joe biden mohammed bin salman bashar al assad

BIDEN È SEMPRE PIÙ ISOLATO, ED È SOLO COLPA SUA – LA RIABILITAZIONE INTERNAZIONALE DI ASSAD, CON LA SIRIA CHE TORNA A PIENO DIRITTO NELLA LEGA ARABA, È L’ENNESIMO SCHIAFFONE AGLI AMERICANI E ALLA POLITICA DEI DEMOCRATICI IN MEDIO ORIENTE - “SLEEPY JOE” HA VOLUTO FARE IL DURO CON I SAUDITI, CERCANDO CONTEMPORANEAMENTE DI RIAVVIARE GLI ACCORDI SUL NUCLEARE IRANIANO. RISULTATO? HA ISOLATO ISRAELE E SPINTO RIAD TRA LE BRACCIA DI RUSSIA E CINA. WELL DONE!

joe biden

Estratto dell’articolo di Stefano Graziosi per “La Verità”

 

[…] La fallimentare politica mediorientale di Joe Biden ha subito un nuovo colpo. Domenica, la Siria è stata riammessa nella Lega araba dopo 11 anni di assenza.

 

«La riammissione della Siria non significa la normalizzazione delle relazioni tra i Paesi arabi e la Siria», ha precisato il segretario generale della Lega araba, Ahmed Aboul Gheit, «questa è una decisione sovrana che ogni Paese deve prendere».

 

barack obama joe biden 3

Gheit ha comunque aperto alla concreta possibilità che il presidente siriano, Bashar Al Assad, partecipi al summit della Lega araba, previsto a Riad il prossimo 19 maggio.

 

Insomma, sembra proprio che Damasco stia uscendo dall’isolamento internazionale. Non a caso Washington ha lasciato trapelare una certa irritazione. «Non crediamo che la Siria meriti la riammissione nella Lega araba in questo momento», ha detto un portavoce del Dipartimento di Stato americano, aggiungendo che gli Stati Uniti non hanno alcuna intenzione di revocare le sanzioni comminate al governo di Assad.

 

bashar al assad con vladimir putin

Di contro la Russia ha esultato. «Mosca accoglie con favore questo passo tanto atteso: il logico risultato del processo, che ha preso slancio, di restituire la Siria alla “famiglia araba”», ha affermato la portavoce del ministero degli Esteri russo, Maria Zakharova.

 

[…] La riammissione di Damasco nella Lega araba rappresenta un’ulteriore picconata alle Primavere arabe, benedette nel 2011 dall’amministrazione Obama, e costituisce una buona notizia per Mosca, che riesce così a rafforzare la propria influenza sul Medio Oriente. Tutto questo, senza dimenticare la Cina: a gennaio, la Siria ha infatti aderito alla Belt and road initiative.

 

BIDEN E BIN SALMAN

Va inoltre considerato il ruolo di Teheran. Il presidente iraniano, Ebrahim Raisi, si è recentemente recato a Damasco, per rafforzare ulteriormente i rapporti tra la Repubblica islamica e la Siria. L’Iran ha inoltre siglato nel marzo 2021 un accordo di cooperazione venticinquennale con Pechino, mentre a luglio scorso ha firmato un’intesa da 40 miliardi di dollari con la Russia nel settore energetico.

 

Insomma, Biden si sta ritrovando sempre più isolato in Medio Oriente. E questo a causa dei cortocircuiti della sua stessa politica estera. Appena entrato in carica nel 2021, assunse un atteggiamento durissimo verso Riad e contemporaneamente cercò di riavviare il controverso accordo sul nucleare iraniano.

 

EBRAHIM RAISI XI JINPING

Risultato: ha isolato Israele e spinto progressivamente i sauditi tra le braccia di Mosca e Pechino. È del resto assai probabile che il peso di Riad sia stato decisivo nella riammissione di Damasco in seno alla Lega araba. Era il 18 aprile scorso, quando il ministro degli Esteri saudita, Faisal Bin Farhan Al Saud, si recò nella Capitale siriana per incontrare lo stesso Assad.

 

Senza tra l’altro trascurare che l’anno scorso i sauditi hanno spesso giocato di sponda con la Russia in funzione antiamericana all’interno dell’Opec. È d’altronde in quest’ottica che va letto l’accordo diplomatico, recentemente mediato dalla Cina, volto a ripristinare le relazioni tra Riad e Teheran: un’autentica (e inquietante) rivoluzione diplomatica, che mette a rischio Israele e che indebolisce ulteriormente Biden. […]

IL PRESIDENTE IRANIANO EBRAHIM RAISIbarack obama joe biden 8xi jinping e putin - immagine creata con l intelligenza artificiale midjourney IL PRESIDENTE IRANIANO EBRAHIM RAISIbashar al assad con vladimir putin barack obama joe biden 2bashar al assad con vladimir putin barack obama joe biden 1

Ultimi Dagoreport

elly schlein giuseppe conte giorgia meloni rocco casalino

DAGOREPORT - QUESTA VOLTA, ROCCO CASALINO HA RAGIONE: ELLY SCHLEIN SULLA QUESTIONE ATREJU “HA SBAGLIATO TUTTO” - LA GRUPPETTARA DEL NAZARENO, CHIEDENDO UN FACCIA A FACCIA CON GIORGIA MELONI, HA DIMOSTRATO DI ESSERE ANCORA UNA VOLTA UN’ABUSIVA DELLA POLITICA. HA SERVITO SUL PIATTO D’ARGENTO ALLA DUCETTA L’OCCASIONE DI FREGARLA, INVITANDO ANCHE GIUSEPPE CONTE PER UN “THREESOME” IN CUI LA PREMIER AVREBBE SPADRONEGGIATO – IN UN CONFRONTO A TRE, CON ELLY E PEPPINIELLO CHE SI SFANCULANO SULLA POLITICA INTERNAZIONALE, DAL RIARMO ALL’UCRAINA, E FANNO A GARA A CHI SPARA LA “PUTINATA” O LA “GAZATA” PIÙ GROSSA, LA DUCETTA AVREBBE VINTO A MANI BASSE – QUEL FURBACCHIONE DI CONTE NON SI TIRA INDIETRO: NONOSTANTE LA DEM SI SIA SFILATA, LUI CONFERMA LA SUA PRESENZA AL DIBATTITO: "MI DISPIACE DEL FORFAIT DI ELLY, PER ME È IMPORTANTE CHE CI SIA UN CONFRONTO E POTEVAMO FARLO ANCHE INSIEME. POTEVAMO INCALZARE LA PREMIER..."

alessandro giuli beatrice venezi gianmarco mazzi

DAGOREPORT - A CHE PUNTO SIAMO CON IL CASO VENEZI? IL GOVERNO, CIOÈ IL SOTTOSEGRETARIO ALLA CULTURA GIANMARCO MAZZI, HA SCELTO LA STRATEGIA DEL LOGORAMENTO: NESSUN PASSO INDIETRO, “BEATROCE” IN ARRIVO ALLA FENICE DI VENEZIA NEI TEMPI PREVISTI, MENTRE I LAVORATORI VENGONO MASSACRATI CON DISPETTI E TAGLI ALLO STIPENDIO. MA IL FRONTE DEI RESISTENTI DISPONE DI UN’ARMA MOLTO FORTE: IL CONCERTO DI CAPODANNO, CHE SENZA L’ORCHESTRA DELLA FENICE NON SI PUÒ FARE. E QUI STA IL PUNTO. PERCHÉ IL PROBLEMA NON È SOLO CHE VENEZI ARRIVI SUL PODIO DELLA FENICE SENZA AVERE UN CURRICULUM ADEGUATO, MA COSA SUCCEDERÀ SE E QUANDO CI SALIRÀ, NELL’OTTOBRE 2026 - CI SONO DUE VARIABILI: UNA È ALESSANDRO GIULI, CHE POTREBBE RICORDARSI DI ESSERE IL MINISTRO DELLA CULTURA. L’ALTRA È LA LEGA. ZAIA SI È SEMPRE DISINTERESSATO DELLA FENICE, MA ADESSO TUTTO È CAMBIATO E IL NUOVO GOVERNATORE, ALBERTO STEFANI, SEMBRA PIÙ ATTENTO ALLA CULTURA. IL PROSSIMO ANNO, INOLTRE, SI VOTA IN LAGUNA E IL COMUNE È CONTENDIBILISSIMO (LÌ LO SFIDANTE DI SINISTRA GIOVANNI MANILDO HA PRESO UNO 0,46% PIÙ DI STEFANI)

emmanuel macron friedrich merz giorgia meloni donald trump volodymyr zelensky vladimir putin

DAGOREPORT – ET VOILA', ANCHE SULLA SCENA INTERNAZIONALE, IL GRANDE BLUFF DI GIORGIA MELONI È STATO SCOPERTO: IL SUO CAMALEONTISMO NON RIESCE PIÙ A BARCAMENARSI TRA IL TRUMPISMO E IL RUOLO DI PREMIER EUROPEO. E L'ASSE STARMER-MACRON-MERZ L'HA TAGLIATA FUORI – IL DOPPIO GIOCO DELLA "GIORGIA DEI DUE MONDI" HA SUPERATO IL PUNTO DI NON RITORNO CON LE SUE DICHIARAZIONI A MARGINE DEL G20 IN SUDAFRICA, AUTO-RELEGANDOSI COSÌ AL RUOLO DI “ORBAN IN GONNELLA”,  CAVALLO DI TROIA DEL DISGREGATORE TRUMP IN EUROPA - DITE ALLA MELONA CHE NON È STATO SAGGIO INVIARE A GINEVRA IL SUO CONSIGLIERE DIPLOMATICO, FABRIZIO SAGGIO… - VIDEO

barigelli cairo

DAGOREPORT - PANDEMONIO ALLA "GAZZETTA DELLO SPORT"! IL DIRETTORE DELLA “ROSEA” STEFANO BARIGELLI VIENE CONTESTATO DAL COMITATO DI REDAZIONE PER LE PRESSIONI ANTI-SCIOPERO ESERCITATE SUI GIORNALISTI – LA SEGRETARIA GENERALE FNSI DENUNCIA: “I COLLEGHI DELLA 'GAZZETTA' CHE VOGLIONO SCIOPERARE VENGONO RINCORSI PER I CORRIDOI DAI LORO CAPIREDATTORI E MINACCIATI: ‘NON TI FACCIO FARE PIÙ LA JUVENTUS…” - BARIGELLI AVREBBE RECLUTATO UNA VENTINA DI GIORNALISTI PER FAR USCIRE IL GIORNALE SABATO E DIMOSTRARE COSI' ALL’EDITORE URBANETTO CAIRO QUANTO CE L’HA DURO – LA VICE-DIRETTRICE ARIANNA RAVELLI AVREBBE PURE DETTO IN MENSA A BARIGELLI: “STIAMO ATTENTI SOLO CHE NON CI SPUTTANI DAGOSPIA...” - VIDEO

luigi lovaglio giuseppe castagna giorgia meloni giancarlo giorgetti francesco gaetano caltagirone milleri monte dei paschi di siena

DAGOREPORT - È VERO, COME SOSTENGONO "CORRIERE" E “LA REPUBBLICA”, CHE L’OPERAZIONE MPS-MEDIOBANCA È “PERFEZIONATA E IRREVERSIBILE”? PIU' SAGGIO ATTENDERE, CON L'EVENTUALE AVANZAMENTO DELL'INCHIESTA GIUDIZIARIA MAGARI (IERI ED OGGI SONO STATI PERQUISITI GLI UFFICI DEGLI INDAGATI), QUALE SARÀ LA RISPOSTA DEGLI INVESTITORI DI PIAZZA AFFARI (GIA' MPS E' STATA MAZZOLATA IN BORSA) - POTREBBERO ANCHE ESSERCI RIPERCUSSIONI SUL COMPAGNO DI AVVENTURE DI CALTARICCONE, FRANCESCO MILLERI, CHE GUIDA L'HOLDING DELFIN LA CUI PROPRIETÀ È IN MANO AI LITIGIOSISSIMI 8 EREDI DEL DEFUNTO DEL VECCHIO - MA IL FATTO PIÙ IMPORTANTE SARA' IL RINNOVO AD APRILE 2026 DELLA GOVERNANCE DI GENERALI (PER CUI È STATA ESPUGNATA MEDIOBANCA) E DI MPS DEL LOQUACE CEO LUIGI LOVAGLIO (VEDI INTERCETTAZIONI) - INFINE, PIÙ DI TUTTO, CONTANO I PASSI SUCCESSIVI DELLA PROCURA DI MILANO, CHE PUÒ SOSPENDERE L’OPERAZIONE DELLA COMBRICCOLA ROMANA FAVORITA DA PALAZZO CHIGI SE INDIVIDUA IL RISCHIO DI REITERAZIONE DEI REATI (DA PIAZZA AFFARI SI MOLTIPLICANO LE VOCI DI NUOVI AVVISI DI GARANZIA IN ARRIVO PER I "FURBETTI DEL CONCERTINO''...)

putin witkoff marco rubio donald trump zelensky

DAGOREPORT – SI ACCENDE LA RIVOLTA DEL PARTITO REPUBBLICANO CONTRO TRUMP - I DANNI FATTI DA STEVE WITKOFF (SOTTO DETTATURA DI PUTIN), HANNO COSTRETTO L’IDIOTA DELLA CASA BIANCA A METTERE IN CAMPO IL SEGRETARIO DI STATO MARCO RUBIO CHE HA RISCRITTO IL PIANO DI PACE RUSSIA-UCRAINA - CON IL PASSARE DELLE ORE, CON UN EUROPA DISUNITA (ITALIA COMPRESA) SUL SOSTEGNO A KIEV, APPARE CHIARO CHE PUTIN E ZELENSKY, TRA TANTE DISTANZE, SONO IN SINTONIA SU UN PUNTO: PRIMA CHIUDIAMO LA GUERRA E MEGLIO È…