BERLUSCONI SU FACEBOOK MANDA UN MESSAGGIO A TUTTI QUELLI (PIDIELLINI IN TESTA) CHE SOGNANO DI ROTTAMARLO: “RESTO CAPO DEL CENTRODESTRA”

Da "lastampa.it"

«Il leader resto io». Silvio Berlusconi stoppa le voci di successione e lancia un chiaro messaggio rivolto sì ai militanti, ma anche a quanti nel centrodestra ipotizzavano un superamento della sua leadership. «State tranquilli che non mi faccio da parte, resto io il capo del centrodestra. Farò sino all'ultimo l'interesse del Paese e degli italiani. Andate avanti con coraggio».

Il Cavaliere è intervenuto con un messaggio sul suo profilo Facebook: «State tranquilli che non mi faccio da parte, resto io il capo del centrodestra. Farò sino all'ultimo l'interesse del Paese e degli italiani. Andate avanti con coraggio. Non vi farò fare assolutamente brutte figure. Prepariamoci al meglio». In poche ore i commenti in rete sono stati migliaia. C'è di tutto: dai fan che invitano l'ex premier ad andare avanti, «forza Silvio siamo con te». Fino ai detrattori che scrivono «in galera». «Se amate la verità - avverte un lettore - non ascoltate Berlusconi, non c' è praticamente mai nulla di sincero in ciò che racconta o dichiara».

Intanto s'infiamma la partita sulla decadenza da senatore del Cavaliere. Il conto alla rovescia per il voto in Giunta continua. E il Pdl insiste sull'«agibilità politica» condannato in via definitiva per la vicenda dei diritti tv. Schifani avverte il Pd: «Se votano contro un approfondimento sulla legge Severino, per noi sarà impossibile continuare il un percorso comune».

E Cicchitto rilancia il pressing su Napolitano: «Per il sottoscritto il presidente Napolitano rimane una scelta migliore di quella di Prodi, ma egli deve ulteriormente misurarsi con la estrema gravità della situazione». Per Osvaldo Napoli non aiuta «ripetere la solfa secondo cui la vicenda di Berlusconi va tenuta separata dalla vicenda del governo». «Nei ragionamenti del Pd - continua - c'è un sovraccarico di ipocrisia che rischia di pesare sulla stabilità dell'esecutivo. Quella di Berlusconi è una vicenda giudiziaria e, come tale, sicuramente personale».

Anche Renato Brunetta attacca sull'atteggiamento del Pd: «Avrà in aula un atteggiamento pregiudiziale, dicono che voteranno la decadenza di Berlusconi e la ineleggibilità senza aver sentito il relatore, senza aver acquisito le motivazioni della condanna e senza aver valutato la prima applicazione della legge Severino».

Ma Giorgio Tonini frena: «L'invito all'approfondimento va accolto a patto che i colleghi del Pdl recepiscano la distinzione netta tra le vicende giudiziarie di Berlusconi e l'attività del governo». Mentre dalle file del governo il ministro Zanonato: «Le sentenze si rispettano, comprendiamo le difficoltà del Pdl ma ci sono atti dovuti a cui il parlamento non si può sottrarre».

I falchi del Pdl cantano vittoria: «Significa che Berlusconi c'è, che non potranno dei magistrati che hanno vinto un concorso e non sono stati eletti dal popolo e che hanno emesso una sentenza politica, metterlo fuori da capo del centro destra», afferma Daniela Santanché a Rainews. La parlamentare del Pdl critica poi la nota diffusa lo scorso 13 agosto dal Capo dello Stato.

«La trovo irricevibile. C'è tra le righe scritto che Berlusconi deve accettare la sentenza, deve farsi da parte, dimettersi da senatore. Tutte cose che non mi aspettavo dall'arbitro del Paese Italia. Perché come ruolo quello del Presidente è quello di far rispettare le regole che sono scritte nella nostra Costituzione. Quindi per me è nota irricevibile, in politichese e una nota drammatica per la democrazia». Sui rapporti col Pd.

«Non possiamo stare al governo con i nostri carnefici. È evidente che se il Pd darà quel voto nella commissione del 9 settembre, credo che dovrebbero avere loro stessi un sussulto di dignità. Siccome noi al governo abbiamo cinque Silvio Berlusconi, noi siamo tutti Silvio Berlusconi è troppo poco voler scindere il governo da Silvio Berlusconi. Se noi siamo quei delinquenti, quei pregiudicati, quegli evasori, quegli avanzi di galera, ne devono trarre le conseguenze».

Ed ora, Silvio Berlusconi cosa farà? «Sono convinta che Berlusconi continuerà a combattere per la libertà e la democrazia. Come sono certa che non andrà col cappello in mano da Giorgio Napolitano, che non chiederà la grazia, che non si affiderà ai servizi sociali, che non andrà agli arresti domiciliari. Ho la presunzione di conoscere l'uomo Berlusconi - conclude la Santanché - il percorso della sua vita e sono convinta che questa fine ingloriosa non sarà quella di Silvio Berlusconi».

 

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