ABBIAMO SCHERZATO! MENTRE LA NSA COSTRUISCE UNA CITTÀ IN UTAH IN CUI CONSERVARE TUTTI I NOSTRI DATI, LA CASA BIANCA PREPARA UNA “RIFORMA” (DI FACCIATA) DELLO SPIONAGGIO

1. "LA NSA NON DEVE CONSERVARE I DATI" LA RIFORMA OBAMA DELLO SPIONAGGIO
Arturo Zampaglione per "la Repubblica"


Barack Obama ha deciso ieri sera di pubblicare senza indugi il primo rapporto ufficiale sulla massiccia operazione di spionaggio condotta segretamente dalla Nsa (National security agency) sulle comunicazioni telefoniche e Internet.

Lungo 300 pagine, il documento è stato preparato da una task-force di cinque saggi, tra cui l'ex-numero due della Cia Michael Morell, ed elenca 46 misure capaci di restituire fiducia e credibilità alle operazioni dell'intelligence americana dopo le rivelazioni- bomba dell'ex-collaboratore della Nsa, Edward Snowden, che hanno danneggiato l'immagine degli Stati Uniti nel mondo e contribuito alla perdita di popolarità di Obama.

Una delle priorità individuate nel rapporto declassificato riguarda il controllo e la gestione dell'immenso data-base della Nsa, che, secondo stime attendibili, contiene informazioni su mille miliardi di telefonate fatte dagli americani. Secondo i cinque saggi, che ieri mattina si sono incontrati alla Casa Bianca con Obama, lo spionaggio telefonico andrebbe continuato ma limitato, rispetto agli "eccessi" del passato, mentre i data-base dovrebbero essere custoditi dalle stesse società telefoniche o da terzi, in modo, da un lato da evitare sospetti, dall'altro di poter essere consultati nell'ambito di indagini nella lotta al terrorismo.

Tra le altre raccomandazioni della task-force, oltre a richiedere più vincoli per lo spionaggio dei leader stranieri, figurano cinque punti importanti:

1) il divieto alla Nsa di creare "porte di servizio" che permettono agli 007 - secondo le accuse di Snowden - di penetrare surrettiziamente nei network di Google, Yahoo, Apple e di altri giganti informatici, che proprio ieri hanno protestato per il danno provocato al loro business dallo scandalo dello spionaggio;

2) la scelta di un civile invece di un generale del Pentagono, come invece è stato finora, per guidare i 35mila dipendenti del Nsa;

3) il no a ogni tentativo di modificare gli standard di criptografia informatica;

4) nuovi limiti per i cosiddetti "zerodays", cioè strumenti di hackeraggio capaci di penetrare e distruggere network informatici;

5) una netta separazione tra le attività di spionaggio all'estero e quelle che si occupano di controllare la segretezza della rete informatica federale.

L'obiettivo di questa ultima misura è chiaro: dividere la parte offensiva dell'intelligence informatica, cioè quella che potrebbe teoricamente mettere a soqquadro i network del nemico, da quella difensiva. Il documento della task-force è ora all'esame della Casa Bianca, cui spetta il compito di accogliere o respingere le proposte.

Obama ha preannunciato una decisione per gennaio, quando sarà pronto anche un altro rapporto preparato dall' amministrazione. In un primo tempo il presidente aveva fatto capire di non voler cambiare granché del programma di raccolta-dati della Nsa, considerandolo essenziale per la lotta al terrorismo, ma la situazione si è modificata dopo che il giudice Richard Leon ha deciso di investire la corte suprema del problema, denunciandone l'aspetto "quasi orwelliano".


2. IL BRASILE NON DARÀ ASILO A EDWARD SNOWDEN
Flavio Paioletti per www.squer.it

Un portavoce del ministero degli esteri brasiliano ha dichiarato che il suo dicastero non sta prendendo in considerazione l'idea di concedere asilo politico a Edward Snowden. Secondo la stessa fonte, il Brasile non ha ricevuto alcuna richiesta ufficiale dall'ex analista della NSA, dopo che nel Luglio scorso una richiesta iniziale era stata inviata non da Snowden in persona ma Amnesty International a diversi paesi. Lettera alla quale Brasilia non ha mai risposto.

In una lettera pubblicata Martedì dalla Folha de S. Paulo, un quotidiano brasiliano, sul sito Pastebin e sulla pagina Facebook di David Miranda (compagno del giornalista Glenn Greenwald), Snowden ha offerto la sua collaborazione ad una indagine sulle ramificazioni programma di sorveglianza della NSA in Brasile. Contemporaneamente il sito web per le petizioni pubbliche Avaaz, ha lanciato una campagna di raccolta firme online per premere la presidentessa Dilma Rousseff a concedere l'asilo Snowden.

Nella sua "Lettera aperta al popolo brasiliano", Snowden si è dichiarato interessato a partecipare ad una interrogazione parlamentare sul programma della NSA, responsabile di aver monitorato le comunicazioni della stessa Rousseff e di milioni di cittadini brasiliani." Ho espresso la mia disponibilità ad assistere , ove opportuno e legittimo, ma purtroppo il governo degli Stati Uniti ha lavorato molto duramente per limitare la mia capacità di farlo", dice la lettera.

Snowden vive attualmente in Russia grazie ad un permesso di asilo di temporaneo in scadenza nel prossimo Agosto. L'ex collaboratore della CIA sostiene di avere inoltrato richiesta al governo di Brasilia ma di non aver mai ricevuto risposta. Si è detto disponibile a fare luce su alcuni dettagli del programma di sorveglianza americano in Brasile a patto di ricevere asilo: "Fino a quando un paese non mi concederà l'asilo politico, il governo degli Stati Uniti continuerà a interferire con la mia capacità di parlare", ha scritto nella sua lettera.

Le rivelazioni di Snowden hanno pesantemente incrinato i rapporti tra gli Stati Uniti e il Brasile, e la stessa Rousseff si è impegnata in una importante campagna globale di limitazione della capacità di sorveglianza della rete. Il mese scorso l'Assemblea Generale delle Nazioni Unite ha espresso la sua preoccupazione circa le ripercussioni che i moderni sistemi di spionaggio potrebbero avere sui diritti umani globali, sotto l'impulso di una risoluzione promossa congiuntamente da Brasile e Germania.

 

 

 

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