biennale di venezia antonio monda pietrangelo buttafuoco alessandro giuli alfredo mantovano

DAGOREPORT - ANTONIO MONDA, IL ''BEL AMI'' PIÙ RAMPINO DEL BEL PAESE, È AGITATISSIMO: SI È APERTA LA PARTITA PER LA DIREZIONE DELLA MOSTRA DEL CINEMA DI VENEZIA DEL 2026 - UNA POLTRONISSIMA, CHE DOVREBBE FAR TREMARE I POLSI (È IN CONCORRENZA CON IL FESTIVAL DI CANNES), CHE DA ANNI TRAVAGLIA LA VITA E GLI INCIUCI DEL GIORNALISTA MONDA, MAGNIFICAMENTE DOTATO DI UNA CHIAPPA A SINISTRA (“REPUBBLICA” IN QUOTA ELKANN); MENTRE LA NATICA DI DESTRA, BEN SUPPORTATA DAL FRATELLO ANDREA, DIRETTORE DELL’”OSSERVATORE ROMANO”, GODE DEI BUONI RAPPORTI CON IL PIO ALFREDO MANTOVANO - ALL’ANNUNCIO FATALE DI GIULI, SU INPUT DI MANTOVANO, DI CONSEGNARE LA MOSTRA DEL 2026 NELLE MANINE FATATE DI MONDA, IL PRESIDENTE DELLA BIENNALE BUTTAFUOCO, CHE NON HA MAI STIMATO (EUFEMISMO) L’AEDO DELLA FUFFA ESOTERICA DI DESTRA, AVREBBE ASSUNTO UN’ESPRESSIONE ATTONITA, SAPENDO BENE COSA COMPORTEREBBE PER LUI UN FALLIMENTO NELLA RASSEGNA CINEMATOGRAFICA, MEDIATICAMENTE PIÙ POPOLARE E INTERNAZIONALE (DELLE BIENNALI VENEZIANE SU ARCHITETTURA, TEATRO, BALLETTO, MUSICA, NON FREGA NIENTE A NESSUNO)

ANTONIO MONDA - GENNARO SANGIULIANO - ATREJU 2023

DAGOREPORT

Rieccolo il Bel Ami più rampino del Bel Paese gironzolare, agitatissimo, nel girone infernale delle sette chiese del potere romano: per Antonio Monda è la sfida finale.

 

Si è aperta infatti la partita per la nomina al successore di Alberto Barbera alla direzione della Mostra Internazionale del Cinema di Venezia, essendo il mandato già scaduto e prorogato di un anno, fino a marzo 2026.

 

Una poltronissima, quella del città lagunare, che dovrebbe far tremare i polsi a tanti (è in diretta concorrenza i festival di Cannes e di Toronto) e che invece fa gola a tutti, in quanto il palcoscenico della Mostra cinematografica rappresenta il fiore all’occhiello della più importante rassegna culturale italiana, attirando al Lido i media e i divi da ogni parte del mondo.

 

ANTONIO MONDA - GENNARO SANGIULIANO - HOARA BORSELLI - ALESSANDRO GIULI - PIETRANGELO BUTTAFUOCO AD ATREJU 2023

E tra i più attivi autocandidati non poteva non brillare il pallore gonfiato del giornalista-scrittore-conduttore Antonio Monda, magnificamente dotato com'è di una chiappa a sinistra, come collaboratore di “Repubblica” in quota John Elkann, avendo in passato preso cura delle dionisiache vicissitudini newyorkine di Lapo; mentre la natica di destra, ben supportata dal fratello Andrea Monda, direttore dell’”Osservatore Romano”, gode dei buoni rapporti con il potente sottosegretario alla presidenza del Consiglio, il pio Alfredo Mantovano

Pietrangelo buttafuoco e Alessandro Giuli - inaugurazione padiglione italia - biennale architettura

 

 

 

 

 

 

 

Va detto che da quando il sindaco Gualtieri lo defenestrò dalla presidenza della Festa del Cinema di Roma (2015-2021), dove fu voluto dall’allora primo cittadino della Capitale, Ignazio Marino, Monda non si dà pace: dopo aver chiesto invano una poltrona al suo Elkann per Torino Film Festival, hai poi provato poi a bussare, ma sempre a vuoto, alla porta dell’allora sindaco di Firenze, Dario Nardella, per rifilargli qualche intervista bla-bla con le star del suo salotto di New York.

 

Infine, quando era scaduto il mandato di Barbera (poi prorogato di un anno), le ha provate tutte con Sangiuliano e camerati per farsi nominare a Venezia. Un fallimento diventato Maxxi quando, una volta traslocato Giuli al ministero, Monda sognava come contentino la presidenza del Museo Maxxi di Roma. Nisba!

 

A un certo punto, preso dalla crescente smania Eia Eia Alalà!, ecco il collaboratore di “Repubblica” seduto sul palco della manifestazione principe del melonismo, "Atreju", in compagnia di Sangiuliano, Giuli, Buttafuoco e la briosa Hoara Borselli come valletta deluxe, a dissertare di cultura...

 

ANTONIO MONDA OSPITE DI ATREJU 2023

Oppure, sempre teso a riciclarsi come "vittima del Pd" dopo il siluramento dalla Festa del Cinema di Roma, impegnato ad apparecchiare maldestramente cene con i due nemici più intimi dei Fratellini d’Italia, il ‘’gabbiano’’ Mollicone e Giuli, l’ex militante dell’estrema destra del gruppuscolo “Meridiano Zero” che fu cacciato dal boss dei ‘’gabbiani’’ di Colle Oppio, Rampelli, a pedate nel sedere.

 

Col tempo, l’operazione di penetrazione nel mondo diffidente e blindato del Governo Meloni gli è un po’ riuscita con il Museo Maxxi di Roma, che la breve e disastrosa presidenza Giuli ha ridotto a Museo Mini: l’altro giorno “L’intellettuale dei due Monda” ha intervistato tutto vispo lo scrittore de sinistra Sandro Veronesi.

 

lorenzo guerini alessandro giuli matteo piantedosi licia ronzulli alfredo mantovano

Sbarcato al ministero della Cultura, il vanesio Alessandro Giuli si è subito distinto tra una supercazzola, una purga e una nomina. Ovviamente, nel suo ruolo di ubbidiente passacarte di Palazzo Chigi: il dicastero di piazza del Collegio Romano è in realtà diretto dall’onnipresente capo della segreteria tecnica del Mic, Emanuele Merlino, in missione per conto del Genio della Fiamma, Giovambattista Fazzolari.

 

Un mese fa, in occasione della pre-apertura della 19esima Mostra Internazionale di Architettura della Biennale di Venezia, il ministro Giuli-vo, per la serie ‘’Che s'adda fa', oggi in Italia, pe' campa'…”, si sarebbe appartato con Pietrangelo Buttafuoco, il giornalista siculo-musulmano caro a Giorgia Meloni, che su indicazione dell’allora ministro Gennaro Sangiuliano fu nominato presidente della Biennale (grazie anche all’interessamento di un big della fu sinistra italiana, l’ubiquo Luciano Violante, ricoprendo il ruolo di presidente della Fondazione Leonardo-Civiltà delle Macchine, con la quale collaborava Buttafuoco).

 

IL TWEET DI LUIGI DI MAIO SULL INCONTRO CON ANTONIO MONDA A NEW YORK

Una volta faccia a faccia, il gagà dannunziano dell'Infosfera Globale e della "Centralità del pensiero solare" ha fatto presente al siculo-musulmano Giafar Al Siqili, all'anagrafe Pietrangelo Buttafuoco, il desiderio di Palazzo Chigi di consegnare la Mostra cinematografica del 2026 nelle manine fatate di Monda.

 

All’annuncio fatale, il filodrammatico catanese Buttafuoco, che non ha mai stimato (eufemismo) l’aedo della fuffa esoterica di destra, avrebbe assunto un’espressione attonita, sapendo bene cosa comporterebbe per un presidente della Biennale fallire nella rassegna cinematografica, mediaticamente più popolare e internazionale (delle mostre veneziane su Architettura, Teatro, Balletto, Musica, non frega niente a nessuno).

 

Quando Barbera giunse alla scadenza del mandato, Sangiuliano e Buttafuoco erano ben consapevoli del rischio di far fuori uno dei pochi critici cinematografici de sinistra capace di organizzare una mostra d’arte piena di star hollywoodiane e di ottimi film (che nessuno oggi potrebbe portare più in Italia).

Luigi Brugnaro Alessandro Giuli e Pietrangelo Buttafuoco - inaugurazione padiglione italia - biennale architettura

 

Ma a Palazzo Chigi che ne sanno Mantovano o Fazzolari di cosa vuol dire mettere in piedi una mostra del ciname? E per carità di patria lasciamo perdere il pensiero espanso del Giuli-vo, uno che blatera di “apocalittismo difensivo”, di “quarta rivoluzione epocale della storia delineante un’ontologia intonata alla rivoluzione permanente dell’infosfera globale…”.  

 

Certo, da oggi alla primavera 2026, tanta acqua deve passare sotti i ponti veneziani, ma a Roma “L’orgia del potere” non dorme mai….

ANTONIO MONDA AD ATREJU 2023

PIETRANGELO BUTTAFUOCO - ALBERTO BARBERA - MOSTRA DEL CINEMA DI VENEZIA

antonio monda by macondo monda streepjohn travolta antonio monda foto di baccomartin scorsese antonio mondapupi avati antonio mondadario franceschini michela de biase antonio mondastefano albertini antonio monda matteo garronecarlo verdone paolo sorrentino antonio monda annalena benini antonio monda

dante ferretti alessandro giuli pietrangelo buttafuoco pietrangelo buttafuoco Aziza Chaouni alessandro giuli Debora Rossi pietrangelo buttafuoco alessandro giuli

 

andrea e antonio monda

Ultimi Dagoreport

sigfrido ranucci valter lavitola

RESPINTO IL RICORSO DI SIGFRIDO RANUCCI CONTRO LA RAI: NON CI SARA' NESSUN REINTEGRO, IL CONDUTTORE NON RIPRENDERA' IL SUO POSTO ALLA GUIDA DI "REPORT" - DALLA RAI FILTRA "SODDISFAZIONE" PER LA SENTENZA DELLA GIUDICE DEL LAVORO DONATELLA CASARI (BOLLATA DALLA STAMPA DI DESTRA COME MAGISTRATO SINISTRORSO) CHE HA RESPINTO IL RICORSO EX ARTICOLO 700 DELL'''AMICO FRATERNO" DEL PESCIVENDOLO-BOMBAROLO DEL "BISTROT CEFALU' - NEI GIORNI SCORSI ERA ARRIVATA ANCHE UNA SOSPENSIONE DI DIECI GIORNI SENZA STIPENDIO - A CONDURRE LA PRIMA PUNTATA DI ''REPORT'', L’8 NOVEMBRE, CI SARANNO CLAUDIA DI PASQUALE E DANIELE PIERVINCENZI - SU TROPPI COMPORTAMENTI, DA LAVITOLA IN GIU', RANUCCI E' ETICAMENTE INDIFENDIBILE - COSA FARA' ORA "SUPERMAN" SIGFRIDO, COME LO DEFINISCE LA POMPEIANA BOCCIA? SE NON HA PIU' LA CREDIBILITA' PER PRESENTARE INCHIESTE SUL POTERE, CHISSA' SE IL CALDO "SIG" AVRA' ANCORA CREDIBILITA' PER CANDIDARSI ALLE PROSSIME POLITICHE...

messina orcel donnet generali

DAGOREPORT - FINITO IL PRIMO TEMPO DEL RISIKO, CON LO STRAORDINARIO SUCCESSO DELL’OPAS DI INTESA SU MONTE DEI PASCHI DI SIENA, SI APRE IL SECONDO ROUND, QUELLO DECISIVO PER ESPUGNARE IL “FORZIERE D’ITALIA”, ASSICURAZIONI GENERALI - L’UNICO ISTITUTO BANCARIO CHE POTREBBE FAR SALTARE IL PIANO INTESA DI CARLO MESSINA E COMPAGNI È UNICREDIT, CHE HA CONVOCATO PER OGGI UN CDA STRAORDINARIO – PARE CHE IL BERSAGLIO DI ANDREA ORCEL SIA LA CONQUISTA DI BANCA GENERALI, DI CUI IL LEONE HA IN TASCA IL 51% - NESSUNO ESCLUDE CHE DOMANI ORCEL POSSA SPEGNERE I SOGNI DI GLORIA DI MESSINA, PORTANDO LA PARTECIPAZIONE DI UNICREDIT NEL LEONE, DAL 9 AL 29,9%, MAGARI RILEVANDO LA QUOTA DEL 10,15% DETENUTA DAL GRUPPO DEL VECCHIO/DELFIN IN GENERALI - NON È NEMMENO DA GETTARE NEL CESTINO L’OPZIONE DI UNA FUSIONE UNICREDIT-GENERALI PER DARE VITA A UNA BANCA-ASSICURAZIONE - NON È FINITA. SI ACCAVALLANO LE VOCI DI INTERLOCUZIONI A IOSA TRA UNICREDIT E CRÉDIT AGRICOLE…

meloni schlein calenda richetti bonetti rosato conte

“IL CAMPO LARGO È UN GRAVE PERICOLO PER L’ITALIA” – CARLO CALENDA RIBADISCE IL SUO NO ASSOLUTO ALL’ALLEANZA CON IL CENTROSINISTRA: “NON SIAMO MAI STATI NÉ SAREMO MAI NEL CAMPO LARGO”. VA BENE CARLETTO, MA CHE FAMO? “AZIONE” FARÀ LA TERZA GAMBA PER GIORGIA MELONI? O CORRERÀ DA SOLA CON IL RISCHIO DI ESSERE ININFLUENTE? - DAGOREPORT: NEL PARTITO DEL “CHURCHILL DEI PARIOLI”, RICHETTI A PARTE, SAREBBERO GIÀ PRONTI A LANCIARSI TRA LE BRACCIA DELLA MELONI. BONETTI, ROSATO E COMPAGNIA SPERANO CHE IL CENTRODESTRA RESTI SOTTO AL 42% PER OFFRIRSI COME STAMPELLINA. MA GLI ELETTORI “AZIONISTI” SOFFRIREBBERO UN PASSAGGIO A DESTRA: SI FIDANO PIÙ DI RENZI CHE DI MELONI, SCHLEIN E CONTE...

malara corsini monteleone

DAGOREPORT - ANTONINO, CHE TIPINO! - IL DIRETTORE DEGLI APPROFONDIMENTI PAOLO CORSINI S'E' STUFATO DI MONTELEONE, IL CUI PROGRAMMA "FILOROSSO" INANELLA UN FLOP DIETRO L'ALTRO - NEL TENTATIVO DI ALZARE GLI ASCOLTI, CORSINI HA CONSIGLIATO ALL'EX "IENA" DI CAMBIARE ROTTA: PIÙ SERVIZI, PIÙ INCHIESTE "ON THE ROAD" E MENO CHIACCHIERE INUTILI IN STUDIO. PECCATO CHE IL CONDUTTORE, IN VERSIONE TORTELLONE RIPIENO DI SÉ, ANZICHÉ DARE ASCOLTO AI CONSIGLI, VADA DRITTO PER LA SUA STRADA - SE GLI ASCOLTI NON MIGLIORERANNO, LA RAI CHIUDERA' "FILOROSSO" A FINE ANNO E POTREBBE SILURARE IL CONDUTTORE, PAGANDO UNA PICCOLA PENALE - LO SCAZZO TELEFONICO IN DIALETTO CALABRESE TRA MALARA E MONTELEONE E LA LUNGA LISTA DI FLOP BY ANTONINO...

giorgia meloni cateno de luca

FLASH! MELONI S-CATENATA: ACCORDO FATTO CON "SUD CHIAMA NORD", IL MOVIMENTO DI CATENO DE LUCA. A LEGGE ELETTORALE APPROVATA, GIORGIA PUNTA ANCHE SU CATENO, QUOTATO ALL’1,5%, PER RAGGIUNGERE QUOTA 42 SENZA VANNACCI - IL SINDACO DI TAORMINA, ALLE REGIONALI SICILIANE DEL 2022, HA PRESO (DA SOLO) PIU’ DI MEZZO MILIONE DI VOTI - LA PROSSIMA SETTIMANA SI FORMERA’ LA COMPONENTE ALLA CAMERA: A FRANCESCO GALLO SI UNIRANNO UN ALTRO PAIO DI DEPUTATI, TRA I QUALI MANLIO MESSINA, CHE RIENTRA IN “AREA MELONI” DOPO AVER LASCIATO IL GRUPPO DI FDI NEL 2025…

urne voto schede elezioni giorgia meloni antonio tajani matteo salvini elly schlein donald trump benjamin netanyahu pedro sanchez

DAGOREPORT – LA CONFUSIONE POLITICA ITALIANA HA RAGGIUNTO LA QUINTA DIMENSIONE, OLTRE LO SPAZIO-TEMPO: QUANDO SI VOTA? - MOLTI SONO CONVINTI CHE LA DATA DA CERCHIARE SIA GIUGNO 2027 (SALVINI E TAJANI PERMETTENDO) - MA CI SONO TROPPE VARIABILI, IN ITALIA E ALL’ESTERO, CHE POSSONO INFLUENZARE IL CALENDARIO ELETTORALE – LE TRE DATE CHIAVE PER IL FUTURO DELL'UNDERDOG DI COLLE OPPIO SONO: LE ELEZIONI IN ISRAELE DEL 27 OTTOBRE, QUELLE DI MEDIO MANDATO NEGLI STATI UNITI DEL 3 NOVEMBRE E LE POLITICHE IN SPAGNA DEL 29 NOVEMBRE - I DESTINI DI NETANYAHU, TRUMP E SANCHEZ SONO IN QUALCHE MODO LEGATI A QUELLO DELLL'ARMATA BRANCA-MELONI. I PRIMI DUE PERCHÉ GRANDI ALLEATI, AL NETTO DI QUALCHE “VAFFA”, IL TERZO PERCHÉ GRANDE NEMICO E PRINCIPALE RAPPRESENTANTE DEL PARTITO SOCIALISTA EUROPEO IN UE - NEL CASO DI UNA SCONFITTA DI TRUMP, SIA ALLA CAMERA SIA AL SENATO, BISOGNA CAPIRE CHE POTRA' SUCCEDERE: IL RISCHIO CHE GLI PARTA L'EMBOLO È ALTISSIMO...