renato brunetta soldi stipendio cnel

BRUNETTA NON BADA A SPESE – L’EX MINISTRO HA DECISO DI METTERE A LUCIDO LA SEDE DEL CNEL CHE ORA PRESIEDE. E PER QUESTO HA FATTO ACQUISTARE UN’IDROPULITRICE, UNO SPAZZA-FOGLIE, 27 METRI DI MOQUETTE ROSSA, NUOVE DIVISE PER IL PERSONALE – SONO SATTI SPESI 752 EURO DI CEROTTI E 2.038 EURO PER VASCHE E KENZIE – NEL 2024, IL CNEL HA SGANCIATO CIRCA 70 MILA EURO PER “MISSIONI E TRASFERTE PERSONALE E CONSIGLIERI” - E PER RISTRUTTURARE LA “DEPENDANCE”, OSSIA CASINA CENCI GIUSTINIANI, SONO PREVISTI IN BILANCIO 1,3 MILIONI DI EURO…

Estratto dell’articolo di Ilaria Proietti per “il Fatto Quotidiano”

 

renato brunetta foto di bacco

Chissà se Renato Brunetta è da spazzole rotanti o più da lancia schiuma rapido. È certo che per tenere lindi e in ordine vialetti, terrazzi e patii del Cnel ha ora a disposizione un’idropulitrice nuova di pacca.

 

Del resto anche il giardino merita un corredo all’altezza dell’ultima poltrona di Brunetta: nel conto ormai chilometrico delle spese fatte a Villa Lubin da quando è presidente, ecco quelle per siepi e piante, vasche e kenzie, una spazza-foglie acquistata in combo con l’idropulitrice anzidetta, un lavello armadiato in acciaio.

 

[…]

 

sede Cnel

Perché dopo i 27 metri di moquette rosso America ordinata nei mesi scorsi insieme a ogni altro bendidio, il nuovo conticino da quattromila euro per la voce tappeti dice che siamo ancora all’inizio. Gli ultimi appalti vidimati in casa Cnel restituiscono bene l’idea della resurrezione dell’ente che tutti – compreso il suo presidente – una decina d’anni fa davano per moribondo.

 

Pure in fatto di divise per il personale, Sua Presidenza già ci aveva dato sotto, ma ecco qua ulteriori fatture: una da 2.300 euro, un’altra più specifica da 1.572 per le marsine di tre addetti al cerimoniale.

 

Ma del resto il conto per portierato e accoglienza è da svenimento: 118 mila euro. Figurarsi quando sarà pronta la dependance ossia Casina Cenci Giustiniani, per ristrutturare la quale sono stati appostati in bilancio 1,3 milioni di euro: intanto 66 mila euro sono già partiti per lo studio preliminare, 1.200 per indagini geofisiche, 13 mila per le indagini sperimentali sui materiali.

 

renato brunetta giorgia meloni

Ma intanto corrono pure le spese per la casa madre, la sede principale del redivivo Cnel, dove la fornitura biennale per il servizio tintoria è di 14.700 euro, mentre l’“unità di riscaldamento, ventilazione e condizionamento d’aria” costa 17 mila euro, i timbri per i dirigenti altri 1.197, 28 cornici oltre 2 mila euro.

 

E poi la chicca che tradisce un velo di narcisismo (più di tutto il resto, si intende): 10 copie del volume Per una storia del Cnel, per un totale di 1.846 euro. La divisione è elementare: 180 euro e spiccioli a volume.

 

Tra le spese c’è pure uno scontrino da 33 euro per Il secolo americano, il libro di Geminello Alvi dato alle stampe nel ’96 che “scompagina e arricchisce ogni percezione della nostra epoca”. Ma che non riuscirà mai a spiegare il mistero Cnel dove nel 2025, con i salari da fame e un debito pubblico di tremila miliardi, si spendono 752 euro di cerotti e 2.038 euro per vasche e kenzie. E poi esiste una vita fuori dal cancello di Villa Lubin.

Consiglieri che arrivano, consiglieri che vanno, missioni varie.

 

Casina Cenci Giustiniani

Nel 2024, il Cnel ha speso circa 70 mila euro tra costi per “missioni e trasferte personale”, “missioni consiglieri”, “trasferte consiglieri/invitati”. Quest’ultima voce è la più cospicua, ben 54.532 euro.

 

Il motivo? Lo spiega con cortesia l’ufficio stampa dell’ente: “oneri sostenuti per la partecipazione dei 64 consiglieri – di cui oltre il 70% non risiede a Roma – alle sedute dell’Assemblea, della Commissione speciale (...), delle altre 3 commissioni istruttorie permanenti (...) e degli ulteriori organi collegiali”.

 

roberto brunetta tommasa titta giovannoni

Insomma si tratta di “oneri di trasporto e soggiorno” per far funzionare la macchina, che d’altra parte con Brunetta s’è rimessa in moto alla grande: firma decine di intese con ministeri e altri enti pubblici, affida a consulenti ed esperti corposissimi report sul lavoro, il salario minimo, la competitività Ue, il Made in Italy; stila progetti di legge e memorie.

 

E pazienza se poi questo enorme e prezioso contributo al dibattito non ha chissà quali effetti pratici né in Parlamento né altrove. Si farà sempre in tempo, tra qualche anno, ad aggiornare la storia del Cnel con un altro bel volume rilegato in pelle.

RENATO BRUNETTA

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