paolo savona

ALT, PARLA SAVONA: ''BISOGNA CAMBIARE LO STATUTO DELLA BCE E L'ARCHITETTURA DELL'UNIONE EUROPEA. IL GOVERNO STA SCRIVENDO UNA NUOVA STORIA CONDUCENDO UNA BATTAGLIA CIVILE. GLI STRUMENTI ALTERNATIVI FINORA PROPOSTI IN ASSENZA DI UN PRESTATORE DI ULTIMA ISTANZA NON APPAIONO ADEGUATI''

Da www.startmag.it

 

Pubblichiamo il messaggio di Paolo Savona, ministro per gli Affari Europei, in occasione dell’incontro del 27 giugno in Confindustria

 

Signor Presidente della Confindustria, Signore e Signori,

 

la data del 27 giugno, giorno antecedente al Consiglio d’Europa, si è mostrata un ostacolo all’adempimento del mio impegno di partecipare a questo incontro. In questo stesso momento mi trovo alla Camera per raccogliere la volontà dei Deputati sulla posizione che il Governo, tramite il suo Presidente, assumerà nel prossimo vertice del 28-29.

paolo savona e giorgio la malfa (3)

Nondimeno desidero che giunga a questo consesso, insieme alle mie scuse per l’involontaria assenza, un mio breve messaggio.

 

 

Il Capitolo 2 del Rapporto sul “Come e perché rafforzare l’Europa” è la migliore più recente analisi che ho letto in argomento. Ho temuto che in Italia non si potesse neanche discutere di questo argomento e la lettura del documento mi ha rasserenato e incoraggiato ad affrontare i problemi in discussione a Bruxelles uscendo dal contingente e inquadrandoli nella necessità e urgenza di mutamenti dell’architettura istituzionale dell’Ue. Congratulazioni quindi agli autori del Capitolo e alla Presidenza che ha voluto questo incontro-dibattito.

 

 

Il primo, il terzo e il quarto blocco dell’Introduzione contengono una sintesi dei contenuti delle materie europee che attendono d’essere regolate. Sono perciò un’ottima agenda delle scelte che devono essere fatte. Ovviamente non significa che concordo con tutte le iniziative proposte come soluzione, ma se siamo d’accordo sugli obiettivi, sugli strumenti tecnici si può trovare un accordo.

 

 

paolo savona col suo libro (2)

Concordo che le soluzioni non sono “impossibili”, ma sono “difficilmente realizzabili”. Nonostante tutti concordino, soprattutto all’estero, sull’incompletezza dell’architettura dell’Unione, tutti però si fermano sulla soglia della risposta da dare nel caso in cui le soluzioni si dimostrassero non praticabili. Trovo questa esitazione di una drammaticità preoccupante. L’impreparazione ad affrontare ogni possibile evento negativo non è mai un buon segno l’incapacità dei gruppi dirigenti di un paese ad affrontare i problemi che ne legittimano il ruolo.

 

 

Condivido la valutazione che l’impianto iniziale dell’euro non teneva conto né della non ottimalità dell’euroarea, né dei modi per difendersi dagli shock esterni. Si ritenne che il mercato comune operante entro i vincoli fiscali posti al livello del deficit e del debito pubblico e che una politica monetaria autonoma avrebbero consentito il superamento della non ottimalità dell’area monetaria.

 

Non ho mai creduto alla fondatezza di questa “speranza”, ma il mio “dubbio laico” mi ha spinto ad attendere che i proponenti di questa linea politica provassero in pratica la validità delle loro attese e che, qualora non fossero riusciti a farlo, avrebbero tratto le dovute conseguenze. Ciò non è accaduto e oggi costoro rifuggono dal dovere di suggerire le soluzioni avanzando argomenti speciosi, paure e minacce di crisi incombenti. Se queste crisi si manifestassero, sarebbero la conferma dell’esistenza di difetti di architettura istituzionale europea.

 

draghi

 

La mia tesi è che lo Statuto della Bce debba essere adeguato negli obiettivi e negli strumenti assegnati a quelli di cui dispongono le principali banche centrali. Draghi ha fatto un ottimo lavoro nei limiti del mandato assegnato alla Bce, ma i poteri di cui avrebbe dovuto disporre richiedono d’essere rafforzati.

 

 

draghi merkel

La politica dell’offerta (le riforme) che viene costantemente invocata è l’essenza della politica europea corrente e non può produrre gli effetti sperati senza una politica della domanda centrata su investimenti atti a colmare i divari di crescita reale interni e verso l’esterno. Si veda in proposito la raccolta di scritti di Franco Modigliani e Giorgio La Malfa curata dalla Fondazione Ugo La Malfa e l’analisi seminale pubblicata nel 1989 da Paolo Baffi sulla Stampa per mettere in guardia il Paese e l’Europa soprattutto dalla politica del cambio che andava abbracciando.

 

Su questo importante aspetto del problema europeo la copertura che proviene dalla teoria economica e dalle esperienze pratiche è totale. Ritenere che il problema possa essere risolto con la nomina di un ministro europeo della Finanza, che sia guardiano della politica dell’offerta, mi sembra un rafforzamento di una impostazione inadeguata. Né un’unione bancaria europea che si fondi sull’abbassamento del rischio bancario valutato meccanicamente su cinque parametri, né l’offerta di creare una Fondo Monetario Europeo che intervenga imponendo condizionalità per garantire le riforme ancor meno possono ovviare all’assenza di una politica della domanda.

FRANCO MODIGLIANI

 

Per avviare una politica della domanda l’Ue si deve dotare di mezzi propri, altrimenti manca la possibilità di imprimere spinte esogene alla crescita macroeconomica. Non nego l’importanza degli obiettivi di stabilità perseguiti, ma ritengo che essi non possano essere raggiunti in modo avulso dalla scelta di strumenti adeguati, che dipendono dall’architettura istituzionale dell’Ue. Anche per questo aspetto molti aspetti del documento oggi in discussione sono meritevoli di considerazione.

 

 

A questo proposito aggiungo un particolare apprezzamento per l’ampia analisi avanzata su come funziona il sistema federale americano; questo caso ha rappresentato per me un costante riferimento, anche per gli insegnamenti di Jan Kregel, già membro autorevole del Centro Studi Confindustriale e ora direttore del Centro Studi intitolato al grande esperto di problemi bancari Hyman Minsky presso il Bard College di Annandale on Hudson. Suggerisco di meditare gli scritti di Kregel, anche recenti, sull’euro e sulla politica fiscale.

 

 

CONTE E SALVINI

Il dibattito sulla strategia che deve seguire il Governo in Europa ha registrato alcuni progressi negli ultimi scritti degli economisti-cronisti italiani. Spero che questo sia il risultato di una migliore presa di coscienza sul da farsi indotta dalla pesante situazione economica e politica che l’Italia si trascina in particolare da un decennio, soprattutto dal lato finanziario. Tuttavia ancora non emerge l’importanza di un punto centrale del problema qui sollevato: esiste una stretta relazione tra architettura istituzionale dell’Ue e la sua politica. Agire solo sulla seconda è un compito defatigante e per molti versi inutile, se non proprio pericoloso per la coesione europea e il futuro dell’Italia.

 

Grazie per l’attenzione e buon lavoro.

Ultimi Dagoreport

rocco eleonora andreatta fabrizio corona

FLASH! – COME SI CAMBIA, PER FATTURARE! - ELEONORA "TINNY" ANDREATTA, FIGLIA DEL DEMOCRISTIANO BENIAMINO, ERA CONSIDERATA UNA BIGOTTONA D’ALTRI TEMPI QUANDO ERA IN RAI - ALL'EPOCA, DA DIRETTRICE DI RAI FICTION, PROMUOVEVA SOLO SCENEGGIATI SU PRETI, SUORE E FORZE DELL'ORDINE, PER NON TURBARE IL SONNO DEGLI ANZIANI TELESPETTATORI - UNA VOLTA PASSATA A NETFLIX, HA ROTTO GLI INDUGI: È DIVENTATA AUDACE! SOLO SESSO, DROGA E STORIE “MALEDETTE”, COME LE SERIE SU ROCCO SIFFREDI, I FESTINI DI “TERRAZZA SENTIMENTO” E ORA IL DOCUMENTARIO SUL PREGIUDICATO FABRIZIO CORONA...

luigi lovaglio francesco gaetano caltagirone mps mediobanca

FLASH! - E SE SU MPS STESSE ANDANDO IN SCENA UN BEL TEATRINO? NON SARA' CHE LE LITI TRA LOVAGLIO E CALTAGIRONE, RACCONTATE IN QUESTI GIORNI DAI QUOTIDIANI, FANNO PARTE DI UNA "NARRAZIONE" UTILE A DIMOSTRARE CHE TRA L'AD DI MONTEPASCHI E IL COSTRUTTORE NON CI FU ALCUN "CONCERTO" PER L'ACQUISTO DI MEDIOBANCA? - A TAL PROPOSITO, VALE SEMPRE LA PENA RICORDARE LE GUSTOSE INTERCETTAZIONI TRA I DUE, IL 18 APRILE, ALL’INDOMANI DELL’ASSEMBLEA MPS CON CUI VENNERO SUPERATE LE RESISTENZE ALL’AUMENTO DI CAPITALE DELLA BANCA AL SERVIZIO DELLA SCALATA DI MEDIOBANCA: “MA LEI È IL GRANDE COMANDANTE? COME STA?”; “MOLTO BENE! ABBIAMO FATTO UNA BELLA OPERAZIONE. IL VERO INGEGNERE È STATO LEI, IO HO ESEGUITO SOLO L’INCARICO”

leonardis enrico marchi elkann la stampa marco gilli

FLASH! - LA TORINO CON I DANE' SI MOBILITA PER SALVARE "LA STAMPA": LE DUE CORDATE INTERESSATE AL QUOTIDIANO (GRUPPO SAE DI ALBERTO LEONARDIS E GRUPPO NEM DI ENRICO MARCHI), HANNO BISOGNO DEL SUPPORTO DELLE FONDAZIONI CRT E SANPAOLO - NELLA CORSA A "LA STAMPA", AL MOMENTO E' IN VANTAGGIO ENRICO MARCHI, CHE HA GIA' RILEVATO DA GEDI I QUOTIDIANI DEL NORD-EST: "NEM" HA OTTENUTO LA BENEDIZIONE DI CRT E POTREBBE PRESTO AVERE ANCHE QUELLA DI SANPAOLO, GUIDATA DA MARCO GILLI, VICINISSIMO AL SINDACO LORUSSO...

fabrizio corona bloom media house

FLASH – COME HA FATTO UNA SCONOSCIUTA CASA DI PRODUZIONE MILANESE COME “BLOOM MEDIA HOUSE” A PRODURRE “IO SONO NOTIZIA”, LA DOCU-SERIE SU FABRIZIO CORONA? 800MILA EURO SONO ARRIVATI DAL MINISTERO DELLA CULTURA DI ALESSANDRO GIULI VIA TAX CREDIT, MA L'ALTRO MILIONE E 700MILA? GUIDATA DA MARCO CHIAPPA E ALESSANDRO CASATI, “BLOOM” MEDIA FINORA AVEVA PRODOTTO SOLO SPOT E UNA MANCIATA DI DOCUMENTARI “SOCIALI” IMPEGNATI TRA DROGA, FOTOGRAFIA E DISAGIO PSICHICO. COME HA OTTENUTO IL CONTRATTONE PER LA SERIE SUL PREGIUDICATO EX “RE DEI PAPARAZZI”? A PROPOSITO, DOVE SONO LE NUOVE SCOTTANTI “VERITÀ” CHE “FURBIZIO” AVEVA MINACCIATO DI RIVELARE? IL 29 DICEMBRE AVEVA PROMESSO: "CI VEDIAMO A GENNAIO". QUALCUNO HA SUE NOTIZIE?

roberto vannacci matteo salvini

FLASH – ROBERTO VANNACCI FINIRA' COME GIANFRANCO FINI, CON IL SUO “CHE FAI MI CACCI"? SEMBRA CHE IL GENERALE PUNTI A FORZARE LA MANO A SALVINI FINO A FARSI ESPELLERE - IL VICESEGRETARIO DELLA LEGA, IN QUOTA X MAS, NEI PROSSIMI GIORNI (FORSE GIÀ DOMANI) INCONTRERÀ IL SUO SEGRETARIO PER UN CHIARIMENTO DOPO GLI SCAZZI DELLE ULTIME SETTIMANE. CHE FARÀ L'EX TRUCE DEL PAPEETE? CACCERÀ IL MILITARE SCRIBA DEL “MONDO AL CONTRARIO”? SICURAMENTE CI SARÀ UNA "RESA DEI CONTI" - IL BAROMETRO DEL "VAFFA" DA' AL 50% L'IPOTESI DI UN ADDIO...

giovambattista fazzolari francesco filini gian marco chiocci giorgia meloni palazzo chigi

DAGOREPORT – FREGATO UNA VOLTA DAL CERCHIO MAGICO DI “PA-FAZZO CHIGI”, ORA CHIOCCI E’ PRONTO PER DIVENTARE PORTAVOCE DI GIORGIA MELONI – A FINE AGOSTO, LA SUA PROMOZIONE FU BRUCIATA DA UNO SCOOP DEL “FOGLIO” SU MANDATO DEI CAMERATI INSOFFERENTI PER IL SUO CARATTERINO, POCO INCLINE ALL’OBBEDIENZA - ORA PERO’ ALLA DUCETTA, CON UN 2026 IN SALITA, SERVE UN MASTINO PER GESTIRE IL REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA, LA RIFORMA DELLA LEGGE ELETTORALE, LE NOMINE DELLE PARTECIPATE, CON LO SGUARDO ALLE POLITICHE DEL 2027 E AGLI SCAZZI QUOTIDIANI CON LEGA E FORZA ITALIA – SENZA CONTARE LA MINA VAGANTE VANNACCI – CHIOCCI, CHE DOVREBBE LASCIARE LA RAI A MARZO, ASPETTA DA PALAZZO CHIGI UNA PROPOSTA DI CONTRATTO BLINDATA (VUOLE CHIAREZZA SULLA RIPARTIZIONE DELLE DELEGHE PER EVITARE INVASIONI DI CAMPO DI FAZZOLARI E FILINI) – AL SUO POSTO, ALLA GUIDA DEL TG1, IN POLE C’E’…