carlo calenda emma bonino

IL MIO MIGLIOR NEMICO – CARLO CALENDA E EMMA BONINO SI SFIDERANNO NEL COLLEGIO UNINOMINALE DEL SENATO DI ROMA CENTRO – LA LEADER RADICALE MINIMIZZA LO SCONTRO: “SE TEMO LO SCONTRO CON CARLO? HO UNA PAUUUURA, UNA PAUUUURA. MAI DAI!” – CECCARELLI: “A ROMA CENTRO VENNERO PRESENTATI TUTTI COLORO CHE DOVEVANO ESSERE ELETTI: VELTRONI, GENTILONI, GUALTIERI. COLLEGIO DESTINATO A RIPRISTINARE UNA SORTA DI INCONFESSABILE VOTO CENSUARIO. LA DISFIDA BONINO-CALENDA ROMPE IL TRAN TRAN. SE POI TRA I DUE LITIGANTI SI PIAZZA LA DESTRA, LA FACCENDA SI COMPLICA…

1 - CALENDA-BONINO, EX AMICI NELLA SFIDA DI ROMA CENTRO

Estratto dell’articolo di Alberto Gentili per “il Messaggero”

 

carlo calenda emma bonino

Adesso è ufficiale. Gli alleati, ora avversari, Carlo Calenda ed Emma Bonino si sfideranno nella Capitale. Per l'esattezza nel collegio uninominale del Senato di Roma centro. […] Bonino, al contrario di Calenda, non dà particolare enfasi al duello con l'ex alleato e amico.

[…] Bonino aggiunge: «Se temo lo scontro con Carlo? Ho una pauuuura, una pauuuura. Mai dai!», è la risposta della leader radicale che calca e prolunga ironicamente il suono della u. Come dire: di Calenda non ho paura.

 

Non c'è però solo la sfida di Roma. Per cercare di portare il Terzo polo su «percentuali capaci di imporre un pareggio in Parlamento» («Con il 10-15% ce la faremo a non far vincere né la destra, né la sinistra»), domani Calenda presenterà il programma. Fondato e radicato sull'agenda del governo di Mario Draghi […]

 

2 - CALENDA-BONINO DUELLO TRA EX SOCI NELLA ROMA ZTL

CARLO CALENDA CON EMMA BONINO

Filippo Ceccarelli per “la Repubblica”

 

«Roma respira greve ed enorme nella caligine ardente» scriveva Cristina Campo, sia l'una che l'altra del tutto ignare e indifferenti, la più elegante delle scrittrici e la città eterna che troppe ne ha viste, del duello che si va allestendo da queste parti. Più ridondante di così ci sarebbe solo da gettare la tessera elettorale fra le luride schiume del Tevere.

 

Ma siccome qui la retorica suona degna di strafottenza, ecco che nel primo collegio senatoriale dovrebbero ritrovarsi - cucù! - Emma Bonino per il centrosinistra e Carlo Calenda che per se stesso già basta "e soverchia", come diceva il Divo, a suo tempo formidabile rastrellatore di preferenze nella circoscrizione Roma 1 (329.599 nel 1987). Fino a un paio di settimane fa, come noto, i due contendenti erano alleati e soci di un'entità battezzata addirittura Patto repubblicano.

EMMA BONINO CARLO CALENDA

 

Ma poi Calenda, tra un bacio e l'altro, se l'è svignata per mettersi in proprio e Bonino l'ha tacciato di «voltafaccia truffaldino»; al che lui, evocando la buona educazione ricevuta in famiglia, ha scelto di tacere dinanzi alle «volgarità». Ventotto anni orsono quello stesso simbolico collegio vide la sfida regina fra il novizio Berlusconi, alla guida del partito azienda, e Luigi Spaventa, grande economista dal colletto inamidato e l'ironia tagliente, ma non esattamente empatico rispetto a un elettorato che stava cambiando natura, codici, orizzonti, gusti.

 

Non servivano più gli infiniti giri che l'assessore Corrado Bernardo, con la sua Seicento, compiva per conto di Andreotti a caccia di voti nei conventi di monache, preti, frati e istituti di vecchietti da prelevare al seggio. Né fornivano più una sicura garanzia le migliaia di telefonate ad personam («Come sta il babbo? ») che Bartolo Ciccardini, un altro astuto dc, iniziava mesi e mesi prima che venissero convocati i comizi.

 

carlo calenda emma bonino

«Provi il professor Spaventa, se ne è capace, a vincere due coppe dei campioni!» fu il significativo esordio del Cavaliere. Molti la presero a ridere: i risultati di Roma 1 diedero in realtà non solo il via, ma anche lo slancio alla Seconda Repubblica. La volta dopo (1996), con Veltroni e il telemarketing, la sinistra capì la lezione che la destra, contrapponendogli l'anziano e ampolloso magistrato Filippo Mancuso, mostrò di aver dimenticato. Nel 2001 l'attivismo, il coraggio di Giovanna Melandri riuscirono, con pochi mezzi, a mantenere a quel che restava dell'Ulivo il primo collegio della capitale e d'Italia.

 

carlo calenda emma bonino piu europa

E tuttavia, forse è proprio da quel momento che nella turbinosa dislocazione socio- elettorale fu abbastanza chiaro che la sinistra aveva perso la presa, la stima e il senso stesso della periferia e delle borgate, oltre alla sua storica funzione a beneficio delle masse popolari che lì abitavano. Mai come a Roma, e mai come a Roma centro, il non ancora Pd si rinserrò fra il ceto medio, gli intellettuali, gli artisti e i carrieristi rispecchiandosi nella cosiddetta Ztl.

 

CARLO CALENDA EMMA BONINO

Non si comprese subito che era peggio di un errore: un sintomo, poi una maledizione. Un po' per convenienza e un altro po' per pigrizia a Roma centro vennero presentati tutti coloro che per ragioni di status e carriera dovevano essere eletti: di nuovo Veltroni, poi Gentiloni, quindi Gualtieri. Collegio tanto sicuro quanto destinato a ripristinare una sorta di inconfessabile, ma furbastro voto censuario. La disfida Bonino-Calenda rompe il tran tran. Se poi tra i due litiganti si piazza la destra, la faccenda si complica, ma dopo tutto anche nella città estranea e bollente la politica vive di sorprese.

CARLO CALENDA EMMA BONINO

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