BETTINO PER SEMPRE - QUANDO CRAXI SPIEGÒ IL SOCIALISMO: “CHE CAZZO SIA, NON L’HA ANCORA CAPITO NESSUNO” - BERLUSCONI: ‘’LA MORTE IN ESILIO PAGINA VERGOGNOSA” - E IL SENATORE BARANI IN AULA MOSTRA LA MAGLIETTA “JE SUIS CRAXI”

INTELLETTUALI SEPARATI DALLA NASCITA, LUCA JOSI E FILIPPO FACCI - copyright PizziINTELLETTUALI SEPARATI DALLA NASCITA, LUCA JOSI E FILIPPO FACCI - copyright Pizzi

Filippo Facci per “Libero Quotidiano”

 

BETTINO CRAXI E GIANNI AGNELLI BETTINO CRAXI E GIANNI AGNELLI

Ci sono un po’ di cose che disorientano. La messa per Craxi, alle 18, è in francese, e la chiesa (presunta) ha l’illuminazione di uno studio televisivo: è difficile trovare un po’ di nostalgico raccoglimento.

 

Disorienta la capanna sul mare a Salloum, dove Bettino andava a scrivere e a pensare: perché non c’è alcuna capanna, d’inverno tolgono il cannicciato e restano quattro pali, c’è solo una spiaggia bella e sporca, qualche mucca, un dromedario disinvolto - pare - e uno scenario da Cinico tv; la casa dei pescatori tunisini, dove Craxi arrivata con le buste della spesa, è ricavata da un vecchio bunker della Seconda Guerra Mondiale.

DICEMBRE BETTINO CRAXI CONTESTATO ESCE DALLHOTEL RAPHAEL DI ROMA DICEMBRE BETTINO CRAXI CONTESTATO ESCE DALLHOTEL RAPHAEL DI ROMA

LUCIO BARANI CON LA MAGLIETTA JE SUIS CRAXILUCIO BARANI CON LA MAGLIETTA JE SUIS CRAXI

 

Stefania ha organizzato una grigliata. In serata, poi, disorienta un po’ meno il docufilm «Esilio» proiettato in una sala dell’hotel: molti l’hanno già visto, ma almeno si vede Craxi dopo tre giorni passati a parlare di Craxi. Quando passa l’immagine di Giuliano Amato i fischi sono inevitabili. La saletta è piccola ma strapiena, si vede quell’omone che parla con tanti personaggi che sono morti anche loro: Mitterrand, Reagan, la Thatcher, Arafat, un incredibile quantità di politici o ex politici nostrani, amici come Lucio Dalla, Luciano Pavarotti. E allora viene da pensare che un’epoca sarebbe morta comunque, anche se Craxi non fosse morto prematuramente e in quella maniera ingiusta e irrisolta.

ANTONIO DI PIETRO INTERROGA BETTINO CRAXI DURANTE UN'UDIENZA DEL PROCESSO ENIMONTANTONIO DI PIETRO INTERROGA BETTINO CRAXI DURANTE UN'UDIENZA DEL PROCESSO ENIMONT

 

Lo capisci anche perché a questa commemorazione mancano amici storici - il formidabile autista Nicola Mansi, le segretarie Serenella Carloni ed Enza Tomaselli - che intanto sono morti anche loro. Lo capisci perché ci sono un sacco di vecchi che parlano di vecchiaia, è tutto un amarcord anche se alcuni erano nessuno e ora, però, ti sommergono di aneddoti. Ci sono personaggi straordinari, belli, dignitosissimi, soprattutto dal sud e dall’Umbria. Mentre da Milano, patria del riformismo e del craxismo, nessuno. In compenso ci sono giovani in numero sorprendente. Nel registro del cimitero è pieno di «Non ti ho mai conosciuto, ma».

BOBO CRAXI BETTINO E SILVIO BERLUSCONI BOBO CRAXI BETTINO E SILVIO BERLUSCONI

 

Facciamo qualche nome: gli ex parlamentari Saverio Zavettieri e Angelo Cresco, il penalista Roberto Ruggiero che difendeva Ferdinando Mach di Palmstein e Maurizio Costanzo, gli ex segretari Gianfranco Polillo (ora collaboratore di Brunetta: coraggio) e Costantino Dell’Osso, l’assessore Stefano Maullu della giunta Formigoni, e naturalmente il senatore Lucio Barani che è in formissima: è lui ad aver portato le magliette «Je suis Craxi». C’era anche tanto sottobosco romano e qualcuno che ha disertato la messa perché si è infilato in camera con una squillo ventenne, mentre alla cerimonia ha mandato la moglie.

 

Io parlo, e continuerò a parlare. Note e appunti sull'Italia vista da Hammamet di Bettino CraxiIo parlo, e continuerò a parlare. Note e appunti sull'Italia vista da Hammamet di Bettino CraxiBETTINO E ANNA CRAXI CLAUDIO MARTELLI BETTINO E ANNA CRAXI CLAUDIO MARTELLI

I FEDELISSIMI Disorientano molte cose, si diceva: ma d’un tratto, sabato sera, si sono ricomposte tutte. È successo a route El Fawara, nella mitica villa di Craxi dove Anna - la moglie, che vive e risiede lì - accoglie una minoranza di fedelissimi. E per chi manca da una quindicina d’anni, ecco: forse quello è l’unico momento davvero commovente, duro da affrontare benché annegato in una cena in piedi semplicemente fantastica (soprattutto perché il cibo tunisino, fuori di lì, è da suicidio) dove tutto pareva come prima, col dettaglio che manca Craxi. È cambiato il televisore, la tappezzeria dei divani, qualche dettaglio: ma la mitica stanza dei fax è identica, il tavolone rotondo che era ingombro di libri e giornali è sempre lo stesso. La piscina è vuota, logico.

 

BETTINO CRAXI STELLA PENDE MATILDE BERNABEI LELLA CURIEL BETTINO CRAXI STELLA PENDE MATILDE BERNABEI LELLA CURIEL cerimonia ad Hammamet con amici e ministri in memoria di Bettino Craxi  - la figlia Stefaniacerimonia ad Hammamet con amici e ministri in memoria di Bettino Craxi - la figlia Stefania

LA PISCINA Ecco, la piscina. L’ultima volta che vidi Craxi, nel luglio 1999, lo vidi alzarsi faticosamente dalla sdraio e - malato com’era - saltellare su un piede solo per poi tuffarsi nell’acqua di testa. Era un pazzo, Craxi. Tre anni prima, nel 1996, ero ancora lì a casa sua, nella famosa villa che nel 1969 costava 40 dinari al mq: qualcosa che - compreso un giardino di circa 400 mq - si poteva comprare per l’equivalente di 7500-10mila euro di oggi; ero in quella villa con Luca Josi, comunque, e verso le tre del mattino ricordo Craxi che stava ammaliando un bivacco di attenti ragazzotti (da ore) spaziando da incredibili retroscena sul terrorismo a improbabili affreschi sulla guerra d’Africa; si parlava del socialismo, ovviamente: il socialismo di qua, il socialismo di là, perché il socialismo, del resto il socialismo.

ANNA E BETTINO CRAXI ANNA E BETTINO CRAXI

 

«Che poi il socialismo», scandì Bettino, e ci mise in mezzo un pausa delle sue, lunga, lunghissima, «che cazzo sia, non l’ha ancora capito nessuno». Risate timide dei ragazzotti. Poi isteriche. Poi a un certo punto stramazzarono dal ridere, e Bettino li guardava come se gli stessero facendo un affronto, ma poi sorrise, cominciò a ridere anche lui, forte, ma un po’ di lato, perché si vergognava. Qualche tempo dopo Lucio Barani, sindaco in provincia di Massa, gli portò la cittadinanza onoraria con la fascia tricolore e il gonfalone. Craxi pianse. Poi il 19 gennaio 2000 morì, e tutto quel che accadde quel giorno lo racconteremo un’altra volta.

BETTINO CRAXI-FOTO INTERVISTABETTINO CRAXI-FOTO INTERVISTA

 

L’Ansa diede la notizia alle 17.46, mentre la Camera discuteva di una possibile commissione d’inchiesta su Tangentopoli che non si farà mai, e che Craxi chiedeva già il 24 gennaio 1993. Al Senato, dopo che Nicola Mancino diede la notizia della morte, ci fu un silenzio di quattro minuti. Poi ancora l’Ansa: «Da Palazzo Chigi si fa sapere che si è pronti ai funerali di Stato». I familiari li rifiuteranno. Bettino fu vestito in grigio come nelle grandi occasioni, cravatta rossa, garofano all’occhiello, un ramoscello coi fiori del giardino di Hammamet, tra le mani un rosario inviato dal Papa.

ALLUSCITA DALLHOTEL RAPHAEL DI ROMA BETTINO CRAXI VENNE RICOPERTO DI MONETINE E INSULTI APRILE ALLUSCITA DALLHOTEL RAPHAEL DI ROMA BETTINO CRAXI VENNE RICOPERTO DI MONETINE E INSULTI APRILE

 

Fu trasportato su un furgone Transit fin dentro una fossa (nel casino generale un fotografo ci cadde dentro, lo tirarono fuori i colleghi a braccia) ma la bara era troppo piccola: dovettero togliere il rivestimento di zinco per poterla chiudere. La bara veniva dall’Italia, ultimo coerente omaggio del suo Paese: nei paesi musulmani i morti si avvolgono in un lenzuolo. C’erano vicino - ci sono ancora - alcune tombe di nobili francesi dell’altro secolo, e poi quella della madre di Anna Craxi, Giuseppina, più uno spazio vuoto che Anna ha riservato per sé, vicino a Bettino. I due lo decisero insieme nel 1967.

 

BETTINO CRAXI-FOTO INTERVISTABETTINO CRAXI-FOTO INTERVISTALA Famiglia Craxi - Bobo, Anna, Bettino e StefaniaLA Famiglia Craxi - Bobo, Anna, Bettino e Stefania

LA LETTERA Silvio Berlusconi non venne al funerale, venne direttamente al cimitero e pianse insieme a Francesco Cossiga. Domenica ha diffuso una lettera indirizzata a Stefania Craxi: ha celebrato l’amico che «colse e anticipò i temi ancora attuali della politica italiana» e la cui morte resta «tra le pagine più vergognose della nostra storia recente».

 

hammamet - Tomba di Bettino Craxihammamet - Tomba di Bettino Craxi

Il senatore Lucio Barani, invece, ieri è intervenuto in aula con la polo «Je suis Craxi». Ha detto questo: «Una volta nessuno si sarebbe permesso di rapire delle volontarie italiane, di imprigionare dei militari italiani. Nessuno si sarebbe permesso di buttare bombe nella redazione di un giornale satirico. Un tempo esisteva la politica, arte della mediazione e del dialogo. Craxi sapeva dialogare con varie ideologie nel contesto internazionale, e per questo l’Italia era rispettata in Europa e nel mondo intero». Qualcosa da aggiungere?

 

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