tiziano renzi verdini

UNA ''BISTECCA'' IN CONTANTI - IL METODO ROMEO PER PAGARE LE MAZZETTE CONSIP: IN UN ANNO HA PRELEVATO 300 MILA EURO DAL BANCOMAT – IL FACCENDIERE RUSSO ALL’IMPRENDITORE: “HO INTERESSATO LUCA LOTTI AL TUO APPALTO. SA CHE QUANDO VAI IN GALERA NON PARLI” – TANGENTI PER BLOCCARE IL CONCORRENTE SPONSORIZZATO DA VERDINI – IL DOPPIO GIOCO DI BABBO RENZI

 

GiovannI Bianconi per il Corriere della Sera

 

ALFREDO ROMEOALFREDO ROMEO

Con i versamenti regolari e «in chiaro» Alfredo Romeo aveva ottenuto poco o niente di quello che voleva. I 60.000 euro trasferiti alla fondazione Big Bang riferibile a Matteo Renzi, diceva, non gli avevano aperto le porte che sperava. Ecco perché quando si decise a contattare il padre dell' ex premier attraverso l' imprenditore Carlo Russo, il trentatreenne amico di Tiziano Renzi che lui chiamava «il ragazzo» e i carabinieri del Noe definiscono «faccendiere», insisté molto nel dire che gli eventuali pagamenti dovevano avvenire «in nero»; in contanti, senza lasciare tracce.

 

TIZIANO E MATTEO RENZITIZIANO E MATTEO RENZI

Lo chiamava il «metodo della mattonella», nelle sue «fluviali conversazioni» intercettate dagli investigatori dell' Arma, con l' ex deputato Italo Bocchino e con lo stesso Russo. Al quale avrebbe anche chiesto se «il dottore», che nell' interpretazione dei carabinieri è Tiziano Renzi, aveva «apprezzato l' atto». Ricevendo risposta affermativa.

 

IL DECRETO DI PERQUISIZIONE

L' interpretazione degli investigatori è che parole simili siano la prova dell' avvenuto pagamento, ma è un particolare tutto da dimostrare. Quello che è certo, per ora, è ciò che il procuratore aggiunto di Roma Paolo Ielo e il sostituto Mario Palazzi hanno scritto nel decreto di perquisizione a Russo; e cioè che lui e Renzi senior «si facevamo promettere indebitamente utilità a contenuto economico, consistenti nell' erogazione di somme di denaro mensili», affinché intercedessero in favore di Romeo con l' amministratore delegato di Consip Luigi Marroni; in modo da fargli ottenere la fetta più appetitosa di appalti dalla centrale d' acquisto della pubblica amministrazione.

 

Marco Gasparri consipMarco Gasparri consip

Uno degli elementi che fanno pensare alla cadenza mensile dei pagamenti deriva ancora dalla possibile metafora utilizzata da Romeo, quando dice a Russo che lui andrebbe volentieri «a mangiare una bistecca ogni mese... Dobbiamo fare un ragionamento periodico».

 

LE MAZZETTE IN CONTANTI

Con le «mazzette» in contanti Romeo si sentiva sicuro. Così pagava il dirigente Consip Marco Gasparri e così diceva di voler pagare anche Russo. Il quale avrebbe preferito altre forme, ma l' imprenditore campano si sentiva sicuro solo con le banconote. Accumulate, nell' ipotesi dell' accusa, «con il "nero" ricavato dalla sua attività alberghiera in Napoli», ma anche ritirando le banconote agli sportelli: «Giova rappresentare come Romeo abbia proceduto, attraverso una banca napoletana, nel solo 2016 al prelevamento di denaro contate mediante cambio di assegni intestati a "me medesimo" per un importo complessivo di euro 351.088,90». Oltre trecentocinquantamila euro.

maria elena boschi e luca lotti  6maria elena boschi e luca lotti 6

 

C' è però anche l' ipotesi di utilizzare un canale «estero su estero»; magari - come hanno scritto i pm della Procura di Napoli nell' ordine di perquisizione allo stesso imprenditore del 7 febbraio - «pianificando l' utilizzo di società estere, e in particolare di una società inglese nella disponibilità dello stesso Romeo e dei suoi familiari».

 

Secondo quello che sempre Russo racconta a Romeo, il «faccendiere» aveva parlato bene di lui non solo a Tiziano Renzi ma anche a Luca Lotti, ex sottosegretario alla presidenza del Consiglio durante il governo Renzi e oggi ministro dello Sport. Gli aveva detto che era uno del quale ci si poteva fidare; mettendo in luce non tanto le sue qualità imprenditoriali, quanto il fatto che quando era stato arrestato dalla magistratura napoletana nel 2008, in un processo che poi si concluse con l' assoluzione in Cassazione, era rimasto in carcere senza dire nulla agli inquirenti.

CARLO RUSSOCARLO RUSSO

 

Nelle intenzioni di Romeo c' era quella di raggiungere un «accordo quadro» con Renzi senior, per ottenere appalti in generale ma in particolare per vincere la gara a cui teneva di più: quella per la gestione delle pulizie nei palazzi nel primo municipio di Roma, il centro storico: un affare da oltre cento milioni di euro, che consente di mettere un piede nelle sedi istituzionali, il cuore del potere. Una gara per la quale aveva ingaggiato con l' impresa Cofely un duello a distanza dai risvolti politici occulti, svelati dai dialoghi tra Romeo, l' ex deputato di An suo consulente Italo Bocchino e altre persone intercettati dai carabinieri.

italo bocchino presenta il premio tatarellaitalo bocchino presenta il premio tatarella

 

IL COLLEGAMENTO CON VERDINI

«C' è un problema sul lotto Municipio uno - dice Bocchino a Romeo in un colloquio del febbraio 2016 - . Già c' è il problema di uno straniero che in un lotto così delicato istituzionalmente non va bene, ma poi c' è il problema che è Bigotti (cinquantaduenne imprenditore piemontese, ndr ), che entra su Roma con Cofely».

 

Romeo spiega di aver saputo da Marco Gasparri che dietro Bigotti e la società Cofely c' è l' onorevole Denis Verdini: «Questa notizia mi ha sconcertato totalmente... questa cosa significa che Verdini è tutt' altra... Bigotti è uomo di Verdini perché Bigotti socio... numero uno di Bigotti è Paolo Berlusconi». Bocchino ribatte che «ormai ha rotto con quel mondo», ma Romeo insiste: «Va bè, però i rapporti personali so' rapporti personali». Più avanti Romeo s' inalbera: «Cofely non doveva venire su Roma, perché io a Roma non dovevo avere problemi, perché questo non è il mestiere di Cofely, Cofely fa il calore».

ALBERTO BIANCHI ALBERTO BIANCHI

 

GLI APPOGGI POLITICI

Per contrastare l' offensiva della società che dicono essere sponsorizzata da Verdini, Romeo cerca altri appoggi politici, capaci di influire sui vertici di Consip. Tra questi sembra esserci Alberto Bianchi «presidente della Fondazione Open (la ex Big Bang alla quale era stato fatto il finanziamento ufficiale da 60.000 euro, ndr ) riconducibile a Matteo Renzi e avvocato esterno di Consip», annotano i carabinieri nel loro rapporto. «Intanto mi fanno trovare Bianchi là ieri sera», dice Bocchino a Romeo che replica: «Va bene, Bianchi è un vecchio avvocato legato a Renzi da sempre». Bocchino ipotizza che qualcuno lo voglia «mandare a Consip», poi s' interroga «su quale possa essere il messaggio che il "Giglio d' oro" volesse inviare a Romeo», ma nel frattempo sembra diventare una sorta di intermediario con gli ultimi due amministratori delegati della Centrale d' acquisto della pubblica amministrazione, Domenico Casalino e Luigi Marroni.

VERDINIVERDINI

 

«Il discorso attiene all' incontro promosso da Casalino con il Bianchi - annotano i carabinieri nel loro rapporto - che, stando anche a quello che in seguito si diranno il Bocchino e il Romeo, era teso a cercare un equilibrio nell' assegnazione del bandi Consip, atteso che sembrerebbe che Marroni è già schierato per favorire un' altra azienda».

 

L' INTERROGATORIO

luigi marroniluigi marroni

È a partire da questo convincimento di essere tagliato fuori per motivi politici che Romeo - nell' ipotesi dell' accusa - cerca il contatto con Tiziano Renzi. Con l' obiettivo di scalzare la società appoggiata da Verdini. Ma il problema è che - nell' interrogatorio che il settimanale L' Espresso ha anticipato ieri - Marroni avrebbe detto che il padre dell' ex premier lo spingeva a favorire l' impresa vicina a Verdini. Resta da capire, ammesso che tutto questo corrisponda al vero, se Romeo lo sapeva e voleva far cambiare idea al «massimo livello politico» che pensava di aver raggiunto, o se invece i suoi interlocutori facevano una sorta di doppio gioco. L' imprenditore che si sentiva danneggiato cercava «una polizza assicurativa». E pensava di averla trovata.

 

Ultimi Dagoreport

vecchione renzi ranucci sgrena mancini draghi conte gabrielli carlo parolisi

TRA LE PIEGHE DELL’AFFAIRE LAVITOLA-RANUCCI, RICICCIA UNO DEI TANTI MISTERI ALL’ITALIANA: IL FAMOSO SERVIZIO DI ‘’REPORT’’ DEL MAGGIO 2021 SULL’INCONTRO IN AUTOGRILL TRA MATTEO RENZI E MARCO MANCINI, UNO DELLE FIGURE PIÙ CONTROVERSE DELL’INTELLIGENCE ITALIANA - ALL’ORIGINE DEL RENDEZ-VOUS AUTOSTRADALE, FORSE C’ENTRA DI PIÙ IL FATTO CHE STAVA CADENDO IL SECONDO GOVERNO CONTE, A CAUSA DEL RITIRO DALL'ESECUTIVO DI ITALIA VIVA. QUALCUNO DEVE AVER SCOMMESSO SULLE DOTI AFFABULATORIE DI NEGOZIATORE DI MANCINI PER CONVINCERE RENZI A TROVARE UNA QUADRA PER MANTENERE IN PIEDI CONTE – UNA VOLTA CHE LA MISSIONE E' ANDATA A VUOTO, PERCHE' RANUCCI MANDO' IN ONDA IL SERVIZIO RENZI-MANCINI BEN CINQUE MESI DOPO LA SEPOLTURA DEL GOVERNO CONTE II? A CHI GIOVAVA? - BEN SAPENDO DI QUANTO MANCINI SIA DETESTATO DAI SUOI COLLEGHI, RENZI DEFINI' LO SCOOP UN "REGOLAMENTO DI CONTI INTERNO AI SERVIZI SEGRETI" – GLI ''ADDETTI AI LIVORI'' AGGIUNGONO ALTRE DUE IPOTESI: CHI PARTENDO DAL BURRASCOSO RAPPORTO TRA RENZI E RANUCCI, CHI CONSIDERANDO LA VOGLIA DI CONTE DI REGOLARE I CONTI CON COLUI CHE SI VANTA DI AVERLO SLOGGIATO DA PALAZZO CHIGI E DI AVER CONVINTO DRAGHI A PRENDERE IL SUO POSTO… 

meloni salvini tajani

DAGOREPORT – CON UN PARTITO IN DISCESA LIBERA E SEMPRE PIU' SPAPPOLATO DAI "LEGHISTI DEL NORD", NESSUNO, NEMMENO IL SUO "IDEOLOGO" E FUTURO SUOCERO DENIS VERDINI, RIESCE A FAR RAGIONARE MATTEO SALVINI - L’ULTIMA DELLE TANTE USCITE FUORI DI SINAPSI DEL "BOLLITO LOMBARDO'' SAREBBE AVVENUTA NEI GIORNI SCORSI, L'IPOTESI DI FDI DI VOTO CON BALLOTTAGGIO, L'AVREBBE TALMENTE "ALTERATO" DA CHIAMARE GIORGIA MELONI, SBRAITANDO: “TOLGO LA FIDUCIA AL GOVERNO!” - E DOMENICA 20 SETTEMBRE, A PONTIDA, POTREBBE SUCCEDERE DI TUTTO, SE SALVINI NON TROVA UN ACCORDO CON LA FRONDA CAPEGGIATA DA FONTANA E ROMEO – ALLA LEGA DEL CAOS, LA ''PREMIER DURACELL'' DEVE AGGIUNGERE LO STATO DI GUERRIGLIA IN FORZA ITALIA, DOVE IL “MAGGIORDOMO DI CASA MELONI", ANTONIO TAJANI , GIACE NEL TRITACARNE DEGLI OCCHIUTO, ZANGRILLO, MULÈ, ETC. – MA SE LA DUCETTA RICOMPATTA GLI ALLEATI E SFANGA LA LEGGE ELETTORALE, POTREBBE ARRIVARE LA DISCESA: L’ITALIA HA OTTIME PROBABILITÀ DI USCIRE DALLO STATO DI INFRAZIONE DEL 3%. E CON UNO SPOSTAMENTO DI BILANCIO NELLA FINANZIARIA, GIORGIA SI TRAVESTIRÀ DA BEFANA E CI INONDERÀ DI BALOCCHI E PROFUMI...

mattarella renzi conte schlein bonelli fratoianni

DAGOREPORT - DAJE E RIDAJE, I GALLETTI DEL CAMPOLARGO HANNO FINALMENTE DECISO DI SMETTERE DI BECCARSI MASOCHISTICAMENTE TRA LORO E DI FARE SQUADRA CONTRO L'ARMATA BRANCA-MELONI - IL NODO POLITICO PIÙ DIFFICILE DA SCIOGLIERE, LA PRESENZA DELL'INFIDO RENZI NELLA ALLEANZA, SI E' DISSOLTO IN UN INCONTRO A QUATTR'OCCHI SCHLEIN-CONTE: LA DUCETTA DEL NAZARENO, CHE HA UN PATTO CON MATTEONZO CHE SI CHIAMA CASA RIFORMISTA, HA TIRATO FUORI GLI ATTRIBUTI E A CONTE NON E' RIMASTO CHE SIBILARE: ELLY LO VUOLE ED IO NON POSSO FARCI NIENTE... (SEMPRE CHE RENZI RIESCA A MANTENERE LA PROMESSA DI FARE UN PASSO INDIETRO) – LA PIPPA DELLE PRIMARIE SI FARA', MA COME L'INDICAZIONE DEL CANDIDATO PREMIER SUL PROGRAMMA ELETTORALE, NON SERVIRA' A UN CAZZO: A DECIDERE IL PREMIER SARÀ, COME SEMPRE, SERGIO MATTARELLA – PER RISOLVERE L'ETERNO SCAZZO SULLA POLITICA ESTERA, E SULL'UCRAINA IN PARTICOLARE, A ELLY E CONTE BASTA UNA SUPERCAZZOLA LINGUISTICA, CHE SI PUÒ RIASSUMERE CON LO SLOGAN: "NO AL RIARMO NAZIONALE, SÌ ALLA DIFESA EUROPEA"...

leonardo del vecchio giorno

FLASH! - COSA FRULLA NELLA TESTA DI LEONARDINO? - DEL VECCHIO JR HA CAPITO CHE, ALL'OMBRA DELLA MADUNINA, IL MERCATO EDITORIALE È SATURO: POSSEDERE DUE TESTATE MILANESI, COME "IL GIORNALE" (DI CUI HA IL 30%) E "IL GIORNO" NON SERVE GRANCHÈ - PER DIVERSIFICARE, LEONARDINO HA INTENZIONE DI TRASFORMARE "IL GIORNO" IN UN QUOTIDIANO FINANZIARIO, MOLTO PIÙ UTILE PER I SUOI AFFARI, IN GRADO DI FARE CONCORRENZA A "SOLE 24 ORE" E "MILANO FINANZA" - DEL VECCHIO, CHE HA RIANIMATO IL MERCATO DEI GIORNALISTI, UN SETTORE CHE SEMBRAVA ORMAI MORTO E SEPOLTO, DOVREBBE CONFERMARE AGNESE PINI ALLA DIREZIONE DI "QUOTIDIANO NAZIONALE" (LA TESTATA CHE RIUNISCE "LA NAZIONE", "IL RESTO DEL CARLINO" E "IL GIORNO")

bettini ruffini gabrielli schlein renzi conte onorato

DAGOREPORT – CON SALVINI ALLE CORDE, TAJANI ALLO SBANDO, VANNACCI IN AGGUATO, BASTEREBBE UNA SPINTARELLA TUTTI INSIEME E, PLUF!, L'ARMATA BRANCA-MELONI NON CI SAREBBE PIU' - INVECE, IL CAMPO LARGO E' SEMPRE AL PUNTO ZERO DEL "VAFFA": PRIMARIE SÌ O NO? SCHLEIN O CONTE? E COME TENERE INSIEME I GRILLINI CON L'INFIDO RENZI? - QUALCOSA NEI PROSSIMI GIORNI POTREBBE MUOVERSI: ERNESTO MARIA RUFFINI DOVREBBE FORMALIZZARE LA TRASFORMAZIONE DEL SUO MOVIMENTO “PIÙ UNO”, FORMATO DA UNA RETE DI GRUPPI CATTOLICI, IN UN PARTITO - AD AFFIANCARE RUFFINI, SAREBBE PRONTO FRANCO GABRIELLI, GIOVANILE DEMOCRISTIANA, COMPAGNO DI SCUOLA DI ENRICO LETTA, EX CAPO DELLA POLIZIA E DEI SERVIZI, GIA' SOTTOSEGRETARIO DEL GOVERNO DRAGHI - L’OBIETTIVO? DIVENTARE I FRONTMAN “ISTITUZIONALI” DI CASA RIFORMISTA, CON RENZI DEFILATO E IL VOLTO AUTOREVOLE E SECURITARIO DI GABRIELLI A GUIDARE IL CENTRONE - COME LA PRENDERA' IL ''CONTE TRAVAGLIO'' LA PRESENZA DEL DRAGHIANO GABRIELLI? E COME REAGIRA' LA DUCETTA DEL NAZARENO ALL'ANNUNCIO DELL'"ONORATO BETTINI DI PRESENTARSI ALLE PRIMARIE? AH, SAPERLO...

conservative political action conference cpac donald trump giorgia meloni arianna francesco giubilei emanuele merlino sara kelany susanna ceccardi

AMERICÀ, FACCE TARZAN! – IL CONSERVATORISMO TRUMPIANO SBARCA A ROMA E DIVENTA SUBITO ROBA DA NANDO MERICONI INTERPRETATO DA SORDI – NEMMENO IL TEMPO DI APPARECCHIARE I TAVOLI DELLA CENA DELLA “CONSERVATIVE POLITICAL ACTION CONFERENCE” (CPAC), CHE SUBITO DEFLAGRANO GLI SCAZZI NELLA DESTRA CACIO E PEPE – CI SONO ARIANNA MELONI, SARA KELANY, LA LEGHISTA SUSANNA CECCARDI E IL PREZZEMOLINO FRANCESCO GIUBILEI. MA NON GLI ATTESI LUCA CIRIANI, ITALO BOCCHINO ED EMANUELE MERLINO – IL CLIMA È TESO SULLE TESTE DEI MAL-DESTRI DE' NOANTRI: TRUMP È CONSIDERATO POLITICAMENTE TOSSICO E IL CPAC “ITALIANO” DEL 2027 VIENE CONSIDERATO UN POTENZIALE INTRALCIO, FONTE DI POLEMICHE E IMBARAZZI NELL’ANNO DELLE ELEZIONI…