LA BANCA DEGLI 007 HA SISTEMATO TRA I SUOI RANGHI FIGLI E PARENTI DEI DIRIGENTI DELL'INTELLIGENCE - LA MOSTRA DELLE AUTO PERSONALI DI GIANNI AGNELLI - DOPO I VOTI COMPRATI DALLA ‘NDRANGHETA, ALTRI GUAI PER DOMENICO ZAMBETTI - SULLE ESPORTAZIONI DI ARMI, NON TORNANO I CONTI DI MONTI - LA LOMBARDIA HA IL RECORD DI MORTI SUL LAVORO - SPIFFERI SULLE NOMINE ACEA: LAMANDA PRESIDENTE E SPERANDINI AD…

A cura di Gianluca Di Feo e Primo Di Nicola per "l'Espresso"


1 - 007 LICENZA DI ASSUMERE

P. M. - È la banca dell'intelligence italiana. A servizio completo. Da oltre sette anni Banca Nuova gestisce i fondi per gli stipendi degli 007 italiani. Oltre a occuparsi di tesoreria, la direzione di Banca Nuova, sotto la gestione di Francesco Maiolini (oggi sotto indagine a Palermo per usura bancaria), ha sistemato tra i suoi ranghi figli e parenti di dirigenti dell'intelligence civile. L'ultima new entry è il figlio del capocentro Aisi di Palermo. A dire il vero, però, non dai soli servizi segreti ha attinto il management della banca per strutturare i propri uffici.

I benefit sono stati distribuiti all'intero arco "istituzionale", estesi anche a parenti di magistrati e politici. Maiolini, passato da qualche mese alla guida dell'Irfis, il mediocredito della Regione Sicilia, ha sempre rivendicato con orgoglio quelle assunzioni. Il dossier assunzioni a Bancanuova venne preso in carico un anno e mezzo fa dalla Dia di Palermo. Ma anche il capocentro degli investigatori antimafia del capoluogo siciliano aveva piazzato il figliuolo in cerca di lavoro.

2 - QUANDO GUIDAVA AGNELLI
E. A. - Si era fatto realizzare da Pininfarina una Ferrari 365 P a posto guida centrale unica al mondo, ma amava moltissimo la sua ben più semplice Fiat 125 customizzata. Le auto personali di Gianni Agnelli verranno per la prima volta messe in mostra a Torino, al Museo dell'Automobile, dal 12 marzo. Nel decennale della scomparsa, un modo suggestivo per evocarne lo spirito inafferrabile. L'idea è venuta a Benedetto Camerana, presidente del Museo. L'ha presentata a John Elkann, presidente di Fiat. I due, figli di cugini, hanno poi chiesto a Lapo Elkann di curare allestimento e comunicazione. Verranno esposte una dozzina di vetture guidate personalmente dall'Avvocato. In maggioranza Fiat "taylor made", standard all'esterno ma variate nei motori e negli allestimenti.

3 - ZAMBETTI PIGLIATUTTO
Domenico Zambetti fa l'en plein. L'ex assessore della giunta Formigoni, accusato
di aver comprato voti dalla ‘ndrangheta, è inquisito anche per l'acquisto a prezzo di favore di un palazzo a Milano ("l'Espresso" n. 1). Zambetti risulta non solo come beneficiario, ma come presunto complice della svendita dell'immobile che apparteneva al Trivulzio. Va sottolineato che l'attuale direttore tecnico del Trivulzio, Alessandro Lombardo, in carica dal 2009, è del tutto estraneo a quella vendita, che fu conclusa nel 2008 dai suoi predecessori. P. B.

4 - ONOREVOLE LAST MINUTE

G.P. - A Montecitorio, ad aggiudicarsi il Guinnes dell'eletto in zona Cesarini è l'onorevole Francesco Paolo Lucchese. Classe 1935, parlamentare di lungo corso nelle file
del Ccd e poi dell'Udc, alle politiche del 2008 il medico siciliano, candidatosi con il Pdl, non riesce a tagliare il traguardo delle cinque legislature consecutive. Nel collegio Sicilia1 Lucchese si classifica infatti al 18° posto e dice addio alla Camera.

Ma a pochi giorni dalla caduta del governo Monti accade quello che non ti aspetti: l'onorevole Lo Presti, eletto col Pdl nello stesso collegio e passato poi a Fli, abbandona lo scranno di Montecitorio. A quel punto la lista dei non eletti nelle file del Pdl, visto anche il decesso di chi lo aveva preceduto nelle preferenze, scorre proprio fino al nome di Lucchese. E così lo scorso 19 dicembre, in extremis, il "neo" deputato è riuscito a conquistare lo scranno. Fa appena in tempo a comunicare il suo passaggio all'Mpa e partecipare al voto della legge di Stabilità che, tre giorni dopo, il presidente Napolitano scioglie le Camere.

5 - MONTI DÀ I NUMERI
S. Cer. - L'Italia ha esportato armi per oltre 2,6 miliardi di euro nel 2011 secondo la Relazione nazionale, mentre i dati presentati all'Unione europea cita solo export bellico per un miliardo di euro. Non è l'unica discrepanza evidenziata dai ricercatori di Rete Disarmo che hanno messo a confronto i due dossier elaborati dal governo Monti. La cifra segnalata dall'Italia all'UE corrisponde alle esportazione di armi e munizioni segnalate dall'Istat sul commercio estero, peccato che l'Istat analizzi le armi soprattutto a uso civile e sportivo, mentre l'Europa rendiconti quelle a uso militare.

Nella versione per l'Europa in Algeria esportiamo circa 8,6 milioni di euro, ma al Parlamento italiano hanno dichiarato che sono oltre 82 milioni, in Arabia Saudita 9,9 milioni invece di 142 milioni, in Marocco 6,1 al posto di 55 e in India 30 anziché 217. Errori tecnici da dilettanti o scelte strategiche per non far sapere di essere il secondo Paese europeo per expo effettive di armi?

6 - MORTI BIANCHE, LOMBARDIA DA RECORD
M.G. - Quasi 1.200 i morti sul lavoro nel 2012, secondo le valutazioni rese note sul proprio sito dall'Osservatorio indipendente di Bologna sulle morti sul lavoro, attivo dal gennaio 2008. La Lombardia è la regione in cui si registrano più morti (sono 80), in Emilia Romagna 63, numero che comprende anche i lavoratori deceduti sotto le macerie del terremoto del 20 e 29 maggio 2012.

In Sicilia il numero di morti sul lavoro è più alto che in Piemonte, rispettivamente 44 e 43 persone. In Campania sono 42. I dati considerati ufficiali, quelli dell'Inail, ancora non ci sono, ma in passato hanno sempre rilevato percentuali più basse rispetto a quelle dell'Osservatorio. Come mai? «L'Inail monitora solo i suoi assicurati e moltissimi morti sui luoghi di lavoro non sono assicurati con l'istituto», scrive sul sito Carlo Soricelli che ha creato l'Osservatorio: «Non lo sono, ad esempio, gli anziani agricoltori schiacciati dal trattore (più di 100 anche nel 2012)».

7 - LA MANDA ALEMANNO
Grandi manovre in Acea, la municipalizzata del comune di Roma di cui sono azionisti anche Gaetano Caltagirone e i francesi di Gdf-Suez. In attesa di capire quando si voterà per le amministrative capitoline, ci si prepara al rinnovo del consiglio di amministrazione della società che scade inesorabilmente il 30 aprile con l'approvazione del bilancio. Indiscrezioni insistenti danno in lizza per la presidenza Carmine Lamanda, assessore al Bilancio per Alemanno ma che vanta una lunga esperienza in Bankitalia e nel recente passato in Capitalia e poi Unicredit. Per quel che riguarda il ruolo di amministratore delegato prende invece quota l'ipotesi di una soluzione interna e in questo senso si farebbe largo la candidatura di figure gradite al Pd, come quella di Francesco Sperandini, attuale direttore dell'area reti.I.P.

8 - FORGIONE VUOL DIRE MILIONE
L.A - Due magistrati di Reggio Calabria, il procuratore generale Salvatore Di Landro e la figlia Francesca, giudice, hanno chiesto 20 milioni di danni per diffamazione a Francesco Forgione, capolista al Senato in Sicilia per Sel, ex presidente della Commissione Parlamentare Antimafia, autore del libro sulla 'ndrangheta "Porto franco". Padre e figlia fanno riferimento al capitolo in cui l'autore ricostruisce le parentele acquisite dei due magistrati, alcune delle quali porterebbero, a loro volta, ad esponenti dei clan.

Forgione scrive di giudici e avvocati che sono imparentati con il pg e lavorano nel tribunale di Reggio. «Per il procuratore generale il Tribunale è una seconda casa. Senza metafore», afferma Forgione. Oltre alla figlia, scrive nel libro, nel Palazzo lavorano il marito di lei, l'avvocato Attilio Cotroneo, definito "il principale esperto di assicurazioni", e la sorella di quest'ultimo, Tommasina Cotroneo che è giudice per le indagini preliminari.

 

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