PICCOLI OSAMA CRESCONO - IL CAPOCCIA JIHADISTA CHE S’È MESSO A GIOCARE A RISIKO IN NORD AFRICA SI CHIAMA IYAD AG GHALI - HA FATTO DA ‘FEDERATORE’ A MANIPOLI DI COMBATTENTI E S’È PRESO IL NORD DEL MALI IN NOME DELL’INDIPENDENZA TOUAREG - EX LEGIONARIO DI GHEDDAFI, TRAFFICANTE, CONTRABBANDIERE, È FAMIGERATO PER AVER IMPOSTO L’AMPUTAZIONE DI MANI E PIEDI ALLE DONNE DELLE ZONE CONQUISTATE…

Vincenzo Nigro per "la Repubblica"

Le radio, i giornali, e soprattutto il "tam tam" che in tutta Bamako rimbalza velocissimo con gli SMS dei cellulari dicono che lui non c'è più. Si è già nascosto in uno dei santuari che preparati da tempo nel deserto algerino, scortato e protetto dai suoi touareg integralisti, i miliziani di "Ansar Eddin".

Lui, il capo, è Iyad Ag Ghali, e Ansar Eddin, il gruppo che ha fondato solo nell'ottobre del 2011, è la "new company" del terrorismo jihadista, la sigla che in pochi mesi è stata capace di creare l'alleanza per conquistare il Nord del Mali assieme ad "Al Qaeda nel Maghreb islamico" e a un terzo gruppetto (il Mujao). In poche parole, Ag Ghali è l'uomo capace di attirare la Francia di Francois Hollande nella trappola di una nuova guerra africana. E forse non soltanto la Francia.

Ag Ghali non è un uomo nuovo, uno sconosciuto balzato all'orrore della cronaca per le mani e i piedi amputati e per le donne lapidate nel Nord Mali. Una lunga carriera di militare (nella legione internazionale di Gheddafi), di trafficante, contrabbandiere, ribelle touareg, confidente di servizi segreti, lo ha portato al suo appuntamento con la storia nella primavera del 2012. Da ribelle touareg già nel 1990 Ag Ghali aveva partecipato e guidato uno dei tanti tentativi di rivolta che i nomadi avevano provato a costruire contro il governo del Mali uscito dalla de-colonizzazione francese.

Col governo di Bamako, da gran trafficante che è, era riuscito poi a riappacificarsi, tanto da essere inviato a fare il console a Gedda in Arabia Saudita. Di lì i sauditi lo avevano espulso solo dopo poche settimane: era più forte di lui, si era subito messo in contatto con i gruppi jihadisti e integralisti vicini ad Al Qaeda, aveva cercato i vecchi compagni della sua breve esperienza di militante integralista in Pakistan.

Rientrato in Mali, riprende il lavoro fra gli uomini delle sue tribù touareg, seguito a distanza e non sempre con ostilità dai servizi segreti algerini, che intanto combattevano Al Qaeda e i salafiti in casa loro (con tutto l'interesse - quindi - di spingerli verso il Mali o altrove).

Nel 2003 Ag Ghali dichiara apertamente di aderire al jihad secondo il rito terrorista di Al Qaeda. Ma continua a tenere aperti i ponti con tutti. Il governo algerino e i maliani lo incaricano di negoziare il rilascio degli ostaggi catturati dal "Gruppo salafita di predicazione e combattimento", il primo gruppo jihadista algerino che più tardi si trasformò nell'attuale "Al Qaeda nel Maghreb Islamico".

Ag Ghali negozia, paga i riscatti, tiene per sé buona parte dei milioni di dollari che gli passano gli europei. L'affare migliore lo fa nel 2003, quando fa rilasciare un gruppo di turisti europei catturati da Abu Zeid, uno dei caporioni del Gspc.

Lui nel frattempo continua a sognare, a lavorare per l'indipendenza dell'Azawad, lo stato dei touareg. Un mestiere che porta soldi e potere. Nel 2006 con un altro leader ribelle touareg prova una nuova ribellione; al momento giusto tradisce il compare, negozia con il governo del Mali e incassa il suo tornaconto. Nel 2006 - rivela Wikileaks - ha il coraggio di presentarsi a Terence Mc-Culley, ambasciatore americano in Mali, ha la faccia tosta di lamentarsi con lui di Al Qaeda, «quelli non hanno capito che nel Nord del mio paese la gente non accetta la loro ideologia estremista ».

L'apoteosi di questo Bin Laden d'Africa è però la conquista del Nord del paese nel 2012. Tutto inizia con lui che nell'ottobre del 2011 si propone alla guida del "Movimento nazionale per la liberazione dell'Azawad". Sono i touareg "laici", quelli che vorrebbero l'indipendenza dell'Azawad, tenendo Al Qaeda e il vero Bin Laden a distanza.

Non lo eleggono capo dell'Mnla, e allora lui (con i soldi di Al Qaeda) fonda Ansar Eddin. La storia di quest'anno è conosciuta: Ag Ghali sa bene chi reclutare fra i touareg arruolati nell'esercito di Gheddafi e sbandati dopo la sconfitta del colonnello. Sono addestrati, sono armati, ci sono i soldi di Al Qaeda e del narcotraffico.

Così quando l'Mnla parte per conquistare il Mali, Ansar Eddin li segue tirandosi dietro Al Qaeda. Pochi mesi, e quelli di Ansar Eddin fanno fuori i "laici", impongono la sharia e il loro pugno di ferro a Gao, Kidal e Timbuctù. Ag Ghali porta le bandiere nere del jihad nella più grande regione del mondo che Al Qaeda sia mai riuscita a governare. La storia continua, il finale è imprevedibile. Ma Iyad Ag Ghali di sicuro ha già un ruolo da protagonista. Il più interessante, il più pericoloso.

 

IYAD AG GHALI IYAD AG GHALI BOUTROS BOUTROS ghaliIYAD AG GHALI guerra maliLO SCENARIO DI GUERRA IN MALImali soldati mali guerra MALI IN GUERRA

Ultimi Dagoreport

generali philippe donnet luigi lovaglio carlo messina

DAGOREPORT - IL RISIKO S'INGROSSA! L’APERTURA DI ASSICURAZIONI GENERALI A VALUTARE L'OFFERTA” DI MPS PER L’ACQUISIZIONE DI BANCA GENERALI, È UN GRAN PASSO AVANTI PER IL PIANO DI LOVAGLIO PER DISINNESCARE L’OPAS SUL “MONTE” DI BANCA INTESA - SECONDO PIAZZA AFFARI, L’OPERAZIONE TRIESTE-SIENA POTREBBE AVERE DALLA SUA L’APPOGGIO DEI POTENTISSIMI FONDI DI INVESTIMENTO INTERNAZIONALI, TRA CUI BLACKROCK, CHE HA PERALTRO IMPORTANTI INTERESSI NELLE BANCHE ITALIANE, TRA CUI INTESA - ORA INIZIA UNA PARTITA APERTISSIMA DAL PUNTO DI VISTA FINANZIARIO, MA ANCHE DA QUELLO POLITICO: IL 26 OTTOBRE  L’ASSEMBLEA STRAORDINARIA DI MPS SARA' CHIAMATA AD APPROVARE L'ACQUISIZIONE E TUTTO PUO' SUCCEDERE...

mark zuckerberg proteste

HAI VOLUTO TRUMP? E ORA T’ATTACCHI ALLA SCORTA! – I LEADER DELLA SILICON VALLEY SONO OSSESSIONATI DALLA LORO SICUREZZA, E SPENDONO VAGONATE DI DOLLARI IN PROTEZIONE, GUARDIE DEL CORPO, BUNKER. COLPA DELLA SVOLTA TRUMPIANA E DELLA RIVOLUZIONE DELL’ACCELERAZIONE INCONTROLLABILE DELL’INTELLIGENZA ARTIFICIALE, CHE RISCHIA DI PRODURRE FOLLE DI DISOCCUPATI INCAZZATI PRONTI AD ASSALTARE, OLTRE AI DATA CENTER, I VILLONI DEI PAPERONI – IL PIÙ PARANOICO DI TUTTI? MARK ZUCKERBERG! META SPENDE OLTRE 25 MILIONI DI DOLLARI ALL’ANNO ESCLUSIVAMENTE PER LA PROTEZIONE DEL SUO FONDATORE – L’OSSESSIONE DEI MILIARDARI PER BUNKER DI LUSSO, FORTEZZE SOTTERRANEE, RIFUGI IN NUOVA ZELANDA E HAWAII, CON INVESTIMENTI CHE OSCILLAVANO TRA I DIECI E I CINQUANTA MILIONI DI DOLLARI CIASCUNO...

vladimir putin donald trump volodymyr zelensky

FLASH! – QUANDO LE COSE GIRANO SUL PEGGIO, INTERVENGONO I SERVIZI SEGRETI - IL BENINFORMATO CAPO DELLA CIA, JOHN RATCLIFFE, SAREBBE VOLATO A MOSCA, SECONDO RUMORS DI WASHINGTON, PER CONSEGNARE UN DURO AVVERTIMENTO ALLA CRICCA DI PUTIN, FINITA IN UN CUL DE SAC NEL CONFLITTO UCRAINO – CARO VLADIMIR, UN'EVENTUALE ESCALATION CON USO DI ARMI NUCLEARI TATTICHE, CAPACI DI DISTRUGGERE KM DI TERRITORIO UCRAINO, È UNA LINEA ASSOLUTAMENTE DA NON OLTREPASSARE: GLI STATI UNITI NON STAREBBERO CON LE MANI IN MANO… 

kyriakou pier silvio berlusconi enrico mentana crippa fedele confalonieri mediaset urbano cairo marina

DAGOREPORT - RITORNA A CASA, LESSO! SI ACCAVALLANO LE VOCI CHE LA PROSSIMA DESTINAZIONE DI ENRICO MENTANA SIA QUELLA DI PADRONE SUPREMO DI TUTTA L’INFORMAZIONE MEDIASET - RUOLO CHE DAL 1998 RICOPRE IL FEDELISSIMO “FELDMARESCIALLO” DI FEDELE CONFALONIERI, MAURO CRIPPA, ARTEFICE MAGICO DEL “RETEQUATTRISMO” DEI DEL DEBBIO-PORRO-GIORDANO-SALLUSTI CHE HA APPARECCHIATO L’AVANZATA POPULISTA DI SALVINI E POI IL MELONISMO SENZA LIMITISMO - CHE PIER SILVIO (E LA SORELLA SUPERIORE MARINA) ABBIA LE PALLE IN SATURAZIONE DEL “CRIPPISMO ALLA FIAMMA” SI ERA BEN CAPITO DALLO SBARCO SU RETE4 DI BIANCA BERLINGUER, POI DI TOMMASO LABATE E INFINE DI MILO INFANTE CHE, OLTRE A CONDURRE DUE PROGRAMMI, E' NOMINATO CONDIRETTORE DELLA “STANZA DEI BOTTONI” DEL CRIPPA-PENSIERO, VIDEONEWS - L’IPOTESI MENTANA È STATA ACCOLTA DALLA CRICCA DI CRIPPA OVVIAMENTE MALE, MALISSIMO, CONOSCENDO ALTRESÌ BENE IL CARATTERINO DI CHICCO. E GIRANO A MEZZA VOCE BATTUTINE DEL TIPO: ‘’PIER SILVIO MANDA IN PENSIONE IL 67ENNE CRIPPA PER SOSTITUIRLO CON MENTANA, PENSIONATO DI 71 ANNI...’’

sigfrido ranucci valter lavitola giampaolo rossi

DAGOREPORT - MARTEDÌ PROSSIMO CALERÀ IL SIPARIO SU RANUCCI: A OTTOBRE, QUANDO RITORNERÀ IN ONDA “REPORT”, L’AMICO FRATERNO” DI WALTERINO LAVITOLA NON SARÀ PIÙ ALLA CONDUZIONE - IN SEGUITO ALLE VERIFICHE INTERNE (“AUDIT) SUL RISPETTO DEL CODICE ETICO DELLA RAI E IN ATTESA DELLE DECISIONI DEGLI INQUIRENTI E DEI MAGISTRATI SULLA MA-LAVITOLA ALLE VONGOLE SGUSCIATE, L'AMMINISTRATORE DELEGATO GIAMPAOLO ROSSI COMUNICHERÀ A RANUCCI IL CAMBIO DI CONDUZIONE (SOSTITUZIONE CHE È NEL PIENO DIRITTO DELLE PROCEDURE AZIENDALI) - QUINDI, A DISPETTO DI QUANTO PIÙ VOLTE SCRITTO, IL DIPENDENTE RAI RANUCCI SIGFRIDO NON VERRÀ ASSOLUTAMENTE “SOSPESO” DAL RUOLO DI VICE-DIRETTORE, IL SUO STIPENDIO CORRERÀ TRANQUILLO COME OGNI MESE, MA VERRÀ SPOSTATO DAL RESPONSABILE DEI PROGRAMMI DI APPROFONDIMENTO, PAOLO CORSINI, AD ALTRI IMPORTANTI INCARICHI - FINE DEL PRIMO TEMPO....