grillo casaleggio 9

''BASTA CON QUESTI GRILLINI MALEDETTI!'' - GRILLO TORNA A TEATRO E SFANCULA I SUOI ADEPTI, UN PO' PER SCHERZO UN PO' PER DAVVERO: ''NON SOPPORTO I MILITANTI CHE MI TORMENTANO PER OGNI BATTUTA POLITICAMENTE SCORRETTA. PARLO DI 'NANI' E SUBITO MI CHIAMA UN GRILLINO SARDO OFFESO'' - FERRARA: ''È MOLTO PIÙ CHE UN FLOP''

 

1. FLOP VS FLOP

Giuliano Ferrara per “il Foglio

 

E' stato molto più che un flop, termine mondano. Quando il teatro è "quasi" pieno e i critici ti dicono "appesantito" e i tifosi e anche i tuoi collaboratori scusano la tua performance "dopo tanti anni", lo spettacolo è bello che fottuto. Questo poi del Teatro Ciak a Milano, con Grillo contro Grillo, doveva essere una Trasfigurazione mistica, una sovrapposizione di immagine e di carne e di spirito capace di generare il colmo di emozione. Dal teatro alla politica, dalla politica al teatro passando per il mitico blog.

 

GRILLOGRILLO

Avevamo avvertito, e non era solo per disprezzo dell' avventura antipolitica fuori tempo: Grillo è un attore annoiato, stufo del botteghino che va cousy-cousa, prima non gli erano bastate le barzellette a Sanremo, poi il cinema lo ha deluso, le marchette non soddisfano l' ego, poi il cabaret politico contro i computer con qualche idea buddista mica male, infine la scoperta della democrazia diretta à la Casaleggio e il vaffanculo tra piazza e web.

GRILLO 6GRILLO 6

 

Il percorso era prevedibile, e lo spirito pubblico beffardo ha insignorito questo Calvero pieno di idee confuse e di compassione per sé stesso del titolo di leader. Di cui, anche questo era prevedibile, si è altrettanto annoiato. Qui nasce Grillo vs Grillo, qui nasce il flop, la delusione per i bagarini, il profilo tragico che non si leva alto, non fa prologo in teatro secondo lo schema tragico di Goethe.

 

Il direttore del teatro. Desidererei assai andare incontro al gusto della folla, sopra tutto perché vive e fa vivere. Siedono già tranquilli, inarcano le ciglia e si attendono meraviglie. So come ci si concilia l' animo del pubblico, eppure non sono mai stato così impacciato. Certo è che non sono abituati alle cose migliori... come otterremo che tutto sia fresco, nuovo, piacevole, e pieno anche di significato?

 

Il poeta. Non mi parlare di quella turba variopinta alla vista della quale l' animo vien meno. Nascondimi quella massa ondeggiante che ci trascina, riluttanti, nel gorgo... Cercate soltanto di confondere gli uomini, accontentarli è difficile.(Goethe, Faust)

 

GRILLO 7GRILLO 7

Grillo aveva dimenticato che il ragout del teatro è un fare a pezzi e un confondere il pubblico, alla politica si chiede vivezza, spettacolarità, fun, ma in un ordine che ha del razionale in cui la pretesa dell' arte è accontentare gli uomini, non confonderli. Per questo in lui, ora che con questo epilogo in teatro esce dall' immaginazione dei vincenti come un qualunque candidato sfortunato in Iowa, ciò che è tragico è noioso e ciò che è noioso è tragico.

 

Ondeggiamenti, grida, quel volere "cambiare l' Italia" e propinare "analisi da comico", quel recupero della sua libertà dal manicomio di cretinate affannose che aveva messo in piedi tra folle ondeggianti in comizi privi di senso, tutto questo lo si era già capito da quell' 8 settembre del suo ingresso in politica. Non c' era stato bisogno del ritiro del nome dal blog e della sera della prima al Ciak.

 

Lo avevano capito tutti, per primi i giornalisti vil razza opportunista e i membri del direttorio termidoriano che ora con sorrisi da pescicane si spartiscono le spoglie dell' ennesimo piccolo partito. Mentre la storia del comico leonino mai così impacciato procede nella compostezza matura e sonnacchiosa di un piccolo pubblico che vive e fa vivere, ma non è abituato alle cose migliori.

DI MAIO VIRGULTIDI MAIO VIRGULTI

 

 

2. BASTA COI GRILLINI, BEPPE TORNA A FAR SOLDI

Paolo Bracalini per “il Giornale

 

«Non voglio più vederli i grillini! Sono sette anni che li vedo! Basta con questi grillini maledetti!». Sarà pure solo «uno spettacolo», come rassicura Casaleggio che non vuole l' autorottamazione del fondatore M5S, ma Grillo non sembra scherzare poi tanto. Non ne può più dei militanti Cinque stelle che lo tormentano, lo criticano, lo bacchettano alla minima battuta politicamente scorretta (sul palco parla di «nani» e subito simula la telefonata di un grillino sardo offeso per il riferimento alla bassa statura), fino al caso che supera le sue già basse soglie di sopportazione.

 

GRILLO 5GRILLO 5

«Due giorni fa è arrivato uno in albergo e mi fa: Sono un attivista non simpatizzante. E che caz.. vuol dire? Che condivido il programma ma mi stai sulle palle (risate del pubblico, ndr).

 

Allora capite? Questa era la mia vita» dice Grillo usando l' imperfetto, come di una fase archiviata, davanti alle duemila persone che riempiono il Teatro Linear Ciak. Ad un povero spettatore delle prime file Grillo fa mangiare un grillino, nel senso di un insetto, preso da una confezione di grilli caramellati, le proteine del futuro. «Mangia, questo è il mio corpo».

 

La transustanziazione. Ora, dopo la politica, Grillo cerca «qualcosa di nuovo» che ancora non sa, ma «deve nascere qualcosa di diverso». Forse una religione grillesca, come i pastafariani negli Usa, che «vanno in giro con uno scolapasta in testa». Gli adepti li troverebbe senza fatica.

 

In sala c' è anche il suo storico manager Marangoni, «dieci per Cencio» dice Grillo presentandolo alla platea, «Cencio» il soprannome, dieci per la percentuale che prende sugli incassi.

 

In effetti, con la riconversione da leader («Scherzavo!») a uomo di spettacolo, Grillo torna a fare una cosa che apprezza: guadagnare bene. Le poltrone vendute a 40-50 euro, alla prima milanese ne ha piazzate 2200, le prenotazioni per le prossime serate vanno bene. Un annetto fa Grillo aveva fatto capire che la politica gli stava portando via molto tempo, e che le finanze private ne risentivano: «Il mio 730 è a zero da quattro anni, sono l' unico che fa politica e ci ha rimesso dei soldi» lamentava in una intervista tv. Proprio a zero no, visto che la sua dichiarazione dei redditi, del 2013 riportava 147.531 euro lordi, pari a circa 7.500 euro netti al mese.

 

CASALEGGIOCASALEGGIO

Una miseria per una star abituata a cachet milionari.

Troppi tour con comizi-show nelle piazze, ma gratis, per far il M5S. Un tour internazionale poi annullato, per non sovrapporre il lavoro alla battaglia politica, incassi a zero. Ha dovuto pure mettere in affitto la sua magnifica villa a Bibbona, a 13mila euro a settimana, per rimpinguare il conto (colpito, a quanto pare, anche per finanziare le cause legali).

 

A questo si aggiunge il calo del blog, che qualche buon introito lo portava con la pubblicità e i click. Ecco, negli ultimi mesi il traffico sul beppegrillo.it è sceso parecchio. Da gennaio 2015 ad oggi ha perso il 14,5% dei visitatori (dati consultabili su «Traffic Estimate»), piazzandosi al 321esimo posto tra i siti italiani. Nel febbraio 2015 era il numero 171, e nel 2006 il terzo in assoluto.

 

Un crollo, e così di pari passo i ricavi.

Mentre crescono i giovani leader (Di Maio, Di Battista), cala il fondatore.

Per Grillo è tempo di tornare al teatro. Un toccasana per la sua vita privata. E anche per il conto in banca.

 

 

Ultimi Dagoreport

giorgia meloni donald trump

DAGOREPORT - CON QUALE FACCIA GIORGIA MELONI SI PRESENTERÀ DOMANI AL SUMMIT NATO DI ANKARA? CHE FARÀ AL COSPETTO DEL TRUMPONE CHE L’HA SBERTUCCIATA CON UN TERRIBILE “MEME”, CHE È IL LIVELLO PIÙ BASSO DI PERCULAMENTO SOCIAL, COSA MAI SUCCESSA PRIMA CON ALTRI LEADER DI GOVERNO EUROPEI? - UN “MEME” CHE VUOLE DI DIRE “STAI LONTANO DA ME”, “NON SEI PIÙ UNA MIA FAN”, QUINDI NON CI PROVARE AD AVVICINARTI PER UNA FOTO ACCANTO AL PRESIDENTE DEGLI STATI UNITI - SE NEL BREVE LO SCAZZO CON IL CALIGOLA POTREBBE ANCHE AIUTARLA NEI SONDAGGI, SULL’ALTRO PIATTO DELLA BILANCIA, L’ITALIA BASTONATA DA TRUMP VIENE PERCEPITA IN MANIERA COSÌ IRRILEVANTE CHE CI SI PUÒ ANCHE PERMETTERE QUESTO BULLISMO SOCIAL, CON MELONI TRASFORMATA IN PUNCHING-BALL DA PALESTRA - DAL MOMENTO CHE TRUMP TRADUCE IL RAPPORTO DI AMICIZIA IN “TU FAI QUELLO CHE TI DICO IO”, DA QUI AL VOTO, L'EX "GIORGIA DEI DUE MONDI" PUÒ PERMETTERSI MESI DI INSULTI E POLEMICHE CON IL PRESIDENTE DEGLI USA?

alfredo mantovano

DAGOREPORT - ALLA MALCONCIA MELONI NON BASTAVA L'''EMINENZA NERA'' FAZZOLARI: DIAMO IL BENVENUTO ALL'"EMINENZA BIANCA", ALFREDO MANTOVANO - IL PIO SOTTOSEGRETARIO DI PALAZZO CHIGI È STATO SILENTE PER DUE ANNI E MEZZO, POI IMPROVVISAMENTE HA APERTO LE VALVOLE: SABATO È ARRIVATO PERFINO A MINIMIZZARE IL VIAGGIO DI PAPA LEONE A LAMPEDUSA (MELONI CI E' ANDATA PRIMA!) – L'EX MAGISTRATO HA RITROVATO LA FAVELLA QUANDO E' FINITO SOTTO SCHIAFFO DELL'ARMATA BRANCA-MELONI PER LA DISASTROSA GESTIONE DEL CASO ALMASRI, SEGUITA DALLA PRIMA E PESANTISSIMA BATOSTA SUL REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA, DI CUI MANTOVANO ERA L’ARCHITETTO – IL SOTTOSEGRETARIO ALLA PRESIDENZA DEL CONSIGLIO È RIUSCITO A ENTRARE IN ROTTA DI COLLISIONE CON TUTTI: DAL VATICANO AL QUIRINALE, FINO AL  DEEP STATE (CORTE DEI CONTI) - E QUANDO ARRIVA IL MOMENTO DELLA REGIA DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI, MANTOVANO RIESCE A SCAZZARSI CON CROSETTO, SALVINI, PIANTEDOSI, ABODI, GIULI...

elly schlein giuseppe conte matteo renzi alessandro onorato silvia salis

DAGOREPORT – CON L'ARMATA BRANCA-MELONI TRAVOLTA DAL BOMBASTICO VANNACCI E DA MILLE PROBLEMI IRRISOLTI, CONTINUA L'IRRESPONSABILE TAFAZZISMO DELL'OPPOSIZIONE - LA DISFIDA TRA SCHLEIN E CONTE PER CHI SARÀ IL CANDIDATO PREMIER ALLE POLITICHE 2027: CHE FARE? PRIMARIE ''SECCHE'' O CON BALLOTTAGGIO? - RIPIENA COME UN BIGNÉ DI AMBIZIONE, ELLY SA BENISSIMO CHE SOLO VINCENDO LE PRIMARIE HA LA GARANZIA DI POTER UN DÌ TRASLOCARE A PALAZZO CHIGI. ALTRIMENTI, UNA VOLTA APERTO IL TAVOLO CON I LEADER DEL CAMPOLARGO, FINIREBBE SUBITO MESSA DA PARTE COME PREMIER, A FAVORE DI UNA PERSONALITÀ CON CAPACITÀ DI GOVERNO - RINGALLUZZITA DA FRANCESCO BOCCIA E DAL SUO CIRCOLETTO DEL NAZARENO (I VARI BONAFONI, TARUFFI, BRAGA, FURFARO), ELLY NON SI RENDE CONTO DI POTER VANTARE, COME SUA UNICA ESPERIENZA POLITICA, IL RUOLO DI ‘’ASSESSORE CON DELEGHE AL WELFARE E AL COORDINAMENTO DI UN NUOVO PATTO PER IL CLIMA’’ DELLA REGIONE EMILIA-ROMAGNA: UN PO' POCO PER OCCUPARSI DELLA GOVERNANCE DI UN PAESE ALLA FRUTTA - A FAVORE DI ELLY: L'ALLEANZA CON M5S E LA NECESSITA' DI DAR VITA ALLA ''TERZA GAMBA'' CENTRISTA - IL CASO SALIS - RENZI, "IL MALE NECESSARIO" PER MANDARE A CASA I MELONI MARCI...

legge elettorale giorgia meloni roberto zaccaria vannacci

DAGOREPORT – SALVATE IL SOLDATO MELONI DAL PANTANO DELLA LEGGE ELETTORALE! - SE VUOLE DAVVERO ANDARE AL VOTO NELL’APRILE 2027, MELONI HA UN’UNICA OPZIONE: AFFOSSARE IL SUO MELONELLUM – ANCHE SE VENISSE APPROVATO A FINE LUGLIO, CON IL CONSEGUENTE RICORSO ALLA CORTE COSTITUZIONALE,  I TEMPI TECNICI PER ANDARE ALLE URNE IN PRIMAVERA SONO UN SOGNO – IN PIU’ IL FATTORE VANNACCI HA FATTO SALTARE I PIANI DELLA DUCETTA SUL PREMIO DI MAGGIORANZA - CHE FARE? NIENT'ALTRO CHE ASPETTARE I TEMPI BIBLICI DELLA CONSULTA E VOTARE A OTTOBRE - ALTRIMENTI, TENERSI L'ATTUALE SISTEMA ELETTORALE VUOL DIRE PER GIORGIA E CAMERATI RITORNARE A LEGGERE TOLKIEN A COLLE OPPIO.....

antonio marano simona agnes roberto sergio giampaolo rossi rai meloni

DAGOREPORT – RAI, CHE BORDELLO! COME SI E' ARRIVATI ALLE DIMISSIONI IN BLOCCO DEI COMPONENTI DELLA COMMISSIONE VIGILANZA? - È STATO SOLO L’ULTIMO TASSELLO DI UN DOMINO CHE NASCE CON IL PENSIONAMENTO, PREVISTO A NOVEMBRE, DEL DIRETTORE GENERALE ROBERTO SERGIO - LA DESTRA AVEVA CONVINTO LA GIANNILETTA-DIPENDENTE SIMONA AGNES A PRENDERE IL SUO POSTO, DIMETTENDOSI DAL CDA RAI - MOSSA CHE AVREBBE PERMESSO A TELEMELONI DI POTER FARE BINGO PRENDENDO, DOPO L'AD ROSSI, ANCHE IL PRESIDENTE - FIUTATA L’ARIA DI FREGATURA, I PARLAMENTARI DELLA VIGILANZA HANNO RIMESSO IL LORO MANDATO – PALINSESTI THRILLER: DOMANI SARANNO PRESENTATI I PROGRAMMI DELLA NUOVA STAGIONE, MA MOLTI CONTRATTI ANCORA NON SONO STATI NEMMENO FIRMATI…

giorgia meloni carabinieri

FLASH – I MARANZA SCATENANO IL PANICO NELLE STRADE DI ROMA, GLI APPARTAMENTI VENGONO SVALIGIATI E LE STAZIONI SONO UN SUK DOVE NON SI PUÒ GIRARE DA SOLI. E IL GOVERNO TUTTO LEGGE E SICUREZZA CHE FA? A FEBBRAIO IL COMANDANTE GENERALE DEI CARABINIERI, SALVATORE LUONGO, LANCIÒ L’ALLARME: “C’È UNA CARENZA DI QUASI 10.200 UNITÀ, CORRISPONDENTE ALL'8,5% DELLA FORZA PREVISTA DALLA LEGGE”. SONO PASSATI 5 MESI: COSA HA FATTO GIORGIA MELONI? AVRÀ ASSUNTO I MILITARI CHE SERVONO A CONTRASTARE L’EMERGENZA SICUREZZA? L’HA CAPITO CHE LE PROSSIME ELEZIONI SI GIOCANO SU QUESTO TEMA?