magistrati salvini matteo giorgia meloni

IL VENTENNIO BERLUSCONIANO HA LASCIATO IL SEGNO – SECONDO UN SONDAGGIO DEMOS, IL 54% DEGLI ITALIANI È CONVINTO CHE “UNA PARTE DELLA MAGISTRATURA SIA POLITICIZZATA” E AGISCA PERSEGUENDO OBIETTIVI “POLITICI”. UN DATO IN CRESCITA DEL 2% NELL’ULTIMO ANNO E CHE ARRIVA AL 75% TRA GLI ELETTORI DI FDI E LEGA. SOLO IL 44% È CONVINTO DELL’INDIPENDENZA DEI MAGISTRATI – ILVO DIAMANTI: “SIAMO LONTANI DAI TEMPI DI TANGENTOPOLI. QUANDO LA MAGISTRATURA COSTITUIVA UN SOGGETTO IMPORTANTE DELLA SCENA POLITICA NAZIONALE…”

Estratto dell’articolo di Ilvo Diamanti per “la Repubblica”

https://www.repubblica.it/economia/2025/01/13/news/sondaggi_italiani_rapporto_magistratura-423934246/

 

magistrati

L’assoluzione del ministro Matteo Salvini costituisce un episodio significativo […] perché chiama in causa il ruolo della magistratura. Che segna non solo il nostro presente, ma la storia della nostra democrazia. In quanto soggetto che “unisce e divide il Paese” e gli italiani. […] Come di-mostra il sondaggio condotto da Demos sulla percezione in merito all’autonomia dei magistrati nell’interesse dei cittadini.

 

[…] la Magistratura […] ha funzioni di controllo e di regolazione nel sistema pubblico. E, anche per questo motivo, agisce nel sistema politico. Ne verifica e, se necessario, limita l’intervento e l’azione. In alcuni casi e in alcune fasi, “agisce” essa stessa da “attore” politico. Com’è avvenuto nei primi anni Novanta, quando un pool, guidato dal procuratore di Milano Francesco Saverio Borrelli, di cui facevano parte, fra gli altri, i magistrati Antonio Di Pietro, Gherardo Colombo, Ilda Boccassini e Piercamillo Davigo, avviò una serie di inchieste sulla corruzione nel sistema politico e dei partiti. Riassunto nella definizione di “Mani pulite”, che svelò la “Tangentopoli”, cioè la Città delle Tangenti.

 

MAGISTRATURA E POLITICA - SONDAGGIO LAPOLIS E DEMOS

In altri termini: il mondo politico della Prima Repubblica che - anche e soprattutto per questo - crollò, proprio in quegli anni. Senza dimenticare che, per iniziativa di Antonio Di Pietro, venne successivamente fondato un partito, de-nominato “Italia dei Valori”. Questo “incrocio” fra magistratura e politica costituisce ancora un fattore rilevante nel dibattito politico, che continua a dividere l’opinione pubblica.

 

matteo salvini giulia bongiorno - assoluzione processo open arms - foto lapresse

Letteralmente, come emerge dal recente sondaggio di Demos, nel quale le diverse valutazioni nel merito si “bilanciano”, in misura non dissimile. Anche se l’idea che “una parte della magistratura sia politicizzata” e agisca perseguendo obiettivi “politici” prevale. Seppure di poco. È, infatti, condivisa dal 54% dei cittadini “intervistati”. Oltre il 10% in più rispetto a chi è convinto dell’indipendenza dei magistrati. Si tratta di una visione stabile. Tuttavia, rispetto a un anno prima, l’immagine della “politicizzazione” dei magistrati appare rafforzata. Seppure di poco.

 

Questi orientamenti trovano una spiegazione se osservati in base alla scelta politica e di partito degli intervistati. I magistrati, infatti, sono ritenuti “politicizzati” soprattutto dagli elettori di Destra e Centro Destra: Lega e, ancor più, Fratelli d’Italia, fra i quali l’ampiezza di questa percezione supera ampiamente il 70%. Ma risulta molto estesa anche nella base di Forza Italia. Dove sfiora il 60%. Comprensibilmente, vista la profonda tensione della magistratura, in passato, verso Silvio Berlusconi.

 

I GIUDICI DI MANI PULITE

Lo stesso sentimento prevale fra chi vota per Italia Viva e il M5S. Mentre appare largamente ridotto e minoritario tra gli elettori del Pd. Nel sondaggio di Demos, gli unici a distinguersi rispetto agli altri. A favore di un’immagine della magistratura “autonoma e distante” da interessi di parte e dalla politica.

 

[…] Siamo, evidentemente, lontani dai tempi di Tangentopoli. Quando la magistratura costituiva un soggetto importante della scena politica nazionale. Tuttavia, il clima d’opinione di quell’epoca non si è dissolto. Anzi, persiste e resiste. Per diverse ragioni. Anzitutto, per l’eredità degli anni bui di un passato che non è passato. E “incombe” ancora. In secondo luogo, perché la scena politica si è “mediatizzata”. Perché la politica fa spettacolo.

 

magistrati inizio anno giudiziario

Ma lo spettacolo della politica è scivolato, rapidamente, verso una democrazia immediata. Digitalizzata. Che permette a tutti di intervenire in modo immediato. Senza mediatori. Così, la magistratura a sua volta “incombe”. E ogni indagine, ogni inchiesta, ogni decisione giudiziaria produce effetti politici. Ha conseguenze politiche. Tanto più in tempi politicamente incerti. Nei quali la maggioranza appare incerta. Almeno quanto l’opposizione.

 

In tempi di globalizzazione. Quando, come ha scritto il sociologo inglese Antony Giddens, tutto ciò che avviene dovunque ha effetti «immediati e unificanti» sulla nostra visione del mondo. E ciò contribuisce a spiegare l’attenzione del(la) presidente del Consiglio verso quel che avviene nel mondo. Perché accanto a Donald Trump è più facile intervenire in Italia.

DONALD TRUMP GIORGIA MELONIpool mani pulite

Ultimi Dagoreport

claudia conte matteo piantedosi giorgia meloni

FLASH! – CHI AVRÀ SUGGERITO AL MINISTRO DELL’INTERNO MATTEO PIANTEDOSI DI QUERELARE DAGOSPIA PROPRIO QUANDO I GIORNALONI DE’ NOANTRI SI ERANO GIÀ DIMENTICATI DELLA SUA AMANTE CLAUDIA CONTE? - QUELLO CHE È CERTO È CHE NE' I VERTICI DEL VIMINALE NE' LA ''FIAMMA MAGICA'' ERANO A CONOSCENZA DELL’INTEMERATA DEL MINISTRO INNAMORATO VERSO DAGOSPIA - E, A QUANTO PARE, A ‘’PA-FAZZO’’ CHIGI, GIÀ ALLE PRESE CON MILLE ROGNE (EUFEMISMO), LA MOSSA DI PIANTEDOSI NON È STATA ACCOLTA PER NIENTE BENE…

roberto gualtieri alessandro rivera fabrizio palermo francesco gaetano caltagirone

CHI NON SALTA, CALTA E'... – DIETRO ALLE DIMISSIONI DI FABRIZIO PALERMO DAL CDA DI MPS CI SAREBBE UN "SUGGERIMENTO" DI ROBERTO GUALTIERI: IL SINDACO DI ROMA, PRIMO AZIONISTA DI ACEA (HA IL 51%), AVREBBE CONSIGLIATO AL MANAGER DI NON RISCHIARE LA FACCIA PER LE BATTAGLIE (PERSE) DI CALTAGIRONE. “ALTRIMENTI AVRÒ DIFFICOLTÀ CON I MIEI DEL PD PER RICONFERMARTI ALL'ACEA” – LA “STAFFETTA” POSSIBILE CON ALESSANDRO RIVERA: L’EX DG DEL TESORO ARRIVA COME PRESIDENTE, MA TRA UN ANNO POTREBBE DIVENTARE CEO (SE PALERMO TENTASSE NUOVE AVVENTURE, DOPO IL FALLITO ASSALTO DI CALTARICCONE AL “MONTE”)

la stampa alberto leonardis carlo toto luciano tancredi antonio di rosa alessandro de angelis maurizio molinari

DAGOREPORT- LA ''SAE'' L’ULTIMA? PROSSIMAMENTE IN EDICOLA “LA STAMPA D’ABRUZZO”! BATTUTACCE A PARTE, LA NOTIZIA DEL GIORNO È L’INGRESSO DELL’ABRUZZESE DI CHIETI, CARLO TOTO, CON UNA QUOTA DEL 25%, NELLA NUOVA SOCIETÀ “SAE-LA STAMPA”, DI CUI L’ABRUZZESE DELL’AQUILA, ALBERTO LEONARDIS, MANTIENE IL CONTROLLO AL 51% - DOPO AVER ACQUISITO PER LA CIFRA RECORD DI 14 MILIONI DAGLI ANGELUCCI IL 40% DEL QUOTIDIANO ROMANO ''IL TEMPO'', ORA, FIUTATO IL VENTO, TOTO TRASLOCA VERSO UN GIORNALE DA POSIZIONARE SU UN CENTRO-SINISTRA BEN PETTINATO, ADEGUATAMENTE ANCORATO SUL TERRITORIO, CON UNA FORTE VOCAZIONE INTERNAZIONALE AD OPERA DI MAURIZIO MOLINARI – COM’È CONSUETUDINE NELLE OPERAZIONI DI LEONARDIS, TOTO AFFIANCA AGNELLI-ELKANN (TRAMITE UNA NUOVA SOCIETÀ NON PROFIT) CHE RESTANO COSÌ NELLA ''STAMPA” COL 20%, PIÙ VARIE FONDAZIONI E AZIENDE PIEMONTESI - IN POLE PER LA DIREZIONE, IL VETERANO ANTONIO DI ROSA; VICE: TANCREDI E DE ANGELIS...

marcello sala luigi lovaglio gaetano caputi giancarlo giorgetti francesco gaetano caltagirone

DAGOREPORT: C’È MOLTA TENSIONE IN “SALA” DI ATTESA - DAVANTI A UN’IPOTESI DI REATO SARÀ DIFFICILE PER LA CAMERA E IL SENATO NEGARE L’AUTORIZZAZIONE ALLA PROCURA DI MILANO, CHE INDAGA SULLA SCALATA DI MPS A MEDIOBANCA, AD ACQUISIRE LA MESSAGGISTICA TELEFONICA DELL’EX DIRETTORE GENERALE DEL TESORO, MARCELLO SALA (NON INDAGATO), CON MINISTRI E PARLAMENTARI – SE, PUTACASO, SBUCASSE UNA CONVERSAZIONE DEL TITUBANTE SALA CON L’INFLUENTE CAPO DI GABINETTO DELLA PRESIDENZA DEL CONSIGLIO, GAETANO CAPUTI, OPPURE UNO SCAMBIO DI MESSAGGI CON IL CAPO DI GABINETTO DEL MINISTRO GIORGETTI, STEFANO VARONE, VERREBBE MENO IL RISCHIO DI VIOLARE LE PREROGATIVE PARLAMENTARI...