rampelli lollobigida fini proietti

ARCHEO-MISSINI, QUANDO VOLAVANO CAPOCCIATE TRA CAMERATI - NEL 1995 PER FAR CONFERMARE FRANCESCO LOLLOBRIGIDA COME ASSESSORE A SUBIACO, IL CAPO DEI "GABBIANI" RAMPELLI NON ESITO’ A PRENDERE A CRANIATE SUL VOLTO “CHECCHINO” PROIETTI, ALL’EPOCA BRACCIO DESTRO DI FINI, CHE GLI URLÒ: “A SUBIACO COMANDO IO” - IL VIRILE RAMPELLI OGGI NON È PIÙ NELLE GRAZIE DEL SUO EX GABBIANELLO LOLLOBRIGIDA VOLATO VIA VERSO ALTRI CAMPI, PIENI DI MELONI… - LA VERSIONE DI RAMPELLI SULLO SCONTRO CON FRANCESCO PROIETTI RACCONTATA NEL LIBRO "RE GIORGIA" DI SUSANNA TURCO

Dagonota

 

FABIO RAMPELLI A IN ONDA

Correva l’anno 1995. A Sanremo trionfava Giorgia con la canzone “Come Saprei”, la Juventus vinceva dopo 9 anni il suo 23esimo scudetto e Gianfranco Fini a Fiuggi tumulava il Movimento Sociale Italiano per traghettare i reduci della destra post-fascista in Alleanza Nazionale.

 

In quel tempo, nel ridente comune di Subiaco, brillava la stellina di un giovane e aitante attivista missino, Francesco Lollobrigida. Il 33enne “Lollo”, all’epoca assessore comunale, era in rampa di lancio verso magnifiche sorti e progressive. Le sue ambizioni si scontrarono, però, con le idee dell’allora braccio destro di Gianfranco Fini, “Checchino” Proietti, anche lui nativo di Subiaco e autoproclamatosi sovrintendente nella valle dell’Aniene.

il ministro francesco lollobrigida al vinitaly 2023

 

Proietti, infatti, decise che Lollobrigida non andava più riconfermato come assessore. Il futuro ministro, all’epoca, era intruppato nello stormo di “Gabbiani” di Colle Oppio di cui era ed è capataz Fabio Rampelli, ai tempi coordinatore regionale del partito.

 

Quando al giovane “gabbiano” furono tarpate le ali, l’audace Rampelli non si tirò indietro e affrontò a brutto muso Checchino Proietti. Il botta e risposta tra i due fu rude: “Devi riconfermà Lollobrigida”, “No, a Subiaco comando io!”. La risposta di Rampelli non fu verbale ma frontale: assestò una craniata sul volto di Proietti. Un gestaccio che gli costò la poltrona di coordinatore regionale.

 

checchino proietti

Oggi, nonostante una tale dimostrazione di fratellanza correntizia, con la fronte spavalda lanciata oltre gli ostacoli, il virile Rampelli non è più nelle grazie del suo ex gabbianello, volato via verso altri campi pieni di Meloni…

 

LA VERSIONE RAMPELLI SULLO SCONTRO CON FRANCESCO PROIETTI

Dal libro “Re Giorgia” di Susanna Turco

 

Raccontano gli ex missini che all’origine di quell’aria da scomunica che tutt’ora avvolge Fabio Rampelli vi sia stato nella notte dei tempi con il braccio destro del capo, all’epoca Gianfranco Fini, un dissidio epico, degenerato in rissa. Anzi, per la precisione, in una capocciata, che ufficialmente è “uno schiaffo”.

 

Protagonisti Rampelli, appunto, e Checchino Proietti, al secolo Francesco Proietti Cosimi, per tanti anni il più vicino a Fini. Il motivo: Francesco Lollobrigida, all’epoca giovane militante che operava sullo stesso territorio di Proietti (Tivoli-Subiaco). Qualcosa che praticamente non è mai stato raccontato in chiaro ma che, come molte altre cose, a Via della Scrofa sanno tutti.

fabio rampelli foto di bacco (1)

 

Rampelli all’epoca era coordinatore regionale del Lazio, una carica importante nel partito visto il peso nella regione di An. Checchino era segretario provinciale di Rieti. I due avevano, ovviamente, un pessimo rapporto. Racconta Rampelli: «Mi arrivò la voce che Checchino non voleva ricandidare Lollobrigida, che era consigliere comunale a Subiaco che, dunque, secondo le nostre regole, andava ricandidato in automatico.

 

FRANCESCO LOLLOBRIGIDA GIORGIA MELONI AL VINITALY

Allora andai da Fini e gli dissi: “C’è un segretario tuo che non vuole rimettere in lista un consigliere comunale, senza alcun motivo”. Non è che Lollobrigida avesse fatto qualcosa di male, litigato con qualcuno: un uscente si ricandida sempre. Fini mi dice che se ne occuperà. Passa qualche giorno e mi torna questa voce che Lollobrigida non è in lista. Rivado da Fini e gli dico: “Mi sa che non ci hai parlato con il tuo segretario, sta andando avanti a escludere dalla lista Francesco Lollobrigida”.

 

Il problema, al di là dell’affetto verso Lollobrigida che comunque era un ragazzo su cui avevo investito molto, era anche il fatto che se non fossi stato capace di difendere un consigliere comunale di Subiaco, ridente cittadina di diecimila abitanti, di fatto sarei stato sfiduciato, non avrei potuto proprio più camminare per strada. Per cui diciamo che ho deciso di uscire di scena dignitosamente, perché non l’hanno candidato alla fine». Dignitosamente in che senso? «Ci ho litigato. Gli ho dato un ceffone. A mano aperta. Poi sono andato da Fini e ho rimesso il mandato da coordinatore regionale. Tanto, con Lollobrigida fuori dalle liste, non mi avrebbe più rispettato nessuno.»

gianfranco fini a mezzora in piu 12fabio rampelli

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