renato brunetta giorgia meloni

BRUNETTA È RIUSCITO A FAR INCAZZARE TUTTI ANCHE NEL GOVERNO – GIORGIA MELONI HA FATTO TRAPELARE LA SUA “IRRITAZIONE” PER L’AUMENTO DI STIPENDIO DEL PRESIDENTE DEL CNEL DA 250 MILA A 310 MILA EURO L’ANNO: “UNA DECISIONE INOPPORTUNA” – LA DUCETTA PREDICA DA TEMPO PRUDENZA A TUTTI I MINISTRI NELLA GESTIONE DELLE RISORSE PUBBLICHE. E ORA, CON LA MANOVRA ANCORA IN DISCUSSIONE, SI RITROVA A DOVER GESTIRE ANCHE QUESTA POLEMICA – IMBUFALITO ANCHE IL RESPONSABILE DELLA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE, PAOLO ZANGRILLO...

GIORGIA MELONI RENATO BRUNETTA

IRRITAZIONE MELONI PER AUMENTO STIPENDIO BRUNETTA

(ANSA) - In ambienti di Palazzo Chigi trapela l'irritazione di Giorgia Meloni per la notizia dell'aumento dello stipendio deciso dal presidente del Cnel Renato Brunetta avvalendosi della sentenza della Corte Costituzionale che abolisce il tetto dei 240 mila euro annui per i dirigenti pubblici.

 

Una decisione "non condivisibile", ritiene la premier così come è "inopportuna" la decisione relativa all'adeguamento del compenso.

 

Estratto dell’articolo di Stefano Iannaccone per www.editorialedomani.it

 

RENATO BRUNETTA - CNEL

L’aumento dello stipendio a 311mila euro all’anno ai vertici del Cnel, a partire dal presidente Renato Brunetta, ha irritato mezzo governo, compresa la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni.

 

A palazzo Chigi e al ministero dell’Economia non hanno preso affatto bene la notizia, raccontata da Domani, sull’adeguamento-lampo dei compensi massimi al Consiglio nazionale dell’economia e del lavoro. Ufficialmente nessuno è uscito allo scoperto per evitare di aumentare le tensioni, ma i malumori sulla vicenda sono montati in privato.

 

Tuttavia, la vicenda va avanti, nelle stanze del Cnel, da un paio di mesi. Il provvedimento è votato l’11 settembre dall’ufficio di presidenza del Consiglio nazionale, guidato proprio da Brunetta, e ratificata dal segretario generale a fine ottobre.

 

renato brunetta e giorgia meloni

In quella sede che il ritocco delle indennità partirà dall’1 agosto (3 giorni dopo la pubblicazione in Gazzetta ufficiale della sentenza del Corte) e il recupero delle ulteriori indennità non erogate tra il 2024 e il 2025, quando c’era stato l’adeguamento Istat del tetto, passato dal 240mila euro a 256mila euro annui. Tutto fatto in casa, a Villa Lubin.

 

E ovviamente tutto legittimo dopo la sentenza di luglio della Corte costituzionale che ha dichiarato incostituzionale la soglia per le remunerazioni pubbliche. La sorpresa è stata la tempistica rapidissima con cui ha operato Brunetta. E che era inaspettata anche dal governo.

 

 

paolo zangrillo

La decisione ha prestato il fianco al fuoco di fila agli attacchi delle opposizioni con l’annuncio di un’interrogazione da parte del Movimento 5 stelle per avere un chiarimento direttamente dalla premier. «Cosa ne pensa il governo? Ce lo diranno la premier Meloni e il ministro dell'Economia, Giancarlo Giorgetti, ai quali indirizzeremo un’interrogazione», ha detto il deputato Dario Carotenuto, che ha definito «indecente» l’operazione.

 

Anche perché l’attuale numero uno del Cnel è stato il paladino “anti-fannulloni” all’epoca del governo Berlusconi e ha definito il salario minimo di 9 euro all’ora: «Fa male agli stipendi», aveva detto. [...]

 

GIANCARLO GIORGETTI - GIORGIA MELONI - FOTO LAPRESSE

La questione ha messo insieme tutte le minoranze. Il leader di Italia viva, Matteo Renzi, che da mesi già contesta la reintroduzione dell’indennità a Brunetta (avvenuta all’interno di un decreto dello scorso anno), si è ritrovato di fronte addirittura all’innalzamento del compenso. Così ha legato la vicenda alla manovra in esame al Senato: «Meloni non trova i soldi per aumentare gli stipendi al ceto medio ma li trova per aumentare il poltronificio di Brunetta».

 

[...]

 

Un pasticcio politico, dunque. Meloni predica da mesi prudenza a tutti i ministeri, quando si parla della gestione delle risorse pubbliche. Solo che nelle altre amministrazioni le sue parole restano inascoltate, anche da enti che si sono sempre più avvicinati al governo, come il Cnel di Brunetta.

 

giorgia meloni e renato brunetta

Uno dei più irritati è il ministro della Pubblica amministrazione, Paolo Zangrillo, che da settimane ripete di evitare fughe in avanti sul tetto delle indennità dei manager pubblici dopo il pronunciamento della Consulta sul tetto dei 240mila euro all’anno.

 

Un appello rinnovato dopo il caso era esploso all’Inps (che aveva previsto indennità aggiuntive che sforavano il limite fissato). «L’aumento deve riguardare non oltre 10-12 manager pubblici», aveva già dichiarato. Una tesi che trova d’accordo Giorgetti. Si era vociferato di una circolare, almeno per frenare gli ardori dei manager più voraci. Ma agli atti non risulta alcun intervento legislativo. Il governo mastica amaro, ma di fatto resta inerte e ingoia le fughe in avanti. Ieri dell’Inps, oggi del Cnel.

renato brunetta foto di bacco

 

Ultimi Dagoreport

netanyahu bin salman donald trump ghalibaf iran xi jinping

DAGOREPORT – TRUMP HA DETTO UNA MEZZA VERITÀ NEL SOLITO MARE DI STRONZATE: UN NEGOZIATO CON L’IRAN C’È ED È BEN AVVIATO. IL GUAIO È CHE DOVEVA RIMANERE SEGRETO, COME SEMPRE QUANDO CI SONO TRATTATIVE COSÌ DELICATE – IL RUOLO DEL MEDIATORE SPETTA AL PAKISTAN, POTENZA NUCLEARE IN OTTIMI RAPPORTI CON L’ARABIA SAUDITA DI BIN SALMAN (CHE VUOLE ANNIENTARE IL REGIME IRANIANO) – IL TYCOON È PRONTO A SPEDIRE IL VICE JD VANCE: SAREBBE UN MESSAGGIO ALLA BASE CONTRARIA ALLA GUERRA (VANCE È UN’ISOLAZIONISTA) – NETANYAHU HA ABBASSATO LE PENNE DOPO CHE I MISSILI BALISTICI DEGLI AYATOLLAH HANNO BUCATO L’IRON DOME E SONO ARRIVATI A UN PASSO DALL’IMPIANTO NUCLEARE DI DIMONA, SU INDICAZIONE DELL’INTELLIGENCE CINESE …

putin trump orban zelensky droni ucraina

DAGOREPORT – IL MONDO È CONCENTRATO SULLE BOMBE DI TRUMP E NETANYAHU IN IRAN E SI È DIMENTICATO DEI POVERI UCRAINI: IERI PUTIN HA LANCIATO MILLE DRONI SU TUTTO IL PAESE, GLI USA CONTINUANO CON IL LORO PRESSING SU KIEV PER LA RESA E IL PRESTITO DA 90 MILIARDI DALL'UNIONE EUROPEA È BLOCCATO PER IL VETO DI ORBAN (IL 12 APRILE SI VOTA A BUDAPEST E FINO A QUEL GIORNO NON SE NE PARLA) – ZELENSKY SI SBATTE COME UN MOULINEX PER FAR CAPIRE AL TYCOON CHE IL FRONTE È UNICO (RUSSIA E IRAN SONO ALLEATI) MA QUELLO NON CI SENTE – L’ESERCITO UCRAINO IN QUATTRO ANNI DI GUERRA È DIVENTATO UNO DEI PIÙ AVANZATI AL MONDO: È L’UNICO CHE SA COME ABBATTERE I DRONI IRANIANI, E STA ADDESTRANDO I PAESI DEL GOLFO...

giorgia meloni tajani nordio salvini delmastro bartolozzi conte schlein santanche la russa

DAGOREPORT - LA CADUTA DEI MELONI NEL VOTO (A PERDERE) - DOPO UNA SCONFITTA, PER UN LEADER SI APRONO DUE STRADE: O SI DIMETTE O RAFFORZA LA SUA LEADERSHIP - MELONI HA SCELTO DI RESTARE INCOLLATA ALLA POLTRONA DI PALAZZO CHIGI, MA ANZICHÉ GUARDARSI ALLO SPECCHIO E AMMETTERE L’ARROGANTE BULIMIA DI POTERE DOMESTICO E IL VASSALLAGGIO ESTERO-TRUMPIANO, HA DECISO DI FAR PIAZZA PULITA DEGLI INDAGATI BARTOLOZZI, DELMASTRO, SANTANCHE’ - E METTENDO AL MURO LA PANTERATA MINISTRA DEL TURISMO, IL BERSAGLIO NON PUÒ ESCLUDERE IL VOLTO MEFISTOFELICO DEL CO-FONDATORE DI FRATELLI D’ITALIA, NONCHE' BOSS DELLA PRIMA REGIONE ITALIANA PER PIL, IL SICULO-LOMBARDO LA RUSSA (CHI SCEGLIERÀ NEL ’27 IL CANDIDATO A SINDACO DI MILANO, ‘GNAZIO O GIORGIA?) - AL TEMPO STESSO, IL VOTO DI LUNEDÌ FA RIALZARE LA CRESTA AI DUE GALLETTI DEL “CAMPOLARGO”, SCHLEIN E CONTE, CHE S’ILLUDONO CHE I “NO” INCASSATI AL REFERENDUM SI POSSANO TRASFERIRE IN BLOCCO SUL CENTROSINISTRA - MA IL DRAMMA È UN ALTRO: 'STA ELLY CON ESKIMO È IN POSSESSO DELLE CAPACITÀ DI FARE LA PREMIER? E COME VIENE PERCEPITA DALL’OPINIONE PUBBLICA UNA CHE GRIDA SLOGAN CICLOSTILATI NEGLI ANNI ’70 INVECE DI PROPORRE L’IDEA DI UN “PAESE NORMALE”?

piperno stefanelli sala

DAGOREPORT: L’IRAN E LE ANIME BELLE DELLA SINISTRA - UN TEMPO C’ERANO I GRANDI MAÎTRE À PENSER FILOARABI E PRO RIVOLUZIONE ISLAMICA. CINQUANT’ANNI DOPO ABBIAMO LE VARIE ALESSIA PIPERNO, CECILIA SALA, BARBARA STEFANELLI CHE CI INONDANO SU “CORRIERE” E “FOGLIO” DI ARTICOLI, LIBRI, POST E PODCAST SULLE RIVOLUZIONARIE RAGAZZE IRANIANE OPPRESSE DAL VELO E DAL REGIME, PRONTE ALLA RIVOLUZIONE…  SCOPPIA LA GUERRA E IN PIAZZA, A TEHERAN, CI SONO SOLO DONNE VELATE CHE INNEGGIANO AI GUARDIANI DELLA RIVOLUZIONE, BRUCIANO BANDIERE USA E DI ISRAELE E INNEGGIANO AI MARTIRI DELL’ISLAM - MA LE RAGAZZE IRANIANE DOVE SONO?

edmondo cirielli marta schifone gennaro sangiuliano

DAGOREPORT – LA PIU’ GRANDE BATOSTA PER FRATELLI D’ITALIA AL REFERENDUM E’ ARRIVATA IN CAMPANIA, DOVE IL “NO” E’ ARRIVATO AL 65,2% - UNA REGIONE NON “ROSSA” (IL CENTRODESTRA HA VINTO CON RASTRELLI E CALDORO) DOVE SPADRONEGGIANO EDMONDO CIRIELLI E GENNARO SANGIULIANO – I DUE, CONSIDERATI INTOCCABILI NONOSTANTE LE SCARSE PERFORMANCE ELETTORALI, FANNO GIRARE I CABASISI ALLA DESTRA NAPOLETANA CHE LI VEDE COME CORPI ESTRANEI (E INFATTI NON VA A VOTARE) – AI DUE SI E’ AGGIUNTA MARTA SCHIFONE, CARA AD ARIANNA MELONI, DIVENUTA COMMISSARIO PROVINCIALE DEL PARTITO...