8-5-2 PER MILLE. L'APPLICAZIONE DI QUESTE ALIQUOTE STA DIVENTANDO SEMPRE PIÙ INIQUA E L'INTRODUZIONE DEL 2 PER MILLE AI PARTITI E’ (ANCHE) UN MODO PER CONTROLLARE CHI VOTIAMO

DAGOREPORT

8-5-2 per mille. L'applicazione di queste aliquote sta diventando sempre più iniqua e con l'introduzione del 2 per mille per i partiti politici lo diventerà ancora di più, vediamo perché.

La madre di tutte le fregature è l'8 per mille, dove meno del 40% dei dichiaranti esprime una scelta ma, nel sottoinsieme MINORITARIO di chi esprime una preferenza, la percentuale di chi sceglie la chiesa cattolica è l'89% e 11% lo stato (gli ultimi dati pubblici in giro risalgono al 2008).

Cosa si inventò Craxi anni fa per ottenere il sostegno della chiesa? Attraverso un semplice comma consentì di applicare sulla parte "inoptata" le stesse percentuali della parte espressa, con il risultato che la chiesa porta a casa più del doppio di quello che è la volontà espressa dai contribuenti italiani, circa un miliardo di euro all'anno, caso unico al mondo dove alle chiese viene dato più di quanto richiesto dai contribuenti.

Notate bene che si parla di percentuale dei contribuenti e non di valori messi in gioco dalle scelte fatte in sede di dichiarazione, perché con lo scherzo dell'inoptato nel "montepremi" entra tutto il valore dell'irpef, irpef che anno dopo anno inesorabilmente aumenta, anche nell'orribile 2012 mentre l'iva scendeva del 2%.

Ecco perché ogni anno la chiesa cattolica spende cifre importantissime per fare pubblicità all'8 per mille, per mantenere quella quota del 90% circa tra chi esprime una scelta, perchè in base a quella percentuale viene ripartito TUTTO l'8 per mille.

Poi c'è il 5 per mille, quello per le ONLUS. Qui, non appena la formula ha preso piede il ministro Tremonti, seguito poi dai successivi ministri, ha messo un tetto massimo di 250 milioni di euro, perché la spesa per lo stato rischiava di essere troppo alta, come dire va bene la beneficenza ad organizzazioni senza fini di lucro tipo ONG, assistenza palliativa per malati terminali, assistenza ai poveri, eccetera, ma senza esagerare.

Infine sta per nascere il 2 per mille per la politica, curiosamente con lo stesso meccanismo dell'inoptato per le chiese (che qualsiasi nazione realmente laica non avrebbe mai approvato) e SENZA tetto, quindi se crescerà il montepremi irpef crescerà anche il valore del 2 per mille in palio per i partiti.

Facciamo un esempio per capirci: mettiamo che solo il 30% dei contribuenti dichiari a quale partito vuole devolvere il proprio 2 per mille (ma con la privacy come la mettiamo? lo stato che conosce la mia preferenza politica mi lascia un attimo inquieto, in uno stato semi-presidenzial semi democratico) e che questo sottoinsieme abbia la seguente ripartizione: 40% PD, 40% PDL, 20% M5S o altre organizzazioni simili.

Innanzitutto soldi ai movimenti M5S incluso, non avendo lo statuto richiesto, non andranno, quindi le quote reali potrebbero diventare (ancora i criteri di calcolo non sono chiari) un ipotetico 50% ciascuno per PD e PDL, ma 50% di cosa? delle quote espresse? errato, 50% del totale del valore del 2 per mille, senza tetto of course.

Per concludere l'elenco delle nefandezze fiscali ecco le detrazioni: per interessi passivi sul mutuo 19% (con tetto a 4.000 euro), per donazioni ad onlus 26% (con tetto 2.056 euro) per donazioni a partiti uno stratosferico 52% fino a 5.000 euro e il 26% da 5.001 fino a 20.000 euro (dieci volte il tetto delle onlus). No comment.

 

LETTA E ALFANO LETTA ALFANO SOLDI AI PARTITIvaticano

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