carmelo cinturrino matteo salvini

ALT! LA RACCOLTA FIRME DELLA LEGA PER CARMELO CINTURRINO È ANCORA ONLINE – LA CAMPAGNA, INTITOLATA “IO STO CON IL POLIZIOITTO”, HA RACCOLTO POCO PIÙ DI 7MILA FIRME: È STATA INAUGURATA A FINE GENNAIO, MENTRE SALVINI SI ESPONEVA PUBBLICAMENTE A FAVORE DELL’AGENTE, CHE POI È STATO ARRESTATO PER OMICIDIO VOLONTARIO – NELLA RACCOLTA FIRME LA LEGA PARLAVA DI “TUTELA LEGALE PER LE FORZE DELL’ORDINE NEL DECRETO SICUREZZA”. ORA CHE SI È SCOPERTO CHE CINTURRINO CHIEDEVA “PIZZO” E DROGA AI PUSHER DI ROGOREDO, NON SAREBBE IL CASO DI RIMUOVERLA?

Leonardo Becchi per https://pagellapolitica.it/

 

MEME SULLA SOLIDARIETA DI MATTEO SALVINI A CARMELO CINTURRINO

Il 24 febbraio la Ragioneria generale dello Stato ha dato il via libera al decreto-legge sicurezza, approvato dal Consiglio dei ministri il 5 febbraio.

 

Il provvedimento, insieme a un disegno di legge collegato, fa parte del cosiddetto “pacchetto sicurezza”, che introduce misure per rendere più severo il controllo sulla sicurezza pubblica.

 

Sul tema è intervenuta la senatrice di Forza Italia Licia Ronzulli, che in un’intervista pubblicata il 25 febbraio da La Stampa ha detto che il decreto appena approvato «non c’entra nulla» con i recenti fatti di cronaca avvenuti a Milano.

 

Il riferimento è alla morte di Abderrahim Mansouri, 28 anni, ucciso il 26 gennaio nel quartiere di Rogoredo dall’agente di polizia Carmelo Cinturrino, che in un primo momento aveva parlato di legittima difesa. Questa ricostruzione è stata poi messa in dubbio dagli sviluppi delle indagini e il 23 febbraio Cinturrino è stato arrestato.

 

STORIA INSTAGRAM DI VALERIO VALENTINI SULLA RACCOLTA FIRME DELLA LEGA

Nonostante la dichiarazione di Ronzulli, però, un collegamento tra l’uccisione di Mansouri e il decreto “sicurezza” è stato fatto proprio da diversi esponenti della maggioranza, che inizialmente hanno collegato la vicenda di Rogoredo alla necessità di approvare norme più severe in materia di sicurezza, come quelle contenute nel decreto-legge.

 

Che cosa sappiamo della vicenda

Nel pomeriggio del 26 gennaio, nel quartiere milanese di Rogoredo, Mansouri, cittadino marocchino, viene colpito alla testa da un proiettile e muore.

 

A sparare è Cinturrino, 41 anni di età, assistente capo della Polizia in servizio al commissariato di Milano Mecenate, che si trova sul posto insieme ad altri quattro poliziotti.

 

La dinamica dei fatti è al centro di un’inchiesta della Procura di Milano e non è stata ancora ricostruita in modo definitivo.

 

Negli ultimi giorni, però, gli sviluppi delle indagini hanno messo in discussione alcuni punti della versione fornita inizialmente dall’agente. In un primo momento Cinturrino aveva dichiarato di aver agito per legittima difesa, sostenendo che Mansouri gli avesse puntato contro una pistola e che avesse continuato ad avvicinarsi nonostante l’ordine di fermarsi.

 

la foto del cadavere di abderrahim mansouri

Successivamente, alcune testimonianze e gli accertamenti tecnici sull’arma trovata accanto al corpo – una pistola a salve – hanno fatto emergere nuovi elementi. Secondo gli inquirenti, sull’arma sarebbero state trovate tracce riconducibili allo stesso agente e così il 23 febbraio è stato disposto un fermo nei confronti di Cinturrino.

 

Quest’ultimo ha poi ammesso di aver chiesto a un collega di prendere la pistola e di averla posizionata accanto al corpo di Mansouri, alterando la scena per paura delle conseguenze dell’accaduto. Al momento Cinturrino è indagato per omicidio volontario.

 

Le prime reazioni della destra

La morte di Mansouri aveva suscitato immediate reazioni politiche, soprattutto tra gli esponenti dei partiti di destra, che avevano fin da subito difeso l’operato di Cinturrino.

RACCOLTA FIRME DELLA LEGA PER IL POLIZIOTTO DI ROGOREDO

 

Il 26 gennaio, poche ore dopo i fatti, il leader della Lega Matteo Salvini aveva scritto su X: «Sono dalla parte del poliziotto, senza se e senza ma».

 

Salvini era stato tra i politici che più si erano esposti pubblicamente sul caso, indicandolo come un esempio della necessità di portare avanti misure a tutela delle forze dell’ordine volute dal governo.

 

Il 27 gennaio, commentando l’indagine aperta nei confronti di Cinturrino, aveva aggiunto che «nel nuovo pacchetto sicurezza abbiamo previsto una norma che eviti che gli agenti vengano automaticamente indagati dopo essersi difesi».

 

la pistola soft air trovata accanto al corpo di abderrahim mansouri

La Lega aveva poi lanciato una raccolta firme intitolata “Io sto col poliziotto”, organizzando gazebo in diverse città italiane. L’iniziativa chiede maggiori tutele per le forze dell’ordine, sanzioni più severe per chi circola armato e misure più stringenti in materia di accoglienza di persone migranti.

 

La campagna, che è ancora online, ha raccolto poco più di 7 mila firme, ha come sottotitolo la frase «vogliamo la tutela legale per le forze dell’ordine nel decreto sicurezza», un ulteriore collegamento tra i fatti di Rogoredo e il decreto-legge da poco approvato.

 

Poco dopo la morte di Mansouri anche esponenti delle altre forze di governo si erano schierati dalla parte dell’agente. Per esempio, il senatore di Forza Italia Maurizio Gasparri aveva espresso «totale solidarietà al poliziotto», mentre il capogruppo di Fratelli d’Italia alla Camera Galeazzo Bignami aveva dichiarato la propria vicinanza a Cinturrino e invitato anche gli altri partiti a fare altrettanto.

 

L’intervento di Meloni

carmelo cinturrino 3

Il giorno successivo alla morte di Mansouri la Procura di Milano ha aperto un’indagine nei confronti dell’agente Cinturrino per omicidio volontario.

 

Dopo la notizia dell’iscrizione nel registro degli indagati, Meloni ha commentato pubblicamente la vicenda, anche lei collegandola al più ampio dibattito sulle tutele per le forze dell’ordine e sulle norme in materia di sicurezza.

 

Il 5 febbraio, ospite della trasmissione Dritto e Rovescio su Rete 4, Meloni ha parlato del caso come esempio di «doppiopesismo di certa parte della magistratura», sostenendo come da un lato «viene indagato per omicidio volontario» un agente che «spara a uno spacciatore che gli puntava al volto una pistola», mentre dall’altro lato il giovane che ha colpito con un martello un poliziotto durante gli scontri di Torino «è indagato per violenza contro pubblico ufficiale».

 

carmelo cinturrino 2

Partendo da questo paragone, nell’intervista Meloni ha difeso quindi la necessità di norme più stringenti per garantire la sicurezza dell’ordine pubblico, tra cui le novità incluse nel pacchetto “sicurezza”. «C’è un passaggio secondo me molto importante sulla legittima difesa, cioè si toglie l’obbligo di iscrizione nel registro degli indagati», ha detto Meloni, «quando è palese che ti sei solo difeso».

 

Il dietrofront

Alla luce degli ultimi sviluppi delle indagini, che hanno messo in dubbio la ricostruzione iniziale fornita da Cinturrino, la posizione di diversi tra coloro che avevano commentato la vicenda tra i partiti di destra è cambiata.

 

Il 23 febbraio, per esempio, Salvini, pur ribadendo di «stare sempre dalla parte delle forze dell’ordine», ha aggiunto che, «se fosse confermato il suo comportamento criminale, sarebbe un oltraggio ai suoi colleghi in divisa».

 

ABDERRAHIM MANSOURI

Lo stesso giorno la presidente del Consiglio Meloni ha diffuso una nota ufficiale, affermando che, se quanto emerso dalle indagini fosse confermato, «ci ritroveremmo davanti a un fatto gravissimo, un tradimento nei confronti della nazione e della dignità e onorabilità delle nostre forze dell’ordine».

 

Le opposizioni hanno criticato le dichiarazioni iniziali della maggioranza, sottolineando il cambio di tono sulla vicenda dopo gli sviluppi delle indagini.

 

Il 23 febbraio la segretaria del Partito Democratico Elly Schlein ha parlato di «speculazione politica», chiedendo le scuse di Salvini e Meloni.

 

Anche il segretario di Più Europa Riccardo Magi è intervenuto sul caso, sostenendo che i partiti della maggioranza si siano «lanciati immediatamente nella difesa dell’agente senza conoscere la dinamica dell’accaduto». «Quello della destra e di Salvini non è garantismo ma è il via libera a un Far West», ha aggiunto Magi.

 

carmelo cinturrino a rogoredo

Al netto dei fatti di cronaca e delle interpretazioni politiche, il collegamento tra i fatti di Rogoredo e l’approvazione del pacchetto “sicurezza” è stato fatto più volte nei giorni successivi alla morte di Mansouri da diversi esponenti del centrodestra, che hanno citato l’indagine nei confronti del poliziotto come esempio della necessità di stabilire nuove norme a tutela delle forze dell’ordine. Il collegamento è poi stato abbandonato dopo che le indagini hanno evidenziato la presunta colpevolezza dell’agente.

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carmelo cinturrino

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