barcellona sotto assedio

1. ALTA TENSIONE A BARCELLONA ALLA VIGILIA DEL REFERENDUM PER L'INDIPENDENZA: SPARI CONTRO UN SEGGIO OCCUPATO, 4 FERITI - IERI SERA LA GRANDE MANIFESTAZIONE PER IL VOTO 2.MADRID INVIA 10MILA AGENTI: "IL REFERENDUM NON SI FARA'"- ANCORA CHIUSO LO SPAZIO AEREO SOPRA BARCELLONA -TUTTE LE ARMI DI RAJOY PER EVITARE IL DIVORZIO: PRESSIONI SUI SINDACI, SITI WEB OSCURATI, I GIUDICI A GOOGLE: "BLOCCATE LE APP CON LE MAPPE DEI SEGGI"

 

Francesco Olivo per la Stampa

 

BARCELLONA MANIFESTAZIONE

Si vota domani o almeno ci si proverà. L' ordine della casa è esplicito: normalità. Il governo catalano riunisce la stampa e, come se si trattasse di elezioni qualsiasi, descrive la logistica del referendum più conteso di sempre: 6249 seggi per 5,3 milioni di elettori. Poi, con un colpo di scena ben studiato, ecco comparire un' urna. Niente di esoterico, certo.

 

Ma nell' anomalia di questi giorni qualcuno si emoziona davanti all' oggetto desiderato da alcuni e ricercato da altri. E l' epica del momento non è scalfita da una notizia che arriva poco dopo: i contenitori di schede sono stati acquistati, 5 euro l' uno, da un' azienda cinese che giura (forse annusando aria di guai) di averle mandate in Francia. La campagna elettorale proibita si è chiusa ieri con un comizio patriottico, sotto al Montjuic di Barcellona, la collina sacra del catalanismo e delle sue tragedie. Luci, musica e tanta folla (80 mila secondo gli organizzatori), con il capo della Generalitat Carles Puigdemont che sente profumo di storia: «Non ci hanno fermato, voteremo».

 

BARCELLONA REFERENDUM

Ora però, per gli indipendentisti inizia la sfida più complessa: mettere queste urne all' interno dei seggi, non una banalità visto che la polizia ha l' ordine di non aprire i locali e di sequestrare tutto il materiale. Detta così, sembrerebbe persino semplice: ma gli agenti incaricati dal giudice sono i Mossos d' Esquadra, il corpo catalano che vive giorni di grandissime contraddizioni. Il capo, Josep Lluis Trapero, si barcamena da tempo, sempre sul filo dell' ammutinamento: per uscire dal dilemma (disobbedire alla legge o tradire il governo locale) Trapero ha trovato una situazione di compromesso: «Tenere chiusi i seggi, ma senza l' uso della forza».

BARCELLONA PROTESTE

 

L' ambiguità viene fatta notare da Madrid: come si sgombera una sezione elettorale piena di gente che vuole votare? I poliziotti dovrebbero farsi trovare ai seggi alle sei del mattino (tre ore prima dell' apertura), ma anche questo punto è accolto con dubbi spagnoli: e se qualcuno si trovasse dentro dalla notte? L' ipotesi è fondata: già da ieri sera gruppi di genitori indipendentisti hanno occupato delle scuole (con i figli) per evitare i sigilli, sono i «pigiama party del Sì», ennesimo momento pittoresco in un momento drammatico. I giudici non ci trovano niente di comico: «I presidi che cederanno le chiavi degli istituti ne risponderanno penalmente». Alcuni attivisti hanno provato l' azione già ieri al Raval, nel centro di Barcellona, ma sono stati respinti.

 

L' ordine pubblico è la preoccupazione più grande di queste ultime ore che precedono il fatidico primo ottobre. Nel governo spagnolo, dopo giorni di prevalenza dei falchi, ora sembrano trovare ascolto anche le colombe, il cui obiettivo sarebbe evitare la violenza, tollerando qualche seggio sparso per la regione. Consentire un simulacro, insomma, per evitare cose peggiori. Intanto Madrid ha ordinato di chiudere lo spazio aereo sopra Barcellona a elicotteri, aerei privati e droni. A sorvegliare ci saranno 10 mila agentin inviati dal governo Rajoy.

 

BARCELLONA SEGGI OCCUPATI CON TRATTORI

La linea ufficiale resta, però, quella della fermezza più assoluta, non solo per il voto di domani, ma anche per la complicata settimana che comincerà il 2 ottobre: «Puigdemont e Junqueras non saranno gli interlocutori», dice il portavoce dell' esecutivo Rajoy, Méndez de Vigo, indicando il presidente e il vice della Generalitat come responsabili di questo scontro inedito. «Non è un vero referendum, ne risponderanno penalmente e anche da un punto di vista patrimoniale». Il re Filippo VI tace, ma cancella tutti gli impegni della settimana prossima. Stessa cosa fanno i ministri, così salta anche il vertice con l' Italia a Roma, in programma da lunedì. Il governo catalano ha annunciato contro denunce: «Per perseguire un' idea hanno utilizzato le strutture dello Stato, dimenticando la divisione di poteri». Ultimi fuochi prima del giorno del silenzio. Ammesso che qualcuno taccia. [f. oli .] 

 

 

MANETTE, MULTE E SITI WEB OSCURATI

 

Francesco Olivo per la Stampa

BARCELLONA MANIFESTAZIONE

 

Meglio una multa che un carro armato. Ogni tentativo di dialogo sulla questione catalana è naufragato senza margini di recupero. Così, la battaglia del referendum si è spostata sulla logistica. Il governo spagnolo, al di là dell' apparente immobilismo, aveva da tempo studiato questo scenario di frattura, così invece di mandare i tank sulla Diagonal (il sogno proibito degli estremisti dei due schieramenti), ha condotto tante azioni di sabotaggio a quello che viene considerata la peggiore minaccia alle istituzioni dalla fine della dittatura (1975). Il tutto secondo un principio non peregrino: essere inseguiti da un militare può essere eroico, ma un ufficiale giudiziario con in mano una notifica fiscale è un deterrente che non lascia gloria.

 

Urne

 

Il governo catalano ha mostrato la prima urna del referendum soltanto ieri mattina. Il tutto con un gesto plateale che la dice lunga sul valore simbolico che ha assunto questo semplice contenitore di schede. La polizia spagnola (a differenza di quella catalana) si è messa alla ricerca delle urne non appena il tribunale costituzionale ha proibito il referendum. Blitz più o meno riusciti (per un errore sono state perquisite anche aziende che fabbricano vasetti di yogurt) e non solo in Catalogna, visto che voci ricorrenti volevano il deposito in regioni lontane, come la Galizia.

 

Guardia Civil a Barcellona

Le schede

 

Molto più semplice è stato trovare e sequestrare le schede, l' altra ossessione di magistratura e polizia. Le perquisizioni sono scattate ovunque, nelle tipografie e anche nella redazione di un giornale locale.

Ne sono state requisite circa 14 milioni (calcolo approssimativo), tanto che il governo catalano è arrivato a dire ai cittadini: «Stampatevele a casa». Una proposta bizzarra poi parzialmente smentita. A ogni perquisizione si raduna un folla di indipendentisti che intona cori di scherno contro la Guardia Civil: «Donde estan las papeletas?» (E le schede dove sono?).

 

I sindaci

 

Altro modo di ostacolare il referendum è far arrivare la pressione sui sindaci. Con una misura molto criticata, anche all' interno della magistratura, il procuratore capo ha iscritto sul libro degli indagati tutti i primi cittadini catalani che avevano dato la disponibilità alla Generalitat per cedere locali in vista del voto, circa 720.

I sindaci sono stati convocati per essere interrogati dai giudici. Rischiano pene serie.

 

I siti

 

Sono già alcune centinaia i siti Internet bloccati dalla Guardia Civil, colpevoli di contenere informazioni pratiche sul voto proibito. Hanno subìto questo destino anche le pagine web istituzionali con le quali la Generalitat dava indicazioni ai cittadini sui seggi.

proteste a barcellona degli indipendentisti catalani

Ma dopo pochi minuti, i siti vietati ricomparivano sotto altri domini. «C' è la mano degli hacker russi», ha scritto «El País». Un magistrato ieri ha mandato un avviso anche a Google: rimuovete l' applicazione sul referendum.

 

Le lettere

 

Alle Poste spagnole, «Correos», è stato ordinato di bloccare tutte le lettere con la quale la Generalitat incaricava scrutatori e presidente di seggio.

La misura, controversa per ragioni di privacy, ha avuto conseguenze dirette: la costituzione delle sezioni elettorali è stata una delle difficoltà più grandi nell' organizzazione del referendum.

 

Le multe

 

Guardia Civil a Barcellona1

Ormai non si contano più. In Spagna il luogo comune verso i catalani è quello di essere poco disposti ad aprire il portafoglio. Ma anche i più generosi si spaventerebbero davanti all' entità delle contravvenzioni minacciate: fino a 300 mila euro per chi prende parte alla formazione dei seggi, 12 mila al giorno per i membri della commissione elettorale. I politici sono i più esposti: l' ex presidente catalano Artur Mas deve sborsare 5,2 milioni di euro come cauzione, dopo la condanna in primo grado per aver organizzato il referendum consultivo del 9 novembre 2014. A ogni corteo si fa la colletta per aiutare i condannati.

 

La pubblicità

 

proteste a barcellona degli indipendentisti catalani mariano rajoy

Esplicitamente proibita anche la pubblicità istituzionale o meno del referendum (le istruzioni su come e dove votare eccetera). Nessuno è autorizzato a pubblicare manifesti o a trasmettere gli spot. Per notificare gli atti la Guardia Civil è entrata nelle redazione di alcuni giornali indipendentisti (come «El punt Avui»), visite che hanno scandalizzato gli indipendentisti e parte della sinistra spagnola.

plaza de catalunya barcellona indipendentisti catalanibarcellona arresti e protesteproteste a barcellona degli indipendentisti catalani 2BARCELLONA 5proteste a barcellona degli indipendentisti catalani indipendentisti catalani a barcellona

 

Ultimi Dagoreport

francesco guccini con angela signorini e la figlia teresa

DAGOREPORT - E’ ACCADUTO RARAMENTE CHE FRANCESCO GUCCINI ABBIA CANTATO LA SUA VITA SENTIMENTALE MA QUANDO È ACCADUTO, HA DATO VITA A UNA DEI BRANI PIÙ INTENSI E STRAZIANTI DELLA STORIA DELLA CANZONE ITALIANA - ACCADDE NEL 1996, CON “QUATTRO STRACCI”, IN CUI IL RISERVATISSIMO GUCCINI DI COLPO LASCIA TUTTI BASITI METTENDO DAVVERO IN PIAZZA GLI STRACCI DELLA SUA LUNGA STORIA CON ANGELA SIGNORINI, DA CUI EBBE NEL 1978 L'UNICA FIGLIA, TERESA - DOPO AVERLA INCHIODATA COME UNA SIGNORA "CASTA CHE SOGNA D'ESSER PUTTANA / QUANDO SEI DENTRO VUOI ESSER FUORI / CERCANDO SEMPRE I PASSATI AMORI / ED HAI ANNULLATO TUTTI FUORI CHE TE”, IL DOLORE DI GUCCINI PER L'ABBANDONO DEFLAGRA IN RABBIA SPREZZANTE: "OGNUNO VADA DOVE VUOL ANDARE, OGNUNO INVECCHI COME GLI PARE, MA NON RACCONTARE A ME COS'È LA LIBERTÀ. LA LIBERTÀ DELLE TUE POSIZIONI YOGA, DI ERBE, DI PSICHE E DI OMEOPATIA; DI MANUALI CONTRO LE FRUSTRAZIONI, LE INIBIZIONI CHE PROVAVI QUI A CASA MIA…’’ - VIDEO

giuseppe conte vladimir putin marco travaglio elly schlein beppe grillo

DAGOREPORT – CARO CONTE... MA PERCHÉ NON TE NE VAI A FARE IN CULO?! - NEL PARTITO DEMOCRATICO CRESCE UNA FRONDA SOTTERRANEA DI CHI VUOLE MOLLARE PEPPINIELLO AL SUO DESTINO DI “RAS-PUTIN” – AL NAZARENO, NONOSTANTE LA LINEA “TESTARDAMENTE UNITARIA” (SENZA M5S NON SI VINCE) DI ELLY SCHLEIN, MOLTI VORREBBERO ANDARE A VEDERE IL BLUFF DELL’EX PREMIER: SE VUOLE INTESTARDIRSI SU POSIZIONI FILO-RUSSE E ANTI-EUROPEE (NO AL FONDO SAFE PER LA DIFESA), FACCIA PURE, MA SAPPIA CHE ANDARE DA SOLO AL VOTO NON CONVIENE AL M5S NE' ALLA SUA OSSESSIONE DI TORNARE A PALAZZO CHIGI (CONTE METTERÀ SEMPRE IL VETO A CHIUNQUE NON SI CHIAMI CONTE) - A CONDIZIONARE IL LEADER M5S NON È DI DI BATTISTA, MA LA LINEA INTRANSIGENTE DI TRAVAGLIO, VERO IDEOLOGO DELLA GALASSIA PENTASTELLATA - LE CHIAMATE DI BEPPE GRILLO AI PIDDINI PER SABOTARE IL "CAMALEONTE CON LA POCHETTE'' - AMORALE DELLA FAVA: ORA CHE L'ARMATA BRANCA-MELONI È PRONTA A PERDERE, IL CENTROSINISTRA NON È PRONTO A VINCERE. 'STO "CAMPO LARGO" A PALAZZO CHIGI DIVENTA CAMPO SANTO IN SEI MESI... - VIDEO

generali philippe donnet luigi lovaglio carlo messina

DAGOREPORT - LE ULTIME SPERANZE DELL’IRRIDUCIBILE LUIGI LOVAGLIO DI SALVARE MPS DALL’OPAS DI INTESA SONO APPESE ALLA FUSIONE CON MEDIOBANCA, CHE INGLOBEREBBE L’OGGETTO DEL DESIDERIO DI TUTTI I PROTAGONISTI DEL RISIKONE: IL 13% DI GENERALI - OLTRE ALLA DELFIN DI MILLERI, A DAGOSPIA RISULTA IN GRAN MOVIMENTO IL CEO DEL LEONE DI TRIESTE, PHILIPPE DONNET, PRESSO I FONDI DI INVESTIMENTO, COME GIÀ SUCCESSE CON LA RESURREZIONE DI LOVAGLIO PER SBARRARE LA STRADA A CALTAGIRONE - SE FALLISSE LA FUSIONE MPS-MEDIOBANCA, A PIAZZA AFFARI C’È CHI IPOTIZZA UN’OPA SU PIAZZETTA CUCCIA, CHI CONGETTURA OPERAZIONI CHE COINVOLGEREBBERO BANCA GENERALI - UNA COSA È CERTA: PIÙ SI ANDRÀ AVANTI E PIÙ L’ASTICELLA DEL RISIKO SI IMPENNERÀ, PERCHÉ SOCI E GRANDI FONDI DOVRANNO SCEGLIERE: MESSINA O DONNET? BANCA INTESA CHE PRENDE LA LEVA DI COMANDO DI GENERALI (SALVO PROBLEMI CON L'ANTITRUST) O TRASFORMARE IL LEONE DI TRIESTE IN UNA VERA PUBLIC-COMPANY?

giuseppe conte donald trump mario draghi joe biden sergio mattarella matteo renzi gennaro vecchione william barr

DAGOREPORT – LA STORIA MAI RACCONTATA DELL'''ASTIO SPUMANTE'' DI GIUSEPPE CONTE VERSO MARIO DRAGHI - IL "TRASFORMISMO DAL VOLTO UMANO" NON HA MAI METABOLIZZATO LA CACCIATA DA PALAZZO CHIGI DEL 2021, DETRONIZZATO DA "SUPERMARIO" PER LA GIOIA DI ANGELA MERKEL, CONTRARIA A FAR GESTIRE I 200 MILIARDI DEL PNRR AL POPULISMO 5STELLE - I TWEET D'AMORE DI TRUMP A "GIUSEPPI" CHE PORTO' IL PREMIER CONTE AD AUTORIZZARE L'INSOSTENIBILE INCONTRO A ROMA DEI VERTICI DEI SERVIZI SEGRETI CON IL MINISTRO DELLA GIUSTIZIA DEGLI STATI UNITI, A CACCIA DI "MAIL IMBARAZZANTI SU HILLARY CLINTON IN POSSESSO DEI RUSSI" - DESTINO VOLLE CHE DOPO SEI GIORNI DAL GIURAMENTO DI BIDEN, LA FAVOLA DI "GIUSEPPI" FINI' ED INIZIO' LA VENDETTA CONTRO "DRAGHI, L'USURPATORE" (OGGI, A PAGARNE LE CONSEGUENZE, E' L'EX SOTTOSEGRETARIO DEL GOVERNO DI "MARIOPIO", FRANCO GABRIELLI) - VIDEO

la repubblica urbano cairo enrico mentana stefano cappellini theodore kyriakou

DAGOREPORT - SI ACCAVALLANO LE VOCI SUL CORTEGGIAMENTO A ENRICO MENTANA DELL’EDITORE DI ‘’REPUBBLICA’’, THEO KYRIAKOU, CHE INTENDE LANCIARE UNA RETE ALL NEWS-CNN, DIRETTA DAL CONDUTTORE DEL TG LA7 - S’AVANZA ANCHE L’IPOTESI DI UN ''DOPPIO MENTANA'': TV E DIRETTORE EDITORIALE DI “REPUBBLICA” - COSÌ IL MAGNATE GRECO SALVEREBBE CAPRA E CAPPELLINI (ALL’80% CONFERMATO ALLA DIREZIONE) - TRA MENTANA E IL PROPRIETARIO DI "ANTENNA GROUP", CI SAREBBE IL MACIGNO DELLA CLAUSOLA DI NON CONCORRENZA CHE RISCHIA DI TENERLO LONTANO DA UN ALTRO INCARICO PER UN ANNO E MEZZO - CHICCO DICE CHE QUESTA CLAUSOLA “NON C’È” - BENE, SE ‘’NON C’È’’, ALLORA NON SI COMPRENDE LA STIZZA RABBIOSA DELLA SUA LETTERA INVIATA AL “FOGLIO”, CONTRO L’EDITORE DE LA7, URBANETTO CAIRO… - VIDEO