migranti al confine con l ungheria -5

BOTTE DA ORBAN - IN UNGHERIA ARRIVANO MIGLIAIA DI MIGRANTI OGNI GIORNO, AIUTATI DALLA SERBIA CHE SE NE VUOLE DISFARE SUBITO. E IL PAESE LI ACCOGLIE A MANGANELLATE. 'IL MURO NON CI FERMERÀ. IL NOSTRO OBIETTIVO SONO SVEZIA E GERMANIA'

Paolo G. Brera per “la Repubblica

migranti al confine con l ungheria  9migranti al confine con l ungheria 9

 

«Che ci andate a fare, là? Non c' è niente», barano i poliziotti ungheresi provando a fermare il mare con un dito. «C' è la foresta, tornate qui», insistono per un po' tentando inutilmente di far arretrare una madre e i suoi due bimbi, rimasta indietro quando l' onda dei profughi ha rotto l' argine delle divise e si è messa di nuovo in cammino verso la vita.

 

migranti al confine con l ungheria  8migranti al confine con l ungheria 8

Invece ottocento metri più in là c' è Roszke è un pugno di case precipitato in mezzo ai destini del mondo in fuga: un villaggio preso letteralmente d' assalto dal mare dei profughi in arrivo dalla Serbia: «I serbi li mettono sui pullman e li scaricano alla frontiera ungherese: sono ben felici di risolvere così il problema», dice una volontaria nel primo lembo di Europa che i migranti incontrano una volta superata la frontiera: quattro wc chimici e quattro cassonetti della spazzatura al bordo della radura, tra i campi e i binari del treno, tra una trentina di agenti, un paio di volontari e una decina di giornalisti e cameramen.

 

migranti al confine con l ungheria  7migranti al confine con l ungheria 7

In Serbia migliaia di esseri umani con la guerra alle calcagna premono per raggiungere l' Europa, e l' Ungheria ha paura di sperimentare sulla sua pelle l' onere che divide e strazia l' Italia da anni: essere la prima linea di un disastro umanitario che nessuno sa come contenere, figuriamoci risolvere. Così il premier Viktor Orbán, nazionalista e reazionario, ha avuto un' idea: spedire al fronte un corpo speciale di polizia, ben armato e dotato di cani antiprofugo, per pattugliare il confine lungo il quale sta completando la barriera di filo spinato in attesa del vero e proprio muro.

 

migranti al confine con l ungheria  6migranti al confine con l ungheria 6

Chissà se basteranno a fermare Tia e il piccolo Tarek. Lui ha quattro anni e lo sguardo fiero, lei otto e guida la marcia della sua famiglia: mamma, papà Moussà e gli zii. La loro storia è identica ad altre migliaia di storie: la vita sospesa nel campo profughi di Yarmouk, in Siria, poi la fuga attraverso la Turchia, il viaggio in mare, la Grecia, la Macedonia... «Ehi, lì è stato terribile: ci hanno presi a bastonate - racconta Ahmed, 23 anni - anche se non abbiamo praticamente messo piede nel paese, cercavamo solo di attraversarlo senza dare fastidio a nessuno. Una donna che era con noi ha perso il bambino, era incinta ma una bastonata gliel' ha ucciso».

 

Dopo la Macedonia la Serbia, che sbriga il problema facendo da transito. Vogliono andare in Europa? Non potendoli fermare, li aiutano. Ed ecco la frontiera con l' Ungheria. Partiti in pullman da Belgrado, a centinaia raggiungono Subotica, e da lì i confini.

 

migranti al confine con l ungheria  5migranti al confine con l ungheria 5

Cani e agenti, dice Orbán. Ma i treni devono transitare, e il binario che taglia i campi apre una breccia di dieci metri nel filo spinato. È lì che i poliziotti cercano di applicare le regole: accesso filtrato e regolarizzazione nei campi profughi, esattamente quello che nessuno vuole. Accettare di farsi identificare come profugo in Ungheria vorrebbe dire essere poi costretti a presentare lì la propria richiesta di riconoscimento della condizione di rifugiato politico. La convenzione di Dublino, che la Germania ha annunciato di voler sospendere per anelito umanitario, parla chiaro: dove approdi, lì rimani. Ammesso che la tua richiesta sia accettata, una prospettiva improbabile nell' Ungheria di Orbán.

 

Gli agenti aspettano al varco i profughi lungo la massicciata della ferrovia. In altre zone del confine, quelle protette dal filo spinato, chi ha tentato di passare è finito tra i manganelli degli agenti. A Roszke, invece, li aspettano lì, in trappola. Li identificheranno, e il sogno di arrivare nell' Europa del nord svanisce.

 

Così, ieri mattina alcune centinaia di ragazzi intrappolati ha alzato la voce, cercando di riavere almeno il fiato con cui raccontare al mondo, attraverso i giornalisti appostati lì davanti, la loro storia e le loro richieste. Sono partiti spintoni, e per riportare la calma sono arrivati i lacrimogeni. Ma tra i cessi chimici e i cassonetti.

migranti al confine con l ungheria  4migranti al confine con l ungheria 4

 

Due volontari di Migration Aid, dietro un cordone di agenti che provano a fare il volto buono del potere, spiegano loro che saranno portati in un centro dove avranno acqua per lavarsi, cibo e un letto. Di tanto in tanto arriva una corriera e porta via qualche famiglia, scortata al centro profughi di Roszke: un dormitorio di tende blu circondate da un recinto presidiato dalla polizia. Il volto buono del potere non c' è più. I giornalisti sono tenuti a distanza, i profughi temono di essere finiti per tutto il giorno, di tanto in tanto la tensione è tornata ad alzarsi, e all' imbrunire una decina di ragazzi ha saltato la recinzione è ha lanciato la fuga verso i campi, inseguita dagli agenti.

migranti al confine con l ungheria  3migranti al confine con l ungheria 3

 

La libertà è diventare invisibili. Sparire tra le pannocchie e le serre, disperdersi per continuare la migrazione verso Nord. «Voglio andare in Germania», dice un ragazzo con un bimbo di due anni a cavalcioni: «Non abbiamo alternativa, lì ci accoglieranno». Ahmed invece punta alla Svezia, «perché un amico ci ha detto che è un paese fantastico e perché lassù ci sono pochi arabi, mentre in Germania è già pieno».

 

migranti al confine con l ungheria  2migranti al confine con l ungheria 2

La settimana scorsa sono entrati in Ungheria 1500 profughi al giorno, ieri ne hanno contati 2.500. Dall' inizio dell' anno, nel paese di Orbán sono approdati 140.000 rifugiati. Il capo della polizia, Karoly Papp, ha varato un corpo di duemila uomini per pattugliare il confine con sei raggruppamenti e mezzi speciali: «Non avranno l' ordine di sparare », assicura. Bontà sua. Bastano gli sciacalli che offrono passaggi a tariffa, piccoli trafficanti di esseri umani in miniatura, a raccontare il peggio dell' Europa di frontiera.

migranti al confine con l ungheria  1migranti al confine con l ungheria 1

Ultimi Dagoreport

vannacci meloni la russa crosetto alleanza nazionale movimento sociale fratelli d italia

DAGOREPORT - PER NON DIMENTICARE LA…MEMORIA - VANNACCI FA MALE A SALVINI MA ANCHE A GIORGIA MELONI. E NON SOLO PER RAGIONI ELETTORALI, CIOE’ PER I VOTI CHE PUO’ PORTARLE VIA, MA SOPRATTUTTO PER QUESTIONI IDEOLOGICHE - IL GENERALE, CHE RIVENDICA DI RAPPRESENTARE “LA VERA DESTRA”, HA BUON GIOCO A SPUTTANARE I CAMALEONTISMI E I PARACULISMI DELLA DUCETTA (BASTA ASCOLTARE GLI INTERVENTI DI QUANDO FDI ERA ALL'OPPOSIZIONE) - DAL COLLE OPPIO A PALAZZO CHIGI, LA DESTRA MELONIANA HA INIZIATO UN SUBDOLO SPOSTAMENTO VERSO IL CENTRO. E COSI' IL GIUSTIZIALISMO PRO-MAGISTRATI E' FINITO IN SOFFITTA; DA FILO-PALESTINESE E ANTI-SIONISTA E' DIVENTATA FILO-ISRAELIANA; DA ANTI-AMERICANA E ANTI-NATO, SI E' RITROVATA A FARE DA SCENDILETTO PRIMA A BIDEN ED OGGI A TRUMP - CERTO, LA VERA MISURA DELL’INTELLIGENZA POLITICA È LA CAPACITÀ DI ADATTARSI AL CAMBIAMENTO, QUANDO E' NECESSARIO. E LA “SALAMANDRA DELLA GARBATELLA” LO SA BENISSIMO. MA DEVE ANCHE TENER PRESENTE CHE CI SONO PRINCIPI E VALORI CHE NON VANNO TRADITI PERCHE' RAPPRESENTANO L'IDENTITA' DI UN PARTITO...

giorgia meloni elly schlein giuseppe conte antonio tajani matteo salvini

DAGOREPORT - LA LEGGE ELETTORALE BY MELONI-FAZZO È PRONTA E C’È UNA SORPRESA: SECONDO RUMORS RACCOLTI DA DAGOSPIA, LA RIFORMA NON PREVEDEREBBE IL NOME DEL PREMIER SUL SIMBOLO ELETTORALE, COME INVECE SOGNAVA LA SORA GIORGIA (AVENDO FALLITO IL PREMIERATO, “MADRE DI TUTTE LE RIFORME”, PROVAVA A INTRODURLO DI FATTO) – FORZA ITALIA E LEGA HANNO FATTO LE BARRICATE, E LA DUCETTA HA DOVUTO TROVARE UN COMPROMESSO - MA TUTTO CIO'  NON TOGLIE DALLA TESTA DI GIUSEPPE CONTE, DALL'ALTO DI ESSERE STATO DUE VOLTE PREMIER, LA FISSA DELLE PRIMARIE PER LA SCELTA DEL CANDIDATO PREMIER DEL CENTROSINISTRA UNITO - ALL'INTERNO DI UN PARTITO, LE PRIMARIE CI STANNO; PER LE COALIZIONI VIGE INVECE IL PRINCIPIO DEL PARTITO CHE OTTIENE PIU' VOTI (VALE A DIRE: IL PD GUIDATO DA ELLY SCHLEIN) - NEL "CAMPOLARGO" INVECE DI CIANCIARE DI PRIMARIE, PENSASSERO PIUTTOSTO A TROVARE I VOTI NECESSARI PER RISPEDIRE A CASA I “CAMERATI D'ITALIA” DELL’ARMATA BRANCA-MELONI…

giancarlo giorgetti - foto lapresse

FLASH! – UN “TESORO” DI RUMORS: I RAPPORTI TRA IL MINISTRO DELL’ECONOMIA, GIANCARLO GIORGETTI, E IL SUO PARTITO, LA LEGA, SEMBRANO GIUNTI AL CAPOLINEA – IL “DON ABBONDIO DEL CARROCCIO”, QUALCHE GIORNO FA, PARLANDO DEL CASO VANNACCI, SI SAREBBE SFOGATO IN PARLAMENTO CON UN CAPANNELLO DI COLLEGHI LEGHISTI (TRA CUI ANCHE QUALCHE FRATELLINO D’ITALIA), MOSTRANDO TUTTA LA SUA DISILLUSIONE - LA SINTESI DEL SUO RAGIONAMENTO? “NON MI SENTO PIÙ DELLA LEGA, CONSIDERATEMI UN MINISTRO TECNICO…”

donald trump emmanuel macron charles kushner

DAGOREPORT – NEL SUO DELIRIO PSICHIATRICO, DONALD TRUMP STAREBBE PENSANDO DI NON PARTECIPARE AL G7 DI EVIAN, IN FRANCIA, A GIUGNO - SAREBBE UNA RITORSIONE PER L'''AMMONIMENTO'' DATO DAL DETESTATISSIMO MACRON ALL’AMBASCIATORE USA, CHARLES KUSHNER (CHE DEL TYCOON E' IL CONSUOCERO), CHE SE NE FREGA DI FORNIRE SPIEGAZIONI AL MINISTRO DEGLI ESTERI, BARROT, SUI COMMENTI FATTI DA WASHINGTON SULLA MORTE DEL MILITANTE DI DESTRA, QUENTIN DERANQUE - PER LO STESSO MOTIVO ANCHE GIORGIA MELONI, DIMENTICANDO CHE L'ITALIA E' NELL'UE E HA MOLTO DA PERDERE, HA IMBASTITO UNA GUERRA DIPLOMATICA CON MACRON - È UNA COINCIDENZA O C’È UNA STRATEGIA COMUNE TRA LA DUCETTA E TRUMP?