giorgia meloni accise benzina

C’AVETE ACCISE – PRIMA DELLA GUERRA IN IRAN, IL PREZZO DEL DIESEL ERA  DI 1,72 EURO/LITRO. PER ARRIVARCI, BISOGNA SOMMARE TRE COMPONENTI: PRIMO, IL PREZZO NETTO TASSE, OVVERO IL PREZZO INDUSTRIALE, DI 0,74 EURO, LEGATO ALLE QUOTAZIONI INTERNAZIONALI; SECONDO, LE ACCISE, PARI A 0,67 EURO; TERZO, L'IVA, CHE VALE IL 22% E CHE È CALCOLATA SIA SUL PREZZO INDUSTRIALE, SIA SULL'ACCISA, PARI A 0,31 EURO – NEL 2019 GIORGIA MELONI CHIEDEVA L'ABOLIZIONE DELLE ACCISE, NELL'ORMAI CELEBRE VIDEO STRACULT AL DISTRIBUTORE, ORA CERCA DI BARCAMENARSI CON LE TASSE "MOBILI", CHE FARANNO RISPARMIARE AL MASSIMO 10 CENTESIMI AL LITRO... - VIDEO

 

 

giorgia meloni contro le accise su benzina e diesel nel 2019 2

1 - CARBURANTI ED ENERGIA, PERCHÉ I PREZZI SALGONO COME FUNZIONANO LE ACCISE

Estratto dell’articolo di Andrea Ducci per il “Corriere della Sera”

 

1 Come funziona il meccanismo delle accise mobili che il governo vorrebbe utilizzare per calmierare il prezzo dei carburanti?

L’obiettivo, confermato anche dalla premier Meloni, è contenere la corsa dei prezzi dei carburanti, innescata dalla guerra in Iran. Il governo intende utilizzare l’extragettito Iva generato dai rincari dei carburanti per ridurre le accise su benzina e gasolio, tentando così di calmierare il prezzo finale alla pompa.

 

navi in attesa di poter passare per lo stretto di hormuz

[…]  La procedura è molto tecnica, ma, in breve, prevede la possibilità di tagliare le imposte quando il prezzo dei carburanti aumenta, sulla media del precedente bimestre, rispetto al valore di riferimento inserito nell’ultimo Documento di finanza pubblica (nello specifico per il 2026 è stato previsto il petrolio Brent, l’indice di riferimento per il greggio, a una quota massima pari a 66 dollari al barile, mentre negli ultimi giorni le quotazioni sono schizzate oltre la soglia dei 90 dollari).

 

2 Quanto pesa la fiscalità su un litro di carburante?

GIORGIA MELONI E LE ACCISE - VIGNETTA BY LELE CORVI - IL GIORNALONE - LA STAMPA

Dal primo gennaio 2026 le accise sui carburanti sono identiche per benzina e gasolio. In entrambi i casi le imposte applicate sono di 0,67 euro al litro, una volta sommate le accise al prezzo della materia prima va, inoltre, aggiunta l’Iva al 22%. Tradotto vuole dire che la componente fiscale rappresenta quasi il 60% del prezzo finale.

 

3 Quando saranno introdotte le accise mobili?

Tesoro e Ragioneria sono alle prese con le prime proiezioni per stabilire il costo […]

 

4 Quanto potrebbero essere ridotte le accise?

Al momento non è possibile quantificare il taglio che il governo potrebbe ottenere dall’intervento sulle accise. la richiesta delle associazioni dei consumatori è di almeno 10- 15 centesimi al litro. Lo scenario più verosimile è una riduzione sotto i 10 centesimi. Vale ricordare che all’indomani dello scoppio della guerra in Ucraina e dell’impennata dei prezzi dei beni energetici il governo Draghi predispose nel marzo del 2022 uno sconto di 30 centesimi al litro, la riduzione è stata prorogata fino al dicembre 2022.

 

 

5 La speculazione è una componente del brusco rincaro dei prezzi?

CARO BENZINA

Il ministro Pichetto Fratin ha riconosciuto che i carburanti venduti in questi giorni provengono dalle scorte stoccate nei depositi da mesi e, dunque, che i venditori ne traggono beneficio. […]

 

[…]

 

2 - PERCHÉ ACCUSARE I MERCATI È SBAGLIATO E IRRESPONSABILE

Estratto dell’articolo di Davide Tabarelli per “la Stampa”

 

La tassazione di benzina e gasolio è una delle principali entrate per lo Stato italiano ed è la spiegazione per cui i nostri prezzi sono fra i più alti d'Europa e, di conseguenza, del mondo.

 

STRETTO DI HORMUZ

Il nuovo choc petrolifero ha fatto balzare il prezzo internazionale, quello preso a riferimento dalle compagnie petrolifere per cedere il prodotto, netto tasse, ai distributori, quelli che poi vendono agli automobilisti.

 

Prima della guerra, il 27 febbraio scorso, il prezzo del gasolio diesel, il prodotto più consumato e quello che ha avuto il balzo più importante, era di 1,72 euro/litro. Questo va scomposto nelle seguenti tre principali componenti: primo, il prezzo netto tasse, ovvero il prezzo industriale, di 0,74 euro, legato alle quotazioni internazionali del mercato petrolifero; secondo, le accise, cioè le tasse, quelle che in maniera azzardata sono collegate all'Abissinia, pari a 0,67 euro; terzo, l'Iva, che vale il 22% e che è calcolata sia sul prezzo industriale, sia sull'accisa, da cui le altrettanto frettolose accuse di tasse sulle tasse, pari a 0,31 euro.

 

gilberto pichetto fratin foto di bacco (1)

Nella settimana di guerra il prezzo del gasolio diesel sul mercato internazionale, il famigerato Platts, ha accusato un balzo del 48%, circa 360 dollari per tonnellata che, convertito in litri e in euro, significa 27 centesimi in più ogni litro. Questo è stato l'incremento del prezzo industriale sul quale viene calcolata l'Iva del 22%; l'aumento del prezzo industriale ha comportato un incremento di 6 centesimi di maggiori entrate dello Stato.

 

Ecco, l'accisa mobile vuole semplicemente restituire questo ammontare, questo incremento di Iva, attraverso un simile ribasso dell'accisa che passerebbe da 0,67 a 0,61. Alla pompa il prezzo ha segnato un balzo in una settimana a 2,05 euro/litro, 0,33 in più, ci cui 0,27 euro per il prezzo internazionale, o quello industriale, e per 6 centesimi, per incremento di Iva, quanto dovrebbe restituire l'accisa mobile.

 

giorgia meloni contro le accise su benzina e diesel nel 2019 3

In realtà in giro per Italia, il prezzo del gasolio segna, come sempre accade quando c'è instabilità, un'ampia forchetta, ma molti distributori avevano prezzi inferiori a 2 euro, il che vuol dire che ci perdevano, che vendevano a prezzi inferiori rispetto a quanto il balzo del prezzo internazionale avrebbe giustificato. In sostanza, la facile accusa di speculazione è infondata, a meno che non si voglia tacciare il mercato petrolifero internazionale di manovre, cospirazioni e inefficienze.

 

Le polemiche distraggono l'attenzione dalla realtà che è bene capire attraverso due passaggi. Il primo riguarda il prezzo industriale, il Platts, il prezzo al netto delle tasse, che varia in funzione del mercato internazionale del petrolio, a cui viene aggiunto un costo di distribuzione interna di circa 0,2 euro/litro.

 

Tutti i beni primari, le commodity, hanno prezzi al consumo ancorati a quelli internazionali, […]

giorgia meloni contro le accise su benzina e diesel nel 2019 1

 

Il secondo punto da capire è più semplice, perché si prospetta una carenza di prodotto, se non riprende il passaggio a Hormuz, di proporzioni apocalittiche, in particolare per il gasolio, che viene esportato verso l'Europa anche dal Golfo Persico. Per questo è schizzato di 27 centesimi di euro per litro a quota 0,82, nel caso del prezzo internazionale. Accusare i mercati di speculazione è facile, ma anche irresponsabile verso la gente che ha a che fare con una realtà molto più complessa.

arianna meloni fa benzina foto di chi 1RINCARI DI BENI E SERVIZI NEL 2026 - LA STAMPAMEME DI AZIONE SUL CARO BENZINA E GIORGIA MELONIil gas liquefatto nello stretto di hormuzimportanza dello stretto di hormuz nei flussi mondiali di petrolio il video del 2019 di giorgia meloni sulle accise 3giorgia meloni contro le accise su benzina e diesel nel 2019 5

Ultimi Dagoreport

vecchione renzi ranucci sgrena mancini draghi conte gabrielli carlo parolisi

TRA LE PIEGHE DELL’AFFAIRE LAVITOLA-RANUCCI, RICICCIA UNO DEI TANTI MISTERI ALL’ITALIANA: IL FAMOSO SERVIZIO DI ‘’REPORT’’ DEL MAGGIO 2021 SULL’INCONTRO IN AUTOGRILL TRA MATTEO RENZI E MARCO MANCINI, UNO DELLE FIGURE PIÙ CONTROVERSE DELL’INTELLIGENCE ITALIANA - ALL’ORIGINE DEL RENDEZ-VOUS AUTOSTRADALE, FORSE C’ENTRA DI PIÙ IL FATTO CHE STAVA CADENDO IL SECONDO GOVERNO CONTE, A CAUSA DEL RITIRO DALL'ESECUTIVO DI ITALIA VIVA. QUALCUNO DEVE AVER SCOMMESSO SULLE DOTI AFFABULATORIE DI NEGOZIATORE DI MANCINI PER CONVINCERE RENZI A TROVARE UNA QUADRA PER MANTENERE IN PIEDI CONTE – UNA VOLTA CHE LA MISSIONE E' ANDATA A VUOTO, PERCHE' RANUCCI MANDO' IN ONDA IL SERVIZIO RENZI-MANCINI BEN CINQUE MESI DOPO LA SEPOLTURA DEL GOVERNO CONTE II? A CHI GIOVAVA? - BEN SAPENDO DI QUANTO MANCINI SIA DETESTATO DAI SUOI COLLEGHI, RENZI DEFINI' LO SCOOP UN "REGOLAMENTO DI CONTI INTERNO AI SERVIZI SEGRETI" – GLI ''ADDETTI AI LIVORI'' AGGIUNGONO ALTRE DUE IPOTESI: CHI PARTENDO DAL BURRASCOSO RAPPORTO TRA RENZI E RANUCCI, CHI CONSIDERANDO LA VOGLIA DI CONTE DI REGOLARE I CONTI CON COLUI CHE SI VANTA DI AVERLO SLOGGIATO DA PALAZZO CHIGI E DI AVER CONVINTO DRAGHI A PRENDERE IL SUO POSTO… 

meloni salvini tajani

DAGOREPORT – CON UN PARTITO IN DISCESA LIBERA E SEMPRE PIU' SPAPPOLATO DAI "LEGHISTI DEL NORD", NESSUNO, NEMMENO IL SUO "IDEOLOGO" E FUTURO SUOCERO DENIS VERDINI, RIESCE A FAR RAGIONARE MATTEO SALVINI - L’ULTIMA DELLE TANTE USCITE FUORI DI SINAPSI DEL "BOLLITO LOMBARDO'' SAREBBE AVVENUTA NEI GIORNI SCORSI, L'IPOTESI DI FDI DI VOTO CON BALLOTTAGGIO, L'AVREBBE TALMENTE "ALTERATO" DA CHIAMARE GIORGIA MELONI, SBRAITANDO: “TOLGO LA FIDUCIA AL GOVERNO!” - E DOMENICA 20 SETTEMBRE, A PONTIDA, POTREBBE SUCCEDERE DI TUTTO, SE SALVINI NON TROVA UN ACCORDO CON LA FRONDA CAPEGGIATA DA FONTANA E ROMEO – ALLA LEGA DEL CAOS, LA ''PREMIER DURACELL'' DEVE AGGIUNGERE LO STATO DI GUERRIGLIA IN FORZA ITALIA, DOVE IL “MAGGIORDOMO DI CASA MELONI", ANTONIO TAJANI , GIACE NEL TRITACARNE DEGLI OCCHIUTO, ZANGRILLO, MULÈ, ETC. – MA SE LA DUCETTA RICOMPATTA GLI ALLEATI E SFANGA LA LEGGE ELETTORALE, POTREBBE ARRIVARE LA DISCESA: L’ITALIA HA OTTIME PROBABILITÀ DI USCIRE DALLO STATO DI INFRAZIONE DEL 3%. E CON UNO SPOSTAMENTO DI BILANCIO NELLA FINANZIARIA, GIORGIA SI TRAVESTIRÀ DA BEFANA E CI INONDERÀ DI BALOCCHI E PROFUMI...

mattarella renzi conte schlein bonelli fratoianni

DAGOREPORT - DAJE E RIDAJE, I GALLETTI DEL CAMPOLARGO HANNO FINALMENTE DECISO DI SMETTERE DI BECCARSI MASOCHISTICAMENTE TRA LORO E DI FARE SQUADRA CONTRO L'ARMATA BRANCA-MELONI - IL NODO POLITICO PIÙ DIFFICILE DA SCIOGLIERE, LA PRESENZA DELL'INFIDO RENZI NELLA ALLEANZA, SI E' DISSOLTO IN UN INCONTRO A QUATTR'OCCHI SCHLEIN-CONTE: LA DUCETTA DEL NAZARENO, CHE HA UN PATTO CON MATTEONZO CHE SI CHIAMA CASA RIFORMISTA, HA TIRATO FUORI GLI ATTRIBUTI E A CONTE NON E' RIMASTO CHE SIBILARE: ELLY LO VUOLE ED IO NON POSSO FARCI NIENTE... (SEMPRE CHE RENZI RIESCA A MANTENERE LA PROMESSA DI FARE UN PASSO INDIETRO) – LA PIPPA DELLE PRIMARIE SI FARA', MA COME L'INDICAZIONE DEL CANDIDATO PREMIER SUL PROGRAMMA ELETTORALE, NON SERVIRA' A UN CAZZO: A DECIDERE IL PREMIER SARÀ, COME SEMPRE, SERGIO MATTARELLA – PER RISOLVERE L'ETERNO SCAZZO SULLA POLITICA ESTERA, E SULL'UCRAINA IN PARTICOLARE, A ELLY E CONTE BASTA UNA SUPERCAZZOLA LINGUISTICA, CHE SI PUÒ RIASSUMERE CON LO SLOGAN: "NO AL RIARMO NAZIONALE, SÌ ALLA DIFESA EUROPEA"...

leonardo del vecchio giorno

FLASH! - COSA FRULLA NELLA TESTA DI LEONARDINO? - DEL VECCHIO JR HA CAPITO CHE, ALL'OMBRA DELLA MADUNINA, IL MERCATO EDITORIALE È SATURO: POSSEDERE DUE TESTATE MILANESI, COME "IL GIORNALE" (DI CUI HA IL 30%) E "IL GIORNO" NON SERVE GRANCHÈ - PER DIVERSIFICARE, LEONARDINO HA INTENZIONE DI TRASFORMARE "IL GIORNO" IN UN QUOTIDIANO FINANZIARIO, MOLTO PIÙ UTILE PER I SUOI AFFARI, IN GRADO DI FARE CONCORRENZA A "SOLE 24 ORE" E "MILANO FINANZA" - DEL VECCHIO, CHE HA RIANIMATO IL MERCATO DEI GIORNALISTI, UN SETTORE CHE SEMBRAVA ORMAI MORTO E SEPOLTO, DOVREBBE CONFERMARE AGNESE PINI ALLA DIREZIONE DI "QUOTIDIANO NAZIONALE" (LA TESTATA CHE RIUNISCE "LA NAZIONE", "IL RESTO DEL CARLINO" E "IL GIORNO")

bettini ruffini gabrielli schlein renzi conte onorato

DAGOREPORT – CON SALVINI ALLE CORDE, TAJANI ALLO SBANDO, VANNACCI IN AGGUATO, BASTEREBBE UNA SPINTARELLA TUTTI INSIEME E, PLUF!, L'ARMATA BRANCA-MELONI NON CI SAREBBE PIU' - INVECE, IL CAMPO LARGO E' SEMPRE AL PUNTO ZERO DEL "VAFFA": PRIMARIE SÌ O NO? SCHLEIN O CONTE? E COME TENERE INSIEME I GRILLINI CON L'INFIDO RENZI? - QUALCOSA NEI PROSSIMI GIORNI POTREBBE MUOVERSI: ERNESTO MARIA RUFFINI DOVREBBE FORMALIZZARE LA TRASFORMAZIONE DEL SUO MOVIMENTO “PIÙ UNO”, FORMATO DA UNA RETE DI GRUPPI CATTOLICI, IN UN PARTITO - AD AFFIANCARE RUFFINI, SAREBBE PRONTO FRANCO GABRIELLI, GIOVANILE DEMOCRISTIANA, COMPAGNO DI SCUOLA DI ENRICO LETTA, EX CAPO DELLA POLIZIA E DEI SERVIZI, GIA' SOTTOSEGRETARIO DEL GOVERNO DRAGHI - L’OBIETTIVO? DIVENTARE I FRONTMAN “ISTITUZIONALI” DI CASA RIFORMISTA, CON RENZI DEFILATO E IL VOLTO AUTOREVOLE E SECURITARIO DI GABRIELLI A GUIDARE IL CENTRONE - COME LA PRENDERA' IL ''CONTE TRAVAGLIO'' LA PRESENZA DEL DRAGHIANO GABRIELLI? E COME REAGIRA' LA DUCETTA DEL NAZARENO ALL'ANNUNCIO DELL'"ONORATO BETTINI DI PRESENTARSI ALLE PRIMARIE? AH, SAPERLO...

conservative political action conference cpac donald trump giorgia meloni arianna francesco giubilei emanuele merlino sara kelany susanna ceccardi

AMERICÀ, FACCE TARZAN! – IL CONSERVATORISMO TRUMPIANO SBARCA A ROMA E DIVENTA SUBITO ROBA DA NANDO MERICONI INTERPRETATO DA SORDI – NEMMENO IL TEMPO DI APPARECCHIARE I TAVOLI DELLA CENA DELLA “CONSERVATIVE POLITICAL ACTION CONFERENCE” (CPAC), CHE SUBITO DEFLAGRANO GLI SCAZZI NELLA DESTRA CACIO E PEPE – CI SONO ARIANNA MELONI, SARA KELANY, LA LEGHISTA SUSANNA CECCARDI E IL PREZZEMOLINO FRANCESCO GIUBILEI. MA NON GLI ATTESI LUCA CIRIANI, ITALO BOCCHINO ED EMANUELE MERLINO – IL CLIMA È TESO SULLE TESTE DEI MAL-DESTRI DE' NOANTRI: TRUMP È CONSIDERATO POLITICAMENTE TOSSICO E IL CPAC “ITALIANO” DEL 2027 VIENE CONSIDERATO UN POTENZIALE INTRALCIO, FONTE DI POLEMICHE E IMBARAZZI NELL’ANNO DELLE ELEZIONI…