AYATOLLAH IN FUGA COL MALLOPPO – L’ELITE AL POTERE IN IRAN, VISTA L’ARIA DI BURIANA, STA SPOSTANDO ENORMI SOMME DI DENARO FUORI DAL PAESE – IL SEGRETARIO AL TESORO USA, SCOTT BESSENT: “STIAMO ASSISTENDO ALLA 'FUGA DEI TOPI DALLA NAVE' PERCHÉ VEDIAMO MILIONI, DECINE DI MILIONI DI DOLLARI TRASFERITI FUORI DAL PAESE, SOTTRATTI DI NASCOSTO: LI STIAMO VEDENDO ARRIVARE NELLE BANCHE E NELLE ISTITUZIONI FINANZIARIE DI TUTTO IL MONDO”
Bessent, i leader di Teheran stanno trasferendo enormi somme di denaro
(ANSA) - Il Segretario al Tesoro statunitense Scott Bessent ha dichiarato che Washington sta monitorando quella che ha descritto come un'ondata di fuga di capitali da parte dell'élite al potere in Iran, mentre crescono i timori per il possibile crollo della Repubblica Islamica, tra disordini e minacce di un attacco statunitense.
"Come Tesoro che applica le sanzioni, possiamo vedere che ora stiamo assistendo alla 'fuga dei topi dalla nave' perché vediamo milioni, decine di milioni di dollari trasferiti fuori dal Paese, sottratti di nascosto dalla leadership iraniana", ha dichiarato Bessent in un'intervista a Newsmax.
"Quindi stanno abbandonando la nave, e li stiamo vedendo arrivare nelle banche e nelle istituzioni finanziarie di tutto il mondo", ha aggiunto il Segretario al Tesoro. "Quello che facciamo al Tesoro è seguire il flusso di denaro, sia attraverso il sistema bancario che attraverso asset digitali. Rintracceremo questi asset e non saranno in grado di trattenerli".
KHAMENEI ACCANTO AL RITRATTO DI KHOMEINI
'Trump potrebbe attaccare entro giovedì'. L'Iran minaccia le basi Usa
Estratto dell’articolo di Claudio Salvalaggio per l’ANSA
[…] dopo le ripetute minacce di intervenire, Trump ora si sente obbligato a darvi seguito, memore dei presidenti che non hanno fatto rispettare le proprie "linee rosse", tra cui Barack Obama, che decise di non colpire la Siria dopo l'uso di armi chimiche nel 2013.
"Parte della questione è che ora ha tracciato una linea rossa e sente di dover fare qualcosa", ha detto una fonte alla Cnn, aggiungendo che il presidente quasi certamente agirà.
Rimane da decidere quale tipo di azione intraprendere. Il Consiglio per la sicurezza nazionale si è riunito martedì per definire ulteriormente una serie di opzioni.
Trump, che ha partecipato all'incontro di oltre due ore dopo essere rientrato a Washington da un viaggio in Michigan, è stato aggiornato sul numero di vittime in Iran e sulle aspettative statunitensi su come potrebbe evolvere la brutale repressione del regime, comprese eventuali esecuzioni. Durante il briefing gli sono stati mostrati video dal terreno in Iran.
Il team per la sicurezza nazionale è diviso sul da farsi riguardo ad un possibile attacco cinetico, ma concorda che qualsiasi mossa militare non includerebbe truppe a terra ed esclude un coinvolgimento bellico prolungato in Iran.
Una delle opzioni sul tavolo del presidente è un attacco chirurgico contro strutture legate ai servizi di sicurezza iraniani, ritenuti responsabili della repressione dei manifestanti, o un cyber attack per paralizzare le reti di comunicazione dei pasdaran e degli altri apparati di repressione.
A Trump inoltre è stato sottoposto un piano PsyOps per operazioni psicologiche militari. Gli Stati Uniti dispongono di forze in tutta la regione, incluso il quartier generale avanzato del Comando Centrale a Al Udeid in Qatar e il quartier generale della Quinta Flotta della Marina a Bahrain.
Ma non hanno portaerei in zona, mentre difficilmente i Paesi arabi daranno l'autorizzazione a un'azione offensiva alle squadriglie di cacciabombardieri Usa schierate nei loro territori, per timore di ritorsioni. Il commander in chief può quindi lanciare soltanto una serie limitata di attacchi, usando un numero ridotto di bombardieri con decollo dagli Stati Uniti o di missili cruise Tomahawk imbarcati su tre navi della flotta.
missile iraniano lanciato verso la base usa di al udeid.
Pugno duro di Teheran, 'pasdaran nelle case delle vittime'
Estratto dell’articolo di Luca Mirone per l’ANSA
Il regime iraniano continua a resistere alla piazza, con una sfida agli Stati Uniti. Le proteste che stanno travolgendo il Paese vengono represse anche con l'intimidazione, oltre alla violenza, con irruzioni dei pasdaran nella case delle famiglie dei manifestanti uccisi, secondo quanto denunciano le opposizioni.
E cresce l'allarme per la ripresa delle impiccagioni: il capo della magistratura ha promesso "processi rapidi", che potrebbero portare alla pena capitale. Nonostante il monito di Donald Trump a non imboccare questa strada.
FOLLA IN STRADA A TEHERAN CON LE FOTO DI KHAMENEI E KHOMEINI
Per la seconda volta in pochi giorni le autorità di Teheran hanno convocato per le strade migliaia di persone, che si sono radunate per i funerali di oltre 100 membri delle forze di sicurezza e altri "martiri" uccisi durante le proteste.
Le riprese della televisione di stato hanno mostrato la folla sventolare bandiere della Repubblica Islamica durante la cerimonia e sono apparsi striscioni con la scritta "Morte all'America".
Oltre a foto della Guida Suprema Ali Khamenei e del presidente americano, con il volto insanguinato dopo l'attentato nel 2024. E la didascalia: "Questa volta non lo mancheranno". Il capo di stato maggiore dell'esercito Abdolrahim Mousavi, anche lui in piazza, ha denunciato un "livello di distruzione mai visto" a causa dei "rivoltosi".
L'altra immagine simbolo a beneficio del regime è quella del capo della magistratura, Gholamhossein Mohseni, ripreso seduto nella grande stanza di una prigione mentre interroga personalmente un uomo in uniforme grigia da carcerato il cui volto è sfocato.
"Se qualcuno ha dato fuoco a una persona, l'ha decapitata e poi ne ha bruciato il corpo, dobbiamo fare il nostro lavoro in fretta", avverte Mohseni, promettendo processi "rapidi e pubblici".
Processi "farsa", secondo gli attivisti in difesa dei diritti umani, che temono aumenti la probabilità che riprendano le impiccagioni. La prima esecuzione, del 26enne Erfan Soltan, sarebbe già dovuta avvenire, ma della sua sorte non si sono avute notizie.
Sul fronte delle proteste, tra i tanti abusi denunciati, il canale satellitare basato a Londra Iran International ha riferito di blitz delle milizie delle Guardie rivoluzionarie nelle abitazioni dei familiari delle vittime, tra spari e insulti. Con l'ordine di raccogliere i corpi dei loro congiunti e seppellirli rapidamente e in privato. Inoltre, secondo l'ong Hrana, almeno 97 manifestanti sono stati costretti a confessare crimini con la forza, spesso con la tortura. Anche loro rischiano la pena di morte.
Altre terribili testimonianze arrivano dai medici riusciti ad avere contatti con l'esterno: le ferite da arma da fuoco dei manifestanti sono concentrate principalmente sugli occhi e sulla testa.
Una tattica già usata durante le proteste per le donne del 2022. Tutto questo mentre gli ospedali ed i reparti di pronto soccorso sono sovraffollati.
E continua a crescere il bilancio dei morti accertati, fornito quotidianamente dalla ong norvegese Ihr: sono almeno 3.428, anche se tutte le fonti non legate al regime concordano che sono molte di più […]
donne iraniane si accendono sigarette bruciando la foto di khamenei






