ucraina biden putin zelensky

“NELLA VICENDA UCRAINA C’È UN AGGRESSORE E UN AGGREDITO, NON VI SONO TUTTAVIA ANIME CANDIDE” – L’EX AMBASCIATORE IN IRAQ, MARCO CARNELOS: “QUANDO GLI STORICI SERI FARANNO FINALMENTE LUCE SUL PERIODO DAL 2004 AL 2022 EMERGERANNO SORPRESE E MOLTI ASSUNTI OGGI DATI PER SCONTATI DOVRANNO ESSERE RIVISTI – SONO ANNI CHE L’UCRAINA BENEFICIA LEGITTIMAMENTE DI ASSISTENZA ED ADDESTRAMENTO MILITARI DI ALTO LIVELLO DA PARTE DI DIVERSI MEMBRI DELLA NATO, E I RISULTATI SI VEDONO - LA TURCHIA È UN MEMBRO DELLA NATO CHE SI È RITAGLIATO UNA SUA AUTONOMIA DI GIUDIZIO E DI MANOVRA RISPETTO ALL’ALLEANZA E LA STA METTENDO A FRUTTO…”

Angela Nocioni per https://www.ilriformista.it

 

MARCO CARNELOS

Marco Carnelos, ex ambasciatore italiano in Iraq, è ex consigliere per la politica internazionale di Romano Prodi e di Silvio Berlusconi.

 

Crede possibile una ritirata russa dall’Ucraina prima della fine di aprile?

Non sono ottimista di natura e, purtroppo, non vedo una ritirata russa entro questo mese, a mio modesto avviso alla fine di questo mese i combattimenti saranno ancora in corso. Avremo ancora una situazione bellica in Ucraina, a macchia di leopardo.

 

Subito dopo l’apertura del tavolo di trattativa ad Istanbul gli Stati uniti si sono detti scettici sulla disponibilità russa. Crede alla disponibilità di Mosca al negoziato?

vladimir putin joe biden ginevra

Lo scetticismo statunitense è piuttosto comprensibile e in larga parte scontato, credo che l’establishment politico di Washington ormai non nutra più alcuna fiducia nella possibilità di giungere ad intese durevoli con Mosca, in particolare con Vladimir Putin al potere; se poi sarà costretto suo malgrado è un altro discorso.

 

Credo che il livello di fiducia tra le due capitali sia prossimo a giungere al livello più basso nella storia delle relazioni bilaterali tra i due Paesi, fatta eccezione per la crisi dei missili di Cuba nel 1962 e per l’abbattimento del jet sudcoreano nel 1983. Larga parte del Partito Democratico americano non perdonerà mai Putin per la presunta interferenza di Mosca nel processo elettorale statunitense che – secondo la versione prevalente – nel 2016 avrebbe aperto a Donald Trump la porta della Casa Bianca.

 

volodymyr zelensky

Mi auguro che tra qualche anno qualche storico serio possa pronunciarsi definitivamente su quella che ha assunto le sembianze di un’infinita soap opera. Personalmente mi rifiuto di credere che la grande democrazia statunitense possa rivelarsi così fragile da essere esposta fatalmente a manovre destabilizzanti a cura di qualche apparato dell’intelligence russa.

 

Una voce uscita dal negoziato di Istanbul ipotizzava una proposta ucraina per una trattativa su un tavolo a parte per Donbas e Crimea, da avviare dopo il cessate il fuoco “e con 15 anni di tempo”. Ci crede?

putin biden

Non ho elementi per stabilire se sia vera. La ritengo tuttavia inverosimile e morta in partenza. Dal punto di vista di Mosca – e se lo riporto non significa che io lo condivida, ma dato il clima nel nostro Paese credo sia opportuno precisarlo – dopo aver atteso invano per otto anni l’applicazione degli Accordi di Minsk – tutela della lingua russa e autonomia per le regioni di Donetsk e Lugansk – del 2014, perché Putin dovrebbe ora accettare un periodo di addirittura 15 anni per definire l’assetto di due regioni che già controlla e della Crimea che già si è annesso? E in cambio di cosa? Durante le trattative ruotanti intorno ad un conflitto così intenso, nascono spesso illazioni di ogni tipo, spesso prive di fondamento, un chiacchiericcio in libertà.

 

putin erdogan gustano un cornetto

Come valuta il ruolo che si è ritagliato Erdogan?

Chapeau! La Turchia è un membro della Nato che si è ritagliato una sua autonomia di giudizio e di manovra rispetto all’Alleanza e la sta mettendo a frutto, anche pro domo sua ovviamente. Speriamo che arrivi fino in fondo e produca il miracolo. Visto il clima che regna tra la Russia e la Nato, che la prima accetti la mediazione di un membro della seconda la dice lunga su che razza di periodo senza precedenti stiamo vivendo.

il presidente turco erdogan

 

E la reazione italiana al ruolo di mediazione proposta da Erdogan?

L’Italia è un paese pragmatico, nonostante tutto, e se Erdogan con la sua mediazione trova una via di uscita che sollevi tutti da una situazione che ogni giorno si rivela più pericolosa tanto meglio. Non sarà certamente Roma – mi auguro – a mettersi di traverso.

 

Zelensky a suo avviso è ben consigliato?

Dal punto di vista della comunicazione con i media certamente si! Finora non ha sbagliato un colpo. Quanto alle scelte politico-militari avrei un giudizio più sfumato. Il popolo ucraino ha certamente dimostrato uno spirito di resistenza ammirevole, spero solo che alla fine ne sarà valsa alla pena alla luce delle immani sofferenze e distruzioni materiali alle quali la popolazione e il paese si sono finora esposti. Mia madre mi dice sempre chi ha più intelligenza e buon senso dovrebbe farne uso.

 

zelensky putin

Che fine avrà fatto il programma elettorale della campagna di Zelensky nel quale prevedeva di cercare un’intesa con la Russia?

Me lo chiedo. Era stato eletto proprio su una piattaforma elettorale che mirava a comporre i dissidi con la Russia. Resto convinto che Zelensky fosse animato da buona fede nella ricerca di un compromesso, poi, temo, il quadro politico interno ed internazionale hanno reso questo suo intendimento irrealistico o difficilmente perseguibile; senza dimenticare, ovviamente le più che plausibili responsabilità russe prima dello scoppio del conflitto.

 

Pur essendo vero che nella vicenda ucraina c’è un aggressore e un aggredito, non vi sono tuttavia anime candide. Quando gli storici seri faranno finalmente luce sul periodo dal 2004 al 2022 emergeranno molte sorprese e molti assunti oggi dati per scontati dovranno essere rivisti.

 

mercenario russo nel donbass, ucraina

Crede possibile che Mosca accetti di ritirarsi se Kiev accetta di cedere Crimea e le repubbliche separatiste del Donbass, ma non tutto il Donbass, e soprattutto non Mariupol?

Onestamente non lo so. Putin, se non sbaglio, aveva indicato come obiettivi la de-nazificazione (qualunque cosa essa significhi) e la de-militarizzazione dell’Ucraina unitamente alla neutralità formale del Paese. Soltanto quando verrà siglata un’intesa vedremo se questi obiettivi saranno stati conseguiti. Fermo restando che appare più che plausibile che a Mosca nelle ultime settimane siano stati compiuti dei grossolani errori di calcolo.

il ceceno kadyrov 5

 

Il ruolo dei ceceni? Il ruolo del battaglione Azov?

I Ceceni sono come i Ghurka utilizzati per secoli dalla Gran Bretagna nella sua avventura coloniale: il tipo di combattenti che non vorresti mai trovarti di fronte, sovente non fanno prigionieri. Quanto al battaglione Azov, sospendo il giudizio anche se alcuni indizi non mi sembrano rassicuranti.

 

I primi giorni ell’invasione russa il Nyt uscì con una bellissima cronaca sulla resistenza ucraina fatta anche da camerieri, ragionieri, avvocati. Tutti così bravi nell’utilizzo delle armi difensive ricevute dall’Occidente? All’Ucraina avremo mica fornito intelligence e personale formatissimo tuttora sul psoto? Avrà un ruolo tutto ciò nel perseverare della resistenza? Sarà legittimo chiederselo?

VOLONTARI DEL BATTAGLIONE AZOV

Sono anni che l’Ucraina beneficia legittimamente di assistenza ed addestramento militari di alto livello da parte di diversi membri della Nato, e i risultati si vedono. Le truppe russe incontrano difficoltà. Non si dovrebbe mai sottovalutare la determinazione di un popolo a difendersi. Quello che mi auguro tuttavia è che il conflitto cessi quanto prima, sarebbe imperdonabile trascinare questo massacro fino all’ultimo ucraino a prescindere dalle pregresse professioni dei combattenti. Spero che nessuno abbia in mente di combattere fino all’ultimo ucraino.

Ultimi Dagoreport

antonio angelucci tommaso cerno alessandro sallusti

FLASH – UCCI UCCI, QUANTI SCAZZI NEL “GIORNALE” DEGLI ANGELUCCI! NON SI PLACA L’IRA DELLA REDAZIONE CONTRO L’EDITORE E I POCHI COLLEGHI CHE VENERDÌ SI SONO ZERBINATI ALL'AZIENDA, LAVORANDO NONOSTANTE LO SCIOPERO CONTRO IL MANCATO RINNOVO DEL CONTRATTO NAZIONALE E PER CHIEDERE ADEGUAMENTI DEGLI STIPENDI (ANCHE I LORO). DOPO LO SCAMBIO DI MAIL INFUOCATE TRA CDR E PROPRIETÀ, C’È UN CLIMA DA GUERRA CIVILE. L’ULTIMO CADEAU DI ALESSANDRO SALLUSTI, IN USCITA COATTA (OGGI È IL SUO ULTIMO GIORNO A CAPO DEL QUOTIDIANO). AL NUOVO DIRETTORE, TOMMASO CERNO, CONVIENE PRESENTARSI CON L'ELMETTO DOMANI MATTINA...

elly schlein giuseppe conte giorgia meloni rocco casalino

DAGOREPORT - QUESTA VOLTA, ROCCO CASALINO HA RAGIONE: ELLY SCHLEIN SULLA QUESTIONE ATREJU “HA SBAGLIATO TUTTO” - LA GRUPPETTARA DEL NAZARENO, CHIEDENDO UN FACCIA A FACCIA CON GIORGIA MELONI, HA DIMOSTRATO DI ESSERE ANCORA UNA VOLTA UN’ABUSIVA DELLA POLITICA. HA SERVITO SUL PIATTO D’ARGENTO ALLA DUCETTA L’OCCASIONE DI FREGARLA, INVITANDO ANCHE GIUSEPPE CONTE PER UN “THREESOME” IN CUI LA PREMIER AVREBBE SPADRONEGGIATO – IN UN CONFRONTO A TRE, CON ELLY E PEPPINIELLO CHE SI SFANCULANO SULLA POLITICA INTERNAZIONALE, DAL RIARMO ALL’UCRAINA, E FANNO A GARA A CHI SPARA LA “PUTINATA” O LA “GAZATA” PIÙ GROSSA, LA DUCETTA AVREBBE VINTO A MANI BASSE – QUEL FURBACCHIONE DI CONTE NON SI TIRA INDIETRO: NONOSTANTE LA DEM SI SIA SFILATA, LUI CONFERMA LA SUA PRESENZA AL DIBATTITO: "MI DISPIACE DEL FORFAIT DI ELLY, PER ME È IMPORTANTE CHE CI SIA UN CONFRONTO E POTEVAMO FARLO ANCHE INSIEME. POTEVAMO INCALZARE LA PREMIER..."

alessandro giuli beatrice venezi gianmarco mazzi

DAGOREPORT - A CHE PUNTO SIAMO CON IL CASO VENEZI? IL GOVERNO, CIOÈ IL SOTTOSEGRETARIO ALLA CULTURA GIANMARCO MAZZI, HA SCELTO LA STRATEGIA DEL LOGORAMENTO: NESSUN PASSO INDIETRO, “BEATROCE” IN ARRIVO ALLA FENICE DI VENEZIA NEI TEMPI PREVISTI, MENTRE I LAVORATORI VENGONO MASSACRATI CON DISPETTI E TAGLI ALLO STIPENDIO. MA IL FRONTE DEI RESISTENTI DISPONE DI UN’ARMA MOLTO FORTE: IL CONCERTO DI CAPODANNO, CHE SENZA L’ORCHESTRA DELLA FENICE NON SI PUÒ FARE. E QUI STA IL PUNTO. PERCHÉ IL PROBLEMA NON È SOLO CHE VENEZI ARRIVI SUL PODIO DELLA FENICE SENZA AVERE UN CURRICULUM ADEGUATO, MA COSA SUCCEDERÀ SE E QUANDO CI SALIRÀ, NELL’OTTOBRE 2026 - CI SONO DUE VARIABILI: UNA È ALESSANDRO GIULI, CHE POTREBBE RICORDARSI DI ESSERE IL MINISTRO DELLA CULTURA. L’ALTRA È LA LEGA. ZAIA SI È SEMPRE DISINTERESSATO DELLA FENICE, MA ADESSO TUTTO È CAMBIATO E IL NUOVO GOVERNATORE, ALBERTO STEFANI, SEMBRA PIÙ ATTENTO ALLA CULTURA. IL PROSSIMO ANNO, INOLTRE, SI VOTA IN LAGUNA E IL COMUNE È CONTENDIBILISSIMO (LÌ LO SFIDANTE DI SINISTRA GIOVANNI MANILDO HA PRESO UNO 0,46% PIÙ DI STEFANI)

emmanuel macron friedrich merz giorgia meloni donald trump volodymyr zelensky vladimir putin

DAGOREPORT – ET VOILA', ANCHE SULLA SCENA INTERNAZIONALE, IL GRANDE BLUFF DI GIORGIA MELONI È STATO SCOPERTO: IL SUO CAMALEONTISMO NON RIESCE PIÙ A BARCAMENARSI TRA IL TRUMPISMO E IL RUOLO DI PREMIER EUROPEO. E L'ASSE STARMER-MACRON-MERZ L'HA TAGLIATA FUORI – IL DOPPIO GIOCO DELLA "GIORGIA DEI DUE MONDI" HA SUPERATO IL PUNTO DI NON RITORNO CON LE SUE DICHIARAZIONI A MARGINE DEL G20 IN SUDAFRICA, AUTO-RELEGANDOSI COSÌ AL RUOLO DI “ORBAN IN GONNELLA”,  CAVALLO DI TROIA DEL DISGREGATORE TRUMP IN EUROPA - DITE ALLA MELONA CHE NON È STATO SAGGIO INVIARE A GINEVRA IL SUO CONSIGLIERE DIPLOMATICO, FABRIZIO SAGGIO… - VIDEO

barigelli cairo

DAGOREPORT - PANDEMONIO ALLA "GAZZETTA DELLO SPORT"! IL DIRETTORE DELLA “ROSEA” STEFANO BARIGELLI VIENE CONTESTATO DAL COMITATO DI REDAZIONE PER LE PRESSIONI ANTI-SCIOPERO ESERCITATE SUI GIORNALISTI – LA SEGRETARIA GENERALE FNSI DENUNCIA: “I COLLEGHI DELLA 'GAZZETTA' CHE VOGLIONO SCIOPERARE VENGONO RINCORSI PER I CORRIDOI DAI LORO CAPIREDATTORI E MINACCIATI: ‘NON TI FACCIO FARE PIÙ LA JUVENTUS…” - BARIGELLI AVREBBE RECLUTATO UNA VENTINA DI GIORNALISTI PER FAR USCIRE IL GIORNALE SABATO E DIMOSTRARE COSI' ALL’EDITORE URBANETTO CAIRO QUANTO CE L’HA DURO – LA VICE-DIRETTRICE ARIANNA RAVELLI AVREBBE PURE DETTO IN MENSA A BARIGELLI: “STIAMO ATTENTI SOLO CHE NON CI SPUTTANI DAGOSPIA...” - VIDEO

luigi lovaglio giuseppe castagna giorgia meloni giancarlo giorgetti francesco gaetano caltagirone milleri monte dei paschi di siena

DAGOREPORT - È VERO, COME SOSTENGONO "CORRIERE" E “LA REPUBBLICA”, CHE L’OPERAZIONE MPS-MEDIOBANCA È “PERFEZIONATA E IRREVERSIBILE”? PIU' SAGGIO ATTENDERE, CON L'EVENTUALE AVANZAMENTO DELL'INCHIESTA GIUDIZIARIA MAGARI (IERI ED OGGI SONO STATI PERQUISITI GLI UFFICI DEGLI INDAGATI), QUALE SARÀ LA RISPOSTA DEGLI INVESTITORI DI PIAZZA AFFARI (GIA' MPS E' STATA MAZZOLATA IN BORSA) - POTREBBERO ANCHE ESSERCI RIPERCUSSIONI SUL COMPAGNO DI AVVENTURE DI CALTARICCONE, FRANCESCO MILLERI, CHE GUIDA L'HOLDING DELFIN LA CUI PROPRIETÀ È IN MANO AI LITIGIOSISSIMI 8 EREDI DEL DEFUNTO DEL VECCHIO - MA IL FATTO PIÙ IMPORTANTE SARA' IL RINNOVO AD APRILE 2026 DELLA GOVERNANCE DI GENERALI (PER CUI È STATA ESPUGNATA MEDIOBANCA) E DI MPS DEL LOQUACE CEO LUIGI LOVAGLIO (VEDI INTERCETTAZIONI) - INFINE, PIÙ DI TUTTO, CONTANO I PASSI SUCCESSIVI DELLA PROCURA DI MILANO, CHE PUÒ SOSPENDERE L’OPERAZIONE DELLA COMBRICCOLA ROMANA FAVORITA DA PALAZZO CHIGI SE INDIVIDUA IL RISCHIO DI REITERAZIONE DEI REATI (DA PIAZZA AFFARI SI MOLTIPLICANO LE VOCI DI NUOVI AVVISI DI GARANZIA IN ARRIVO PER I "FURBETTI DEL CONCERTINO''...)