AYATOLLAH, GLI AMERICANI STANNO AD ARRIVA' - GLI USA CONTINUANO A SCHIERARE LE LORO FORZE INTORNO ALL'IRAN PER COLPIRE IL REGIME TEOCRATICO DI KHAMENEI (E SOSTENERE LE PROTESTE): LA FLOTTA ARRIVATA IN MEDIORIENTE PERMETTE ALLA CASA BIANCA DI VALUTARE UN INTERVENTO SENZA DIPENDERE DALLE BASI NEI PAESI ARABI, CONTRARI A UN ATTACCO CONTRO TEHERAN - TRUMP HA CHIESTO AL PENTAGONO DI STUDIARE "UNA SOLUZIONE DEFINITIVA" IN STILE VENEZUELA MA E' COMPLICATO: IL REGIME IRANIANO È PIÙ ORGANIZZATO DEL GOVERNO DI CARACAS...
Estratto dell'articolo di Gianluca Di Feo per "la Repubblica"
Eppur si muove. L'armata statunitense sta prendendo posizione intorno all'Iran, con uno schieramento che aumenta di ora in ora. La Casa Bianca non ha rinunciato a colpire gli ayatollah per sostenere la protesta. Ma – come ha rivelato ieri il Wall Street Journal – Donald Trump ha chiesto al Pentagono di studiare «un'azione decisiva».
Un'operazione in grado di cambiare gli assetti di potere, con un effetto simile a quello ottenuto con il raid in Venezuela che ha catturato il presidente Maduro. Teheran però non è Caracas e il regime teocratico, nonostante la fase critica, è molto più organizzato.
Si rende conto che nel mirino c'è la Guida suprema Ali Khamenei e replica a Washington alzando il livello retorico delle minacce: «Trump sa che se qualsiasi mano aggressiva si allungherà sul nostro leader, non solo la taglieremo ma daremo anche fuoco al suo mondo», ha detto il generale Abolfazl Shekarchi, portavoce dell'esercito.
Sulla scacchiera del Medio Oriente le pedine americane stanno occupando le caselle per affrontare un conflitto. Lo strike group della portaerei Lincoln ha superato lo Stretto di Malacca e tra 48 ore gli obiettivi iraniani saranno nel raggio d'azione dei suoi velivoli: oltre cinquanta caccia F18 Hornet.
La Lincoln è scortata da tre cacciatorpediniere, che raddoppieranno i missili cruise Tomahawk a disposizione dell'Us Navy. L'irruzione della squadra navale avrà un valore strategico: permetterà alla Casa Bianca di valutare un intervento senza dipendere dalle basi nei Paesi arabi, contrari a scagliare ora un attacco contro l'Iran.
Una formazione di F15E – i cacciabombardieri che nel 2024 si sono rivelati fondamentali pure per decimare le ondate di droni kamikaze – ha raggiunto un aeroporto giordano. Parecchie cisterne volanti si stanno spostando verso la costa atlantica e l'Europa: sono indispensabili sia per il trasferimento di rinforzi, sia per un'eventuale missione dei bombardieri stealth B2 stanziati negli Usa. [...]
Stando al Wall Street Journal, sarebbe in corso l'allestimento di uno scudo a protezione dei Paesi amici con l'invio di batterie anti-missile Thaad e di altri sistemi Patriot Pac3. Uno sbarramento che potrebbe rassicurare Israele, finora per niente convinto di sfidare la reazione iraniana. Si reputa che Teheran abbia ancora un migliaio di missili pronti al lancio e ha cercato negli ultimi mesi di migliorarne la precisione con l'aiuto di tecnici russi [...]
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