lucia regna

IL CASO DI LUCIA REGNA DIVENTA POLITICO – MAGGIORANZA E OPPOSIZIONE SI SCAGLIANO CONTRO IL GIUDICE CHE HA ASSOLTO DAL REATO DI MALTRATTAMENTI L’EX MARITO DELLA DONNA, AGGREDITA NEL LUGLIO 2022. L’UOMO È STATO CONDANNATO A 18 MESI PER LESIONI: DOPO IL PESTAGGIO I MEDICI HANNO DOVUTO RICOSTRUIRE LA FACCIA DELLA SUA EX MOGLIE UTILIZZANDO 21 PLACCHE DI TITANIO - NELLE MOTIVAZIONI DELLA SENTENZA, IL TOGATO HA "GIUSTIFICATO" L'UOMO: "LEI HA ROTTO IL MATRIMONIO, MINACCE E INSULTI SONO COMPRENSIBILI" - "NOI MODERATI" CHIEDE DI CONVOCARE IL GIUDICE IN PARLAMENTO...

Estratto dell'articolo di Eleonora Camilli per “la Stampa” 

 

LUCIA REGNA DOPO IL PESTAGGIO

Un coro unanime di sdegno, una presa di posizione bipartisan per un caso, quello di Torino, che lascia tutti sconcertati, dall'opposizione al governo. Lo dice chiaramente la ministra per Famiglia, Eugenia Roccella: «Le motivazioni della sentenza di assoluzione dell'ex marito di Lucia Regna, con parole di comprensione e giustificazione nei confronti di un pestaggio che ha portato la vittima a dover far ricostruire il proprio volto con 21 placche di titanio, dimostrano che la cultura che dobbiamo contrastare si è insinuata troppo spesso anche fra coloro che dovrebbero contribuire a reprimere questi fenomeni».  

 

La ministra fa chiaro riferimento a «percorsi di formazione dei magistrati» poi sollecita il lavoro della Commissione parlamentare sul Femminicidio «perché argomentazioni di questo tipo sono ormai troppo frequenti nelle aule di tribunale». 

 

E a muoversi è proprio la presidente della Commissione: Martina Semenzato, deputata di Noi moderati, annuncia di aver richiesto gli atti del procedimento che verranno portati nell'ufficio di presidenza «con la richiesta di audizione dell'estensore del procedimento». «Prendiamo atto che in certi tribunali il reato di maltrattamenti in famiglia viene ravvisato ancora solo in presenza di abituali violenze fisiche» sottolinea ricordando che nessuna «umana comprensione», per «l'amarezza per la dissoluzione della comunità domestica», come scritto nella sentenza, «può giustificare le umiliazioni ai danni della propria convivente». Dalle file della maggioranza non mancano le critiche. 

LUCIA REGNA PRIMA DEL PESTAGGIO

 

Augusta Montaruli di FdI sottolinea che non si può permettere che «cali la fiducia delle donne nel denunciare fatti che possono portare a casi di femminicidio e che, in ogni caso, rimangono un macigno nelle loro vite». Dalla Lega, Laura Ravetto aggiunge che «le leggi non bastano. L'aggressore per questo magistrato andrebbe compreso perché lei avrebbe distrutto il matrimonio. È evidente che bisogna modificare l'approccio culturale partendo dalla testa del Paese». 

 

Parole durissime arrivano anche dal Partito democratico: «Non siamo abituati a commentare o a criticare le sentenze dei magistrati, ma è evidente che, se ciò che leggiamo sui giornali sarà confermato, saremmo di fronte a un caso lampante di vittimizzazione secondaria di una donna» scrivono i parlamentari del Pd nella commissione Femminicidio Cecilia D'Elia, Sara Ferrari, Filippo Sensi, Valeria Valente, Antonella Forattini e Valentina Ghio. «Questa sentenza - aggiungono - conferma che la formazione degli operatori della giustizia deve essere obbligatoria e non facoltativa, come continuiamo a chiedere. È per sentenze come questa che la Cedu ha condannato l'Italia, perché il nostro sistema della giustizia, fa ancora fatica a riconoscere e leggere correttamente la violenza contro le donne».  [...] 

 

eugenia roccella

«Colpisce che la sentenza definisca inconferenti la ragioni della donna poste alla base della legittima decisione di separarsi, minimizzandole e svalutandole - afferma Anna Ronfani di Telefono rosa Piemonte -. Secondo il giudice le caratteristiche personali dell'imputato esistevano ed erano a lei perfettamente note da sempre. Quindi? È richiesta e dovuta sopportazione eterna?». [...] 

martina semenzato noi moderati

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