COLOMBE D’ARCORE - VINCE LA LINEA SOFT DI GIANNI LETTA CHE HA IMPOSTO IL SAGGIO COPPI SU GHEDINI - BERLUSCONI ESALTA LE TOGHE A OLTRANZA: “HANNO RESISTITO ANCHE A NAPOLITANO” - MA NON PERDONA I RIBELLI AZZURRI

Gianluca Roselli per “Il Fatto quotidiano

 

silvio berlusconi silvio berlusconi

The day after. Questo potrebbe essere il titolo per descrivere l’atmosfera che si respira ad Arcore dopo la sentenza di assoluzione al processo Ruby. Silvio Berlusconi è molto stanco, “svuotato” è la parola usata da chi lo ha visto, ma naturalmente al settimo cielo. E con i suoi interlocutori torna a elogiare le toghe.

 

“I magistrati che mi hanno assolto sono degli eroi perché hanno seguito solo la loro coscienza, restando immuni davanti alle enormi pressioni”, dice l’ex Cavaliere. Pressioni che, a suo dire, “sono arrivate dal resto della magistratura, ma anche dal Quirinale”.

 

Con il Colle, del resto, la distanza resta siderale. Anche per questo motivo, sembra che l’affondo lanciato da Renato Brunetta sulla richiesta di grazia sia congelato. “Napolitano non la concederà mai, quindi perché chiederla?”, ripetono da Forza Italia. Inoltre sarebbe inutile, visto che “non annulla l’interdizione dai pubblici uffici”. E anche sulla richiesta di una commissione d’inchiesta sulla caduta del governo Berlusconi si tira il freno, perché “in questo momento rischierebbe di esacerbare gli animi proprio mentre il clima si sta rasserenando”.

gianni lettagianni letta

 

Insomma, low profile. Questo è il nuovo mantra dell’ex Cavaliere. Perché la linea soft paga. Come ha dimostrato l’avvocato Franco Coppi, con la scelta - andreottiana - di difendersi nel processo e non dal processo. Ma il trionfo di Coppi segna anche la rivincita di Gianni Letta. È lui, il gran visir del Berlusconi che fu, ad aver imposto l’avvocato romano al posto di Niccolò Ghedini, la cui strategia era tutta impostata a evitare i tribunali.

 

“Se fuggi dalle Aule, allora avrai tutti contro, anche quei magistrati che non ti sono pregiudizialmente ostili”, è il ragionamento che Coppi ha fatto all’ex premier quando ha accettato l’incarico.

 

Ma se ad Arcore con la magistratura sembra iniziato un nuovo corso, in realtà Berlusconi sulla giustizia non intende mollare di un centimetro. “Avanti con le riforme. E anche in fretta”, ha ribadito ieri l’ex Cavaliere, “specialmente con quella della giustizia perché quello che è accaduto a me non deve più succedere”.

 

Forza Italia è decisa a tenere il punto su tre capisaldi: la responsabilità civile dei magistrati, la riforma del Csm e una stretta alle intercettazioni. Capitoli che fanno parte, guarda caso, dei dodici punti presentati da Renzi. Paletti che l’ex Cav considera dirimenti per ristabilire “un giusto rapporto tra magistratura e politica”. Niente baionette, però. Il tutto dovrà procedere con la maggior concordia possibile, nel rispetto del Patto del Nazareno.

Franco Coppi Franco Coppi

 

Un tavolo, quello delle riforme, cui Berlusconi potrà presentarsi in posizione di maggiore forza. Perché non ha più addosso la macchia dei sette anni per Ruby. Ma anche perché, ora più di prima, ha intenzione di non filarsi per nulla i ribelli azzurri. Che considera già politicamente morti. In questi due giorni, per esempio, ha parlato con tutti, anche con Angelino Alfano, ma con loro si è negato al telefono. Il compito di ricucire è stato affidato a Paolo Romani, ma dal Senato non giungono segnali positivi.

 

“Ora che Berlusconi è più sereno avrà più tempo per ascoltarci”, osserva Cinzia Bonfrisco. Segno che la fronda è ancora lì. Anzi, secondo i senatori critici “ora che Berlusconi è più forte potrà battere i pugni sul tavolo davanti a Renzi”.

 

 Peccato, però, che l’ex premier non abbia alcuna intenzione di farlo. Se non, appunto, sulla giustizia. “Chi mi risarcirà della fatica di tutti questi anni? Della sofferenza inflitta a me e ai mei familiari?”, ha chiesto ai suoi interlocutori. Parole che sembrano ricalcare il titolo di aperture dal Giornale di ieri: “Chi paga?”.

 

Renato Brunetta Renato Brunetta

Ieri, il giorno dopo, Berlusconi è rimasto tutto il tempo ad Arcore, come gli impone la condanna per Mediaset. E ha visto l’altra parte della famiglia, la figliolanza di Veronica: Barbara, Eleonora e Luigi. Una giornata di relax, per godersi ancora l’assoluzione. “Non se l’aspettava, è stata una sorpresa incredibile, mentre nel cerchio magico regnava un moderato ottimismo”, raccontano. Una vittoria che conferma il successo della linea soft anche in politica. “Niente più falchi e pitonesse, che ci fanno solo perdere voti”, sostiene un deputato azzurro.

 

Solo oggi ricomincerà a mettere la testa sulle questioni romane. Riforme, ma non solo. Perché ora l’ex Cav vorrebbe vedere un partito più unito. Ieri, per esempio, Fitto e Toti hanno trovato il tempo di battibeccare. Ma l’ex premier punta a riunire tutto il centrodestra. “Dobbiamo ricostruire una coalizione credibile, a partire dal Ncd”, afferma Paolo Romani.

 

Dall’inner cicle berlusconiano, infine, arriva anche un’altra notizia. Dagli Stati Uniti sarebbero arrivate nuove carte foriere di importanti novità sul caso Mediaset. Tanto – dicono da Arcore – da poter far riaprire il caso dalla Cassazione.

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