gaetano caputi alfredo mantovano giorgia meloni

CAPUTI, L’HAI CAPITO? NON E’ DIFFAMAZIONE, E’ GIORNALISMO! – IL TRIBUNALE DA’ TORTO AL CAPO DI GABINETTO DI GIORGIA MELONI, GAETANO CAPUTI, CHE AVEVA CHIESTO RISARCIMENTI PER ALCUNI ARTICOLI DI “DOMANI” SUI SUOI PRESUNTI CONFLITTI D'INTERESSE (RILANCIATI DA DAGOSPIA) - IL GIUDICE HA CONDANNATO CAPUTI A RISARCIRE LE SPESE LEGALI NEI CONFRONTI DEL QUOTIDIANO DIRETTO DA FITTIPALDI E DI QUESTO DISGRAZIATO SITO (TIE’!) – IL CASO DELLO SPIONAGGIO AI DANNI DI CAPUTI È NATO QUANDO UN DOCUMENTO DEI SERVIZI SEGRETI È FINITO AGLI ATTI DEL FASCICOLO SULLA DENUNCIA FATTA DAL FEDELISSIMO DELLA MELONI NEI CONFRONTI DI “DOMANI” – L’INCAZZATURA DI MANTOVANO PER IL CASO E IL CSM CHE HA ARCHIVIATO LA PRATICA CONTRO IL PROCURATORE DI ROMA, LO VOI...

Articolo di Enrica Riera per "Domani"

 

gaetano caputi

Non si è trattato di «subdoli espedienti». Non si è trattato neanche di «diffamazione», ma solo «del legittimo esercizio del diritto di cronaca e critica giornalistica costituzionalmente tutelati».

 

Lo scorso 4 dicembre il tribunale di Roma ha rigettato la domanda proposta da Gaetano Caputi, capo di gabinetto della premier Giorgia Meloni che aveva chiesto l’accertamento della «natura illecita» di una serie di articoli pubblicati da Domani sui suoi affari e i possibili conflitti di interessi.

 

Caputi chiedeva anche che i cronisti gli risarcissero presunti danni, «causa dell’illegittima lesione alla sua immagine e reputazione». Nel rigettare la pretesa, la giudice ha condannato il fedelissimo della presidente del Consiglio al pagamento delle spese legali nei confronti del direttore di questo giornale e di tre dei suoi giornalisti.

 

emiliano fittipaldi

Le motivazioni «Nel caso in esame – scrive la giudice – le contestazioni dell’attore non hanno riguardato i fatti riportati, la cui verità non è stata messa in discussione, bensì l’utilizzo di toni, espressioni e accostamenti ritenuti allusivi e insinuanti. Tale ricostruzione non si ritiene condivisibile, laddove sebbene dalla lettura degli articoli sia certamente possibile evincere una posizione fortemente critica verso la suddetta “commistione di incarichi pubblici e interessi privati”, essa viene affrontata da un punto di vista di opportunità e non di illiceità delle condotte dell’attore».

GAETANO CAPUTI

 

La sentenza, rileva pure che «una personalità politica ha certamente diritto a che la sua reputazione sia protetta, anche fuori dall’ambito della sua vita privata, ma gli imperativi di questa protezione devono essere bilanciati con gli interessi della libera discussione delle questioni politiche».

 

Gli articoli di Domani sugli affari di Caputi hanno riguardato più in particolare le sue attività economiche private e anche un suo ex socio, il presidente dell’Agenzia delle dogane Roberto Alesse.

 

Domani ne ha ricostruito la storia, sollevando il velo di possibili inopportunità tra attività private e ruoli pubblici ricoperti. Pubblicati il 12 e 16 febbraio 2024, gli articoli sono stati rilanciati da Dagospia: così anche la testata di Roberto D’Agostino è stata chiamata in causa dal capo di gabinetto. Analogamente, in base alla pronuncia della giudice del tribunale capitolino, la testata online ha vinto e ottenuto il risarcimento delle spese legali.

 

emiliano fittipaldi

Caputi inoltre nell’elenco di richieste risarcitorie chiedeva la «pubblicazione integrale» dell’eventuale sentenza a lui favorevole.

 

 

Nell’atto che dà ragione a Domani, si legge ancora: «È indubbio che nel caso in esame ricorra il requisito dell’interesse pubblico, né si rinvengono negli articoli in questione espressioni ed argomentazioni che superino il limite della continenza, dal momento che la critica è focalizzata sui potenziali conflitti d’interesse tra le attività private e il ruolo pubblico di Caputi, senza mai sfociare in un linguaggio inappropriato o in considerazioni non pertinenti rispetto agli argomenti trattati», è quanto si legge.

 

Per poi concludere: «Ciò detto la domanda risarcitoria avrebbe dovuto essere in ogni caso rigettata sotto il profilo della mancata prova del danno, del quale non sono nemmeno stati allegati i fatti da cui desumerne l’esistenza».

ALFREDO MANTOVANO E GIORGIA MELONI - FOTO LAPRESSE

 

In procura Chiusa, dunque, la causa civile, resta aperta la questione penale. Il capo di gabinetto di Meloni, infatti, ha denunciato i giornalisti di Domani anche davanti ai pm di piazzale Clodio, chiedendo ai magistrati di andare a caccia delle loro fonti.

 

Ma proprio dall’indagine della procura capitolina, nata su input del braccio destro della premier, è emerso qualcosa di inaspettato: i magistrati, ricostruendo nomi e cognomi di chi aveva effettuato ricerche sul capo di gabinetto, si sono imbattuti in una scoperta particolare.

Due anni fa Caputi era stato spiato da tre 007 italiani.

 

GAETANO CAPUTI

Ne è conseguita la richiesta della procura all’intelligence, quella cioè di comunicare «le generalità complete delle persone che» avevano «effettuato gli accessi», unitamente alle ragioni che vi avevano «dato causa». Ai magistrati, dunque, è arrivato sul tavolo l’elenco con i nomi e cognomi degli agenti segreti che hanno compiuto accertamenti sul braccio destro della premier.

 

Con anche il dirigente al quale avrebbero dovuto riferire: Giuseppe Del Deo, stimatissimo dal ministro della Difesa Guido Crosetto e a lungo pure da Meloni. Poi questa vicenda e altri misteri che hanno riguardato la sua gestione dell’Aisi hanno portato a un pensionamento dai servizi.

 

La notizia dello spionaggio ai danni di Caputi, svelata da questo giornale, ha scatenato l’ira del sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Alfredo Mantovano: all’epoca ha puntato il dito contro il procuratore capo di Roma, Francesco Lo Voi: il magistrato – secondo Mantovano – avrebbe violato ogni segretezza su un atto riservato, finito poi nel fascicolo di indagine accessibile alle parti.

 

Il Dis ha presentato un esposto contro la procura di Roma, e così quella di Perugia, guidata da Raffaele Cantone, ha aperto un fascicolo contro ignoti. Nel frattempo il plenum del Consiglio superiore della magistratura ha archiviato la pratica, attivata contro Lo Voi dai consiglieri laici di centrodestra, volta al trasferimento del pm per incompatibilità ambientale.

FRANCESCO LO VOI IN AUDIZIONE AL COPASIR

 

«Gioco al massacro e ricostruzioni fantasiose», hanno detto altri consiglieri del Csm nel corso della discussione.

 

Oggi, anche la sentenza civile del tribunale di Roma, che rigetta la domanda di Caputi contro Domani, sembra dargli ragione.

indagine dei servizi su gaetano caputi documento dell aisi pubblicato da domani 9GAETANO CAPUTIGAETANO CAPUTI indagine dei servizi su gaetano caputi documento dell aisi pubblicato da domani 8

Ultimi Dagoreport

stefano benigni marina berlusconi antonio tajani

LA “SFI-DUCETTA” ALLA LEGGE ELETTORALE HA APERTO IL VASO DI PANDORA: IN FORZA ITALIA SIAMO ALLA NOTTE DEI LUNGHI COLTELLI! SI VOCIFERA CHE IL SEGRETARIO, ANTONIO TAJANI E STEFANO BENIGNI PASSASSERO FRA I BANCHI A DIRE AI DEPUTATI COME VOTARE. MA HANNO FALLITO: IL LORO OBIETTIVO ERA INFATTI FAR PASSARE L’EMENDAMENTO SULLE PREFERENZE, IN PARTICOLARE IL SUPERAMENTO DELLA REGOLA DEL 60/40 (L’ALTERNANZA DI GENERE) - L’EX MONARCHICO VORREBBE LIBERARSI DEI PARLAMENTARI STORICAMENTE LEGATI A SILVIO BERLUSCONI, E OGGI A MARINA – IL SEGRETARIO È CONVINTO CHE LA “CAVALIERA” NON METTERÀ BOCCA SULLE LISTE PERCHE' SI SAREBBE GIÀ STANCATA DEL "GIOCATTOLO” FORZA ITALIA...

naike rivelli

DAGOREPORT – ORA SÌ CHE TI RICONOSCIAMO, NAIKE! LA RIVELLI DEDICA UN ALTRO VIDEO COATTO A DAGOSPIA E FINALMENTE TORNA LA BURINELLA CHE ABBIAMO SEMPRE AMATO – DALLE LEZIONI SULL’INGOIO DELLE BANANE ALLA FOTO CON LA TESTA NEL CESSO FINO ALLA “VULVA ART” E ALLA MEGA-HIT “DEFAILLANCE”, ABBIAMO SEMPRE ADORATO LA NAIKE FUORI CONTROLLO, TRA AVVENTURE LESBO, FOTO IGNUDA E APPELLI PRO-GNOCCA – CARISSIMA NAIKE, ABBIAMO UN CONSIGLIO: LASCIA PERDERE I DISSING, GLI SCONTRI VERBALI, LE POLEMICHE. NON SONO PER TE. NON AFFATICARE LE SINAPSI, LASCIALE LIBERE DI SINTONIZZARSI CON L’UNIVERSO. SPALANCA I CHAKRA, CHISSÀ CHE L’ENERGIA COSMICA NON ENTRI A FARE UN SALUTO. NON PRENDERTI TROPPO SUL SERIO. NOI NON L’ABBIAMO MAI FATTO...

giorgia meloni salvini tajani legge elettorale

DAGOREPORT – GIORGIA MELONI ERA CONVINTA DI AVER TROVATO UN ACCORDO CON SALVINI E TAJANI: PER AMMANSIRE I SUOI DUE ALLEATI, CONTRARISSIMI ALLE PREFERENZE, LI AVEVA ACCONTENTATI CON LE NOMINE DI STRISCIUGLIO A FERROVIE E STAZI ALLA CONSOB. OTTENUTO TUTTO QUESTO, NON SI METTERANNO MICA A ROMPERE I COJONI, PENSAVA LA DUCETTA. E INVECE… - IL GUAIO È CHE IL “FU TRUCE DEL PAPEETE” E L’EX MONARCHICO DI FERENTINO NON GOVERNANO PIÙ I LORO PARTITI, ORMAI SFARINATI – DENTRO FRATELLI D’ITALIA, MICA VA TANTO MEGLIO: QUANDO FRANCESCO LOLLOBRIGIDA PARLA DI “VIGLIACCHINI” CHE HANNO VOTATO NO, CE L’HA ANCHE CON I SUOI CAMERATI DI VIA DELLA SCROFA (IL PARTITO GRANITICO E COMPATTO DIETRO “IO SO’ GIORGIA’ NON ESISTE PIÙ

giorgia meloni roberto vannacci

DAGOREPORT- MENTRE LA RIFORMA ELETTORALE APPRODA IN PARLAMENTO, GIORGIA MELONI È TORMENTATA DA DUBBI E PERPLESSITÀ - ALL’EPOCA DELLA STESURA DEL NUOVO SISTEMA DI VOTO, NESSUNO DELLA FIAMMA MAGICA AVEVA PRESO IN SERIA CONSIDERAZIONE IL GENERALISSIMO VANNACCI E L'INARRESTABILE ASCESA DEL SUO PARTITO FUTURO NAZIONALE - E ADESSO SI CORRE IL FORTE RISCHIO CHE NESSUNA DELLE DUE CONTRAPPOSTE ALLEANZE RIESCA A INCAMERARE QUEL 42% CHE PORTEREBBE A UN PREMIO DI MAGGIORANZA DI 70 DEPUTATI E 35 SENATORI - UN BONUS TALMENTE ESAGERATO CHE LA CORTE COSTITUZIONALE NON AVREBBE IL MINIMO DUBBIO NEL BOCCIARLO - NON SOLO: A FINIRE SOTTO GLI ARTIGLI DELLA CORTE SPICCA ANCHE L’INDICAZIONE DEL CANDIDATO PREMIER NEL PROGRAMMA, UNA SORTA DI PREMIERATO IN VERSIONE DIETOR CHE VA A CONFLIGGERE CON LA COSTITUZIONE CHE VUOLE CHE SIA IL CAPO DELLO STATO A INDICARE IL PREMIER…

baroni universitari

DAGOREPORT - TRUFFE, FAVORI, ABUSI DI POTERE: MA COME SI FA A DIRE AI RAGAZZI DI STUDIARE E A CREDERE NELL’UNIVERSITÀ ITALIANA? - IL PRIMO ATENEO IN CLASSIFICA, IL POLITECNICO DI MILANO, TIENE PER TRENT’ANNI UN PROFESSORE PRECARIO A MILLE EURO CIRCA ALL’ANNO, MENO DI UN PAKISTANO CHE RACCOGLIE POMODORI! - CONTRO GLI ESITI, PILOTATI, DEI CONCORSI UNIVERSITARI, GIACCIONO CENTINAIA DI CAUSE DI RICORSO, POICHÉ L’ITALIA È L’UNICO PAESE DOVE PRIMA SI SCEGLIE IL CANDIDATO, POI SI RITAGLIA IL CONCORSO - IL CELEBRATO ERASMUS E' TANTO DIVERTENTE PER GLI STUDENTI (ANCHE PER ACCOPPIARSI) QUANTO INUTILISSIMO PER LO STUDIO: LO SANNO TUTTI CHE LO STUDENTE ERASMUS LO SI FA PASSARE PERCHÉ TANTO POI SE NE TORNA NELLA SUA UNIVERSITÀ - IN PARLAMENTO HANNO FATTO SALTARE L’ABILITAZIONE NAZIONALE (CHE FU INTRODOTTA DALLA GELMINI): I CONCORSI PER NUOVI DOCENTI SARANNO LOCALI, CIOE’ CONSEGNATI, COMPLETAMENTE, NELLE MANI DEI ‘’BARONI’’: TANTO LA MAGISTRATURA DORME (OPPURE LI ASSOLVE) - E PER FORTUNA CHE È IL GOVERNO DELLA MERITOCRAZIA, PRESIEDUTO DA UN “UNDERDOG”…

tommaso cerno lirio abbate sigfrido ranucci giuliano ferrara valter lavitola

DAGOREPORT - SE C'È UN FILO DI CONTINUITÀ NELLA STORIA DELL’ITALIETTA, UN ELEMENTO CHE RIMBALZA DA UN SECOLO ALL'ALTRO, È IL TRASFORMISMO - SE ALL’EPOCA SULLA VOLATILITÀ DI GIULIANO FERRARA SCESE UNA SORTA DI CONDANNA MORALE, OGGI SI VEDONO COSE CHE DIECI ANNI FA SI POTEVANO IMMAGINARE SOLO IN UN FANTAFUMETTO - L'"AMICIZIA FRATERNA" CHE LEGA L’EX GALEOTTO LAVITOLA CON IL GIORNALISTA DI PUNTA DELL’ANTI-POTERE, SIGFRIDO RANUCCI - L’EX DIRETTORE DELL’''ESPRESSO” LIRIO ABBATE CHE È IN ATTESA DI ASSUMERE LA VICE-DIREZIONE DEL ‘’GIORNALE’’, DOVE L’ATTENDE IL ‘’CERNO-BYL’’ DEL TRASFORMISMO: IL GAIO TOMMASINO, NEL BREVE GIRO DI UN LUSTRO, È STATO DIRETTORE DELL’’’ESPRESSO’’, VICEDIRETTORE DI ‘’REPUBBLICA’’, SENATORE PD SOTTO L’ALA DI RENZI, FINO A QUANDO, TRAFITTO DAL RAGGIO DI GIORGIA MELONI, E' PLANATO NELLA STAMPA DI DESTRA - TI BUTTI NELLA VITA DI MARIO ORFEO E SALTA FUORI DI TUTTO: DA CALTAGIRONE ALLA RAI, DA “REPUBBLICA” A LEONARDINO DEL VECCHIO…