MATTEO, LA BUCCIA DEL BANANA SULLA STRADA DI LETTA - BERLUSCONI E’ SICURO: “SARA RENZI A FAR CADERE IL GOVERNO”

Francesco Cramer per IlGiornale.it

Tradizionale lunedì in famiglia per il Cavaliere che osserva da lontano le vicende del Palazzo. Ad Arcore fino a ieri, da oggi dovrebbe essere a Roma dove già domani è atteso negli studi di «Porta a porta».

Berlusconi non muta la sua strategia. Che resta attendista: non molla e non mollerà di un millimetro sul fronte delle tasse. E se al Pd non sta bene affari loro; tolgano pure la fiducia al «loro» Letta visto che è un governo che non strappa applausi a nessuno. Così, lascia che siano i mastini del Pdl a ringhiare per lui su ogni ipotesi di aumento dell'Iva e ritorno dell'Imu.

La partita si gioca tutta sulle coperture con le 7 proposte gettate sul tavolo dal capogruppo Brunetta. Saccomanni si esprima su quelle, invece di ripercorrere i sentieri recessivi già percorsi da Monti. Naturalmente il Cavaliere non ha soltanto l'Iva per la testa. Sa che la sabbia della clessidra che misura il momento della sua decadenza da senatore corre inesorabile.

E sul voto, prima in giunta e poi in Aula, non si fa illusioni: arriverà il pollice verso da parte del centrosinistra, in netta maggioranza in giunta. Una scadenza c'è: il prossimo 4 ottobre o lui stesso o i suoi legali potrebbero essere ascoltati.

E quella sarà l'occasione per una sorta di arringa difensiva, nel tentativo di convincere i 23 membri dell'organismo del Senato delle proprie buone ragioni. Sforzo che risulterà vano. Anche se la seduta, già calendarizzata, verrà trasmessa in streaming, il Cavaliere sarebbe orientato a mandare i suoi avvocati posto che la discussione avverrà «in punta di diritto».

Niente comizio, quindi. Mentre sembra tramontare pure l'ipotesi di un suo intervento in televisione per denunciare l'assalto delle Procure nei suoi confronti. A consigliargli cautela, come al solito, i figli. Questione di opportunità anche se nessuno, in famiglia, si fa illusioni su come andrà a finire. «Mi vogliono far fuori in tutti i modi», ripete sconsolato l'ex premier.

Il quale ha pure un'altra scadenza clou: quella del 15 ottobre, data entro la quale Berlusconi deve optare per gli arresti domiciliari o per l'affidamento in prova ai servizi sociali. Qualora non decidesse, il giudice di sorveglianza gli applicherebbe d'ufficio la reclusione ai domiciliari. L'umore, ovvio, non è dei migliori; anche perché soltanto qualche giorno dopo, il 19 ottobre, arriverà l'altra sentenza della corte d'Appello di Milano che dovrà stabilire la durata dell'interdizione ai pubblici uffici.

Addio scudo, quindi, e Cavaliere in balìa delle schegge più politicizzate della magistratura, desiderose di assestare il colpo finale all'odiato nemico. Ci sarebbero tutti gli elementi per reagire, come pancia e cuore gli suggeriscono. Tuttavia il Cavaliere frena. Attende a fare il cosiddetto «fallo di reazione», nella consapevolezza che tra poco sarà il Pd a mandare all'aria tutto.

Occasioni di scontro non mancano e non mancheranno. Un altro momento di frizione pesante è dietro l'angolo. Domani infatti è calendarizzata in aula, alla Camera, l'elezione del vicepresidente e del segretario di presidenza. Per prassi spetterebbe al Pdl avanzare un nome e gli azzurri avevano proposto Daniela Santanchè.

Nome che il Pd s'era sempre rifiutato di prendere in considerazione, ritenendolo «troppo divisivo». Non avendo trovato la quadra, s'era rimandato, appunto, fino a mercoledì. Che fare quindi? In queste ore sono si sono riaperte le trattative, nella speranza che Santanchè faccia un passo indietro.

E circolano già dei nomi alternativi: il giovane Simone Baldelli, apprezzatissimo dal capogruppo Brunetta; Antonio Leone, già vicepresidente; oppure le due azzurre Stefania Prestigiacomo e Mara Carfagna.

 

bruno vespa tra renzi e berlusconi RENZI E BERLUSCONISilvio berlu BERLUSCONI AL SENATO CON GLI OCCHIALIMatteo Renzi Matteo Renzi

Ultimi Dagoreport

daniele piervincenzi paolo corsini

DAGO-“REPORT” FLASH! - A UNA SETTIMANA DALL'INIZIO DEL “REPORT” DE-RANUCCIZZATO, PARE CHE DANIELE PIERVINCENZI NON ABBIA ANCORA CAPITO CHE A LUI SPETTERÀ CONDURRE LA PARTE MENO CENTRALE, EX “LAB”, ORA “REPORT PLAY”, CON PREGEVOLI INCHIESTE SU TARTUFI E MICROPLASTICHE – GLI “ADDETTI AI LIVORI” DELLA REDAZIONE RACCONTANO CHE, DURANTE LE PROVE, L’EX RUGBISTA CHIEDE IN CONTINUAZIONE: "COME VADO?". PERCHÉ IL DIRETTORE DEGLI APPROFONDIMENTI RAI, PAOLO CORSINI, EX COMPAGNO DI SQUADRA DI PIERVINCENZI NELLA “PRIMAVERA RUGBY”, MOLTO PRESENTE NEGLI STUDI DURANTE LE REGISTRAZIONI, NON COMUNICA A DANIELONE IL SUO RUOLO EFFETTIVO?

elezioni israele isaac herzog netanyahu eisenkot

DAGOREPORT – IN ISRAELE, DOPO LE ELEZIONI, CI SONO SOLO TRE SCENARI PLAUSIBILI: UN GOVERNO DI UNITÀ NAZIONALE, UN ACCORDO DELL’OPPOSIZIONE CON GLI ARABI O NUOVE ELEZIONI – UNA GRANDE COALIZIONE È IL SOGNO DEL PRESIDENTE HERZOG E DEGLI STATI UNITI: PERMETTEREBBE DI RIMUOVERE QUEI MEZZI CRIMINALI ESTREMISTI DI BEN GVIR E SMOTRICH, CHE OSTACOLANO IL PIANO DI TRUMP PER GAZA E ROMPONO IL CAZZO IN CISGIORDANIA. MA EISENKOT ESIGE CHE “BIBI” NON SIA PREMIER, E PER ACCONTENTARLO, HERZOG DOVREBBE CONCEDERE LA GRAZIA AL PREMIER – L’ACCORDO CON LE LISTE ARABE È COMPLICATO: NESSUNO SI VUOLE ACCOLLARE IL RISCHIO DI GOVERNARE CON I MUSULMANI – UN RITORNO ALLE URNE SAREBBE UN REGALO PER “BIBI” – LA POSSIBILE NUOVA ESCALATION IN IRAN E LA PAURA DI EISENKOT DI FINIRE TRITURATO DA QUEL VECCHIO VOLPONE DI NETANYAHU, CHE HA GOVERNATO 19 DEGLI ULTIMI 30 ANNI...

marina pier silvio berlusconi soldi profitti denaro

FLASH – MARINA O “MARETTA”? SEMBRA CHE STIA MONTANDO UN PO' DI TENSIONE TRA I FRATELLI BERLUSCONI - MARINA, CHE IN QUANTO PRESIDENTE DI FININVEST È LA CAPA DI “PIER DUDI”, È PREOCCUPATA DAL FUTURO ECONOMICO DI MEDIASET. E NON SOLO PER L'IMPERO ITALIANO: TEME CHE L’ACQUISIZIONE DI PIER SILVIO DELLA TV TEDESCA PROSIEBENSAT SIA STATA UNA MOSSA  AZZARDATA E CHE POSSA METTERE A RISCHIO LA TENUTA DEI CONTI DEL BISCIONE - (A COLOGNO ANCORA SCOTTA IL RICORDO DEI 900 MILIONI DI EURO BUTTATI NEI DIRITTI TV E IL FLOP DI MEDIASET PREMIUM, CHE STAVANO PER FAR SCHIOPPARE L’AZIENDA...)

cateno de luca vannacci meloni

DAGOREPORT - “VANNACCI E’ IL GENERALE DELLE STRONZATE. OGNI COSA CHE DICE È UNA STRONZATA!”- VIDEO-BOOM! CATENO DE LUCA, NEO-ALLEATO DI GIORGIA MELONI, AVRÀ IL RUOLO DI BASTONARE VANNACCI PER CONTO DELLA DUCETTA: “AL SUO PARTITO DEI CAZZARI, OPPONGO IL PARTITO DEL PRAGMATISMO” - L’ACCORDO TRA LA MELONI E "SCATENO" E’ STATO CHIUSO DA LA RUSSA E DAL SUO FEDELISSIMO GAETANO GALVAGNO, PRESIDENTE DELL’ARS. GLI ESPONENTI SICILIANI DI FDI SONO SCONCERTATI, MA TACCIONO PER PAURA DI NON ESSERE RICANDIDATI: DE LUCA LI HA FATTI A PEZZI - QUANDO DE LUCA SI SCAGLIAVA CONTRO LA RAI: “È DIVENTATA TELE-MELONI, VESPA STABILISCE CHI È MAGGIORANZA E CHI È OPPOSIZIONE. È UN SISTEMA ASSERVITO A UN’OLIGARCHIA” – LA REPLICA DI VANNACCI A DE LUCA: “CONOSCO LE CATENE E LE CATENARIE, ALTRI CATENI NON NE CONOSCO. NON MI OCCUPO DI COSE DI POCO CONTO” - VIDEO 

leonardo maria del vecchio

FLASH! - SIAMO QUASI A NOVEMBRE E TUTTE LE SOCIETÀ, QUOTATE E NON, HANNO COMPILATO E RESO PUBBLICI I LORO BILANCI 2025 – SEBBENE IL CODICE CIVILE PREVEDA CHE SIANO PRESENTATI ENTRO 120/180 GIORNI DALLA CHIUSURA DELL’ESERCIZIO (31 DICEMBRE), LMDV CAPITAL DI LEONARDINO DEL VECCHIO, NON L’HA ANCORA RESO DISPONIBILE, PUR ESSENDO LA SUA HOLDING DI PARTECIPAZIONI (TWIGA, QN, IL GIORNALE, LEONE FILM GROUP, IMPREDO, ACQUA FIUGGI, ETC.) AL CENTRO DEL FAMILY-OFFICE DELL’EREDE LUXOTTICA – COME MAI TALE RITARDO? FORSE TROPPO IMPEGNATO A FARE LE PULCI AL “FATTO QUOTIDIANO”?

papa leone xiv javier milei viaggio argentina arcivescovo paul richard gallagher

DAGOREPORT - DOPO LA RECENTE OPERAZIONE PER L’ASPORTAZIONE DI UN CANCRO AL POLMONE, CHE ARIA TIRA IN VATICANO INTORNO A ROBERT PREVOST? - ALLA VIGILIA DEL SUO  VIAGGIO IN AMERICA LATINA, CHE SOSTEGNO RICEVE DAL SUO MINISTRO DEGLI ESTERI, L'ARCIVESCOVO PAUL RICHARD GALLAGHER? - SENTITE CON QUANTA MALCELATA SODDISFAZIONE, PARLANDO NELLA SEDE DELLA STAMPA ESTERA, IL CARDINALE BRITANNICO SI È ESPRESSO SULLO STATO DI SALUTE DI LEONE XIV: IL CANCRO DEL PAPA RAPPRESENTA UN "CAMBIO DI PARADIGMA" - GALLAGHER HA COSÌ GLOSSATO IL ‘’GAMECHANGER’’: L’ETÀ RELATIVAMENTE GIOVANE E LA BUONA CONDIZIONE FISICA AVEVANO INDOTTO ALCUNI CATTOLICI A CONSIDERARLO UN ’’PAPA SUPERMAN’’. LA MALATTIA HA PERÒ MOSTRATO CHE È ‘’UN POVERO MORTALE, PROPRIO COME TUTTI NOI’’ (AMEN) - EPPURE IL VIAGGIO CHE PAPA LEONE SI ACCINGE A FARE HA UNA TAPPA ESTREMAMENTE DELICATA: L’ARGENTINA DI QUELLA MOTOSEGA DI XAVIER MILEI, DOVE I CATTOLICI ERANO IL 90% NEGLI ANNI ‘60 E SONO OGGI RIDOTTI AL 57%, E PAPA BERGOGLIO VIENE BOLLATO ANCORA DI “COMUNISMO” - RIUSCIRÀ PREVOST A FARE LA PACE TRA ARGENTINI E LA CHIESA CATTOLICA?