unifil libano benjamin netanyahu

“BIBI”, ONE MORE TIME – LA BASE ITALIANA DELL’UNIFIL A SHARMA, IN LIBANO, È STATA COLPITA DA UN RAZZO: CI SONO STATI SOLO LIEVI DANNI ALL’INFRASTRUTTURA E NESSUN FERITO, MA IL FUOCO INCROCIATO TRA ISRAELE E HEZBOLLAH HA GIÀ PROVOCATO LA MORTE DI TRE CASCHI BLU INDONESIANI – IMPOSSIBILITATI A RISPONDERE AL FUOCO PER LE REGOLE DI INGAGGIO, SOTTO TIRO DA UNA PARTE E DALL’ALTRA: MA CHE CI STANNO A FARE 1300 SOLDATI ITALIANI IN QUEL CARNAIO?

Luca Mirone per l’ANSA

 

unifil 4

Il fronte del sud del Libano non accenna a raffreddarsi e sotto il fuoco incrociato delle forze armate israeliane e di Hezbollah finisce ancora una volta l'Unifil: un razzo ha colpito il quartier generale del contingente italiano.

 

Stavolta sono stati registrati solo lievi danni all'infrastruttura e nessun ferito, ma nei giorni scorsi l'escalation intorno alla Linea Blu aveva provocato la morte di tre caschi blu indonesiani. Provocando l'allarme delle cancellerie internazionali.

   

attacco alla base unifil di shama, in libano

L'ennesimo incidente che ha coinvolto l'Unifil è avvenuto alla base di Shama, nel settore ovest in cui opera la missione Onu. Il ministro della Difesa Guido Crosetto si è messo in contatto con il Capo di Stato Maggiore della Difesa, con il Comandante del Covi e con il Comandante del contingente italiano per ricevere aggiornamenti costanti sulla situazione e sulle condizioni del personale, che sarebbe rimasto incolume. Appena due settimane fa, il 16 marzo, gli stessi militari italiani di stanza a Shama avevano rischiato ancora, per i detriti di un razzo delle milizie sciite intercettato dai sistemi israeliani.

   

unifil 6

La situazione sul terreno è pessima, sullo sfondo della crescente spinta offensiva dell'Idf nel sud del Libano, dopo l'ordine di Netanyahu di ampliare la zona cuscinetto per blindare l'Alta Galilea dai raid dei combattenti del Partito di Dio.

 

I Caschi blu italiani (1.300 unità in tutto il Paese) hanno rilevato che nell'ultima settimana sono stati superati i cento lanci quotidiani di razzi da parte di Hezbollah e i 300 dell'Idf, costringendo i militari a raggiungere i bunker quotidianamente. In queste condizioni la missione va avanti con i pattugliamenti per proteggere i civili e favorire l'accesso delle agenzie umanitarie, ma l'operatività viene per forza di cose limitata.

   

Guido Crosetto con i militari italiani della missione unifil in libano

Dopo la morte di peacekeeper indonesiani, lo scorso 31 marzo, ed un altro attacco al contingente francese, Parigi ha chiesto la convocazione del Consiglio di sicurezza. Nella riunione il capo delle operazione di pace dell'Onu Jean-Pierre Lacroix ha sottolineato che Unifil "mantiene contatti costanti con le parti al fine di prevenire conflitti e favorire la de-escalation, ove possibile". Quindi, in questa fase particolarmente difficile, ha lanciato un appello al Consiglio perché dia "un sostegno forte e unanime" alla missione in Libano.

   

Guido Crosetto con i militari italiani della missione unifil in libano

In difesa del mandato dell'Unifil si sono pronunciati anche Paesi europei, inclusa l'Italia, e l'Ue, in una dichiarazione congiunta in cui hanno condannato i recenti attacchi contro i contingenti Onu esortando tutte le parti a garantire la sicurezza e l'incolumità del personale e delle loro strutture.

 

Sullo sfondo c'è la preoccupazione della comunità internazionale per un conflitto che non accenna a placarsi, complice la debolezza del governo di Beirut, che non riesce a contenere le milizie di Hezbollah. In questa chiave per le cancellerie europee insistono sulle riforme che rafforzino le istituzioni e l'esercito, che deve diventare unico garante della sicurezza, e allo stesso tempo invocano negoziati diretti con Israele che legittimino uno Stato libanese sovrano.

    

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Nel frattempo, è in corso anche una riflessione sul destino della missione Unifil, tra le ipotesi di nuove regole di ingaggio o di una chiusura anticipata. La decisione dovrà essere presa dal Consiglio di sicurezza, forse a giugno.

guido crosettounifil 1il generale Diodato Abagnara prende il comando della missione unifilunifil 3

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