NON SONO STATO, IO - ASSAD SFIDA OBAMA ALLA CBS TV: “DOVE SONO LE PROVE? SE CI ATTACCANO, RITORSIONI DA IRAN E HEZBOLLAH”

Da LaStampa.it

«Non ci sono prove che io abbia usato armi chimiche contro la mia gente, non sono stato io». Lo afferma il presidente siriano Bashar Assad in un'intervista al popolare anchorman americano Charlie Rose della Cbs. Si tratta della prima intervista di Assad a un network americano in quasi due anni. Charlie Rose ha intervistato Assad nel palazzo presidenziale di Damasco.

L'intervista sarà trasmessa interamente sulla Cbs lunedì sera, lo stesso giorno in cui il presidente americano Barack Obama concederà interviste a sei reti americane nella sua azione a tappeto per convincere il Congresso e gli americani a sostenere l'azione militare in Siria.

«In caso di attacco - ha detto ancora il presidente siriano - ci saranno ritorsioni da parte di chi ci appoggia, come le milizie libanesi di Hezbollah e l'Iran». Un attacco - ha poi spiegato - potrebbe sì diminuire le capacità delle sue truppe (come vorrebbe Obama) ma così facendo si concederebbe un vantaggio alle frange qaediste dell'opposizione.

Israele, in risposta, ha rafforzato ulteriormente le difese aeree per far fronte alle temute rappresaglie . Una nuova batteria del sofisticato sistema antimisile "Iron-Dome" è stata schierata a Gerusalemme, nella zona occidentale della città. Il 30 agosto sempre un sistema "Iron-Dome" era stato aggiunto alle difese di Tel Aviv puntato a nord, verso il Libano meridionale dove le milizie sciite di Hebollah, alleate sul terreno di Assad, hanno un imponente arsenale di quasi 50.000 tra razzi e missili. In totale sarebbero in uso tra 6 e 7 batterie "Iron-Dome".

Oggi, intanto, i ribelli siriani hanno preso il controllo della città di Maalula, luogo simbolo del cristianesimo orientale alle porte di Damasco, da giorni stretta tra le forze governative fedeli ad Assad e i ribelli. Lo ha annunciato l'Osservatorio nazionale per i diritti umani in Siria (Ondus), ong con base a Londra. «Nella notte l'esercito è entrato in città ma i ribelli hanno assunto il controllo di Maalula»,ha detto Rami Abdel Rahmane, direttore dell'ong. La sua versione è stata confermata da un testimone raggiunto al telefono.

Erano ripresi ieri i combattimenti tra ribelli e forze governative vicino a Maalula dove gli insorti avevano detto di essersi ritirati per evitare che la cittadina venisse bombardata dalle forze lealiste.

Le truppe governative, secondo quanto riferito sempre dall'Osservatorio nazionale per i diritti umani in Siria, all'alba di ieri avevano bombardato una collina sovrastante la città dove sorge l'hotel Safir e dove i combattenti anti-regime sono concentrati. Maalula, candidata a diventare Patrimonio dell'umanità dell'Unesco, è uno dei pochissimi luoghi al mondo dove ancora si parla la lingua di Gesù, l'aramaico.

 

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