1. COLPEVOLE!! BERLUSCONI CONDANNATO PER CONCUSSIONE E PROSTITUZIONE MINORILE 2. 7 ANNI DI CARCERE E INTERDIZIONE PERPETUA DAI PUBBLICI UFFICI. DOPO 7 ORE DI CAMERA DI CONSIGLIO, CON BRUTI LIBERATI IN AULA E BOCCASSINI IN FERIE, LE 3 GIUDICI HANNO DECISO 3. MA È SOLO L’INIZIO: CI SONO ANCORA 5 SCOGLI GIUDIZIARI PER UN ESTATE-AUTUNNO CALDI 4. PER IL BANANA RESTANO I PROCESSI SULLA COMPRAVENDITA DI SENATORI (PM DI NAPOLI), UNIPOL-FASSINO (APPELLO MILANO), LODO MONDADORI (CASSAZIONE CIVILE), MEDIASET (CASSAZIONE PENALE). E PURE IL DIVORZIO DA VERONICA, PERCHÉ B. HA FATTO APPELLO CONTRO LA SENTENZA CHE GLI IMPONE ALIMENTI DA 100MILA EURO AL GIORNO

RUBY: BOCCASSINI ASSENTE, IN AULA BRUTI LIBERATI
(ANSA) - Era già programmata da tempo la presenza nell'aula del processo Ruby del Procuratore della Repubblica di Milano Edomondo Bruti Liberati per la lettura della sentenza nei confronti di Silvio Berlusconi. Da tempo, inoltre, il procuratore aggiunto Ilda Boccassini, oggi assente, aveva programmato un periodo di ferie.

E' questo il motivo, spiegano dal Palazzo Di Giustizia, per cui stamani a fianco del pm Antonio Sangermano non c'era, come sempre, Ilda Boccassini, ma Bruti Liberati. Infatti, il procuratore capo, quando il 6 aprile 2011 cominciò il dibattimento, era venuto in aula per esprimere la condivisione dell'ufficio con il lavoro dei due pm e, per la stessa ragione, aveva già previsto di essere presente il giorno del verdetto. Solo che allora, poiché già i due pm erano in toga, Bruti aveva abiti 'civili'. Oggi invece, mancando Ilda Boccassini, ha messo la toga.


PER IL CAVALIERE ANCORA CINQUE 'SCOGLI' GIUDIZIARI
(ANSA) - Dopo la sentenza di oggi per il caso Ruby, Silvio Berlusconi dovrà far fronte ad altri cinque "scogli" giudiziari: l'appello per il caso Unipol, il Lodo Mondadori, la causa civile con l'ex moglie Veronica Lario, il processo in primo grado a Napoli per la presunta compravendita di senatori per far cadere il governo Prodi e la Cassazione (forse in autunno) per la condanna in appello per la vicenda Mediaset.

LODO MONDADORI - Mercoledì 26 giugno davanti alla terza sezione civile della Cassazione verrà esaminato il ricorso di Fininvest contro la sentenza di secondo grado con cui era stata condannata a versare oltre 560 milioni alla Cir per la vicenda del Lodo Mondadori.

COMPRAVENDITA SENATORI - Giovedì prossimo, 27 giugno, il leader del Pdl dovrà affrontare l'udienza preliminare a Napoli dopo che la Procura, il 9 maggio scorso, ha chiesto il suo rinvio a giudizio con l'accusa di corruzione per avere versato in nero tre milioni di euro a Sergio De Gregorio, all'epoca senatore eletto nell'Idv, al fine di farlo passare nelle file del centrodestra e rendere precaria la già difficile vita del governo Prodi. Oltre che per il Cavaliere, il rinvio a giudizio é stato chiesto per lo stesso De Gregorio e per l'ex direttore dell'Avanti Walter Lavitola.

UNIPOL - Lo scorso 7 marzo i giudici della quarta sezione penale del tribunale di Milano lo hanno ritenuto colpevole, assieme al fratello Paolo, di concorso in rivelazione di segreto d'ufficio per la fuga di notizie della famosa intercettazione Fassino-Consorte ("allora abbiamo una banca") ai tempi della scalata di Unipol alla Bnl, pubblicata su 'Il Giornale' nel dicembre 2005. Dopo il deposito delle motivazioni i legali dell'ex premier hanno 45 giorni di tempo per presentare ricorso in appello. In appello però il reato sarà già prescritto.

CAUSA CIVILE SEPARAZIONE VERONICA LARIO - Un altro 'appuntamento' per Berlusconi al Tribunale milanese sarà il giudizio di merito, previsto per il prossimo anno, della Corte d'Appello sulla causa di separazione con Veronica Lario. Il Tribunale a dicembre lo ha 'condannato' a versare 3 milioni al mese di alimenti alla ex moglie. I giudici di secondo grado hanno respinto, in sostanza, la richiesta del leader del Pdl di sospendere d'urgenza l'esecuzione provvisoria della sentenza, concedendo all'ex premier solo un piccolo 'sconto': dovrà versare l'assegno mensile non a partire da maggio 2010 bensì da settembre dello stesso anno.

MEDIASET - L'8 maggio scorso i giudici della seconda Corte d'Appello di Milano hanno confermato la condanna a 4 anni di reclusione, di cui tre coperti da indulto, per Silvio Berlusconi, accusato di frode fiscale nell'ambito del processo sulla compravendita dei diritti tv Mediaset. I giudici confermando la sentenza di primo grado hanno condannato Silvio Berlusconi a 5 anni di interdizione dai pubblici uffici. E' già stato depositato il ricorso in Cassazione.

 

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