infrastrutturali legati allo sviluppo delle capacità di produzione di energia elettrica per soddisfare il proprio fabbisogno.

 

data center

«Faremo in modo che, man mano che nasceranno nuovi data center – e ne stanno spuntando davvero ovunque –, la bolletta elettrica delle famiglie americane finisca, in realtà, per diminuire», ha spiegato il presidente americano, che ha esaltato il vantaggio tecnologico acquisito sulla Cina, rivolgendosi al contempo ai rappresentanti degli hyperscaler presenti: «Sapete, dovrete costruire i vostri data center e dovrete costruire le vostre centrali elettriche. »

 

protesta contro i data center 1

La realtà è più complessa, poiché la realizzazione delle infrastrutture energetiche richiede molto tempo. Gli esperti stimano che la bolletta dei privati continuerà ad aumentare nei prossimi anni, mentre il prezzo dell’elettricità è già balzato di quasi il 40% tra il 2020 e il 2025 – senza contare i prezzi alla pompa, gravati dalla guerra in Iran. In tutti gli scenari, il costo del chilowattora dovrebbe aumentare entro il 2030 del 10% nelle zone meno interessate e fino al 30% in quelle in cui tale concentrazione è maggiore, come in Virginia, prima regione al mondo per numero di data center, con, secondo i dati del Pew Research Center, 398 data center operativi e 287 in progetto.

 

Aux Etats-Unis, l’opposition aux data centers grandit et devient un objet politique

Un mouvement pour le moment largement « décentralisé et idéologiquement hétérogène » prend forme devant le développement effréné de l’intelligence artificielle et des conflits d’usage qu’elle génèr...

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