aldo cazzullo autogrill bagni bagno

PER CAPIRE IN CHE DIREZIONE VA IL NOSTRO DISGRAZIATO PAESE, PRENDETEVI CINQUE MINUTI E LEGGETE IL REPORTAGE DI CAZZULLO DALL’AUTOGRILL CANTAGALLO – QUELLA VOLTA CHE ALMIRANTE FU CACCIATO E IL “SENTIMENT” DI OGGI: “SECONDO UN SONDAGGIO EMPIRICO DURATO TUTTO IL GIORNO, LA FIAMMA TRICOLORE VELEGGIA TRA L'85 E IL 90%” - IL GIORNALISTA SI È FATTO INGOLOSIRE DA UNO DEGLI ANNUNCI MALIZIOSI TROVATI IN BAGNO: “UNA SCRITTA PROMETTE, COME AI VECCHI TEMPI, PRESTAZIONI SESSUALI DETTAGLIATE. PER PURA CURIOSITÀ GIORNALISTICA CHIAMO IL NUMERO DI CELLULARE INDICATO. MI RISPONDE UNA VOCE CHE...” 

Aldo Cazzullo per il “Corriere della Sera”

 

aldo cazzullo foto di bacco (4)

Nel giorno di Ferragosto del 2022, all'autogrill di Cantagallo, vero ombelico d'Italia, non accadde nulla. Eppure nel giorno di Ferragosto del 2022, all'autogrill di Cantagallo, vero ombelico d'Italia, è successo di tutto. Piccole cose, nessuna delle quali degna di nota, all'apparenza. Ma...

 

Ma, in una giornata simbolica, un posto simbolico come l'autogrill che scavalca l'Autostrada del sole nel tratto Bologna-Firenze può restituirci lo stato d'animo del Paese, che si può così sintetizzare: gli italiani sono incazzatissimi.

 

Al bar-ristorante

il cantagallo quando era un mottagrill

Tutti parlano solo di prezzi. Qualcuno entra al bar, legge - un euro e 30 il caffè, due euro il croissant, 6,50 il trancio di pizza, 7,90 la focaccia con la coppa -, sospira, impreca, esce.

Una coppia ordina un Grantoast a 6,90, se lo fa tagliare in due, lo mangia in un angolo. Chi può sale al ristorante, al piano di sopra.

 

Al primo tavolo, un bambino biondo maleducatissimo sposta di continuo una sedia con stridore molesto; la cameriera ogni volta la rimette a posto, e lui la sposta di nuovo, nell'indifferenza dei genitori. Al secondo tavolo, una famiglia di colore pranza con macedonia e ananas.

 

camionisti al cantagallo

Al terzo tavolo, un padre cinquantenne cerca di consolare il figlio adolescente, deluso da lui e dalla vita per il fatto di consumare il pranzo di Ferragosto all'autogrill. «Guarda che il primo ristorante in cui sono stato in vita mia è questo - dice il signore al figlio, anzi al telefonino che il figlio tiene davanti agli occhi -. Avevo la tua età. Qui sotto sfrecciavano le macchine, proprio come adesso. C'era un gigantesco banco degli arrosti, i cuochi con il cappello bianco che affettavano un enorme tacchino, e mio papà, tuo nonno, che ha sempre amato la pittura, disse che sembrava un quadro barocco, l'immagine dell'abbondanza».

 

Il cinquantenne socchiude gli occhi, ha un attimo di commozione - suo padre dev' essere morto, forse da poco -, ma quando li riapre si ritrova di fronte il cellulare del figlio, e perde la pazienza: «Tu lo sai che tuo nonno ha provato la fame?! Hai idea di cosa rappresentava per lui quel tacchino dell'autogrill?».

 

aldo cazzullo foto di bacco (3)

Il ristorante del Cantagallo ha un'antica tradizione. Il 18 giugno 1973 si fermò qui il leader missino, Giorgio Almirante, con quattro militanti. Cuochi e camerieri rifiutarono di servirgli da mangiare. Almirante quel giorno aveva appetito ed era di ottimo umore: alle regionali in Friuli Venezia Giulia il Msi era cresciuto dal 5 al 7,5%.

 

Così lui aveva preso prosciutto crudo e penne al sugo e stava aspettando cotechino e zampone, quando gli portarono il conto - 8.900 lire - e gli dissero di andarsene. Almirante si alzò, salì in macchina, proseguì verso Firenze, si fermò all'autogrill di Roncobilaccio, ordinò il secondo, lo mangiò senz' altri disturbi; poi telefonò alla polizia per fare denuncia.

 

chupa chups giganti al cantagallo

Oggi, se tra i tavoli si appalesasse la Meloni, il pranzo probabilmente glielo offrirebbero gli altri commensali. Secondo un sondaggio empirico durato tutto il giorno, la Fiamma tricolore veleggia tra l'85 e il 90%. Un po' tutti i viaggiatori di Ferragosto si dicono indignati e disgustati dai politici, ma di lei dicono in sintesi: «È la sola che è sempre stata all'opposizione.

 

La sola che non abbiamo ancora provato». Oggi però non c'è il cotechino e neppure lo zampone, bensì il «piatto unico bilanciato»: un quarto cereali - riso nero integrale e basmati -, un quarto pesce, il resto verdure che «saziano e donano colore al piatto».

Tra i camionisti Mi sposto al parcheggio dei camionisti. Su un Tir è dipinto un gigantesco ritratto di Gesù. Un altro ha sulla fiancata un Cristo coronato di spine. Poi c'è il camion di Amazon.

 

famiglia pranza all'autogrill cantagallo

Un crocchio di conducenti sta parlando dei prezzi del diesel. Mi accolgono con viva simpatia e profonda stima: «Giornalisti infami! Servi del sistema! Padron comanda asino trotta!». C'è però un camionista che vuole parlare. Si chiama Guglielmo. Mi prende le mani tra le sue: «Vedi queste cicatrici? Le senti? Sono i mozziconi di sigaretta. Servono a tenermi sveglio: quando sto per addormentarmi, la sigaretta accesa mi brucia le dita, e io continuo a guidare. Il problema sono i romeni.

 

CANTAGALLO - URNA RACCOGLIE LE PREGHIERE LASCIATE DAI VIAGGIATORI

Con i romeni non ce la posso fare. Io posso guidare anche sedici ore di fila, senza mangiare né dormire, sai? Ma dopo sedici ore mi devo fermare per fare la pipì. Il romeno invece può stare anche un giorno intero senza mangiare né dormire né fare la pipì». Guardi Guglielmo che il romeno è un essere umano come noi «No no, il romeno è un concorrente imbattibile. Noi camionisti italiani non ce l'abbiamo con gli stranieri, neppure con i negri. Ma facciamo una vita terribile, soffriamo tanto per mantenere le nostre famiglie. Scrivilo: chiediamo tariffe agevolate per gasolio, autostrade, assicurazioni».

 

«Guarda che la tariffa agevolata per il gasolio ce l'abbiamo già». La voce viene dal camion con il Gesù coronato di spine. Porta pesche e meloni da Gela a Verona, quindi può viaggiare anche di Ferragosto. Lo guida Salvatore.

CANTAGALLO - PARCHEGGIO SEMI DESERTO CAUSA COVID

 

«Io ogni quattro ore e mezza, cascasse il mondo, mi fermo. Però il collega ha ragione, il mestiere è duro ed è sempre peggio».

 

Ai camerieri che avevano rifiutato di servire Almirante arrivarono centinaia di telegrammi di plauso da tutta Italia, il primo firmato da Enrico Vaime, l'autore di Canzonissima: «La mia ammirazione e solidarietà. Bravi!». Tra i camionisti, la percentuale per la Meloni sale al 90-95%. Il pericolo neofascista non è molto sentito, in particolare da Guglielmo: «Mio padre e mio nonno si sono fatti seppellire in camicia nera, sai?».

aldo cazzullo foto di bacco (2)

 

Gli chiedo di poter vedere il suo camion, dove dorme. Non ci sono i calendari con le modelle nude come da stereotipo, solo l'immagine di padre Pio e la foto dei figli. I panini li ha portati da casa. «Hai notato che non esistono più le trattorie per i camionisti? Sai perché? Perché i soldi per mangiare in trattoria i camionisti non li hanno più».

 

Al minimarket Per uscire dal bar si passa obbligatoriamente attraverso il paese della cuccagna. Gigantesche confezioni di pop-corn, di chupa-chups, di biscotti; boccioni da due litri di prosecco, taniche da mezzo chilo di patatine. Piccolo angolo per i libri; ma dalla pandemia non si vendono più i giornali.

 

Le cuffiette per i telefonini possono costare anche 32 euro e 99; qualcuno ha risolto il problema dei controlli rompendo la scatola e intascando il contenuto. Il bambino biondo maleducatissimo grida a pieni polmoni perché vuole un gigantesco pelouche a forma di ranocchio, ma il padre non intende comprarlo, anche perché costa come la paga giornaliera di un impiegato. I passanti protestano per le strida, il padre molla uno scappellotto al figlio; la madre lo difende. Ci sarebbe anche un cane minuscolo che abbaia ininterrottamente da cinque minuti; ma di lui nessuno osa lamentarsi.

 

CANTAGALLO - ARCIVESCOVO GIACOMO LERCARO INAUGURA LA CHIESETTA DEDICATA A SANT ANGELO PER RICORDARE ANGELO MOTTA

Eppure, a restare lì tutto il giorno, accanto alla rabbia e al malumore viene fuori anche l'umanità degli italiani. Una madre anziana si prende cura con amore del figlio nano, si alza sui tacchi per prendergli il pacchetto di Togo sull'ultimo scaffale. Una mamma allatta la sua bambina sul gradino dell'uscita.

 

Coppia gay con cagnolino in una cesta. Tante comitive di donne che viaggiano sole. Un papà organizza con il figlio uno scherzo alla mamma, che si è attardata nel paese della cuccagna e deve ancora uscire: si nascondono dietro l'angolo e le faranno bau. Passano un cinese con la maglietta del Jova Beach party, due poliziotti, un addetto bengalese alle pulizie, poi finalmente la mamma: «Bau!». «Echecazzo!». La mamma l'ha presa malissimo: « Siete du' bischeri, e che so' scherzi da fare?! ».

 

All'uscita c'è anche il vigilante. Il lavoro non gli manca: non si ha idea di quanti trucchi inventino gli italiani per rubare. Le famiglie si affidano agli insospettabili, nonne e bambini; ma è accaduto che una signora uscisse con la tanica di patatine sotto il golfino, a simulare una gravidanza, tipo la signorina Silvani con il televisore - «incinta di nove pollici!» - nel secondo tragico Fantozzi.

IL CANTAGALLO QUANDO ERA MOTTAGRIL

 

Alla chiesetta Cantagallo un tempo era un Mottagrill. Il cavaliere del Lavoro Angelo Motta vi volle una piccola chiesa, «a fianco del luogo di ristoro, così che questi non sia soltanto ristoro fisico».

 

L'edificio è dedicato coerentemente a sant' Angelo ma anche a sant' Ambrogio e san Gennaro, «protettori delle grandi Città che l'Autostrada unisce» (Milano e Napoli), e pure a san Francesco e santa Caterina, patroni d'Italia, e infine a san Cristoforo, protettore degli automobilisti. È un luogo pieno di poesia, con una madonnina, i lumini, e un'urna in cui «si prega di non mettere denaro ma preghiere».

aldo cazzullo foto di bacco

 

In tutta la giornata nella chiesetta sono entrati solo un bambino di nome Gianfranco - «papà posso accendere una candelina?» - e una famiglia di filippini, per mangiare un panino al fresco.

 

Sul prato a fianco corrono felici i cani. Un tempo all'autogrill molti venivano abbandonati. Quest' estate sulla Milano-Venezia è stato abbandonato un ragazzo di sedici anni, di origine albanese. I genitori non si sono fatti vivi, il Comune di Cessalto, Treviso, nel cui territorio ricade l'autogrill, ha stanziato 16 mila euro per il suo mantenimento, sino alla maggiore età.

 

CANTAGALLO - DON SANZIO TASINI NELLA CHIESA DI SANT ANGELO

Non è la prima volta. A Ferragosto del 2000 all'autogrill della Milano-Varese fu trovato un bambino di pochi giorni, con un biglietto: «Mi chiamo Angelo, prendetevi cura di me». Poi ci sono i dimenticati. Pane e tulipani , il caso cinematografico sempre del 2000, è la storia di Rosalba - l'attrice era Licia Maglietta - abbandonata da marito e figli in autogrill. Spiegano a Cantagallo che ogni tanto succede ancora. Però adesso ci si avverte con il telefonino, e i ricongiungimenti sono rapidi.

 

Non si vedono più i venditori che con aria da cospiratore ti informavano che dal tal camion era caduto un carico di televisori o di telefonini: la gente non ci casca più. Questi però erano anche luoghi di gioia: certe notti, cantava Ligabue, «al primo autogrill c'è chi festeggerà». Guccini sognava di prendere la mano della ragazza che «mescolava birra chiara e seven up».

 

aldo cazzullo foto di bacco (1)

Più prosaicamente, si diceva che alla Lotteria Italia vincessero sempre biglietti venduti all'Autogrill. Ogni tanto passa ancora un pullman di ultrà a devastare tutto; fu in un altro autogrill che l'agente Spaccarotella sparò e uccise un tifoso laziale, Gabriele Sandri, divenuto martire di tutte le curve compresa quella romanista.

 

Origlio la conversazione tra due poliziotti - uno con l'accento sardo, l'altro napoletano - e un addetto in tuta gialla di Autostrade. Il tema sono gli automobilisti che si comportano male, sfrecciano dove dovrebbero procedere a passo d'uomo, fanno il pieno e scappano senza pagare, oppure lasciano la macchina alla pompa dopo aver fatto il pieno e vanno a prendere il caffè. Dice il poliziotto sardo: «Delle due l'una: o gli tagli le gomme, e non mi pare il caso; o fai la foto alla targa, e ce la segnali. O li becchiamo, ma è difficile, oppure li becca il tutor, se vanno troppo forte». «Sì, ma tanti sono stranieri, e del tutor che gli importa?».

 

Al bagno

GIORGIO ALMIRANTE RESPINTO AL CANTAGALLO

Le toilette sembrano quelle di una clinica svizzera: pulitissime (i cartelli avvertono che la mascherina è obbligatoria, ma in tutta la giornata non ne ho vista indossata una, tranne che dai lavoratori dell'Autogrill. Che, per inciso, danno del lei a tutti; ma quasi tutti danno loro del tu). Soltanto su un muretto discosto una scritta promette, come ai vecchi tempi, prestazioni sessuali dettagliate. Per pura curiosità giornalistica chiamo il numero di cellulare indicato. Mi risponde una voce più rassegnata che arrabbiata: «Di nuovo? Soltanto oggi è il quarto che telefona. Lo volete capire o no che mi hanno fatto uno scherzo?».

 

Alla pompa di benzina

Anche gli addetti al distributore rifiutarono di fare il pieno ad Almirante. Tre giorni dopo, sempre all'ora di pranzo, arrivò la spedizione punitiva. Una trentina di fascisti presero a ceffoni benzinai, cuochi, camerieri, e pure due poliziotti che tentarono di fermarli. Poi scapparono, ma come in un film di Alberto Sordi una vecchia 600 si fermò dopo pochi metri: i poliziotti arrestarono il conducente e denunciarono gli altri a piede libero, tra cui un deputato missino di Modena.

 

BAGNI AUTOGRILL 12

Nel 1981 l'autogrill andò a fuoco. «Io sono stato assunto qualche mese dopo. Si diceva che fossero stati i fasci. Ma sono le voci che mettono in giro i comunisti». Il benzinaio che racconta si chiama Fabio. Anche lei vota Meloni secco? «Diciamo che io non sono comunista. Però non si fidi di quel che le dicono. La gente parla; ma poi a Bologna restano rossi, e altrove democristiani».

 

 Qui, in direzione Firenze, il diesel costa 2 euro e 12 al litro, la benzina 2 e 15 (in direzione Nord i prezzi sono un po' più bassi: diesel un euro e 97, benzina 1 e 96). Molti ovviamente preferiscono il self. Fabio ha un teoria: «In Italia i soldi ci sono ancora. Ma la gente ha paura; quindi non spende.

 

Quando ho cominciato, 41 anni fa, questa era una delle più grandi stazioni di servizio d'Europa: 26 milioni di litri di carburante all'anno.

BAGNI AUTOGRILL

 

Il giorno della chiusura della Fiat gli operai partivano verso Sud, e c'erano code di un'ora per fare benzina. Ora siamo a 15 milioni di litri». Davvero c'è chi non paga? «Ci sono sempre stati. Un tempo si riusciva a tirar fuori la benzina dai serbatoi; adesso non si può più». E allora? «Allora il più delle volte li lasci andare.

 

Quelli te lo gridano dietro: "Fammi causa!". Ma fare una denuncia costa molto più di un pieno di benzina. Sa chi sono i peggiori?». Chi sono?

 

«Gli stranieri. Non salutano, ci trattano come schiavi, sporcano per terra. Si comportano come a casa loro non farebbero mai. Quelli dell'Est, poi gli slavi, i romeni». Pure lei ce l'ha con i romeni? «Non ce l'ho con nessuno, ma li vedi con macchinoni da centomila euro, e pensi a quando da ragazzi andavamo da loro carichi di jeans e calze di nylonIntendiamoci: eravamo più poveri di adesso. Ma si andava ancora dal meno al più. E andare dal meno al più è meraviglioso. Andare dal più al meno, invece, fa schifo».

Ultimi Dagoreport

edmondo cirielli guido crosetto giorgia meloni antonio tajani maurizio gasparri

DAGOREPORT - NELL’ARMATA BRANCA-MELONI, GIUNTA AL QUARTO ANNO DI POTERE, I REGOLAMENTI DI CONTI NON AVVENGONO SOLO TRA "VIA DELLA SCROFA E "FIAMMA MAGICA", TRA SALVINI E LA DUCETTA - CHI AVEVA INTERESSE A COLPIRE IL VICEMINISTRO DEGLI ESTERI IN QUOTA FDI, EDMONDO CIRIELLI, RENDENDO PUBBLICA SULLE COLONNE DEL “CORRIERE DELLA SERA”, LA NOTIZIA DEL SUO INCONTRO CON L’AMBASCIATORE RUSSO IN ITALIA ALEKSEJ PARAMONOV? - CHE LA DUCETTA SIA ANDATA SU TUTTE LE FURIE E' UNA CAZZATA PERCHE' IL MINISTRO TAJANI ERA A CONOSCENZA DELL'INCONTRO ESSENDO AVVENUTO ALLA FARNESINA ALLA PRESENZA DI DI DUE FUNZIONARI DEL MINISTERO - A VOLERE LO SCALPO DELL’EX GENERALE DI BRIGATA DEI CARABINIERI SONO IN TANTI, DATO CHE IL SUO CARATTERE FUMANTINO STA SUL GOZZO SIA AI CAMERATI D'ITALIA SIA A FORZISTI ITALIOTI - IL SILURO DIRETTO ALLE PARTI BASSE DI CIRIELLI È “MADE IN CIOCIARIA”…

donald trump benjamin netanyahu ali khamenei iran usa

DAGOREPORT – NON SIAMO ASSISTENDO AL DISORDINE POLITICO MONDIALE, MA PIUTTOSTO AL DISORDINE MENTALE DI GRAN PARTE DEI LEADER - LA STRATEGIA DELLA “DECAPITAZIONE” DI NETANYAHU  (BANG! BANG! UCCIDIAMO TUTTI I LEADER IRANIANI) È UNA MINCHIATA CHE RADICALIZZERA' ANCORA DI PIU' IL REGIME TEOCRATICO DI TEHERAN - PER OGNI AYATOLLAH SPEDITO A MAOMETTO, CE NE SONO ALMENO DUE ANCORA PIÙ ESTREMISTI PRONTI A SUBENTRARE - COME DIMOSTRANO GAZA E LIBANO: HAMAS E HEZBOLLAH, PUR DECIMATI, CONTINUANO A COMANDARE, GOVERNARE E COMBATTERE – L’UCCISIONE DI LARIJANI, CAPO DELLA SICUREZZA NAZIONALE CHE AVEVA PRESO LE REDINI DEL COMANDO DOPO KHAMENEI, AVEVA COME SCOPO DI NON FAR ''SCAPPARE'' TRUMP DALLA GUERRA (LA CASA BIANCA ERA STATA TENUTO ALL'OSCURO DAGLI ISRAELIANI) - CON LO STRETTO DI HORMUZ BLOCCATO E MINATO, LA BENZINA ALLE STELLE, TRAFFICI E COMMERCI IN TILT, UNA CRISI ECONOMICA GLOBALE MINACCIA GLI STESSI STATI UNITI, CHE PERDONO ALLEATI: DOPO GLI STATI EUROPEI, ANCHE IL GIAPPONE RINCULA - UNICA VIA USCITA PER TRUMP? DICHIARARE "HO VINTO" E ANDARE A CASA...

andrea iervolino antoniozzi giuli santanche floriana gentile cinecitta

DAGOREPORT – “CIAK”, SI SCAZZA! NON BASTAVA LA LITE CON BUTTAFUOCO E UN VESPAIO DI NOMINE DEMENTI, ORA IL MINISTRO GIULI-VO DELLA CULTURA SI RITROVA CONTRO IL CINE-PRODUTTORE ANDREA IERVOLINO, A CUI IL MIC HA BLOCCATO 66 MILIONI DI TAX CREDIT – OLTRE A UNA INTERROGAZIONE PARLAMENTARE DI FDI A SUO FAVORE (SIC!), LA SETE DI VENDETTA DI IERVOLINO SI ARMA DI UN "MANGANELLO DI CARTA": HA ACQUISITO DALLA SANTANCHE' LA RIVISTA “CIAK” PER SVELARE "DA VICINO E DA DENTRO TUTTI I MECCANISMI CHE MUOVONO I FILM: FINANZIAMENTI PUBBLICI, DINAMICHE DEL TAX CREDIT, PREMI E LORO MODALITÀ DI ASSEGNAZIONE" - IERVOLINO HA GIA' DENUNCIATO CHE LE SOCIETÀ DA PUNTARE, QUANDO SI PARLA DI TAX CREDIT, NON SONO LE SUE, MA PIUTTOSTO...

markus soder soeder ursula von der leyen manfred weber friedrich merz

DAGOREPORT – ANCHE MERZ, NEL SUO PICCOLO, S’INCAZZA! IL CANCELLIERE TEDESCO È UNA FURIA CONTRO MANFRED WEBER, IL BOSS DEL PPE CHE A BRUXELLES LAVORA PER L’ALLEANZA CON I POST-NAZISTI DI AFD: “NON COLLABORIAMO CON L’ESTREMA DESTRA E ANCHE LUI LO SA”. TRADOTTO DAL TEDESCO: SE NON TI ADEGUI, SEI FUORI – È LA STESSA LINEA DEL POTENTE MARKUS SOEDER, PRESIDENTE DELLA BAVIERA CHE SCALPITA, E TEME LA CRESCITA DI AFD NEL SUO LAND (INTANTO, DOMENICA SI VOTA IN RENANIA PALATINATO, REGIONE DELL’OVEST IN CUI FROTTE DI VOTI STANNO MIGRANDO VERSO LE SVASTICHELLE…)

peter thiel donald trump papa leone xiv thomas joseph white

DAGOREPORT – PREVOST, CUOR DI LEONE: “NON ME NE FREGA NULLA DEI SOLDI CHE ARRIVANO DAGLI STATI UNITI. CANCELLATE LE CONFERENZE ALL'ANGELICUM DI PETER THIEL” - LA RISPOSTA TOSTA DEL SANTOPADRE AL RETTORE DELL'ANGELICUM, IL TRUMPIANO THOMAS JOHN WHITE, CHE GLI AVREBBE FATTO PRESENTE DI CORRERE COSI' UN SERIO RISCHIO: FAR SVANIRE L'OBOLO DEGLI STATI UNITI, PRIMO FINANZIATORE DEL VATICANO (13,7 MILIONI) – COLPO DI SCENA AL TERZO GIORNO DI PISTOLOTTI ROMANI, THIEL HA SVELATO IL NOME DI CHI AVREBBE AVVERTITO IL MONDO DELL’ARRIVO DELL’ANTICRISTO: RATZINGER, DEFINITO “IL PIÙ  GRANDE PENSATORE CRISTIANO DEGLI ULTIMI 100 ANNI” (NON A CASO FU BENEDETTO XVI CHE TOLSE LA SCOMUNICA AI SEGUACI ANTI-CONCILIARI DI MONS. LEFEVBRE) - IL NOME DI RATZINGER   SERVE SOLO A RINFOCOLARE LA SPACCATURA TRA LA CHIESA CONSERVATRICE USA E QUELLA PROGRESSISTA DI LEONE XIV…

donald trump e mark rutte a palm beach

DAGOREPORT – PEGGIO DI TRUMP CI SONO SOLO I CAMERIERI PAVIDI COME MARK RUTTE CHE, PER ACCONTENTARE IL "PADRONCINO" DI TURNO, SONO DISPOSTI A TUTTO – IL SEGRETARIO GENERALE DELLA NATO HA RICEVUTO UN “VAFFA” DAI PAESI EUROPEI, STUFI DEI SUOI APPECORONAMENTI DI FRONTE AL TYCOON – RUTTE, DOPO LO SCOPPIO DELLA GUERRA IN IRAN, HA GARANTITO A TRUMP IL MASSIMO SUPPORTO DELLA NATO, CIANCIANDO DI UN “AMPIO SOSTEGNO” DA PARTE DEI LEADER DELL’ALLEANZA. SOSTEGNO CHE NON C’È MAI STATO, TANTOMENO ADESSO CHE IL TYCOON MINACCIA GLI ALLEATI DI UN “FUTURO TERRIBILE”, E METTE IN DISCUSSIONE L’ESISTENZA STESSA DELLA NATO…