matteo renzi giorgia meloni

BENE O MALE, PURCHÉ SE NE PARLI? INSOMMA: LA SOVRAESPOSIZIONE MEDIATICA IN QUESTI MESI HA FATTO BENISSIMO A MELONI E MALUCCIO A RENZI. SECONDO 'MEDIAMONITOR', MATTEUCCIO E GIORGIA HANNO AVUTO UN NOTEVOLE INCREMENTO DI VISIBILITÀ IN TV. MA QUELLA DEL SENATORE È STATA LEGATA PRIMA ALLA SFIDA A SALVINI E POI ALLE SUE INCHIESTE (NON GLI HA FATTO BENE), LA DUCETTA INVECE CON IL TORMENTONE ''IO SONO GIORGIA'' È STATA SDOGANATA

Gian Antonio Stella per il “Corriere della Sera”

 

GIUSEPPE CONTE LUIGI DI MAIO

Il potere logora chi appare meno o chi appare troppo? La risposta alla domanda che gioca sulla celeberrima battuta di Giulio Andreotti non è facile. Conviene o no, oggi, essere il più possibile presenti in televisione come immaginavano un tempo Silvio Berlusconi e quanti avrebbero voluto essere al posto suo? E quanto è legato il consenso, col seguito di voti, ai passaggi televisivi?

 

Il passaggio dal governo gialloverde a quello giallorosso, stando all' osservatorio Mediamonitor.it sulle principali tv nazionali (Rai, Mediaset, La7, SkyTg24), non è di facile lettura. Anzi. Conferma però quanto le televisioni siano esposte a ogni refolo di vento. E pronte a cambiare rotta in fretta appena Eolo soffia da un' altra parte.

 

conte salvini

Mediamonitor ha diviso gli ultimi sei mesi in due periodi distinti. Di qua gli ultimi tre mesi dell' esecutivo Conte I (dal 4 giugno al 3 settembre 2019), di là i primi tre mesi del Conte II (dal 4 settembre al 4 dicembre) dopo la svolta seguita allo strappo ferragostano di Matteo Salvini e della Lega. Al centro del monitoraggio Giuseppe Conte, Matteo Salvini, Giorgia Meloni, Luigi Di Maio, Matteo Renzi, Silvio Berlusconi, Nicola Zingaretti, Dario Franceschini, Alfonso Bonafede, Roberto Gualtieri e Roberto Speranza.

GIORGIA MELONI CON LA MAGLIETTA IO SONO GIORGIA

 

Risultati? Schizzano all' insù nelle presenze, e questo era in qualche modo prevedibile, quelli che prima erano un po' defilati perché stavano in Europa o ai margini del dibattito politico quotidiano. Su tutti il ministro della Salute Roberto Speranza (+113,8% di citazioni) e il responsabile dei Beni culturali e del turismo Dario Franceschini (+136,6%).

 

Tutti e due polverizzati, però, nel confronto con Roberto Gualtieri che, ignorato dalle tv pubbliche e private quando stava a Bruxelles come presidente della Commissione per i problemi economici e monetari dell' Europarlamento, ha fatto segnare nei suoi primi tre mesi un aumento di visibilità pari a 22 volte quella di prima. Con una punta su SkyTg24 del 2.892%. Imbattibile.

 

Dietro di loro, spiega il dossier, il cambio di governo sembra aver tolto visibilità a tutti: «A Matteo Salvini (-27,9%) passato all' opposizione ma anche a Luigi Di Maio (-20,8%) che sconta il fatto di non essere più vicepremier e al segretario del Pd Nicola Zingaretti (-19%). È in debito di citazioni pure il capo del governo Giuseppe Conte: -15,4% rispetto a quando guidava l' esecutivo gialloverde».

SALVINI RENZI

 

Sia chiaro: non si parla di consenso né di intenzioni di voto. L' unità di misura, in questo caso, è solo la presenza televisiva. E qui, spiega Mediamonitor.it, risultano in calo quasi tutti i personaggi sotto osservazione tranne due.

 

Giorgia Meloni e Matteo Renzi. La prima «avanza del 58,8% anche per via del meme tormentone Io sono Giorgia »: fino a ieri 7.538.370 visualizzazioni. Al punto che i due autori anonimi Mem & J («creatori di musica tamarra, trash, fatta da gente che non sa cantare») si dicono sbalorditi: «L' intento era ironico, voleva essere una presa in giro, anche se ha generato un effetto (simpatia) che non ci aspettavamo».

 

Il secondo, fondatore di Italia viva, «ha fatto registrare un incremento delle citazioni di quasi 10 punti percentuali (+9,7%)» ma non solo per essere stato tra i protagonisti della formazione del governo Conte bis, ma anche perché «oggetto di indagini sulla sua Fondazione Open». E lì torniamo: vale davvero, in questi casi, il detto «bene o male, purché se ne parli»?

Ultimi Dagoreport

onorato renzi de luca manfredi

DAGOREPORT! FERMI TUTTI! VINCENZO DE LUCA SCENDE IN CAMPO: VENERDI’ PROSSIMO APRE LA LEOPOLDA INSIEME A RENZI. MATTEO LO VUOLE FRONTMAN DEL SUO PARTITO: “SOLO DI VOTO DI OPINIONE, CI PORTA IN DOPPIA CIFRA”. LO "SCERIFFO" E’ TENTATO, ANCHE PER SBARRARE ALL’ODIATO MANFREDI LA STRADA VERSO LA RIBALTA NAZIONALE. NON SOLO: IL SINDACO DI NAPOLI E’ LA PUNTA DI DIAMANTE DEL PARTITO DI ONORATO, NEMICO GIURATO DI RENZI. SAREBBE UNA BREZZA FRIZZANTINA PER L’ATTUALE CAMPO LARGO E LA SUA ATMOSFERA DA CAMPOSANTO… 

donald trump cina usa xi jinping

CERA UNA VOLTA IL BULLO DELLA CASA BIANCA! DAVANTI A XI JINPING, DONALD TRUMP SI È PRESENTATO COME UN QUESTUANTE, CON IL CAPPELLO IN MANO. IL TYCOON, IMPANTANATO NELLA GUERRA DEL GOLFO IN CUI SI È INFILATO, CON IL PREZZO DEL PETROLIO CHE PESA SUI PORTAFOGLI DEGLI AMERICANI E I CONSENSI IN PICCHIATA, AVEVA UN DISPERATO BISOGNO DI OTTENERE DAL PRESIDENTE CINESE ANCHE UNA MINIMA CONCESSIONE. HA CHIESTO AL DRAGONE LO STOP AL SOSTEGNO ALL’IRAN E HA MESSO SUL TAVOLO I TEMI DELLE TERRE RARE, DEL COMMERCIO DEI CHIP E DEI DAZI – MA XI, CHE HA IL COLTELLO DALLA PARTE DEL MANICO, HA NICCHIATO SU TUTTE LE RICHIESTA DI “THE DONALD” E HA POSTO COME CONDIZIONE PER QUASIASI TRATTATIVA LA FINE DEGLI AIUTI AMERICANI A TAIWAN – ALLA FINE DELLA FIERA, TRUMP APPARE ANCORA PIU’ AZZOPPATO DI PRIMA E  XI JINPING NE ESCE COME IL GRANDE VINCITORE…

monteleone corsini malara giletti daniele

DAGOREPORT - A VIALE MAZZINI C’E’ MARETTA INTORNO A “FILOROSSO” E AL SUO CONDUTTORE, ANTONINO MONTELEONE – PER RAGIONI DIVERSE, PAOLO CORSINI, MASSIMO GILETTI, ELEONORA DANIELE E LA REDAZIONE DI “MI MANDA RAI TRE” HANNO I NERVI A FIOR DI PELLE – I BASSI DATI DI ASCOLTO DI “FILOROSSO” METTONO IN CRISI IL DIRETTORE DEGLI APPROFONDIMENTI, PAOLO CORSINI, E SOPRATTUTTO IL SUO VICE, GIUSEPPE MALARA, PRINCIPALE SPONSOR DELLA TRASMISSIONE – PER CORRERE AI RIPARI E CONTENERE L’EMORRAGIA DI TELESPETTATORI, SI VALUTA DI CAMBIARE IL GIORNO DELLA MESSA IN ONDA, ORA FISSATO AL MARTEDI’ - IL CDR APPROFONDIMENTI CHIEDE UN INCONTRO URGENTE AI VERTICI…

giovanni malago giancarlo giorgetti andrea abodi

DAGOREPORT - MALAGÒ È SOTTO ASSEDIO E RESISTE AL TENTATIVO DEL GOVERNO (ABODI E GIORGETTI) DI SPODESTARLO DALLA GUIDA DELLA FIGC – I CLUB DI SERIA A, SUOI GRANDI ELETTORI, FANNO QUADRATO ATTORNO A LUI CHE DOMANI, IN CONSIGLIO FEDERALE, INCASSERA’ IL SOSTEGNO DI TUTTE LE COMPONENTI - DOPO LE PARTITE DEGLI AZZURRI IN NATIONS LEAGUE, LA GIUNTA CONI DECIDERÀ SE COMMISSARIARE LA FIGC (E LI’ MALAGO’, EX PRESIDENTE DEL COMITATO OLIMPICO, HA DIVERSE FRECCE AL SUO ARCO A PARTIRE DAL RAPPORTO PERSONALE CON MOLTI PRESIDENTI FEDERALI, TIMOROSI DI RICEVERE LO STESSO TRATTAMENTO DALLA POLITICA) – LE VOCI (SMENTITE) SULL’82ENNE ADRIANO GALLIANI COME POSSIBILE SUCCESSORE E LA GRANDINATA DI RICORSI CHE SI ANNUNCIANO IN CASO DI COMMISSARIAMENTO...

giorgia meloni istat sergio mattarella ursula von der leyen

DAGOREPORT – GIORGIA DÀ I NUMERI! COSA C’È DIETRO L’ATTACCO DI MELONI ALL’ISTAT, PER LA CERTIFICAZIONE DEL DEFICIT AL 3,1%? LA DUCETTA È CONVINTA CHE IL DEEP STATE ABBIA DECISO DI “ZAVORRARE” IL GOVERNO IN VISTA DELLA PROSSIMA MANOVRA, IMPEDENDO L’USCITA DALLA PROCEDURA D’INFRAZIONE – PER FRATELLINI D’ITALIA, IN TEMPI DI “FINANZA CREATIVA, UN DECIMALE O DUE PER FAR TORNARE I CONTI SI POTEVA TROVARE – L'INSOFFERENZA PER L’ESTABLISHMENT SI CONDENSA NELL’ATTACCO SCOMPOSTO DELLA PREMIER A MATTARELLA SULLA SCUOLA  – L’ALTRO FRONTE DI GUERRA PER LA STATISTA DELLA SGARBATELLA È QUELLO EUROPEO, CON LA COMMISSIONE INFASTIDITA PER LA SCELTA DI FINANZIARE LA MANCETTA ELETTORALE DELLO STOP AL BOLLO AUTO CON I “RISPARMI” DEL PNRR – CON L’ONDA NERA CHE AVANZA, VON DER LEYEN NON CONCEDERA’ UN CENTESIMO IN PIÙ DEL DOVUTO ALLA MELONI E ALLE DESTRE…

cirielli tajani barelli bergamini marina berlusconi schifani mule falcone

DAGOREPORT – I GUAI NEL CENTRODESTRA NON FINISCONO MAI: IN CAMPANIA IL FRATELLO D’ITALIA CIRIELLI E’ STATO MESSO DA PARTE PER LE SUE SPARATE PRO-VANNACCI E PRO-FICO (E VIENE SCALZATO DA SANGIULIANO A CUI LANCIA STILETTATE SUI SOCIAL) – MARINA BERLUSCONI SI TIENE A DISTANZA DA FORZA ITALIA E IL DUO TAJANI-BARELLI SPADRONEGGIA: I DISSIDENTI FINISCONO AI MARGINI E PURE GIANNI LETTA E DEBORAH BERGAMINI, VICINI A MARINA, HANNO CAPITO CHE E’ MEGLIO INABISSARSI – IN SICILIA IL GOVERNATORE SCHIFANI HA IL FOGLIO DI VIA E CERCA UNA EXIT STRATEGY (SOGNA IL CSM) – L’ISOLA VA AL VOTO NEL 2027 E SCALPITANO GIORGIO MULE’ E MARCO FALCONE PER FORZA ITALIA MA IGNAZIO LA RUSSA VUOLE GIOCARE LA CARTA GALVAGNO – IL RUOLO DEL “CAVALLO PAZZO” CATENO DE LUCA E DELL’EX IENA LA VARDERA…