BOSSIMAT - LE CASSE DEL CARROCCIO USATE COME BANCOMAT DAL TROTA E I SUOI FRATELLI: SUI LORO CONTI GIRATI CIRCA 200 MILA € - NELLA CASSETTA DI SICUREZZA DEL TESORIERE BELSITO POTREBBERO ESSERCI FATTURE SCOTTANTI SU MACCHINE DI LUSSO, SFIZI E SPESE LEGALI - DOPO LA MALATTIA DEL SENATÙR LA GESTIONE DEI FONDI È PASSATA NELLE MANI DELLA MOGLIE, MANUELA MARRONE, E DELLA VICEPRESIDENTE DEL SENATO, ROSI MAURO: IL SUO SINDACATO AVREBBE INCASSATO 300 MILA €…

Emilio Randacio per "la Repubblica"

Circa 200mila euro prelevati dalle casse della Lega e girati ai figli di Umberto Bossi. Altri 200-300mila finiti al Sinpa, il sindacato padano fondato e guidato da Rosi Mauro. Al termine di una giornata convulsa di interrogatori, riscontri e consultazioni tra i magistrati delle tre Procure che indagano sullo scandalo della Lega, emergono nuovi dettagli sui fondi (pubblici) stornati dai conti del partito e utilizzati per fini diversi dall´attività politica del Carroccio. E, dalle audizioni delle due funzionarie della Lega già indagate e perquisite, emerge un quadro della situazione del partito sempre più nitido e ricco di dettagli.

Quando comincia a circolare la notizia sugli investimenti del Carroccio in Tanzania - gennaio 2012 - Francesco Belsito, il tesoriere oggi sotto accusa per riciclaggio, appropriazione indebita e truffa, si agita. Parla al telefono e si sfoga. «Qui, Castelli e Maroni vogliono la tua testa», gli confidano le segretarie Nadia Dagrada e Daniela Cantamessa.

«Con tutto quello che hai fatto per lui... «, dicono stupite mentre gli uomini dei carabinieri del Noe, per conto della procura di Napoli, li intercettano. Decine di telefonate. Tra la Dagrada e Belsito si sarebbe creata anche una certa agitazione per «i documenti custoditi in cassaforte». Materiale che, da ieri, sarebbe nelle mani degli inquirenti, dopo il sequestro di una cassetta di sicurezza avvenuto a Roma, a due passi dal Parlamento, intestata a Belsito.

Ma perché tanta tensione per il contenuto di queste carte? Sembra che proprio qui si troverebbero le fatture sulle spese personali di alcuni componenti della famiglia Bossi. Comprese le parcelle legali di una causa civile di uno dei figli del Senatur, Riccardo, e documenti riguardanti la manutenzione del parco macchine di famiglia.

«Ma Manuela cosa dice?», si interroga il sempre più preoccupato tesoriere, riferendosi all´atteggiamento della signora Bossi. E qui - in quelle telefonate - inizierebbe l´elencazione delle operazioni che il fidato Belsito avrebbe effettuato per stornare dai rimborsi elettorali le somme necessarie a coprire le spese private dei Bossi. Ecco spiegato come tra martedì pomeriggio e ieri mattina, Dagrada e Cantamessa, siano state ascoltate ripetutamente dai magistrati milanesi e partenopei.

Sarebbe stata proprio la responsabile dei gadget di via Bellerio, la Cantamessa, a confermare il contenuto delle telefonate, delle presunte operazioni incriminate, con un distinguo: «Dal 2004, dal momento della malattia di Bossi - avrebbe detto la dipendente del Carroccio a verbale - le redini del partito sono passate nelle mani della moglie, Manuela Marrone, e dell´attuale vicepresidente del Senato, Rosi Mauro». Compresa la regìa sulla gestione amministrativa dei fondi elettorali.

Il magistrato della Dia di Reggio Calabria, Giuseppe Lombardo, quelli di Napoli, John Woodcock, Vincenzo Piscitelli e Francesco Curcio, si sono affiancati ai colleghi milanesi, Alfredo Robledo, Paolo Filippini e Roberto Pellicano, per ascoltare i testimoni. Ieri è stato anche sentito il consulente finanziario della Lega indagato, Paolo Scala, che però avrebbe respinto le accuse. Sul fronte dei possibili sviluppi, invece, sembra che novità importanti possano arrivare non prima della prossima settimana.

Al vaglio dei militari del Noe di Roma e della Polizia tributaria di Milano, c´è un´immensa mole di materiale sequestrato nel blitz di martedì. Le perquisizioni scattate in tutta Italia, un risultato tangibile lo hanno già raggiunto: nelle disponibilità di due manager della Siram Spa di Milano sono stati rinvenuti 300mila euro in contanti. Una somma ritenuta "anomala" dagli inquirenti.

La Siram, già finita nei mesi scorsi nel mirino di un´indagine del pm Pellicano per presunte false fatture da milioni di euro, per i magistrati, tra gennaio e febbraio 2010, avrebbe sborsato circa 5 milioni, in parte rientrati misteriosamente nella disponibilità dell´ex tesoriere leghista Belsito. Proprio sulla società specializzata in energie alternative sembrano concentrarsi i sospetti della procura di Milano, soprattutto dopo il rinvenimento del tesoretto.

Anche perché Siram incassa una importante fetta dei propri introiti proprio dagli appalti pubblici. Non ultimo, proprio a Milano, dalla fondazione che gestisce gli ospedali del Policlinico hanno ottenuto il lavoro per la costruzione di un modernissimo impianto «di trigenerazione», capace di produrre «contemporaneamente energia elettrica, termica e refrigerante».

 

 

ROSi MAUROla moglie di Bossi Manuela MarroneFRANCESCO BELSITO CON UMBERTO BOSSIFRANCESCO BELSITO E RENZO BOSSI jpegUMBERTO BOSSI E ROSY MAUROUMBERTO BOSSI GIOCA CON I SUOI FIGLI jpegDANIELA CANTAMESSA SEGRETARIA DI BOSSIIL PM JOHN HENRY WOODCOCK FUORI DALLA SEDE MILANESE DELLA LEGA NORD

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