peppino di capri

“IL MIO COGNOME È FAIELLA. MI IMPEDIRONO DI USARLO PER SCARAMANZIA. FAIELLA FACEVA PENSARE A JELLA” - RICORDI E INCONTRI DI PEPPINO DI CAPRI: “CON MIO PADRE CI DAVAMO DEL VOI, ERA UN UOMO DEL SUD VECCHIA MANIERA. LO CHIAMAI QUANDO VINSI SANREMO. LA SUA RISPOSTA FU: E ALLORA?” – "SUONAI PER JACQUELINE KENNEDY. NON SAPEVO CHI FOSSE ONASSIS: MI FISSAVA CON QUEGLI OCCHIALONI. DISSI A MIO ZIO: ‘MI TOGLI DI TORNO QUESTA CIVETTA?’” – LA LUDOPATIA DELLA MOGLIE ROBERTA: “A VOLTE L’INCASSO DELLE MIE ESIBIZIONI VENIVA GIOCATO LA SERA STESSA IN QUALCHE CASINÒ. ORGANIZZAVA FESTE CON LA PORCHETTA FATTA ARRIVARE DA ROMA A BORDO DI UN ELICOTTERO. OGGI LO FAREBBE MARIAH CAREY” – VIDEO

 

Michela Proietti per il “Corriere della Sera” - Estratti

 

PEPPINO DI CAPRI

 Peppino di Capri, cantante, pianista e attore, due volte vincitore del Festival di Sanremo. Ha da poco festeggiato nella sua casa caprese il suo 86esimo compleanno.

«Una bella serata, organizzata dai miei figli, con i loro amici. All’inizio ho temuto che non venisse nessuno, poi eravamo in 200».

 

E lei ha cantato.

«Ho canticchiato, non senza difficoltà, erano tutti stonati. Ma il risultato è stato allegro».

 

Come ci si sente a festeggiare compleanni così «importanti»?

«Era più bello festeggiare qualche anno fa, quando c’era qualche numero in meno».

 

 

(…)

Nel film «Champagne - Peppino di Capri» di Cinzia TH Torrini emerge un rapporto difficile con suo padre Bernardo.

peppino di capri roberta stroppa

«Un uomo del Sud vecchia maniera, ci davamo del voi. Fu il primo che chiamai quando vinsi il Festival di Sanremo. La sua risposta fu “eh”. Come dire, e allora?».

 

Questo ha condizionato il suo carattere?

«La mia timidezza e gli sprazzi di spavalderia sono il frutto di quella educazione».

 

Un episodio amaro?

«Un giorno tornando da scuola non trovai più il mio pianoforte: mio padre ne aveva fatto legna per il fuoco. Ma poi si accorse che soffrivo e allora me ne comperò un altro».

 

Si è scoperto cantante per caso.

«Il cantante del locale dove suonavo era malato. Timido e spavaldo dissi: “Posso provare io”. E cantai un pezzo di Johnnie Ray».

La sua era una famiglia umile. Eppure le fece prendere lezioni di piano.

«Più in un’ottica lavorativa. Poi la mia insegnante tedesca di piano scoprì che mi esibivo nei locali notturni. E mi cacciò».

 

La sua marcia in più.

«L’orecchio assoluto. Mi bastava ascoltare una canzone una volta per riprodurla».

peppino di capri roberta stroppa

La sua prima canzone.

«A Capri c’erano le villeggianti. Mi ispirarono Vicino ‘o mare: che tristezza, che malinconia, ‘a quann se n’è jut ammore mia. La composi per due sorelle, ci uscivamo con un amico».

 

 

Il suo primo vero successo?

«Nun è peccato. La scrisse Ugo Calise e la suonai la sera stessa: raggiunse il terzo posto in hit parade».

La grande occasione.

«A Ischia suonavo con i Rockers e ci notarono dei discografici di Milano. In quello stesso locale si esibiva Mina, con il nome di Baby Gate: ci chiamarono insieme».

 

Come conciliava il successo con la timidezza?

«C’era un negozio di dischi a Roma, in via Bissolati. Mi bardavo con il montgomery per non farmi riconoscere e andavo a comperare qualche copia del mio primo 45 giri da regalare ai miei: era sempre esaurito. Un giorno mi riconobbe: “Ma lei è quello della copertina?”. Aggiunse: “Questo disco sarà primo”».

 

peppino di capri roberta stroppa

Il suo cognome è Faiella. È vero che le impedirono di usarlo per scaramanzia?

«Fu Mario Cenci che lo cambiò. Mi disse: siccome sei di Capri, ti chiamerai Peppino di Capri. Faiella gli faceva pensare a jella».

 

Ha mai suonato per Jacqueline Kennedy?

«Certo, era molto bella e gentile. Sorrideva sempre. Di solito venivano in sei. Non sapevo chi fosse Onassis: si piantava con il gomito sul piano, mi fissava con quegli occhialoni. Dissi a mio zio Ciro, il proprietario del locale: “Mi togli di torno questa civetta?”. E lui: “Ha preso sei bottiglie di champagne, zitto e suona”. Ci invitò a fare colazione sul suo yacht Christina».

 

Se non avesse fatto il cantante?

«Avrei fatto qualcosa legato all’ingegneria. Avrei voluto inventare il telefonino».

 

Cosa ha fatto con i primi guadagni?

champagne – peppino di capri 4

«Aiutai i miei e aprii lo Splash, la prima discoteca di Capri: ci veniva anche Valentino. La gestiva mia moglie Roberta e metteva i dischi mia sorella Carola».

Roberta.

«Ci conoscemmo a Ischia e ci sposammo poco dopo. Era un’ex modella, carismatica: oggi sarebbe stata una influencer. Anche se Arianna Di Claudio, che l’ha interpretata nel film, è molto più bella di lei..!»

 

 

Nel film «Champagne» è descritta come ludopatica.

«A volte l’incasso delle mie esibizioni veniva giocato la sera stessa in qualche casinò. Organizzava feste con la porchetta fatta arrivare da Roma a bordo di un elicottero. Oggi lo farebbe Mariah Carey».

 

Il divorzio è stato sofferto.

«Direi sudato. Durante un breve periodo di riappacificazione è nato Igor, ma avevo già incontrato Giuliana, la mia seconda moglie, dalla quale ho avuto Dario ed Edoardo».

Le ha dedicato però una delle sue canzoni più celebri.

Champagne – Peppino Di Capri

«All’inizio si chiamava Lo sai, una notte decisi di chiamarla Roberta. E la svegliai per dirglielo. Oggi mi telefona e mi rimprovera: “non mi chiami mai”».

 

La giacca di lamé da uomo è nata con lei.

«Fu un’idea di Roberta. Ma Giuliana me le distrusse tutte».

Champagne.

«Mio cognato aveva scritto la canzone Una coppa di champagne. Voleva farla cantare da Aznavour. Gli dissi: “la canto io!”».

 

Sua moglie Giuliana è mancata da poco.

«È stata una colonna. Biologa, figlia di medici. L’opposto di Roberta: un giorno a Santa Margherita Ligure mi indicò una scuola e disse: “ho studiato lì”. Ma dagli errori che faceva capivo che a scuola c’era andata poco».

 (…)

I suoi amici oggi.

PEPPINO DI CAPRI

«Renato Zero, uno dei più cari. Al Bano che prova a portarmi in Russia a cantare. E gli amici capresi: con Paolo Fiorillo abbiamo scritto Capri Song, con il testo di Mogol».

 

Geolier è il suo erede artistico?

«Bravissimo, ma è un rapper. I giovani mi cercano: Fedez a Sanremo è venuto a complimentarsi».

 

L’artista più grande?

«Lucio Dalla: mi fece ascoltare in anteprima Caruso per essere sicuro che la pronuncia fosse giusta. Piansi per la commozione».

 

Tra le donne?

«Gianna Nannini. Vado ai suoi concerti».

 

Lei crede all’Aldilà?

«Forse farò un giretto in Purgatorio».

 

Rimpianti? Rimorsi?

«Nessuno, ho sempre fatto tutto con convinzione. Sono un uomo realizzato».

 

PEPPINO DI CAPRIPEPPINO DI CAPRI BEATLESpeppino di capri la bussolapeppino di capri foto di baccogerry bruno peppino di capri peppino di capri gerry bruno gerry bruno peppino di capri gigi proietti peppino di capri stefano palatresigigi proietti peppino di capripeppino di capri con paolo cirino pomicino foto di baccopeppino di capri e giuliana gagliardi 7peppino di capri al pianoforte foto di baccotutti ad ascoltare peppino di capripeppino di capri e giuliana gagliardi 4peppino di capri e giuliana gagliardi 6gigi proietti peppino di capripeppino di capri all'eurovision del 1991peppino di capri e giuliana gagliardi 3peppino di capri e giuliana gagliardi 1peppino di capri e giuliana gagliardi 2tv sorrisi e canzoni peppino di capri gerry bruno eleonora rioda con peppino di capriPEPPINO DI CAPRI BEATLES

Ultimi Dagoreport

isola di kharg trump netanyahu hegseth rubio vance

DAGOREPORT – IL MONDO È SULL'ORLO DEL PRECIPIZIO: QUEI DUE GENI DEL MALE NETANYAHU E PETE HEGSETH VOGLIONO SPINGERE TRUMP A BOMBARDARE L'ISOLOTTO DI KHARG, NELLO STRETTO DI HORMUZ, DOVE PASSA IL 90% DEL PETROLIO IRANIANO – SAREBBE UN COLPO FATALE PER L'ECONOMIA DELLA CINA, PRINCIPALE ACQUIRENTE DEL GREGGIO DEGLI AYATOLLAH: IN CASO DI ATTACCO, PECHINO NON POTREBBE NON REAGIRE, SCHIERANDO IL SUO ENORME ARSENALE A FIANCO DI TEHERAN (FINORA XI JINPING HA FORNITO COMPONENTI PER MISSILI, SOLDI E INTELLIGENCE) – SPACCATURA TOTALE ALLA CASA BIANCA SULL'ATTACCO: TRUMP È IN STATO CONFUSIONALE SULLA POSSIBILE OFFENSIVA SULLO STRETTO DI HORMUZ, IL SEGRETARIO DI STATO, MARCO RUBIO, FA LA SOLITA COLOMBA, MENTRE JD VANCE E' AFFETTO DA MUTISMO, IN QUANTO VOLTO DELL’ISOLAZIONISMO “MAGA”, IL VICEPRESIDENTE È CONTRARIO ALLE GUERRE TRUMPIANE - NUOVO ATTACCO DEI PASDARAN IN IRAQ: COLPITA UNA BASE BRITANNICA CON UNO SCIAME DI DRONI...

leonardo maria del vecchio milleri marisa del vecchio

DAGOREPORT - MENTRE LEONARDINO VA OLTRE LUXOTTICA E LANCIA IL GIN SHIRABI (IN MEMORIA DELLA ''GINTONERIA'' DI LACERENZA?), SI ACCAVALLANO LE VOCI SU FRANCESCO MILLERI – IL SISTEMA NERVOSO DEL CEO DI DELFIN PARE CHE NON ABBIA PER NULLA GRADITO DI ESSERE ISCRITTO NEL REGISTRO DEGLI INDAGATI IN COMPAGNIA DI CALTAGIRONE E LOVAGLIO PER “CONCERTO OCCULTO” PER LA SCALATA DI MPS A MEDIOBANCA - E SI RACCONTA CHE CON GLI AMICI FIDATI SI SFOGHI DICENDO CHE ASPETTERÀ ANCORA UN ANNO: O LEONARDINO PORTERÀ A CASA LE QUOTE DEI FRATELLI LUCA E PAOLA E ARRIVARE A QUEL 37,5% CHE GLI PERMETTERÀ DI GESTIRE L’HOLDING (E FINALMENTE INTASCARE LA SUA QUOTA DI TESTAMENTO), OPPURE MOLLERÀ GLI OTTO LITIGIOSI EREDI AL LORO DESTINO E IMBOCCHERÀ LA PORTA DI USCITA…

iran donald trump benjamin netanyahu petrolio

DAGOREPORT – LA NOTIZIA PIÙ IMPORTANTE DELLE ULTIME ORE È QUELLA PUBBLICATA DA “CNBC”: L’IRAN, ALLA FACCIA DI TRUMP E NETANYAHU, STA CONTINUANDO A ESPORTARE PETROLIO TRAMITE LO STRETTO DI HORMUZ, CHE HA MINATO E BLOCCATO ALLE NAVI STRANIERE. TEHERAN HA VENDUTO 11,7 MILIONI DI BARILI DI GREGGIO ALLA CINA DALL’INIZIO DEL CONFLITTO – L’EUROPA VALUTA DI ALLEGGERIRE LE REGOLE CONTRO IL GAS RUSSO: PER GARANTIRE SCORTE SUFFICIENTI E SICUREZZA ENERGETICA PER L’INVERNO, L’UNIONE EUROPEA NON VERIFICHERÀ SE IL GAS NATURALE LIQUIDO VENDUTO DA TERZI PROVENGA DA MOSCA….

matteo salvini giorgia meloni antonio tajani

DAGOREPORT – ALL'ARMI, SIAM GIUSTIZIALISTI! - OGGI ALLE 18, ANNUNCIATA DAI GORGHEGGI DI SAL DA VINCI, GIORGIA MELONI SALIRA' SUL PALCO MILANESE DEL TEATRO PARENTI PER METTERE LA FACCIA A UN REFERENDUM CHE E' SEMPRE STATO MALDIGERITO (EUFEMISMO) DA GRAN PARTE DEI FRATELLI D’ITALIA, FEDELI ALLA VECCHIA LINEA MISSINA PRO-MAGISTRATI E PRO-BORSELLINO – LO SCARSO IMPEGNO DEI MELONIANI STA FACENDO GIRARE I COJONI A FORZA ITALIA, PER CUI LA SEPARAZIONE DELLE CARRIERE (E DEL CSM) È LA “MADRE DI TUTTE LE RIFORME” – SALVINI FA LO STRUZZO: LA LEGA, CHE HA VISTO SFUMARE L’AUTONOMIA, HA CHIESTO UN “MAGGIOR COINVOLGIMENTO DELLA MELONI”, MA SENZA TROPPA CONVINZIONE - LA GOCCIA CHE HA FATTO TRABOCCARE L'IRA FUNESTA DELLA MELONA CONTRO LE TOGHE E' STATO IL FALLIMENTO DEI CENTRO MIGRANTI IN ALBANIA, BOCCIATI DAI TRIBUNALI ITALIANI ED EUROPEI - VIDEO: QUANDO AD ATREJU L'UNDERDOG SI STROZZO' URLANDO: "FUNZIONERANNO! FUNZIONERANNO! DOVESSI PASSARCI OGNI NOTTE DA QUI ALLA FINE DEL GOVERNO" (SONO ANCORA VUOTI...)

pietrangelo buttafuoco giorgia meloni alessandro giuli padiglione russia

DAGOREPORT - FINIRÀ COSÌ: IL MUSULMANO SCIITA GIAFAR AL-SIQILLI, ALIAS PIETRANGELO BUTTAFUOCO, PUÒ RIVENDICARE QUANTO VUOLE L'INDIPENDENZA E L'AUTONOMIA DELLA BIENNALE CHE LASCIA "CHIUSURA E CENSURA FUORI DALL'INGRESSO", MA IL PADIGLIONE RUSSO RESTERÀ SBARRATO - PUR COSTRETTO A RINCULARE, BUTTAFUOCO NON SI DIMETTERÀ. DEL RESTO, DELLA DECISIONE DI RIAPRIRE I BATTENTI AL PADIGLIONE RUSSO, NE AVEVA INFORMATO NON SOLO AMICI E CAMERATI VICINI MA ANCHE, DICONO, GIORGIA MELONI, DA SEMPRE SUA GRANDE SUPPORTER - AMMESSO CHE SIA AVVENUTO IL COLLOQUIO E ABBIA OTTENUTO IL SEMAFORO VERDE ALLA PRESENZA DEL PADIGLIONE RUSSO, VA ANCHE IMMAGINATO LO STATO DEGLI OTOLITI DELLA MELONA PER STAR LÌ A SBROGLIARE I PERIODI E LE SUBORDINATE DELL’ELOQUIO BAROCCO-SICULO DI BUTTAFUOCO - COMUNQUE VADA, A DIECI GIORNI DAL TERRIBILE VOTO SUL REFERENDUM DELLA GIUSTIZIA, CON UNA GUERRA CHE TIRA L’ALTRA E L’ECONOMIA CHE VA A PUTTANE, DI DIMISSIONI NON SE NE PARLA ASSOLUTAMENTE. BASTA UN NIENTE PER FAR CROLLARE IL CASTELLO DI CARTE…

marco bucci silvia salis il secolo xix gianluigi aponte

DAGOREPORT – LA ‘’SCOMPARSA DELLE NOTIZIE’’ NON BASTA PIÙ AL MINCULPOP DELL’ERA MELONONIANA - ECCO LE ASSURDE PRETESE E LE SFACCIATE PROPOSTE DEL PRESIDENTE DELLA REGIONE LIGURIA, MARCO BUCCI, ALL’EDITORE DEL ‘’SECOLO XIX’’, IL GRUPPO APONTE, PER OSTACOLARE LA CORSA DEL CANDIDATO DEL CENTROSINISTRA A SINDACO DI GENOVA, SILVIA SALIS, CONTRO LO SFIDANTE DEL CENTRODESTRA, PIETRO PICIOCCHI – DAGOSPIA SVELA LA “NOTA” DEL GOVERNATORE BUCCI DA SOTTOPORRE AL DIRETTORE, MICHELE BRAMBILLA: “IL CONTESTO È LA CAMPAGNA ELETTORALE ED IL BILANCINO POLITICO DEL SECOLO, COME È FACILE DA CAPIRE ANCHE PER IL LETTORE, PENDE CON STRATEGICA EVIDENZA DALLA PARTE DELLA SALIS - POCHI GIORNI PRIMA, VISITA DEL MINISTRO E VICEPREMIER SALVINI A GENOVA, MENZIONATO ALLA PARI DELLA SALIS. OPPURE NELL’INTERVISTA PERSONALE AL GOVERNATORE BUCCI, SI TROVA IL MODO DI INFILARE LA SALIS NEL TITOLO DELLA STESSA INTERVISTA…”