angelo bonelli

“IN AULA HO MOSTRATO A MELONI DUE IMMAGINI DI GAZA. POI LEI SI È COPERTA LA TESTA” (IL VIDEO IN CUI STRABUZZA GLI OCCHI E IMITA LO SGUARDO DELLA DUCETTA) – PARLA ANGELO BONELLI, LEADER DEI VERDI: “IL MIO ATTIVISMO IN PARLAMENTO? NULLA DI IMPROVVISATO. MI CHIAMANO IL RE DEGLI ESPOSTI. I SASSI DEL FIUME ADIGE? NON MI ASPETTAVO L’ILARITÀ DELLA MELONI CHE SI È PARAGONATA A MOSÈ - SALVINI DOVREBBE SPIEGARE PERCHÉ SEI ANNI FA CONTESTAVA IL PONTE SULLO STRETTO COME ME E ADESSO HA CAMBIATO IDEA”- POI RIVELA: “SOGNAVO DI VIVERE IN AMAZZONIA MA…” – VIDEO

https://video.corriere.it/politica/bonelli-strabuzza-occhi-imita-sguardo-inquietante-giorgia-meloni/f5f3f0f6-e797-11ee-a95a-09971739e78f

 

 

angelo bonelli alla camera

Alessandra Arachi per il Corriere della Sera - Estratti

 

Angelo Bonelli, leader dei Verdi, il suo attivismo in Parlamento sta battendo ogni record.

«Non c’è niente di improvvisato».

 

Che vuol dire?

«Che prima studio i dossier e poi intervengo in Aula nel merito».

 

Interventi, come dire, sempre coreografici...

«Approfonditi direi io».

ANGELO BONELLI

 

Ma decisamente appariscenti. Come gli scambi in Aula con la premier Giorgia Meloni, ad esempio. Colpiscono tanto di più quanto lei sembra una persona così pacata.

«Sono una persona pacata».

 

Come quella volta che ha portato in aula i sassi del fiume Adige?

«Sapevo che avrei suscitato reazioni, non mi aspettavo l’ilarità della premier Meloni che si è paragonata a Mosè».

 

È stato lei a cominciare con quelle pietre.

«Volevo far toccare con mano gli effetti nefasti del cambiamento climatico».

L’altro giorno ha portato in Aula due fotografie e le ha mostrate alla premier.

«Due immagini della tragedia di Gaza. Poi Giorgia Meloni si è coperta la testa con la giacca».

 

Lei l’aveva in qualche modo provocata dicendole: «Perché mi guarda così?».

«Lei mi stava guardando proprio così».

In questa legislatura ha fatto un’alleanza con Nicola Fratoianni, leader di Sinistra italiana: ci si aspettava che fosse lui il più battagliero...

«Abbiamo modi di agire diversi. Io vengo dalla scuola di Massimo Scalia e Gianfranco Amendola».

 

 

(...)

ANGELO BONELLI

Però lei fa politica anche con gli esposti.

«Mi chiamano il “re degli esposti”».

Appunto, non è esattamente un modo scientifico e dialogante di fare politica.

«Ma io arrivo a fare gli esposti quando proprio non c’è più niente da fare. Come per l’esposto per il ponte sullo Stretto di Messina».

 

Come mai è arrivato a fare quell’esposto per il Ponte?

«Ho fatto diverse richieste di accesso agli atti e di sindacato ispettivo. Nessuna risposta. Allora mi sono messo a studiare tutte le carte che avevo dagli anni precedenti e ho presentato l’esposto».

E poi Fratoianni ed Elly Schlein lo hanno firmato con lei.

«Già e adesso grazie a quell’esposto la Procura ha aperto un’inchiesta».

 

Il ministro Salvini vi accusa di essere la sinistra che dice no alle opere del progresso.

«Salvini dovrebbe spiegare perché sei anni fa contestava il Ponte esattamente come me e adesso ha cambiato idea».

 

Glielo ha chiesto in Aula una settimana fa durante un question time: anche qui uno scambio più che vivace.

ANGELO BONELLI

«Salvini era in difficoltà, persino il vicepresidente della Camera Rampelli di Fratelli d’Italia lo ha ripreso dalla presidenza».

Questi suoi scontri riempiono i social.

«Il video con Salvini ha superato un milione di visualizzazioni».

 

(…)

Il suo è davvero un attivismo da record. E dire che c’è stato un tempo che aveva deciso di lasciare tutto e trasferirsi in Amazzonia. Perché ci ha ripensato?

«Era più di vent’anni fa, nel 2002. Era prima che conoscessi la mia compagna Chiara, prima che nascesse Viola. Però in Amazzonia ci torno sempre, ci ho portato anche mia figlia l’estate scorsa».

 

Eleonora Evi angelo bonelli

 

(...)

eleonora evi angelo bonelliangelo bonelli a villa taverna per la festa dell indipendenza usaangelo bonelli e signora ANGELO BONELLI

 

Ultimi Dagoreport

emmanuel macron friedrich merz giorgia meloni donald trump volodymyr zelensky vladimir putin

DAGOREPORT – ET VOILA', ANCHE SULLA SCENA INTERNAZIONALE, IL GRANDE BLUFF DI GIORGIA MELONI È STATO SCOPERTO: IL SUO CAMALEONTISMO NON RIESCE PIÙ A BARCAMENARSI TRA IL TRUMPISMO E IL RUOLO DI PREMIER EUROPEO. E L'ASSE STARMER-MACRON-MERZ L'HA TAGLIATA FUORI – IL DOPPIO GIOCO DELLA "GIORGIA DEI DUE MONDI" HA SUPERATO IL PUNTO DI NON RITORNO CON LE SUE DICHIARAZIONI A MARGINE DEL G20 IN SUDAFRICA, AUTO-RELEGANDOSI COSÌ AL RUOLO DI “ORBAN IN GONNELLA”,  CAVALLO DI TROIA DEL DISGREGATORE TRUMP IN EUROPA - DITE ALLA MELONA CHE NON È STATO SAGGIO INVIARE A GINEVRA IL SUO CONSIGLIERE DIPLOMATICO, FABRIZIO SAGGIO… - VIDEO

barigelli cairo

DAGOREPORT - PANDEMONIO ALLA "GAZZETTA DELLO SPORT"! IL DIRETTORE DELLA “ROSEA” STEFANO BARIGELLI VIENE CONTESTATO DAL COMITATO DI REDAZIONE PER LE PRESSIONI ANTI-SCIOPERO ESERCITATE SUI GIORNALISTI – LA SEGRETARIA GENERALE FNSI DENUNCIA: “I COLLEGHI DELLA 'GAZZETTA' CHE VOGLIONO SCIOPERARE VENGONO RINCORSI PER I CORRIDOI DAI LORO CAPIREDATTORI E MINACCIATI: ‘NON TI FACCIO FARE PIÙ LA JUVENTUS…” - BARIGELLI AVREBBE RECLUTATO UNA VENTINA DI GIORNALISTI PER FAR USCIRE IL GIORNALE SABATO E DIMOSTRARE COSI' ALL’EDITORE URBANETTO CAIRO QUANTO CE L’HA DURO – LA VICE-DIRETTRICE ARIANNA RAVELLI AVREBBE PURE DETTO IN MENSA A BARIGELLI: “STIAMO ATTENTI SOLO CHE NON CI SPUTTANI DAGOSPIA...” - VIDEO

luigi lovaglio giuseppe castagna giorgia meloni giancarlo giorgetti francesco gaetano caltagirone milleri monte dei paschi di siena

DAGOREPORT - È VERO, COME SOSTENGONO "CORRIERE" E “LA REPUBBLICA”, CHE L’OPERAZIONE MPS-MEDIOBANCA È “PERFEZIONATA E IRREVERSIBILE”? PIU' SAGGIO ATTENDERE, CON L'EVENTUALE AVANZAMENTO DELL'INCHIESTA GIUDIZIARIA MAGARI (IERI ED OGGI SONO STATI PERQUISITI GLI UFFICI DEGLI INDAGATI), QUALE SARÀ LA RISPOSTA DEGLI INVESTITORI DI PIAZZA AFFARI (GIA' MPS E' STATA MAZZOLATA IN BORSA) - POTREBBERO ANCHE ESSERCI RIPERCUSSIONI SUL COMPAGNO DI AVVENTURE DI CALTARICCONE, FRANCESCO MILLERI, CHE GUIDA L'HOLDING DELFIN LA CUI PROPRIETÀ È IN MANO AI LITIGIOSISSIMI 8 EREDI DEL DEFUNTO DEL VECCHIO - MA IL FATTO PIÙ IMPORTANTE SARA' IL RINNOVO AD APRILE 2026 DELLA GOVERNANCE DI GENERALI (PER CUI È STATA ESPUGNATA MEDIOBANCA) E DI MPS DEL LOQUACE CEO LUIGI LOVAGLIO (VEDI INTERCETTAZIONI) - INFINE, PIÙ DI TUTTO, CONTANO I PASSI SUCCESSIVI DELLA PROCURA DI MILANO, CHE PUÒ SOSPENDERE L’OPERAZIONE DELLA COMBRICCOLA ROMANA FAVORITA DA PALAZZO CHIGI SE INDIVIDUA IL RISCHIO DI REITERAZIONE DEI REATI (DA PIAZZA AFFARI SI MOLTIPLICANO LE VOCI DI NUOVI AVVISI DI GARANZIA IN ARRIVO PER I "FURBETTI DEL CONCERTINO''...)

putin witkoff marco rubio donald trump zelensky

DAGOREPORT – SI ACCENDE LA RIVOLTA DEL PARTITO REPUBBLICANO CONTRO TRUMP - I DANNI FATTI DA STEVE WITKOFF (SOTTO DETTATURA DI PUTIN), HANNO COSTRETTO L’IDIOTA DELLA CASA BIANCA A METTERE IN CAMPO IL SEGRETARIO DI STATO MARCO RUBIO CHE HA RISCRITTO IL PIANO DI PACE RUSSIA-UCRAINA - CON IL PASSARE DELLE ORE, CON UN EUROPA DISUNITA (ITALIA COMPRESA) SUL SOSTEGNO A KIEV, APPARE CHIARO CHE PUTIN E ZELENSKY, TRA TANTE DISTANZE, SONO IN SINTONIA SU UN PUNTO: PRIMA CHIUDIAMO LA GUERRA E MEGLIO È…

giorgia meloni ignazio la russa matteo salvini antonio tajani

DAGOREPORT – LE REGIONALI SONO ANDATE A FINIRE COME NON VOLEVA, SALTELLANDO FUNICULÌ-FUNICULÀ, GIORGIA MELONI: LA "STATISTA DELLA SGARBATELLA", CHE RISCHIA DI NON TORNARE A PALAZZO CHIGI TRA DUE ANNI, ACCELERA SULLA DOPPIETTA PREMIERATO-LEGGE ELETTORALE, MA NON TUTTO FILA LISCIO A PALAZZO CHIGI: SALVINI E TAJANI SPUTERANNO SANGUE PUR DI OPPORSI ALL’INDICAZIONE DEL NOME DEL PREMIER SULLA SCHEDA ELETTORALE, CHE FINIREBBE PER CANNIBALIZZARLI - LA LEGA È CONTRARISSIMA ANCHE AL PREMIO DI MAGGIORANZA ALLA COALIZIONE (CON LA SOGLIA AL 40%, LA LEGA DIVENTEREBBE SACRIFICABILE) – ALTRA ROGNA: IGNAZIO LA RUSSA SCENDE IN CAMPO IN MODALITÀ SCASSA-MELONI: HA RINFOCOLATO LA POLEMICA SU GAROFANI E SE NE FOTTE DEI DIKTAT DELLA DUCETTA (FIDANZA SINDACO DI MILANO? NO, MEJO LUPI; PRANDINI GOVERNATORE DELLA LOMBARDIA? NO, QUELLA È ROBA MIA)

francesco de tommasi marcello viola daniela santanche ignazio leonardo apache la russa davide lacerenza pazzali

DAGOREPORT - CHE FINE HANNO FATTO LE INCHIESTE MILANESI SULLA SANTANCHE', SUL VISPO FIGLIO DI LA RUSSA, SUL BORDELLO DELLA "GINTONERIA" AFFOLLATA DI POLITICI, IMPRENDITORI E MAGISTRATI, OPPURE SULL'OSCURA VENDITA DELLA QUOTA DI MPS DA PARTE DEL GOVERNO A CALTAGIRONE E COMPAGNI? - A TALI ESPLOSIVE INDAGINI, LE CUI SENTENZE DI CONDANNA AVREBBERO AVUTO UN IMMEDIATO E DEVASTANTE RIMBALZO NEI PALAZZI DEL POTERE ROMANO, ORA SI AGGIUNGE IL CASO DEL PM FRANCESCO DE TOMMASI, BOCCIATO DAL CONSIGLIO GIUDIZIARIO MILANESE PER “DIFETTO DEL PREREQUISITO DELL’EQUILIBRIO” NELL’INDAGINE SUL CASO DI ALESSIA PIFFERI – MA GUARDA IL CASO! DE TOMMASI È IL PM DELL’INCHIESTA SUI DOSSIERAGGI DELL’AGENZIA EQUALIZE DI ENRICO PAZZALI, DELICATISSIMA ANCHE PER I RAPPORTI DI PAZZALI CON VERTICI GDF, DIRIGENTI DEL PALAZZO DI GIUSTIZIA MILANESE E 007 DI ROMA - SE IL CSM SPOSASSE IL PARERE NEGATIVO DEL CONSIGLIO GIUDIZIARIO, LA CARRIERA DEL PM SAREBBE FINITA E LE SUE INDAGINI SUGLI SPIONI FINIREBBERO NEL CESTINO - LA PROCURA DI MILANO RETTA DA MARCELLO VIOLA, CON L'ARRIVO DELL'ARMATA BRANCA-MELONI, E' DIVENTATA IL NUOVO ''PORTO DELLE NEBBIE''?