CALDEROLI, 20 ANNI DI KAZZATE – ‘’DOVREMMO AVERE IL BUON SENSO E LA BONTÀ DI AFFIDARLO UNA VOLTA PER TUTTE AGLI ALCOLISTI ANONIMI, O A UN REHAB COME I DIVI AMERICANI’’

1. MAIL
Dago sinceramente non capisco tutto questa bufera sulla frase razzista e sessista di Calderoli, sono 20 anni che questo signore, a cui in un paese normale non affiderebbero un cancello da chiudere, ne spara ogni giorno una più grossa e noi sempre a indignarci, quando dovremmo avere invece il buon senso e la bontà di affidarlo una volta per tutte agli Alcolisti Anonimi, o a un rehab come i divi americani se preferisce...
Anna

2- KAZZATE KALDE
Filippo Ceccarelli per "La Repubblica"

Ogni giorno ha la sua pena e così oggi tocca occuparsi di Calderoli. Ancora una volta, occorre farlo, e tanto più a malincuore dal momento che il soggetto stesso, sei anni orsono, ha sollevato l'estremo velo sulla propria insaziabile vocazione a partire dalla seguente premessa: «Non mi piaccio, ma qualcuno il lavoro sporco lo deve pur fare. La politica infatti è teatro e quando si alza il sipario io faccio la mia parte». Per cui: «Se vuoi farti sentire, devi spararle grosse». Appunto.

L'unico problema semmai, spiegò il candido Calderoli alle lettrici di Grazia, era che questa sua mission e ancor più l'immagine pubblica che ne derivava non andava tanto a genio alla sua compagna, pure leghista in carriera. Così lui si sarebbe anche impegnato a stare quieto, «io ci provo, ma se mi accorgo che la Lega non ha visibilità, se nessuno parla di noi, allora ricomincio, devo farlo».

Ecco, ha ricominciato. Ma modulata al terzo, quarto, o quinto ricominciamento, l'impudica teoretica del dispositivo di scena inesorabilmente intristisce l'osservatore. Il quale, pur tralasciando le connesse dinamiche coniugali, proverebbe qui a consolarsi ricordando che il termine "calderolata" entrò in circolo quando stava per compiersi l'esperienza del terzo governo Berlusconi (2006); e accadde che a causa della "calderolata", consistente in una specie di ilare strip-tease dell'allora ministro al Tg1 e nell'ostensione di una certa maglietta anti-islamica venne di lì a qualche ora preso d'assalto il consolato italiano a Bengasi, con morti e feriti.

E dunque Calderoli diede prima le dimissioni, ma poi anche la suddetta intervista nella quale confessò, per così dire, che quella fu comunque la notte più brutta della sua vita e che da allora gli capitava spesso di pensare alla morte, anche per via di un mutuo che non avrebbe fatto in tempo a estinguere...

Uomo molto semplice e insieme parecchio complicato. Fin lì finito sui giornali per un'acerba autobiografia dal titolo "Mutate mutanda", un rogo di tricolore, delle nozze con rito celtico, in kilt, e brindisi con idromele, e un congresso animato dall'idea di un muro che avrebbe diviso il nord dai "terroni".

Per sincero amore, vocazione circense e calcolato effettaccio mediatico Calderoli allevava anche animali, alcuni dei quali feroci: lupi marsicani (uno gli aveva pure mozzicato una coscia), pastori del caucaso, un pony, forse una tigre, e di certo almeno nei mesi estivi un'orso di genere femminile e 250 kg di peso, per nutrire il quale aveva stipulato un accordo con una pizzeria vicino casa. Di ogni esemplare si conosceva il nome.

Senza battesimo tuttavia restò il maiale al cui guinzaglio, prima di assurgere a incarichi istituzionali e di governo, il rubizzo odontoiatra bergamasco, specialista in chirurgia maxillo facciale, si propose di andare a passeggio là dove era previsto di innalzare una moschea. Ma a pensarci bene tale anonimo suino si rivelò un presagio dovendosi proprio a Calderoli l'infausta legge elettorale che lui stesso intese designare in tv, "una porcata", donde il Porcellum.

Nel frattempo, promosso a Saggio Riformatore con pantaloncini tirolesi nella baita del Cadore, sempre Calderoli aveva fatto in tempo a tener comizi con la toga da magistrato indosso («Se non ti metti questa, nessuno ti ascolta»), a proporre la castrazione nemmeno troppo chimica, e poi la pena di morte, la chiesa padana, l'arruolamento di Papa Ratzinger per le crociate, la scomunica per chi appoggiava le unioni civili, il trasferimento del Senato a Milano, l'esame di italiano per gli extracomunitari.

Per puro scrupolo documentario lo si ricorda in una foto tirare le orecchie a Tremonti che compiva gli anni e in un'altra mentre si versa in testa l'acqua santa del Po. Ma l'icona più desolante, autentico punto di non ritorno nella produzione dei più assurdi spettacoli del potere, è quella del ministro della Semplificazione che nel cortile della caserma dei vigili del fuoco delle Capannelle, in giacca di pelle e lanciafiamme in braccio dà alle fiamme una cospicua pila di leggi da lui medesimo dichiarate inutili.

Ora, il dramma di personaggi alla Calderoli è che non sono soltanto kamikaze della visibilità, quindi vittime e insieme carnefici delle loro trovate, ma che addirittura si disvelano tali per paura che nessuno se li fili più - e questo forse è ancora più malinconico da raccontare delle singole scemenze che inventano per conquistare e tener desta l'attenzione su di sé.

 

ROBERTO CALDEROLI jpegROBERTO CALDEROLI CASA jpegcalderolirobertocalderoli-robertoCALDEROLI PORCELLUM Calderoli

Ultimi Dagoreport

daniele piervincenzi paolo corsini

DAGO-“REPORT” FLASH! - A UNA SETTIMANA DALL'INIZIO DEL “REPORT” DE-RANUCCIZZATO, PARE CHE DANIELE PIERVINCENZI NON ABBIA ANCORA CAPITO CHE A LUI SPETTERÀ CONDURRE LA PARTE MENO CENTRALE, EX “LAB”, ORA “REPORT PLAY”, CON PREGEVOLI INCHIESTE SU TARTUFI E MICROPLASTICHE – GLI “ADDETTI AI LIVORI” DELLA REDAZIONE RACCONTANO CHE, DURANTE LE PROVE, L’EX RUGBISTA CHIEDE IN CONTINUAZIONE: "COME VADO?". PERCHÉ IL DIRETTORE DEGLI APPROFONDIMENTI RAI, PAOLO CORSINI, EX COMPAGNO DI SQUADRA DI PIERVINCENZI NELLA “PRIMAVERA RUGBY”, MOLTO PRESENTE NEGLI STUDI DURANTE LE REGISTRAZIONI, NON COMUNICA A DANIELONE IL SUO RUOLO EFFETTIVO?

elezioni israele isaac herzog netanyahu eisenkot

DAGOREPORT – IN ISRAELE, DOPO LE ELEZIONI, CI SONO SOLO TRE SCENARI PLAUSIBILI: UN GOVERNO DI UNITÀ NAZIONALE, UN ACCORDO DELL’OPPOSIZIONE CON GLI ARABI O NUOVE ELEZIONI – UNA GRANDE COALIZIONE È IL SOGNO DEL PRESIDENTE HERZOG E DEGLI STATI UNITI: PERMETTEREBBE DI RIMUOVERE QUEI MEZZI CRIMINALI ESTREMISTI DI BEN GVIR E SMOTRICH, CHE OSTACOLANO IL PIANO DI TRUMP PER GAZA E ROMPONO IL CAZZO IN CISGIORDANIA. MA EISENKOT ESIGE CHE “BIBI” NON SIA PREMIER, E PER ACCONTENTARLO, HERZOG DOVREBBE CONCEDERE LA GRAZIA AL PREMIER – L’ACCORDO CON LE LISTE ARABE È COMPLICATO: NESSUNO SI VUOLE ACCOLLARE IL RISCHIO DI GOVERNARE CON I MUSULMANI – UN RITORNO ALLE URNE SAREBBE UN REGALO PER “BIBI” – LA POSSIBILE NUOVA ESCALATION IN IRAN E LA PAURA DI EISENKOT DI FINIRE TRITURATO DA QUEL VECCHIO VOLPONE DI NETANYAHU, CHE HA GOVERNATO 19 DEGLI ULTIMI 30 ANNI...

marina pier silvio berlusconi soldi profitti denaro

FLASH – MARINA O “MARETTA”? SEMBRA CHE STIA MONTANDO UN PO' DI TENSIONE TRA I FRATELLI BERLUSCONI - MARINA, CHE IN QUANTO PRESIDENTE DI FININVEST È LA CAPA DI “PIER DUDI”, È PREOCCUPATA DAL FUTURO ECONOMICO DI MEDIASET. E NON SOLO PER L'IMPERO ITALIANO: TEME CHE L’ACQUISIZIONE DI PIER SILVIO DELLA TV TEDESCA PROSIEBENSAT SIA STATA UNA MOSSA  AZZARDATA E CHE POSSA METTERE A RISCHIO LA TENUTA DEI CONTI DEL BISCIONE - (A COLOGNO ANCORA SCOTTA IL RICORDO DEI 900 MILIONI DI EURO BUTTATI NEI DIRITTI TV E IL FLOP DI MEDIASET PREMIUM, CHE STAVANO PER FAR SCHIOPPARE L’AZIENDA...)

cateno de luca vannacci meloni

DAGOREPORT - “VANNACCI E’ IL GENERALE DELLE STRONZATE. OGNI COSA CHE DICE È UNA STRONZATA!”- VIDEO-BOOM! CATENO DE LUCA, NEO-ALLEATO DI GIORGIA MELONI, AVRÀ IL RUOLO DI BASTONARE VANNACCI PER CONTO DELLA DUCETTA: “AL SUO PARTITO DEI CAZZARI, OPPONGO IL PARTITO DEL PRAGMATISMO” - L’ACCORDO TRA LA MELONI E "SCATENO" E’ STATO CHIUSO DA LA RUSSA E DAL SUO FEDELISSIMO GAETANO GALVAGNO, PRESIDENTE DELL’ARS. GLI ESPONENTI SICILIANI DI FDI SONO SCONCERTATI, MA TACCIONO PER PAURA DI NON ESSERE RICANDIDATI: DE LUCA LI HA FATTI A PEZZI - QUANDO DE LUCA SI SCAGLIAVA CONTRO LA RAI: “È DIVENTATA TELE-MELONI, VESPA STABILISCE CHI È MAGGIORANZA E CHI È OPPOSIZIONE. È UN SISTEMA ASSERVITO A UN’OLIGARCHIA” – LA REPLICA DI VANNACCI A DE LUCA: “CONOSCO LE CATENE E LE CATENARIE, ALTRI CATENI NON NE CONOSCO. NON MI OCCUPO DI COSE DI POCO CONTO” - VIDEO 

leonardo maria del vecchio

FLASH! - SIAMO QUASI A NOVEMBRE E TUTTE LE SOCIETÀ, QUOTATE E NON, HANNO COMPILATO E RESO PUBBLICI I LORO BILANCI 2025 – SEBBENE IL CODICE CIVILE PREVEDA CHE SIANO PRESENTATI ENTRO 120/180 GIORNI DALLA CHIUSURA DELL’ESERCIZIO (31 DICEMBRE), LMDV CAPITAL DI LEONARDINO DEL VECCHIO, NON L’HA ANCORA RESO DISPONIBILE, PUR ESSENDO LA SUA HOLDING DI PARTECIPAZIONI (TWIGA, QN, IL GIORNALE, LEONE FILM GROUP, IMPREDO, ACQUA FIUGGI, ETC.) AL CENTRO DEL FAMILY-OFFICE DELL’EREDE LUXOTTICA – COME MAI TALE RITARDO? FORSE TROPPO IMPEGNATO A FARE LE PULCI AL “FATTO QUOTIDIANO”?

papa leone xiv javier milei viaggio argentina arcivescovo paul richard gallagher

DAGOREPORT - DOPO LA RECENTE OPERAZIONE PER L’ASPORTAZIONE DI UN CANCRO AL POLMONE, CHE ARIA TIRA IN VATICANO INTORNO A ROBERT PREVOST? - ALLA VIGILIA DEL SUO  VIAGGIO IN AMERICA LATINA, CHE SOSTEGNO RICEVE DAL SUO MINISTRO DEGLI ESTERI, L'ARCIVESCOVO PAUL RICHARD GALLAGHER? - SENTITE CON QUANTA MALCELATA SODDISFAZIONE, PARLANDO NELLA SEDE DELLA STAMPA ESTERA, IL CARDINALE BRITANNICO SI È ESPRESSO SULLO STATO DI SALUTE DI LEONE XIV: IL CANCRO DEL PAPA RAPPRESENTA UN "CAMBIO DI PARADIGMA" - GALLAGHER HA COSÌ GLOSSATO IL ‘’GAMECHANGER’’: L’ETÀ RELATIVAMENTE GIOVANE E LA BUONA CONDIZIONE FISICA AVEVANO INDOTTO ALCUNI CATTOLICI A CONSIDERARLO UN ’’PAPA SUPERMAN’’. LA MALATTIA HA PERÒ MOSTRATO CHE È ‘’UN POVERO MORTALE, PROPRIO COME TUTTI NOI’’ (AMEN) - EPPURE IL VIAGGIO CHE PAPA LEONE SI ACCINGE A FARE HA UNA TAPPA ESTREMAMENTE DELICATA: L’ARGENTINA DI QUELLA MOTOSEGA DI XAVIER MILEI, DOVE I CATTOLICI ERANO IL 90% NEGLI ANNI ‘60 E SONO OGGI RIDOTTI AL 57%, E PAPA BERGOGLIO VIENE BOLLATO ANCORA DI “COMUNISMO” - RIUSCIRÀ PREVOST A FARE LA PACE TRA ARGENTINI E LA CHIESA CATTOLICA?