pisapia bonino

NÉ CON RENZI, NÉ CON D’ALEMA - AVANZA L’IPOTESI DI UNA LISTA CIVICA NAZIONALE GUIDATA DAL TANDEM PISAPIA-BONINO, A CUI SI AGGIUNGEREBBERO CALENDA, ALCUNI SINDACI E LISTE LOCALI - A FARE DA ‘PADRI NOBILI’ CI SONO GIA’ PRODI E ENRICO LETTA  

Fabio Martini per “la Stampa”

 

emma bonino

In queste settimane Emma Bonino non vuole parlar d'altro: «Sono molto concentrata sulle questioni che riguardano i migranti, la Libia, la legge di iniziativa popolare "Ero straniero"». Effettivamente la campagna promossa dai Radicali italiani è arrivata all'ultimo miglio, visto che entro una settimana la raccolta delle firme va completata. Un'iniziativa che punta a superare la legge Bossi-Fini, cambiando le politiche sull'immigrazione e scommettendo su inclusione e lavoro con proposte concrete, non ideologiche.

 

GIULIANO PISAPIA IN TRIBUNALE

Ma tra i "compagni di strada" della laicissima Emma Bonino c'è una novità: al suo fianco oltre ad alcune associazioni della vecchia galassia "comunista" (come l' Arci), ci sono alcune delle principali associazioni del mondo cattolico (Caritas, Comunità di Sant' Egidio, Acli). Una campagna molto apprezzata ai massimi vertici del Vaticano e che ha richiamato anche la benevola condivisione, al momento informale, di ex presidenti del Consiglio come Romano Prodi ed Enrico Letta. Ma anche di Giuliano Pisapia.

 

CARLO CALENDA PIER CARLO PADOAN

Condivisioni che, per ora, non hanno un significato diverso da quello di un sostegno alla campagna. Ma proprio Prodi, Letta e Pisapia parteciperanno ad una delle prossime iniziative pubbliche di "Ero straniero", confermando e potenziando il format "laico-cattolico" dell' iniziativa. Un format che potrebbe ripetersi. Diventando il nucleo di una iniziativa politicamente ambiziosa. Una Lista distinta e distante sia dal Pd di Renzi che da Mpd di D' Alema e Bersani.

 

Una lista guidata dalla coppia Pisapia-Bonino, con Prodi e Letta come sponsor? Per ora era soltanto un' ipotesi confinata nelle chiacchiere tra vecchi amici, ma gli strappi delle ultime 48 ore hanno risvegliato la suggestione.

romano prodi

 

Giuliano Pisapia ha vissuto con più amarezza di quella esternata in pubblico l' ultima sequenza che lo ha visto protagonista. E anche "vittima", almeno nella sua ottica. Come ha raccontato lui stesso agli amici, dopo aver guidato lunedì mattina la delegazione di Mdp-Campo progressista nell' incontro con il presidente del Consiglio e aver aperto una trattativa sulle misure della manovra, l' indomani Pisapia è rimasto sbalordito perché nessuno lo ha informato della decisione, presa a freddo da Mdp, di far dimettere il vice-ministro Bubbico.

 

ENRICO LETTA

Uno sgarbo che nell' aneddotica privata di Pisapia si somma ad altre: l' accordo - violato da Mdp - di non portare bandiere rosse alla manifestazione "unitaria" di piazza Santi Apostoli; le irrisioni per l' abbraccio a Maria Elena Boschi; la decisione "autarchica" di sganciarsi da Leoluca Orlando in Sicilia. Certo, Pisapia è proverbiale per le sue assenze e i suoi diplomatici silenzi, ma proprio ieri ha detto quel che pensa da tempo: D' Alema ma anche Renzi sono divisivi. La doppia negazione è anche uno spazio elettorale?

 

Dice Giulio Santagata, già ministro e braccio destro di Romano Prodi a palazzo Chigi: «Studiando attentamente tutti i sondaggi dal 2013 ad oggi, risulta che dieci milioni di elettori non esprimono più intenzioni di voto. Rispetto a 4 anni fa tutti, tranne la Lega, perdono elettori: Pd, 5 Stelle, Berlusconi. E malessere c''è pure in chi continua a dire, voterò Pd. Dunque, ci sono milioni di italiani che aspettano un' offerta elettorale.

RENZI dalema

 

Che potrebbe essere soddisfatta da una Lista civica nazionale di centrosinistra, di spirito ulivista, con vocazione di governo, che in caso di legge con i collegi, sia alleata del Pd, ma con una sua precisa identità e non come una somma di indipendenti di sinistra di vecchio e nuovo tipo». Tra i protagonisti e promotori anche Emma Bonino? «Perché no? Oltre a personalità come lei, Pisapia e Calenda, si può immaginare il civismo di tanti sindaci, di tante liste locali».

 

Le novità di questo schema di gioco sarebbero due: l' offerta alternativa a Renzi e a D' Alema, ma anche la presenza di nuovo sulla scena politica di Emma Bonino. Già ministro sia con Prodi che con Letta, la leader radicale ha una caratteristica unica nello scenario politico italiano: mantiene da molti anni un consenso alto e inossidabile. Secondo una recente ricerca di Demos & Demetra che non si è limitata a sondare soltanto i leader in campo, il 49% esprime fiducia in Paolo Gentiloni, mentre al secondo posto compare a sorpresa proprio lei, Emma Bonino, col 43%.

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