berlusconi maroni salvini

CANE SCIOLTO O RISERVA DELLA REPUBBLICA? LA SCELTA DI MARONI SPACCA IL CENTRODESTRA: SALVINI TEME LE MOSSE DI BERLUSCONI PER ROSICCHIARE VOTI ALLA LEGA. ED IL CAV, PER TRANQUILLIZZARLO, ASSICURA: “BOBO NON ENTRERA’ NEL PROSSIMO GOVERNO”. MA TRA QUATTRO MESI CHISSA’ COSA SUCCEDE…  

 

1. LA FRENATA DI SILVIO IN ZONA CESARINI LEGHISTA

Da Ansa

 

BERLUSCONI E MARONI A MONTECITORIO

"Lo escludo nella maniera più assoluta: se ha questi motivi personali, queste ragioni famigliari che lo hanno spinto a scegliere di non candidarsi è impensabile che si possano ipotizzare per lui dei ruoli politici e tantomeno nel governo futuro".

 

Lo dice Berlusconi a Radio Capital rispondendo alla domanda su un eventuale ruolo di Roberto Maroni in un prossimo governo. "È una invenzione pura, non ho mai pensato una cosa del genere, posso escluderlo nella maniera più assoluta", aggiunge il leader di FI a proposito delle voci di un accordo tra lui e Maroni in questo senso.

 

2. “COMUNQUE NON LASCIO LA POLITICA”

Fabio Poletti per la Stampa

 

Un passo indietro per farne alcuni avanti. A mezzogiorno Roberto Maroni annuncia ufficialmente per «motivi personali» che non correrà più per le regionali in Lombardia ma non chiude sulla possibilità di impegnarsi ancora: «Sono a disposizione se dovesse servire. Con la politica ho una grande storia d' amore che va avanti da 25 anni. E come tutte le storie d' amore non finisce mai». Una decisione maturata da tempo ma comunicata solo negli ultimi giorni. Quando lo stesso governatore oramai ex, spinge perché al suo posto corra Attilio Fontana, ex sindaco di Varese, ex presidente del Consiglio regionale e soprattutto ex presidente dell' Anci Lombardia.

 

SALVINI MARONI E ATTILIO FONTANA

L' incoronazione arriva nel pomeriggio dopo il Federale in via Bellerio. L' annuncio lo fa direttamente Matteo Salvini: «Grazie a Roberto Maroni e alla sua squadra. Buon lavoro al bravo Attilio Fontana per i prossimi 5 anni». Lapidario il candidato in pectore del centrodestra a Palazzo Lombardia: «Sono onorato e darò il massimo per la nostra Lombardia. Prenderò immediatamente contatti con tutti gli alleati del centrodestra». L' accelerazione che spiazza un po' tutti non coglie di sorpresa il sindaco di Bergamo Giorgio Gori che corre per il centrosinistra a Palazzo Lombardia: «Avanti nella nostra marcia qualunque sia il competitor».

 

zaia salvini maroni

Se la partita elettorale in Lombardia a questo punto è definita, più di uno si interroga sul futuro di Roberto Maroni. Nella conferenza stampa a Palazzo Lombardia l' ex governatore oramai ex, sottolinea più volte che non ha «pretese da formulare alla politica». Ma quello che lui considera il buon governo in Lombardia sotto la sua guida non è solo il suo passato ma già un' ipoteca verso il futuro: «So cosa vuol dire governare e assumere responsabilità di governo. Per questo ho il timore che se vince Luigi Di Maio l' Italia finisce come spelacchio. Per me il candidato dei 5Stelle è Virginia Raggi al cubo». I rumor dentro e fuori la Lega lo danno già in lista per il Senato.

 

Cosa che gli consentirebbe pure di mettersi al riparo per le conseguenze della legge Severino per i suoi guai giudiziari. Ma si capisce che non è quello il motivo che ha fatto scegliere a Roberto Maroni di fare un passo indietro in Lombardia. Si sa che prima di Natale il governatore lombardo ha sentito Silvio Berlusconi e che lo ha poi visto dopo le feste. Ma a chiedergli direttamente se il leader di Forza Italia gli avesse offerto la poltrona di Palazzo Chigi o come minimo un importante ministero Roberto Maroni risponde e sorride: «Non è vero che me lo ha chiesto, magari lo ha pensato».

SALVINI E MARONI

 

Di sicuro fino al 28 dicembre, ultima riunione di giunta in Lombardia, Roberto Maroni parlava di programmi e della battaglia da condurre per non perdere la Lombardia. Da qui a marzo conferma comunque di volersi occupare della Regione per portare a termine il percorso sulle autonomie nato col referendum del 22 ottobre: «E' la sfida conclusiva del mio mandato. È una sfida che voglio vincere. Il mio obiettivo è chiudere l' accordo col governo prime delle elezioni».

 

3. I SALVINIANI CONTRO IL GOVERNATORE

Alberto Mattioli per la Stampa

 

«Però mettiamo che uno si rompe [sic] una gamba e non può fare la maratona... e allora non può nemmeno fare il Giro d' Italia in bicicletta (ci siamo capiti, vero?)». Così parlò su Facebook il senatore bresciano della Lega Raffaele Volpi, già plenipotenziario di Matteo Salvini per lo sbarco del partito al Sud. Ci siamo capiti, ma magari una traduzione aiuta: se Maroni dice di non voler correre per la Lombardia «per ragioni personali», per le stesse ragioni personali, in teoria, non potrebbe nemmeno andare a Roma a fare il ministro e, magari, il premier.

 

SALVINI MARONI

In casa Lega i malumori non mancano, per la decisione di Maroni e per il modo con cui è stata presa. E soprattutto per come è stata comunicata, all' ultimo momento e spiazzando un po' tutti. Salvini ringrazia il governatore uscente e fa gli auguri a quello probabilmente entrante, ma in realtà, fanno trapelare dal suo entourage, della scelta del caro Bobo si è limitato a prendere atto (insomma, non è stata condivisa) e anche con una freddezza, raccontano, che assomiglia molto al gelo.

 

I problemi, in realtà, sono due. Il primo riguarda l' esterno. La partita per la Lombardia che, sondaggi alla mano (dieci punti di vantaggio di Maroni su Gori) era data per vinta, adesso diventa più difficile, anche se l'«election day» permetterà di sfruttare su scala locale l' effetto traino dell' eventuale, anzi diciamo pure probabile, vittoria nazionale. Il centrodestra resta in vantaggio ma senza Maroni sulla scheda il successo, ragionano in via Bellerio, è meno scontato. È anche la ragione per la quale è stato scelto Attilio Fontana, che fra i leghisti ha sempre spiccato per profilo istituzionale e toni pacati, dunque è potabile per l' elettorato moderato.

maroni

 

Poi c' è l' altro aspetto, tutto interno alla Lega. Molti sospettano, e qualcuno sa per certo, che Maroni, uomo notoriamente prudentissimo e cautissimo, abbia fatto il grande passo perché ha un accordo di ferro con Berlusconi. Fra Salvini e Maroni, si sa, i sensi della corrispondenza non sono mai stati amorosi: che Maroni giochi di sponda con un alleato che è anche un concorrente non piace troppo. Da qui un diffuso malumore, irritazioni generali (per esempio, raccontano, di Giancarlo Giorgetti, uomo che compare poco ma conta molto), anche se le bocche, a parte quella del senatore Volpi, restano cucite.

 

ROBERTO MARONI ATTILIO FONTANA

«Maroni magari ha in tasca una promessa di Berlusconi per Palazzo Chigi. Ma sul nostro simbolo c' è scritto "Salvini premier"», fa notare un cacicco leghista. E poi: Salvini si è sempre detto indisponibile a un eventuale governo di larghe intese fra centrodestra e Pd, se dalle urne non uscisse una maggioranza chiara. Maroni, chissà. Forse corrono troppo quelli della minoranza interna leghista, convinti che con questa mossa Salvini resti con il cerino in mano, e nemmeno tanto lungo. Ma di certo ieri Maroni ha sparigliato le carte. Anche dentro il suo partito.

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