alessandro zan giorgia meloni elly schlein vikto orban

OLTRE ALLE POLITICHE MEDIEVALI DI ORBAN, I POVERI OMOSESSUALI UNGHERESI DEVONO SORBIRSI ANCHE L'ARMATA BRANCALEONE SCHLEIN, ZAN, CALENDA E SCALFAROTTO - LA SEGRETARIA MULTIGENDER DEL PD PREFERISCE SFILARE AL GAY PRIDE DI BUDAPEST PIUTTOSTO CHE SPENDERE UNA PAROLA SUL CASO DEI GIORNALISTI SPIATI IN ITALIA (MA TANTO A LEI CHE LE FREGA, BASTA CHE CANTA "OCCHI DI GATTO" E BALLA LE CANZONCINE DI ANNALISA E' CONTENTA) - ORBAN HA VIETATO LA MANIFESTAZIONE MINACCIANDO "CONSEGUENZE LEGALI" PER CHI PARTECIPA - IL DECALOGO DA SEGUIRE PER CHI SCENDE IN STRADA: "PORTATE OCCHIALI DA SOLE E UN CAPPELLINO PER EVITARE IL..."

OGGI IL PRIDE A BUDAPEST ORBÁN: "ILLEGALE PARTECIPARE" ALLARME AGGRESSIONI NEONAZI

Estratto dell'articolo di Tonia Mastrobuoni per “La Repubblica”

 

PROTESTE ARCOBALENO CONTRO ORBAN IN UNGHERIA

Da un paio di settimane in Ungheria è proibito proiettare un arcobaleno su un edificio pubblico. Così Yuri Guyana e altri attivisti di All Out e del Budapest Pride hanno montato giovedì notte un proiettore sul lato orientale del Danubio e hanno scagliato un paio di scritte e arcobaleni sull'edificio che ospita gli uffici del Parlamento, di là del grande fiume simbolo della Mitteleuropa.

 

Difficile immaginare qualcosa di più pacifico. «Eppure, avevamo paura della polizia. Ma per fortuna non è successo niente», ci racconta Yuri con un grande sorriso. Lo incontriamo in un luogo simbolico, la vecchia Università dell'Europa centrale fondata da George Soros, l'uomo che finanziò gli studi di Viktor Orbán. [...]

 

giorgia meloni viktor orban

Gli organizzatori del Pride hanno previsto qui una serie di convegni a margine della parata. Soprattutto, Yuri ci racconta che per i manifestanti è stato preparato una sorta di decalogo che sembra piuttosto adatto alla Corea del Nord che a un Paese dell'Unione europea.

 

«Raccomandiamo di portare occhiali da sole e un cappellino per evitare il riconoscimento facciale, vietato in Europa ma deciso qui per legge. E di non indossare mascherine, neanche quelle sanitarie, perché sono proibite. E di evitare, prima e dopo la parata, di mostrare simboli lgbtq+ per scongiurare attacchi o altri problemi».

al bano con viktor orban e vladimir putin

 

Già, le aggressioni. Sembrano quasi annunciate: le autorità ungheresi, le stesse che hanno bandito il Pride con una legge costituzionale, hanno autorizzato tre manifestazioni dell'estrema destra. E in mattinata, Viktor Orbán è tornato a minacciare «conseguenze legali» per chi parteciperà alla parata.

 

Il premier ungherese ha assicurato che «il compito della polizia non è usare la violenza», ma è probabile che il lavoro sporco lo facciano i neonazisti che hanno minacciato di presidiare tutti i ponti. Tanto che a microfoni spenti dall'entourage del sindaco, Gergely Karacsony trapelano indiscrezioni su un possibile cambio di percorso dell'ultimo momento.

alessandro zan elly schlein - manifestazione per l europa in piazza del popolo a roma

 

Karacsony ha tenuto una conferenza stampa al municipio, e all'ingresso del palazzo settecentesco sventolano da tempo due bandiere: quella ucraina e quella arcobaleno. Il sindaco è da anni uno dei più feroci oppositori di Orbán, ed è sembrato soddisfatto della travolgente risposta che sta arrivando dall'Europa, soprattutto dalla società civile.

 

Il bando del Pride, ha sottolineato, «è una cosa triste», ma «sembra che il governo abbia fatto un calcolo sbagliato perché sta accadendo qualcosa di veramente grande». Resta l'enorme punto interrogativo su cosa farà la polizia, che nei giorni scorsi aveva dato ragione al bando deciso di Orbán annunciando il divieto della parata. Ebbene, ieri la Corte suprema ha annullato il provvedimento della polizia.

alessandro zan elly schlein al pride

 

La confusione regna sovrana. Quel che è certo è che il bando viola le regole europee: oggi al corteo ci sarà anche l'eurodeputata Chloé Ridel, portavoce dei socialisti francesi al Parlamento Ue.

 

«Questa non è più una questione ungherese: riguarda tutta l'Europa», ci dice al telefono. A rappresentare la Commissione e la sua presidente Ursula von der Leyen, ci sarà «forse» la responsabile all'Eguaglianza, Hadja Lahbib, ha fatto sapere lei stessa. Ma Ridel punta il dito contro l'inazione dell'esecutivo europeo:

 

«La Commissione non ha ancora reagito. Non ha fatto nulla. È tutto un "stiamo vedendo, stiamo valutando". Ma cosa c'è da vedere? Qui si stanno calpestando dei diritti fondamentali iscritti nei Trattati europei». Per l'europarlamentare socialista c'è un solo modo per frenare Orbán: «Bisogna tagliargli il 100% dei fondi». [...]

 

ALLA PARATA SCHLEIN, CALENDA E 5S "C'È UN CLIMA INTIMIDATORIO"

Estratto dell'articolo di Gabriella Cerami per “la Repubblica”

alessandro zan elly schlein pride milano 2024

 

Insieme sfidano il divieto imposto da Viktor Orbàn. Oltre 70 europarlamentari tra Socialisti e democratici, liberali di Renew e dei Green, ma anche alcuni esponenti del Ppe, seppur non italiani, e una rappresentanza della Cgil.

 

Hanno scelto di essere questo pomeriggio per le strade di Budapest al fianco della comunità Lgbtiq+, come per proteggerla dalle sanzioni annunciate dal premier ungherese. Forse persino dal rischio di aggressioni.

 

ivan scalfarotto foto di bacco (1)

E per mandare un segnale ancora più forte il Partito socialista europeo ha deciso di riunirsi prima dell'inizio della manifestazione con il presidente dell'eurogruppo, la spagnola Iratxe García Pérez, e la vicepresidente del Pse Kati Piri. Presente anche la leader Pd Elly Schlein.

 

Poi insieme si dirigeranno verso il raduno. Schlein guiderà la delegazione composta dai parlamentari europei Alessandro Zan, responsabile diritti nella segreteria nazionale, Annalisa Corrado, Cecilia Strada e Brando Benifei. Non solo una condanna netta nei confronti di Orbàn, ma anche richieste precise rivolte alla presidente della commissione europea, Ursula von der Leyen, che «in questi mesi non ha mai preso una posizione chiara contro il divieto imposto dal premier ungherese, nonostante le nostre sollecitazioni», dice Zan.

 

gay pride 2025 foto lapresse

Solo mercoledì ha pubblicato un video per chiedere a Orbàn di fare marcia indietro «ma è un segnale tardivo e troppo debole», sostiene l'esponente dem chiedendo «coerenza, non equilibrismi pavidi, come quello della commissaria all'Uguaglianza Lahbib, che si è presentata a Budapest per sostenere il Pride e poi non ha dato garanzie sulla partecipazione alla manifestazione. Sarebbe grave se non ci fosse».

 

A sfilare anche il Movimento 5 Stelle. Sarà presente una delegazione con i parlamentari Alessandra Maiorino, Marco Croatti, Gabriella Di Girolamo, Elisa Pirro e l'eurodeputata Carolina Morace. Anche loro chiedono a von der Leyen di «decidere che Europa vuole guidare. [...]

 

ivan scalfarotto foto di bacco (2)

Gli occhi dell'Europa, dunque, sono ora puntati su quale sarà la reazione del governo ungherese. Ci saranno «conseguenze legali» per i parteciperà al Pride, ha ribadito ieri Orbàn. Una minaccia che Carlo Calenda, anche lui presente a Budapest, respinge al mittente: «Le uniche conseguenze legali le dovrebbe avere Orbàn per violazione dello stato di diritto e per essere un servo sciocco di Putin».

 

Per Italia viva ieri è arrivato a Budapest l'europarlamentare Ivan Scalfarotto. Insieme a Calenda ha partecipato al ricevimento organizzato dal sindaco Gergely Karancsony, che ha reso possibile la sfilata del Pride promuovendola come Comune e aggirando così la necessità di ricevere l'autorizzazione da parte dell'esecutivo.

 

elly schlein pride milano 2024. 3

Scalfarotto sottolinea che «non può esserci nessuna violazione di legge, almeno finché l'Ungheria si conferma dentro l'Unione europea. Il divieto è incompatibile con i trattati». Per l'Alleanza verdi sinistra non parteciperà, come molti si aspettavano, Ilaria Salis che è stata detenuta per oltre un anno in un carcere ungherese.

 

Ci sarà invece la collega Benedetta Scuderi, che spiega: «Ilaria non ci sarà, sia perché la decisione sulla richiesta di revoca della sua immunità fatta da Budapest è stata rinviata, sia perché Maja, l'antifascista tedesca detenuta in Ungheria, è in sciopero della fame e teme, che a causa della presenza di Salis, possano esserci ritorsioni su di lei». [...]

elly schlein pride milano 2024. 9

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