adriano cappellari

PER UN GIORNALISTA NON C’È NIENTE DI MEGLIO DI UN ATTENTATO PER ESSERE PRESO SUL SERIO – LA VICENDA DEL VENTENNE ADRIANO CAPPELLARI È DA MANUALE: È ACCUSATO DI AVER SIMULATO L’INCENDIO INTIMIDATORIO A CASA SUA DEL 30 MAGGIO SCORSO, QUANDO ESPLOSE UN ORDIGNO ARTIGIANALE – LE TELECAMERE DI VIDEOSORVEGLIANZA HANNO VISTO UNA PERSONA TRAVISATA CON UN ALTEZZA E FATTEZZE COMPATIBILI CON LE SUE. LE CARTUCCE DI GAS E L’ALCOL CON CUI È STATO REALIZZATO L’ESPLOSIVO SONO DELLA STESSA MARCA DI QUELLE COMPRATE CON LA SUA CARTA DI CREDITO, E ANCHE GLI ORARI DEL SUO RIENTRO COINCIDONO – MA PERCHÉ L’HA FATTO? È SOLO MITOMANIA? AVERE LA SCORTA, ESSERE CONSIDERATO UN GIORNALISTA “SCOMODO” AVEVANO FATTO FARE UN “BOOST” ALLA SUA CARRIERA…

QUANDO LA NOTIZIA NON C’È, SI CREA – IL GIORNALISTA ADRIANO CAPPELLARI È INDAGATO PER AVER SIMULATO UN ATTENTATO NEI SUOI CONFRONTI – IL GIOVANE COLLABORATORE DI UN SETTIMANALE DI VICENZA AVEVA DENUNCIATO DI AVER SUBITO UN INCENDIO AL PORTONE DI CASA E DI AVER RICEVUTO MINACCE, PER LA SUA VICINANZA A DON PATRICIELLO. SECONDO I MAGISTRATI, SI È INVENTATO TUTTO, E PER QUESTO È INDAGATO PER INCENDIO, CALUNNIA E SIMULAZIONE DI REATO...

https://www.dagospia.com/cronache/quando-notizia-non-c-e-si-crea-giornalista-adriano-cappellari-e-indagato-482141

 

Don Maurizio Patriciello con Adriano Cappellari

1 - «SI È MESSO LUI LA BOMBA FUORI CASA» IL CRONISTA SOTTO SCORTA ORA È INDAGATO

Estratto dell’Rebecca Luisetto per il “Corriere della Sera”

 

Da vittima di intimidazioni della camorra a indagato per aver orchestrato l’intera vicenda. Si ribalta il caso di Adriano Cappellari, il cronista ventenne di Enego (Vicenza) al quale ieri è stata revocata la scorta dopo gli sviluppi dell’inchiesta della procura scattata in seguito a un presunto attentato nei suoi confronti.

 

Per il giovane le accuse sono pesanti: incendio, calunnia, simulazione di reato continuata, procurato allarme e truffa ai danni di ente pubblico. Portato ieri in caserma per essere interrogato, il giornalista si è avvalso della facoltà di non rispondere.

 

Adriano Cappellari mostra il cancello di casa luogo del presunto attentato

Secondo gli inquirenti sarebbe stato il cronista a organizzare il presunto attentato del 30 maggio, quando un ordigno artigianale era esploso davanti al cancello dei suoi vicini di casa e una lettera di minacce era stata ritrovata nel suo giardino.

 

[…] In base a quanto ricostruito dai carabinieri, coordinati dal sostituto procuratore Alessia Grenna, ci sono una serie di prove che dimostrerebbero come la scia di minacce sia stata una messinscena del ventenne.

 

Decisive sarebbero le immagini delle telecamere di videosorveglianza dell’abitazione di Cappellari che riprendono una persona travisata mentre lancia una busta e deposita il pacco incendiario. Gli specialisti del Ris hanno stimato un’altezza compresa tra 1,69 e 1,75 metri, ritenuta compatibile con quella dell’indagato.

 

molotov contro la casa di adriano cappellari

Gli accertamenti tecnici hanno permesso anche di risalire agli acquisti del materiale utilizzato per la bomba. Nonostante la rimozione delle etichette i carabinieri hanno identificato la marca delle cartucce di gas e dell’alcol denaturato, ricostruendo gli ordini che il giornalista avrebbe effettuato online.

 

Secondo l’accusa il 25 aprile Cappellari avrebbe acquistato quattro cartucce di gas butano-propano della stessa marca di quelle impiegate nell’ordigno, pagando con una carta di credito a lui intestata e indicando nell’ordine il proprio numero di telefono. Pochi giorni dopo avrebbe acquistato anche sei bottiglie di alcol denaturato della stessa tipologia rinvenuta sul luogo dell’esplosione.

 

adriano cappellari

A supportare le accuse vi sono anche gli orari registrati dalle telecamere: il giovane rientra a casa alle 23.11 e ricompare alle 23.35 mentre filma con il cellulare le operazioni di spegnimento dell’incendio.

 

Per gli investigatori il tempo intercorso sarebbe compatibile con il tragitto necessario per raggiungere il cancello attraverso un passaggio sul retro dell’abitazione, collocare il pacco e fare ritorno.

Gli elementi raccolti sul presunto attentato hanno spinto gli investigatori a rileggere anche i tre episodi intimidatori denunciati dall’accusato tra novembre e febbraio: lettere anonime con minacce di morte e cartucce calibro 22 indirizzate allo stesso Cappellari, a Meloni e a don Patriciello. Proprio quelle intimidazioni avevano determinato prima l’attivazione della vigilanza e poi, dopo il pacco bomba, anche della scorta.

ADRIANO CAPPELLARI ALLA PARTITA DEL CUORE

 

2 – “MITOMANE O ASTUTO CRIMINALE” IL RAGAZZINO CON IL VOLTO PULITO HA AVUTO LA SCORTA CON LE BUGIE

Estratto dell’articolo di Rosario Di Raimondo per “la Repubblica”

 

Il 13 luglio ha partecipato alla "Partita del cuore" all'Aquila. Lui faceva parte della formazione dei politici, guidata da Roberto Mancini, e su Instagram ha sfoggiato le foto in campo e accanto al nuovo ct degli Azzurri. A quell'incontro è andato con la scorta: «Una vettura istituzionale dedicata e due militari specializzati». Un «servizio» di cui «usufruiva» per gli eventi pubblici.

 

Incendio a casa di Adriano Cappellari

A chi gli ha parlato nei giorni scorsi ha confidato: «Sì, sono ancora sotto scorta. Ma delle indagini non mi fanno sapere niente...». Le novità sono arrivate ieri, di buon mattino, e quello che per i pm era un castello di bugie è crollato in un soffio. «Era ammutolito, terrorizzato», racconta chi gli è stato vicino. Ma un concetto, a modo suo, lo ha fatto capire: «Voglio collaborare con i pm, dare la mia versione». Presto sarà chiesto un interrogatorio.

 

Avrà molto da spiegare Adriano Cappellari, giovane cronista che per la procura di Vicenza, guidata da Lino Giorgio Bruno, s'è inventato un attentato incendiario sotto casa. E non solo quello: ha denunciato altri tre episodi di minacce di morte il 5 novembre e l'11 dicembre del 2025 e nel febbraio di quest'anno.

ADRIANO CAPPELLARI ALLA PARTITA DEL CUORE CON ROBERTO MANCINI

 

Letteracce misteriose spedite a lui, a Meloni e a don Patriciello, buste con cartucce calibro 22 o con la copia di un suo innocuo articolo scritto per il giornale locale L'Altopiano dal titolo: «A testa alta con don Maurizio, la camorra non piega il suo coraggio».

 

Ora chi lo conosce non sa darsi una spiegazione. Lo cerca da ieri il prete anti camorra, ma il telefono del giovane è staccato. Prova a chiamarlo don Federico, della parrocchia di Enego, ma con lo stesso risultato. Nei suoi confronti arrivano parole positive: «Così giovane, una persona perbene, un ragazzo della parrocchia dal volto pulito».

 

Timido ma «intraprendente», continua chi gli sta vicino. Molto attivo nella vita del Comune, anche dal punto di vista amministrativo: più fonti lo ritengono vicino a Fratelli d'Italia, c'è chi giura che sia stato ad Atreju.

 

adriano cappellari

E poi l'attività per i giornali locali del Vicentino: un collaboratore alle prime armi – lo descrive un giornalista della zona – che mandava articoli puntuali e precisi, più che altro su tematiche del territorio. Insomma qualcuno che, in prospettiva, si poteva immaginare di far crescere in una redazione.

 

Senz'altro non ancora un autore di inchieste scomode che potessero giustificare un attentato o mettere a repentaglio la sua sicurezza: «Scrivo di cronaca a 360 gradi. Di ogni cosa, dall'incidente a un evento in paese. Ma non mi sono mai occupato di camorra, mafia, criminalità organizzata», disse a Repubblica all'indomani dell'attentato […]. È stata una cosa paurosa, inaspettata». E infatti, da testimone, deve aver tirato in ballo qualche ignaro compaesano: da qui l'ipotesi di calunnia. Oltre a tutto il resto. «Le prove risulterebbero molto pesanti, facendo emergere un profilo del mitomane e per di più pericoloso. La presunzione d'innocenza non si nega a nessuno: Cappellari avrà modo di difendersi», afferma il Sindacato giornalisti del Veneto. […]

don maurizio patriciello e adriano cappellari

 

ADRIANO CAPPELLARI

ADRIANO CAPPELLARI ALLA PARTITA DEL CUORE

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